
... che è meglio, invece di blaterare di "libertà, democrazia e indipendenza".
Anche le giovani promesse del partito si fecero guardiane dell’ortodossia. Al congresso del PCI del dicembre 1956 l’allora trentunenne delegato di Caserta, Giorgio Napolitano, replicò così ad Antonio Giolitti, la cui voce si era levata solitaria contro l’intervento sovietico. In Ungheria «non ci si è limitati a sviluppare la critica, ma si è scatenata una lotta disgregatrice, di fazioni»; l’azione sovietica, «evitando che nel cuore dell’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’Urss di intervenire con decisione e con forza per arrestare l’aggressione imperialista in Medio Oriente, oltre che impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ha contribuito in maniera decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’Urss ma a salvare la pace nel mondo».
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