sabato 28 febbraio 2009

Grandi cambiamenti al Grinzane: da Giuliano Soria a Odifreddi


Cultura/ Grinzane Cavour, finanziamenti per 4,9 milioni di euro

La metà arrivano dalla Regione Piemonte

Grinzane/Patron Soria a maggiordomo: "Tu sei il mio schiavo"

Grinzane Cavour: ascoltati collaboratori Soria

Lo sfogo di Nitish "Dovevo mangiare il cibo scaduto"

19-02-2009


Continuano le indagini sul patron del Grinzane Cavour Giuliano Soria. Ieri, nel filone che riguarda la gestione dei fondi dell’associazione, sono stati ascoltati in procura diversi testimoni che hanno collaborato con il presidente. Al centro dell’attenzione la gestione dei fondi, le transazioni su conti correnti francesi e le consulenze esterne. Intanto, la Regione, per salvare il premio, starebbe pensando alla creazione di un gruppo di saggi, alla cui guida vi sarebbe la scrittice Dacia Maraini.Grinzane/ Patron Soria a maggiordomo: "Tu sei il mio schiavo"Il racconto nei verbali del giovane NitishTorino, 18 feb. (Apcom) - "Dovevo essere sempre disponibile, a qualsiasi ora, anche sabato e domenica. Non potevo mai uscire di casa. Nessun giorno di riposo e per le commissioni avevo i minuti contati. Se facevo un errore mi toglieva i soldi: 50 euro per un cappuccino che non gli piaceva, 30 euro per le pulizie non perfette. Il professore mi pagava sempre in nero, certe volte a rate. Altre volte non mi pagava per niente".È quanto ha dichiarato Nitish, 28 anni, giovane maggiordomo e collaboratore di Giuliano Soria ai Pm Valerio Longi e Stefano De Montis che indagano sulle attività illecite del patron del Grinzane Cavour, Giuliano Soria, e sull'accusa di violenza sessuale lanciata proprio dal ragazzo originario delle Isole Mauritius."Il professore mi obbligava a mangiare i rifiuti, il cibo scaduto e la carne rossa: Io sono induista e la mia religione non me lo permette - continua la testimonianza di Nitish - ma lui urlava 'tu sei mio schiavo, decido io quello che fai'". Il giovane maggiordomo racconta di aver conosciuto il professore un anno e quattro mesi fa, quando fu proprio Giuliano Soria a fargli il colloquio di assunzione. E quando arrivò la notizia che poteva lavorare nella casa di via Montebello era contento. Ora Nitish è preoccupato visto che la sua posizione in Italia non è regolarizzata, è clandestina. "Ho chiesto diverse volte al professore di mettermi a posto e lui mi ha detto di stare tranquillo che se ne sarebbe occupato. Ricordo bene la frase esatta: la legge sono io ...". Ma non l'ha mai fatto. Lo insultava invece chiamandolo "idiota, bastardo, schiavo, sporco negro".Cultura/ Grinzane Cavour, finanziamenti per 4,9 milioni di euroLa metà arrivano dalla Regione PiemonteTorino, 18 feb. (Apcom) - Man mano che le cifre salgono agli onori della cronaca, prende forma la realtà del Grinzane Cavour, diventato nel tempo un Premio letterario dalle dimensioni di un'industria, culturale, ma pur sempre un'industria. E' emerso un bilancio di 4,9 milioni di euro di finanziamenti pubblici entrati nelle casse della fondazione amministrata da Giuliano Soria, la metà dei quali concessi dalla Regione Piemonte per un totale di 2,3 milioni di euro. Una parte dei fondi del Grinzane arrivano poi da fondi governativi: tra gli sponsor figurano il ministero dei Beni culturali, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Salute.Il Grinzane ha esportato la sua attività anche in Liguria, Puglia e Molise; le tre Regioni hanno finanziato i vari progetti e sono intervenute anche Fondazioni bancarie come la fondazione Crt, le Casse di risparmio di Cuneo, Saluzzo, di Calabria e Lucania (Carical) e la Compagnia di San Paolo. E poi le Province di Cuneo, Torino e Verbano-Cusio-Ossola. Dal bilancio emergono altre voci: ristoranti 242.164 euro, alberghi 238mila euro, viaggi 285mila euro. Il catering assorbe poco più di 27mila euro.Lo sfogo di Nitish"Dovevo mangiare il cibo scaduto"I verbali del giovane di Mauritius: "Se facevo un errore mi toglieva i soldi"NICCOLÒ ZANCANTORINOIl professore mi obbligava a mangiare i rifiuti, il cibo scaduto, anche la carne rossa. Io sono induista, non posso. Ma lui urlava: “Tu sei il mio schiavo, decido io quello che fai”».È un ragazzo magro, bello, con la voce calma. Un viso perfetto di lineamenti sottili, la pelle ambrata. Originario di Mauritius, è in Italia dal 2006. Non sembra arrabbiato, non cerca vendette. Con l’avvocato Gianluca Vitale ha scelto la strada del massimo riserbo. Quattro mesi di silenzio assoluto. La denuncia, corredata di video e registrazioni audio, è stata depositata in Procura alla fine di settembre. Nitish, 28 anni, ex maggiordomo di casa Soria, è stato sentito per la prima volta all’inizio di ottobre. Quel giorno, davanti ai pm Valerio Longi e Stefano De Montis, ha messo a verbale la sua ricostruzione dei fatti. Da allora vive fra Milano e Torino, lavora saltuariamente, aspetta. Dice che avrebbe preferito che questa storia rimasse segreta: «Non cerco pubblicità, non mi interessano le interviste. Voglio solo giustizia, un lavoro serio, restare in Italia». Perché Nitish è preoccupato soprattutto per questo: è clandestino.«Ho conosciuto il professore un anno e quattro mesi fa. È stato lui a farmi il colloquio di assunzione. Su suggerimento di un amico, mi ero iscritto a un’agenzia. Quando mi ha detto che potevo lavorare nella casa di via Montebello, ero contento». Primo stipendio: 700 euro per otto ore di lavoro.Poi cosa è successo? «Dovevo essere sempre disponibile, a qualsiasi ora, anche sabato e domenica. Non potevo mai uscire di casa. Nessun giorno di riposo. Per le commissioni avevo i minuti prestabiliti. Se facevo un errore mi toglieva soldi: 50 euro per un cappuccino che non gli piaceva, 30 euro per le pulizie non perfette. Il professore mi pagava sempre in nero, certe volte a rate. Altre volte non mi pagava per niente».Nitish si sdoppia, si triplica, non si arrende. Cuoco, domestico, cameriere, badante dell’anziana madre di Giuliano Soria, archivista del Grinzane Cavour, lo vedono al Ristorante Letterario di Costigliole d’Asti, spesso fa anche l’autista: «Nei viaggi a Parigi, il professore mi faceva guidare per otto ore di seguito. Io avevo paura, perché non ho i documenti, non sono in regola».Questo è il tema centrale, il permesso di soggiorno: «Ho chiesto diverse volte al professore di mettermi a posto. Lui mi ha insultato, si è arrabbiato molto. Quando mi sgridava, urlava: “Idiota, bastardo, schiavo, sporco negro”. Certe volte mi faceva saltare il pranzo».Nitish va a chiedere il permesso di soggiorno ancora una volta, all’inizio di giugno. Era sconvolto, perché lo aveva appena fermato la polizia: «Allora il professore mi ha detto di stare tranquillo, che se ne sarebbe occupato. Ricordo bene la frase esatta: “La legge sono io...”».Questo è il contesto, secondo Nitish. Il clima in cui si sarebbero consumate le violenze sessuali. Mani addosso, scherzi pesanti. Nel video si vede qualcosa: un breve palpeggiamento. Il resto è nella denuncia: «Per tre volte il professore si è infilato nel mio lettino, io mi sono sempre difeso». Nitish dice che un po’ se lo aspettava: «Mi aveva messo in guardia il precedente maggiordomo peruviano».La Stampa 17 febbraio 2009


GRINZANE: SORIA SI FA ''DI LATO'', TRA I GARANTI LA REGISTA COMENCINI

(ASCA) - Torino, 27 feb - ''Spero che l'anima letteraria di questo premio possa aprirsi anche a una dimensione scientifica e filosofica'', ha detto Odifreddi indicando le iniziative gia' selezionate per quest'anno. E non a caso, la nascita del Grinzane matematica, a Roma il 21 marzo. Quindi il 20 giugno l'attesa conferma della manifestazione centrale, Il premio Grinzane, il Grinzane festival tra agosto e settembre, Grinzane Cinema di Stresa (slittato a novembre) e il Piemonte Noir (in autunno). Tra le attivita' estere resta il Grinzane France, senza una partecipazione diretta dell'associazione ha pero' precisato Odifreddi. Nel quadro delle nuove iniziative si inserisce anche il nuovo rapporto con la Regione che non siglera' almento per questo periodo transitorio una nuova convenzione, ma finanziera' i singoli progetti, non appena appunto sara' nominato il nuovo responsabile amministrativo.Quale sara' il ruolo di Giuliano Soria, nel frattempo? Soria resta un assest importante del premio hanno sottolinmeato l'assessore alla cultura della Regione Gianni Oliva e gli altri presenti. ''si tratta di irregimentarlo'' ha affermato Jorio: Il premio e' cresciuto esponenzialmente in questi anni, ora si tratta di regolamentare questa macchina da formula uno che corre nei circuiti ma anche per le strade cittadine''. ''Vogliamo lavorare perche' si preservi il marchio Grinzane - ha detto Oliva - che ha avuto grande valore nel promuovere non solo il territorio torinese.Soria - e' stato un patrimonio di relazioni da preservare, recuperare e spersonalizzare''.



27-02-2009
GRINZANE: LEPRI (PD) POLEMICO, SENTIVAMO MANCANZA PREMIO MATEMATICA
(ASCA) - Torino, 27 feb - Prime reazioni polemiche al nuovo corso del premio Grinzane che oggi ha presentato il nuovo comitato dei garanti. ''Fra i garanti suggeriti dalla Giunta regionale si nota la presenza di figure piu' conosciute per la vena polemica o la frequentazione di salotti televisivi che non per evidenti ed indiscussi meriti letterari - dice Stefano Lepri del Pd -. Ma tra le buone notizie - aggiunge ironicamente - c'e' l'annunciata prima edizione del Grinzane Matematica. Ne sentivamo la mancanza''.



Ci stupiamo di noi stessi ma concordiamo con l'esponente del PD...


Sicuramente il premio va in buone mani (sinistre, ovviamente), un vero parterre de roi della Kultura italiota: il matematico Odifreddi (Gauss si rivolterà nella tomba...), Maraini, la Comencini... un bel quadretto di famiglia della "meglio gioventù". A far da maestro cerimoniere lo "storico" Gianni Oliva, il quale, a forza di far marchette resistenzial-straginazifascistare rimasticando 5 libri per farne 1, si è guadagnato il suo posto al sole.

Nella foto, la Bresso sembra rivolgere un gesto eloquente ai contribuenti italiani, che hanno contribuito con 250.000 euro alle cene dei partecipanti al Grinzane: "Lavoratori??? Prrrr........."


venerdì 27 febbraio 2009

Betancourt peggio che Di Pietro!


l libro di tre ostaggi delle Farc

«Ingrid più pericolosa dei nostri rapitori»

Le confessioni dei compagni di prigionia: «La Betancourt ci rubava il cibo

Arrogante, egocentrica, ladra, scriteriata al punto da mettere a repentaglio le loro stesse vite, cercando di convincere i loro aguzzini che erano spie della Cia. E' spietato il ritratto di Ingrid Betancourt che emerge dal libro Out of Captivity.

Si tratta del volume di memorie edito da Harper- Collins dove i tre militari americani detenuti assieme alla Betancourt dalla guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) si confessano. Nell’autobiografia a tre mani di 457 pagine Keith Stansell, Thomas Howes e Marc Gonsalves ripercorrono i 1.967 giorni da incubo trascorsi nella giungla sudamericana infestata da insetti e parassiti letali, tra torture, marce forzate in catene e continue minacce di morte, fino alla loro miracolosa liberazione, il 2 luglio 2008, cinque anni e mezzo dopo la data del sequestro.

Ma le rivelazioni più provocatorie del libro riguardano la 48enne attivista e politica franco-colombiana, rapita un anno prima di loro. «Era lei la padrona del gulag», punta il dito il 44enne Stansell, ex marine. «Ho visto con i miei stessi occhi mentre cercava di impadronirsi del campo con una arroganza fuori controllo. Gli aguzzini — aggiunge — ci trattavano meglio di lei». Durante la prigionia la Betancourt avrebbe più volte sottratto cibo ai suoi compagni di sventura, cercando sempre di accaparrarsi il giaciglio migliore dove dormire.

Quando lei e Gonsalves divennero amici, gli altri prigionieri del campo (tra cui 11 cittadini colombiani) si ingelosirono. «È una donna molto dura», dice il 36enne Gonsalves, che prima del libro era in contatto email con la Betancourt. «Ha tirato scemi anche i guerriglieri». Dopo il suo tentativo di fuga assieme al connazionale Luis Eladio Perez — peraltro fallito — i terroristi tenevano spesso la Betancourt in catene, giorno e notte. «Eppure non l’ho mai vista piangere o lamentarsi », precisa Gonsalves. Interpellate dalla Associated Press, sia la Betancourt che sua sorella Astrid si sono rifiutate di commentare.

Ma a difenderla è adesso Eladio Perez, secondo il quale «non è vero che Ingrid abbia cercato di convincere i ribelli che i tre americani erano agenti della Cia». Comunque sia, il libro ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller. E non solo per le sue dettagliate descrizioni dei metodi definiti «da campo di concentramento» usati dalle Farc. «È un libro insolito », teorizza Keron Fletcher, uno psichiatra inglese esperto in ostaggi. «È molto inconsueto che un ex ostaggio critichi pubblicamente un altro ostaggio con cui ha condiviso un’esperienza tanto traumatica. Chi sopravvive ad un trauma del genere tende a nascondere le eventuali tensioni della prigionia e fa di tutto per sostenersi a vicenda».

Alessandra Farkas
Corsera, 27 febbraio 2009


mercoledì 18 febbraio 2009

Walterloo!



"Berlusconi ha stravolto i valori e costruito un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio, va fatto un lavoro profondo nella società. Dire queste cose non è anti-berlusconismo, ma è esercizio della critica che in democrazia è un valore"

La chiarezza al potere! Yes we can!

Roma - E' un addio amaro, quello di Walter Veltroni. Nonostante dica di lasciare "sereno e senza sbattere la porta" il suo discorso è pieno di rammarico. "Sognavo un partito nuovo e aperto. Non ce l’ho fatta e chiedo scusa per questo. Sento di non aver corrisposto alla spinta di innovazione". Tutto ciò è accaduto per un motivo, precisa, "ho seguito un riflesso antico che io considero un valore: il tentativo di tenere tutti uniti. Anche se poi, come spesso succede, non ci si riesce". E sul futuro apre ai giovani: "Penso che il passaggio dei prossimi giorni si dovrà accompagnare all’avanzare di forze e energie nuove, ad esperienze legate ai territori e ai nostri amministratori". E soprattutto: "Al mio successore non chiedete con l’orologio in mano di ottenere dei risultati perché un grande progetto ha bisogno di anni e non si realizza in quattro mesi". Veltroni biasima proprio quella "sindrome di logoramento" che ha portato a "bruciare molte leadership nel centrosinistra. Liberiamoci dalla logica che ci ha portati in sei anni a cambiare sei o sette leadership, mentre Berlusconi, se vincesse o perdesse, è rimasto al suo posto. Questa logica ci ha fatto male perché ha trasmesso un’idea di precarietà". Agli avversari interni la richiesta finale: "Non fate agli altri quello che è stato fatto a me".