
Raitre. Augias presenta un libro sul fisico nucleare Pontecorvo; distinguendosi parlando di "Sipario (sic!) di ferro" e di come l'Iran "Coltiva (ri-sic!) l'Uranio". Povero artereosclerotico paleocomunista, sta facendo ormai più gaffe che Giurato.
Più che lo sveglissimo Pontecorvo, pagato cash dal PCI per scappare in URSS (paradiso progressista dei lavoratori), e che non si era reso conto di "lavorare all'Uranio civile" in un paese con GuLag e annessi e connessi, ricordiamo allora Ettore Majorana, nato a Catania nel 1906, un vero genio italiano.
Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del loro meglio ma non vanno lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentale per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che è invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso. (Fermi).
Ricordato un pò meno, nonostante il mistero della sua scomparsa, perchè...
Nel viaggio fatto all'estero fu colpito dall'organizzazione tedesca. Ed ecco come [Majorana] illustra nella medesima lettera alla madre la rivoluzione nazista:
- (...) Lipsia, che era in maggioranza socialdemocratica, ha accettato la rivoluzione senza sforzo. Cortei nazionalisti percorrono frequentemente le vie centrali e periferiche, in silenzio, ma con aspetto sufficientemente marziale. Rare le uniformi brune mentre campeggia ovunque la croce uncinata. La persecuzione ebraica riempie di allegrezza (sic!) la maggioranza ariana. Il numero di coloro che troveranno posto nell'amministrazione pubblica ed in molte private, in seguito all'espulsione degli ebrei, è rilevantissimo; e questo spiega la popolarità della lotta antisemita. A Berlino oltre il cinquanta per cento dei procuratori erano israeliti. Di essi un terzo sono stati eliminati (sic!); gli altri rimangono perché erano in carica nel '14 e hanno fatto la guerra. Negli ambienti universitari l'epurazione sarà completa entro il mese di Ottobre. Il nazionalismo tedesco consiste in gran parte nell'orgoglio di razza. In realtà non solo gli ebrei, ma anche i comunisti e in genere gli avversari del regime vengono in gran parte eliminati dalla vita sociale. Nel complesso l'opera del governo risponde ad una necessità storica: far posto alla nuova generazione che rischia di essere soffocata dalla stasi economica (...)
Non è dato sapere se i suoi più intimi collaboratori conoscessero le sue impressioni e le sue idee sulla Germania nazista: è certo comunque che a Fermi (la cui moglie era ebrea) tali idee e concezioni non dovessero fare grande piacere e certo pure è (vedi in proposito l'ottimo libro di Recami su Majorana) che Segrè (ebreo anch'egli) rimase stizzito da una analoga sua lettera. Tuttavia non si può affermare che Majorana fosse un filo-nazista. In un'altra lettera spedita a Giovanni Gentile jr. parla di stupida teoria della razza ma soprattutto nell'ultimo suo articolo pubblicato esprime sia pure in modo indiretto un'opinione positiva del libero arbitrio, opinione incompatibile con il nazismo.
Infatti Maiorana non era "filo-nazista"... era semplicemente F-A-S-C-I-S-T-A!Oddio, quale colpa! L'indicibile orrore! Il male assoluto!
Majorana si lamentava come oggidì delle "risorse mancanti alla ricerca" o, sdegnosamente o facendosi commiserare fece il "cervello all'estero"?
Al genio bastava un pacchetto di sigarette:
La mattina, nell'andare in tram all'Istituto, si metteva a pensare con la fronte accigliata. Gli veniva in mente una idea nuova, o la soluzione di un problema difficile, o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili: si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate. Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e un gran ciuffo di capelli neri e scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all'Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea.
Alle mezzeseghe di oggi, che si lamentano mentre giocano ai ricercatori, per pubblicare le loro tesine non basterebbe HAL.
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