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mercoledì 19 gennaio 2011

Ah, il mirabile risultato della Liberazione femminile e del '68: «Rischio di restare con la laurea e un calcio nel sedere»



Dal Corsera di oggi: «Rischio di restare con la laurea e un calcio nel sedere»La vita delle ragazze da bunga bunga, del resto, è esposta alla volubilità del premier. «Quando ha voglia ci chiama, quando non ha voglia non ci chiama», sospira una ragazza che da Berlusconi dice di «essere stata raccomandata all’università in Calabria». E che alla Minetti, in una telefonata simile a una seduta di psicoterapia, ruotante attorno alla frustrata richiesta al premier di avere in regalo «uno stabile a Milano da poter vendere», espone i suoi crucci: «Tu bene o male hai il tuo lavoro, guadagni tot... (12 mila euro al mese di stipendio da consigliera regionale lombarda, ndr), non te lo leva nessuno. A me, se non mi mette, che cavolo faccio? Sto in Comune per altri 5 anni a guadagnare 600 euro? E quante cose possono capitare in 2 anni? Lui può sparire... può succedergli qualcosa... sta cambiando il governo... Se mi dice di aspettare, gli dico che ho aspettato 5 anni (...) Ma basta! Ma che, siamo sceme, ma bisogna farglielo capire a ’sto uomo ehh, cioè ma poi per dirti, Fini lo fa con la moglie eh... capito, o con le fidanzate o con le amanti...». Le buste con 2 mila euro a volta o i regali volanti non arginano più la disillusione dei prosaici obiettivi della ragazza: «Basta! Poi sì, per l'amor del cielo, (Berlusconi, ndr) ci sta costruendo una carriera, però bisogna vedere se poi va in porto ’sta carriera! E se non va in porto? Rimango con la laurea e un calcio nel sedere come tanti altri ragazzi...».»La vita delle ragazze da bunga bunga, del resto, è esposta alla volubilità del premier. «Quando ha voglia ci chiama, quando non ha voglia non ci chiama», sospira una ragazza che da Berlusconi dice di «essere stata raccomandata all’università in Calabria». E che alla Minetti, in una telefonata simile a una seduta di psicoterapia, ruotante attorno alla frustrata richiesta al premier di avere in regalo «uno stabile a Milano da poter vendere», espone i suoi crucci: «Tu bene o male hai il tuo lavoro, guadagni tot... (12 mila euro al mese di stipendio da consigliera regionale lombarda, ndr), non te lo leva nessuno. A me, se non mi mette, che cavolo faccio? Sto in Comune per altri 5 anni a guadagnare 600 euro? E quante cose possono capitare in 2 anni? Lui può sparire... può succedergli qualcosa... sta cambiando il governo... Se mi dice di aspettare, gli dico che ho aspettato 5 anni (...) Ma basta! Ma che, siamo sceme, ma bisogna farglielo capire a ’sto uomo ehh, cioè ma poi per dirti, Fini lo fa con la moglie eh... capito, o con le fidanzate o con le amanti...». Le buste con 2 mila euro a volta o i regali volanti non arginano più la disillusione dei prosaici obiettivi della ragazza: «Basta! Poi sì, per l'amor del cielo, (Berlusconi, ndr) ci sta costruendo una carriera, però bisogna vedere se poi va in porto ’sta carriera! E se non va in porto? Rimango con la laurea e un calcio nel sedere come tanti altri ragazzi...».




Se il risultato della Liberazione femminile e del 1968 nelle Università è questo (e non avevamo il minimo dubbio), più che di tagli all'istruzione si dovrebbe parlare di Laogai, Gulag e Lager per "persone" come la laureata sopra, messa nel mazzo assieme alle braccia rubate all'agricoltura delle manifestazzzzzioni di dicembre.




"Con il 1968 i vecchi baroni sono stati sostituiti da altri, solo più ignoranti".


giovedì 2 dicembre 2010

Vendola Folies: "A Roma repressione come in Cile"


Nichi Vendola, con la sua parlata gattosilvestra, sulle proteste a Roma:


"A una generazione che reclama nello studio il diritto al futuro si risponde con i mezzi cingolati, con la repressione, facendo di Roma una cartolina della Santiago degli anni Settanta".


Eh, magari...


"Una gestione criminale dell'ordine pubblico, che alimenta le spinte estremistiche, mentre ai giovani che chiedono di poter costruire il futuro con l'universita', la ricerca, con l'innovazione dovremmo il massimo ascolto, come fece anche Aldo Moro".


Certo, come al solito le spinte estremistiche nascono dall'ordine pubblico; d'altronde gli studenti "protestano pacificamente": se poi "pacificamente" si fanno cortei non autorizzati, con il nevischio piovono anche bottiglie e puntelli d'acciaio (Bologna), e si cercano -sempre pacificamente- di ribaltare camionette, questo è un diritto degli studenti. Perchè? Perchè "cccioè, la Gelmini ci rubba il futuro, ccccioè, hai presente? Fantasia al potere ccccioè, giù le mani dell'Uni... dall'Univvversità, oh!".