venerdì 23 ottobre 2009

Pietro Marrazzo, presunta estorsione, ma il video con il trans è pure presunto?


Marrazzo: «Solo gossip senza verità»
Dopo l'arresto di 4 carabinieri per tentata estorsione: «Non mi è mai arrivato nulla e non ho versato soldi»


ROMA - «È soltanto gossip». Ha il tono fermo il governatore del Lazio Piero Marrazzo quando gli si chiede di commentare l’arresto dei quattro carabinieri. Ma si capisce che la vicenda lo turba profondamente: «Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l’uomo Marrazzo per colpire il presidente Marrazzo». Solo due giorni fa ha scoperto che esisteva un’indagine sulla vicenda e ha compreso che la storia sarebbe diventata pubblica. Lui comunque nega di essersi sottomesso al ricatto.
Presidente, lei sa che sono finite in carcere quattro persone per una vicenda che la riguarda?«Ho saputo qualcosa».
Dunque è a conoscenza dell’esistenza di un video che la ritrae in atteggiamenti privati che sarebbe stato usato per ricattarla?«Non mi è mai arrivato nulla, ho saputo che si parla dell’esistenza di questo filmato, ma io posso dire che non mi è mai stato dato niente. È un gossip».
Eppure ai sottufficiali finiti in carcere è stato contestato il reato di estorsione.«Io so che è un tentativo mai andato in porto perché, come ripeto, non ho mai ricevuto alcunché».
Si parla di un versamento di 80mila euro. Non è così?«Io non ho mai pagato, nego di aver mai versato soldi».
Però lei sa che ci sono stati degli arresti?«L’ho saputo, sono stato informato dell’indagine. Ma voglio ribadire che è soltanto un gossip senza fondamento. Una bufala».

da Il Corriere


Dunque, le acrobazie verbali del Marrazzo e il compiacente giornalista che NON fa le domande a fondo non nascondono una faccenduola: sembra proprio, leggendo con attenzione, che Marrazzo nega l'estorsione, ma non nega l'esistenza del video.


Faccenda privata, certo... come per Berlusconi.


Le vittime sono, anche in questo caso, se il "lavoretto" fosse confermato, la moglie di Marrazzo e la (in)credibilità (ormai pari a zeroviazero) della politica italiana.

mercoledì 14 ottobre 2009

La polizia: "Saviano non doveva avere la scorta"



Milano - "Sull’assegnazione alla scorta a Saviano, il nostro parere fu negativo". Lo rivela, in un’intervista al Corriere della Sera Magazine, il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, continua parlando al magazine che uscirà giovedì prossimo. A proposito della scorta assegnata tre anni fa all’autore di Gomorra, Pisani racconta: "A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta". "Resto perplesso - aggiunge - quando vedo scortate persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni".Il libro: "Peso mediatico eccessivo" E sul bel best seller tradotto in 43 Paesi, il capo della Mobile dice: "Il libro ha avuto un peso mediatico eccessivo rispetto al valore che ha per noi addetti ai lavori". Secondo il capo della squadra mobile per rapportarsi alla criminalità organizzata bisogna rispettare "delle regole deontologiche" e soprattutto cercare di non dare "un’immagine eroica della lotta alla criminalità" perchè "la lotta alla criminalità è una cosa normale. A cui tutti possono partecipare". Diventato a soli trent’anni capo della omicidi di Napoli, a Magazine Pisani dice la sua anche sulle intercettazioni, di cui invita a considerare l’enorme importanza ai fini delle indagini. "Sono perplesso dal fatto che per autorizzare un’intercettazione ci debbano essere gravi indizi di colpevolezza", spiega.



Una scorta non la si nega a nessuno, e a Saviano serve solo per il suo status-symbol di personaggio costruito a tavolino da lui stesso e dall'editore (anche perchè, in realtà, la scorta in se non serve a un cazzo: vedi Moro, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino).


Che poi il copia/incolla di Cronaca Nera/Vera di Saviano si venda in milioni di copie nell'italietta editorialmente dissestata, e le Herta Mueller premio Nobel vendano solo ottocento copie, vuol dire che i Saviano e il Grande Fratello (che sono due facce della stessa medaglia), ce li meritiamo tutti.


lunedì 12 ottobre 2009

Non sono una donna a sua disposizione: sti cazzi! Rosy Bindi, Berlusconi, Lei è più bella che intelligente, usw.





Dopo l'attacco di Berlusconi: «Lei è più bella che intelligente»
Bindi fa scuola, va a ruba la maglietta: "Non sono una donna a sua disposizione"
Distribuita dall'associazione «Le democratiche» alla convention del Pd: una è stata donata alla stessa Bindi
«Non sono una donna a sua disposizione»: la frase pronunciata giovedì da Rosy Bindi per replicare al
premier Silvio Berlusconi, che l'aveva appena apostrofata come «più bella che intelligente», campeggia sulle magliette che indossano le donne alla convention nazionale del Partito Democratico.
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La reazione normale alla frase della cazzocomunista in questione sarebbe la seguente:



Bindi: "Non sono una donna a sua disposizione"


Berlusconi: "Sti cazzi!" con eventuale corollario "E cchi tte vvole, cozza!"

Invece, politicamente, ci interessa la solidarietà espressa alla Bindi dalla Melandri, quella che danzava scatenata un ballo democratico, antirazzista e equosolidale nella villa di Briatore a Malindi (prima negando - dicendo che in Africa sì ci andava, ma per progetti equosolidali, appunto - e poi costretta dalle foto a smentire se stessa) e che da Ministro alla cultura preferiva andare ai banchetti che non agli eventi culturali istituzionali. Praticamente una Berluscona.



Ri-approposito, grande serietà, quasi come quella berlusconiana, fare politica con le magliette...


e sulle "Donne democratiche" - solo leggere "donne democratiche" mi fa sbellicare dalle risate per il suo suono di tronfio autoconvincimento di squisita superiorità morale di queste poverelle - sarà sufficente citare il grande Gaber:


Sono diverso, sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
di quelli che mi diranno che sono qualunquista, non me ne frega niente
non sono più compagno, né femministaiolo militante
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari e le altre cazzate
e, finalmente, non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente
sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione. . .