mercoledì 30 gennaio 2008

Realpolitik al Corriere...



Anche Sartori probabilmente non scrive, come Panebianco e della Loggia, per il Corsera, oppure gli era sfuggita la linea editoriale dei suoi padroni...


Allora, rifacciamo il giochino: chi ha scritto il pezzo seguente? Emilio Fede? Guzzanti? Belpietro? Il più antiprodiano dei redattori dei fetidi berlusconiani giornalucoli Il Giornale o Libero?


Bilancio amaro di una stagione


di GIOVANNI SARTORI

I colleghi Angelo Panebianco ed Ernesto Galli della Loggia hanno già ben analizzato la Parabola del prodismo e le Origini del fallimento. Iomi propongo invece di ricostruire il «Prodi pensiero» o meglio di tentarne la ricostruzione.

L'idea fissa è che il sistema politico debba essere bipolare in modo rigido e prestabilito, e cioè fondato su due poli chiusi e blindati. Ogni polo esprime la volontà dei suoi elettori e quindi la sua composizione non deve essere modificata da «ribaltoni», nemmeno da «volenterosi» spiccioli disposti a dare una mano. Il primo governo Prodi cadde per un voto e perché il Nostro si rifiutò di accettare i voti di soccorso che gli offriva Cossiga. Dopodiché Prodi si è ancor più trincerato. Il suo primo governo si fondava sulle «desistenze » elettorali concordate con Rifondazione comunista. Questa volta Prodi ha voluto Bertinotti e i suoi nanetti di contorno al governo. Così—immagino abbia pensato — li catturava. E per catturarli ancora meglio ha escogitato un’«officina» non tanto di cervelli ma di spartizione alla Cencelli delle istanze di tutti. Con il bel risultato di impiccare il suo governo alle concessioni che il suo programma di ben 280 pagine aveva fatto ai suoi sinistrini.

Questa è una sequela di errori da manuale. Una volta Ciriaco De Mita disse che Prodi «non capisce nulla di politica». Ma al Nostro non importa granché di capire; gli importano soprattutto i modi per puntellare e rendere insostituibile la sua leadership. Chi, se non soltanto lui, poteva gestire una baracca così mal congegnata? Chi, se non soltanto lui, poteva «fare la quadra» in tanto spappolume?

Il sospetto è avvalorato dall'altro versante della sua indefessa operosità: il polity-building, la costruzione della città politica more prodiano. In quest’ottica i vecchi partiti della sinistra devono sparire e si devono rifondare in un nuovo partito progettato da lui, e quindi davvero suo. Per attuare questo disegno Prodi si è prodigato in demagogismo democratico: tutto doveva nascere «spontaneamente » dal basso (con primarie a cascare) e il capo del governo doveva essere eletto direttamente dal popolo. Ma questo disegno gli è scoppiato tra le mani. Il nuovo partito ha incoronato Veltroni, ha perduto nella rifusione l'ala sinistra dei Ds, e si è trovato esposto al fuoco amico dei cespugli che Prodi si illudeva di addomesticare. E' bastato che Veltroni dichiarasse che non li avrebbe imbarcati, per far dichiarare a Prodi che i nanetti li proteggeva lui. Collisione perfetta, frittata fatta.

Io sono contrario a elezioni immediate senza riforma elettorale. Ma non sono contento di scoprire che da qualche giorno anche Prodi la pensa così. Perché non riesco a dimenticare che per gli ultimi 18 mesi il Nostro ha minacciato i suoi con il ritornello: «Se mi fate cadere, tutti alle urne». Tra poco Prodi lascerà Palazzo Chigi. Però non per tornare a casa ma per tornare a tempo pieno al partito a rilanciare «Prodopoli» e a fare le sue vendette. L’eredità delle sue cattive idee sarà purtroppo lunga da smaltire.

http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_30/sartori_bilancio_7fcc1bcc-cefb-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml

lunedì 28 gennaio 2008

Nativi c'azzecca sempre...



Come scriveva l'ineffabile bellicoso propagandista Andrea Nativi poco tempo fa, il Generale dell'US Army Petreus, grazie all'operazione "Surge", ha ormai pacificato l'Iraq:

Bagdad
- Cinque soldati americani sono rimasti uccisi quando la loro pattuglia è stata colpita da una bomba piazzata lungo la strada e dal fuoco di armi di piccolo calibro a Mosul, nel nord dell’Iraq, dicono i militari americani. La polizia e l’esercito iracheni riferiscono anche che degli scontri si sono verificati nel quartiere di Haysuma, nota roccaforte di al Qaida nella parte est di Mosul, terza città del Paese 390 chilometri a nord di Baghdad. La scorsa settimana il capoluogo della provincia era stato insanguinato da un attentato suicida che aveva provocato circa 40 morti.

Bagdad prepara l'offensiva contro al Qaida a Mosul Il governo iracheno di Nuri al-Maliki si sta preparando a combattere la battaglia decisiva contro al Qaida nella città settentrionale di Mosul. Secondo il giornale arabo al-Hayat, l’esercito iracheno si sta concentrando in questa zona ammassando truppe e carri armati per sgominare le ultime cellule terroristiche costrette a lasciare le province sunnite di al-Anbar e Diyala dai "Consigli del Risveglio". "La situazione a Mosul è peggiore di quello che si pensi - ha affermato il ministro della Difesa Abdel Qader al-Abidi - la battaglia che stiamo preparando sarà l’ultima e quella decisiva". A convincere il governo della necessità di arrivare allo scontro finale con i terroristi è stata la deflagrazione avvenuta mercoledì scorso a Mosul che ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altri 200. Sembra che l’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio della strada abbia causato la deflagrazione di un deposito di armi e bombe nascosto in un palazzo abitato da civili. I seguaci di Osama Bin Laden non hanno mai rivendicato l’esplosione, mentre il Consiglio degli Ulema sunniti accusa i soldati americani di coinvolgimento nella vicenda, mentre i gruppi armati sunniti sostengono sia colpa delle milizie curde Peshmerga.

Nota Bene: Andrea Nativi passerà alla storia come supremo analista militare se non altro perchè qualche anno fa aveva argutamente previsto che "per la guerriglia irakena c'era ormai poco da fare" e per la sua arguta frase "se i bambini mettono le mani nelle bombe a grappolo, fatti loro" o giù di lì, detta in diretta da Santoro.

domenica 27 gennaio 2008

Un endorsement non si nega a nessuno!



Un personale politico che su un altro versante ancora ha mostrato peraltro la sua scarsa qualità: su quello dell'occupazione del potere. A cominciare dal presidente del Consiglio il centrosinistra ha condotto dappertutto una sistematica politica lottizzatrice. I suoi uomini di governo, favoriti dalla vasta influenza sociale e culturale a loro omogenea, frutto della storia della Repubblica, non hanno mai fatto spazio a nulla e nessuno che non portasse la loro etichetta politica. Posti, incarichi e finanziamenti sono andati solo a persone e cose della loro parte. Per quella che non era ritenuta tale, invece, non si è mancato di fare ricorso a pressioni dirette e indirette, intrecciate a più o meno sottili intimidazioni. In questo modo, e abbastanza paradossalmente, la coalizione di centrosinistra è venuta costruendo un'immagine di sé sempre più identificata con le oligarchie e i poteri tradizionali, con le nomenclature più tenaci della Repubblica. E ben prima che il verdetto del Senato sono stati lo scoramento e la delusione che tutto ciò, insieme al resto, ha provocato nei suoi stessi elettori, che hanno scavato la fossa in cui alla fine il governo è precipitato

Chi è l'autore? Ferrara? Granzotto? Brambilla? Guzzanti?

Risposta:

Il blasè Ernesto Galli della Loggia.

http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_27/editoriale_caduta_centro_sinistra_governo_crisi_364cc3f0-ccaf-11dc-bed8-0003ba99c667.shtml

Incredibile. Nella gara di scaricamento, il Corriere della Sera batte qualunque camallo. Dopo un articolo simile di PG Battista, una critica serrata e feroce del governo Prodi e del monopolio sinsitrorso, ossia dei mille "fatti di Sofia", epurazioni e occupazioni di poltrone, mai stigmatizzate dagli intellò e dalla società civile come, per l'appunto, il singolo "editto di Sofia".

Forbite e coraggiose analisi, quelle del buon Battista e dell'acuto della Loggia, e pubblicate dall'autorevole Corsera.

Solo una domanda: ma il Corsera non era lo stesso quotidiano che aveva fatto "outing" qualche tempo prima delle ultime elezioni, indicando tale Romano Prodi (e la sua coalizione cazzocomunista) come panacea per tutti i mali d'Italia, rifacendosi peraltro alla Grande Tradizione dell'endorsement dei Grandi Quotidiani USA?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/03_Marzo/08/scelte.shtml

Mah.

giovedì 24 gennaio 2008

Anche gli Andreotti sbagliano...



Prodi sconfitto in Senato: cade il governo
Il premier al Quirinale: si è dimesso

http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_24/mussi_elezioni_anticipate_0aa4638e-ca5c-11dc-bbdc-0003ba99c667.shtml

martedì 22 gennaio 2008

Un gennaio pieno di soddisfazioni...




RAVENNA
- È morto Arrigo Boldrini, storico comandante partigiano con il nome di «Bulow» e presidente onorario dell'Anpi. Aveva 92 anni e dall'8 gennaio era ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Ravenna. I medici avevano definito «critico» il suo quadro clinico. Membro dell'Assemblea Costituente e importante esponente del Pci del dopoguerra, Boldrini viveva da alcuni anni nella «Casa della Fraternita» a Marina Romea, località del litorale ravennate.

IL RICORDO DEL SINDACO - «Abbiamo perso un grande italiano. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme». Così il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ricorda Boldrini, medaglia d'oro al valor militare, «protagonista e guida della Resistenza, che in Italia e a Ravenna unì le grandi forze democratiche». «Membro della Costituente - ricorda Matteucci - Boldrini ha dato all'Italia una Costituzione democratica e moderna. Parlamentare dal 1953 al 1994, ha contribuito alla ricostruzione e alla rinascita della democrazia e della società italiana. Presidente dell'Anpi, è stato sempre in prima fila nella difesa e nel rinnovamento delle nostre istituzioni». «Arrigo Boldrini - dice ancora Matteucci - ci ha lasciato una straordinaria eredità politica e morale. Ravenna, città di grandi tradizioni civili e democratiche, è orgogliosa di averlo avuto fra i suoi figli migliori».

Il Corsera, Matteucci, l'ANPI, gli studenti antifascisti a forza portati in giro nei carrozzoni della Giornata della (S)Memoria, si ricorderanno questo?

Secondo alcune fonti, dei gruppi di partigiani - tra cui elementi della 28ª Brigata - si sarebbero resi responsabili in Veneto, nelle settimane a cavallo della resa di Caserta (3 maggio 1945), del cosidetto "eccidio di Codevigo", ove vennero trucidati un numero indefinito di civili, fascisti e soldati della R.S.I. che si erano arresi[3]. E' da sottolineare che dopo la guerra Arrigo Boldrini sarà personalmente accusato di tale crimine in varie occasioni, ma nei processi che ne seguirono verrà sempre assolto.

Due esempi valgano per dare l'idea di come vennero giustiziati i condannati:

Corinna Doardo, maestra elementare. I partigiani la prelevarono, la sottoposero a sevizie tali che il medico accertò che solo un orecchio era rimasto intatto, la fucilarono e abbandonarono il cadavere nudo nel cimitero.

Mario Bubola, figlio del podestà del paese, fu prelevato a casa, torturato, tentarono di tagliarli il collo con del filo spinato, gli fu tagliata la lingua, infilatagli poi nel taschino della giacca, gli furono tagliati i testicoli che gli furono messi in bocca. Fu poi sepolto in un campo di Erba Medica.

http://italpag.altervista.org/9_b_storia/storia18.htm

http://www.italia-rsi.org/arpabirmana/arpabirmantcodevigo.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini#_ref-2

http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Codevigo

Quando anche questi morti saranno ricordati sul Corsera e sui TG, dimostreremo la nostra umanità piangendo persino la morte dei Boldrini assieme ai parenti e sodali suoi.

Sino ad allora, giorni come questo meritano libagioni e festeggiamenti.

Addio, compagno Bulow, che Satana non lesini con le fiamme, stanotte.





martedì 15 gennaio 2008

E gli asini volano...



l'aggressione in treno

Croce celtica sul braccio di una studentessa

La 18enne trevigiana sarebbe stata aggredita da due militanti di Forza Nuova


VENEZIA - Una 18enne trevigiana, coordinatrice dell'Unione degli Studenti, è stata aggredita mentre viaggiava in treno da due sconosciuti che le hanno disegnato a forza su un braccio una croce celtica. Lo rende noto la stessa Unione degli Studenti (UdS), un sodalizio di sinistra, precisando che la ragazza, Ludovica Bragagnolo, ha presentato alla Polfer una denuncia contro ignoti. Secondo la vittima, gli aggressori sarebbe esponenti di Forza Nuova, ovvero la sigla che con il pennarello le è stata apposta sul braccio assieme alla croce celtica.

L'episodio - riferisce l'UdS - è avvenuto mentre la ragazza, coordinatrice dell'associazione studentesca a Castelfranco Veneto (Treviso), stava tornando in treno a casa, dopo aver partecipato ad un'iniziativa a Bassano del Grappa (Vicenza). I due sconosciuti sarebbero stati attirati dal fatto che la giovane canticchiava «Bella Ciao». Avvicinata la 18enne i due - sempre stando alla denuncia dell'UdS - l'avrebbero spinta fino a chiuderla dentro ad un bagno del treno. Qui, dopo averla minacciata e picchiata, l'avrebbero costretto a subire su un braccio il disegno a pennarello del simbolo già usato dal nazismo. Un episodio che lasciato in stato di choc la giovane la quale, fortunatamente, non ha riportato danni fisici di rilievo dall'aggressione.

Allora:

1-Bella ciao attira i due energumeni. Per quanto con l'IPod magari una 18enne mette altre canzoni, ci può stare

2-la fonte è quella che è, ossia una zecca 18enne, lanciata coordinatrice in un "sodalizio di sinistra"

3-i due membruti la spingono sino nei bagni (lei non si ribella, non urla, il treno era forse un Ghost Train senza altri passeggeri, i due sgherri avevano forse il mantello dell'invisibilità?). L'articolo ovviamente non cita testimonianze di altri passeggeri.

4-"minacciata e picchiata" gli disegnano una celtica, perlatro mai "simbolo del nazismo", ma semmai del neofascismo, i due prepotenti e immaginiamo forzuti forzanovisti, nonostante abbiano "spinto" e "picchiato" la povera zecca 18enne, lasciandola in "choc", "fortunatamente" non le lasciano "danni fisici di rilievo".

Allora, che neanche il giornalista creda a tale bufala, lo dimostra il fatto che l'articolo è tutto un virgolettato, ogni riferimento è "la 18enne dichiara...", "sempre stando alla denuncia dell'UdS..." etc, come dire "io sto solo riportando cosa ha detto la ragazza, eh!".

Che dire, ci auguriamo che la Ludovica Bragagnolo possa essere presto denunciata per diffamazione da FN.

PS

dal tragico al comico:

Ludovica, canticchiando “Bella Ciao”, ha attirato le ire selvagge ed incomprensibili dei due fascisti che hanno cominciato a spintonarla, chiuderla dentro il bagno del treno, lanciando abominevoli improperi come “puliscimi gli stivali” oppure “queste non sono cose da dire in pubblico”.

Ad un strenuo rifiuto della nostra compagna, è scattata la follia delle bestie: oltre a subire percosse, le hanno disegnato col pennarello una croce celtica e la scritta “Forza Nuova”, fugando ogni dubbio sulla matrice politica dell’atto. I due ragazzi sono stati prontamente denunciati.


http://www.unionedeglistudenti.it/modules/campagne/article.php?articleID=105


"queste non sono cose da dire in pubblico" è un "abominevole improperio"?

Notare "lo strenuo rifiuto", citando le classiche tiritere resistenziali dei fucilandi "eroici partigiani".

Ma andate a zappare la terra della marca trevigiana, poveri, piccoli, studenti dell'UdS, povere braccia strappate all'agricoltura.

PPS

l'autore di questo delirante Blog, ovviamente, nel malaugurato caso la vicenda risultasse vera, rimanendo tuttavia perplesso sulla sanità mentale dei presunti forzanuovisti, è lungi dall'essere contento che la povera zecc... ops, Ludovica, sia stata importunata da questi "volgari imberbi nazisti" (dotta citazione del Generale Mummert, Cte della Festung Berlino, stigmatizzante i "tribunali volanti" delle SS).

Compagni, Ratzinger non passerà!



Il discorso di Ratzinger, con il passaggio incriminato è questo:

Nell’ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall’uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile. Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo.

Questo fatto, ancora poco considerato nel XVII secolo, venne – già nel secolo successivo – elevato a mito dell’illuminismo. Galileo appare come vittima di quell’oscurantismo medievale che permane nella Chiesa. Bene e male sono separati con un taglio netto. Da una parte troviamo l’Inquisizione: il potere che incarna la superstizione, l’avversario della libertà e della conoscenza. Dall’altra la scienza della natura, rappresentata da Galileo; ecco la forza del progresso e della liberazione dell’uomo dalle catene dell'ignoranza che lo mantengono impotente di fronte alla natura. La stella della Modernità brilla nella notte buia dell’oscuro Medioevo.

Secondo Bloch, il sistema eliocentrico – così come quello geocentrico – si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l’affermazione dell’esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività.

Curiosamente fu proprio Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico, uno dei primi ad opporsi apertamente a tale mito, offrendo una nuova interpretazione dell’accaduto. Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae: «Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo».

Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione».

Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica. \ Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.

Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica.

* Tratto da "Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti", Edizioni Paoline, Roma 1992, pp. 76-79.

Per me il papa è semplicemente uno dei tanti VIP che occasionalmente varcano le porte degli atenei. Credo che lo stesso Ruini abbia tenuto diversi discorsi in Università italiane.

Per quanto io sia piuttosto perplesso sull'esistenza di Dio, o se esiste credo abbia un senso dell'umorismo piuttosto deprecabile, vedi: http://www.riviera24.it/articoli/2008/01/12/34921/in-corsa-a-genova-per-un-trapianto-di-fegato-muore-sulla10-nellincidente-dellambulanza), , questo mi sembra un esempio della "pulsione alla firma" degli intellò italiani, molto anni '70, sommato alla polarizzazione sulla dicotomia scienza/fede innescata da quel buontempone voltagabbana di Ferrara con la sua sparata sull'aborto, peraltro oggi rincarata.

Temo inoltre che gli stessi studenti interpellati dalle TV, con le loro espressioni sornione e tronfiette, e il loro italiano incerto, non avessero ad ogni modo i mezzi intellettuali per capire qualcosa dell'eventuale discorso di Ratzinger.

venerdì 11 gennaio 2008

L'Eskimo in Televisione




Adriano Sofri sabato prossimo, con la delicatezza che gli consentono l’uso di mondo e la conoscenza dei meccanismi mediatici, ci illustrerà i suoi rimarchevoli pensamenti presentando il suo ultimo saggio. Discetterà di nobili cause e di superiori obiettivi - civili, sociali, morali - dalla cattedra fasulla di Fabio Fazio, su Raitre, of course, per illuminarci, spronarci, indurci magari a pentirci, per schiudere le nostre menti limitate alle ampiezze insospettate dell’orizzonte progressista. Paghiamo il canone anche per questo e allora ci godremo, si fa per dire, pure il Sofri officiante di una religione del lassismo e dell’illegalità che sta consumando la società italiana. Adriano Sofri è un detenuto, condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione per l’uccisione del commissario Luigi Calabresi. I suoi faziosi sostenitori possono anche continuare a credere nella sua innocenza, ma la nostra democrazia si basa sui giudicati formali. Adriano Sofri è un assassino, a termini di legge, e lo sforzo di nessuna lobby - trasversale, motivata da confuse solidarietà intellettuali, sociali ed ideologiche - potrà eliminare questo dato di fatto. La domanda, allora, è una sola: può un condannato per omicidio impartire lezioni al Paese dalla più efficace cattedra mediatica? A questo serve il servizio pubblico? Adriano Sofri è un condannato super, un soggetto unico. Ha goduto dei privilegi che la buonista legislazione carceraria - non per tutti, sia chiaro - consente. E oggi ha gli arresti domiciliari. È interessante notare che in occasione delle polemiche per il caso di Bruno Contrada, Adriano Sofri si è lamentato perché si era contrapposto il trattamento riservatogli a quello assicurato all’ex dirigente del Sisde. Ha sostenuto che nessun favoritismo gli è stato concesso, ma la verità va al di là delle sue proteste; Sofri è oggettivamente un privilegiato al quale si garantiscono opportunità mai assicurate a ospiti delle patrie galere. La scarsa, bassissima credibilità della giustizia italiana dipende dalle sue forzature ideologiche. I cittadini avvertono che un giudizio, nel percorso processuale o post-processuale, può dipendere dall’orientamento ideologico dei giudici o dei mezzi d’informazione. Adriano Sofri è stato condannato per l’omicidio di Luigi Calabresi, ma è come se fosse stato assolto. Ha una libertà di movimento che nessun condannato per omicidio ha mai avuto, pontifica e insegna, legittimo ritenere che presto ci riproporrà una storia d’Italia adeguata alla sua condizione di pregiudicato.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233083

Approposito del cazzocomunista con l'eskimo Fazio, che già in precedenza si era dimostrato solidale a Sofri in diretta TV, oltre che, per spirito unipartisan, solidale, sempre ovviamente tramite servizio pubblico a: Prodi, Biagi, Fassino, la Melandri...

Del 2007 è la polemica con l'autore satirico Daniele Luttazzi, il quale in un'intervista ha dichiarato di aver ricevuto in confidenza da Fazio, a margine di una trasmissione televisiva, l'ammissione di essere stato dispensato dal servizio militare grazie alla raccomandazione del politico Bettino Craxi. Fazio avrebbe svolto un breve periodo in Marina, dopodiché sarebbe stato trasferito all'Esercito, per essere, infine, riformato per motivi di salute (forte miopia, in seguito operata). La circostanza dell'incontro è stata anche smentita da Stefania Craxi, figlia di Bettino[1] È opportuno precisare che Daniele Luttazzi non ha mai detto che Fazio fu raccomandato da Bettino Craxi in persona, bensì che il conduttore televisivo, per evitare la leva, si recò nella sede storica milanese del Psi. Quindi la smentita non è affatto pertinente con la questione posta da Luttazzi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Fazio

L'Eskimo in Magistratura



La magistratura padovana, dovendosi occupare del noto «antagonista» Luca Casarini, e di un blocco ferroviario a lui dovuto, l’ha condannato con lode. Il gup padovano ha cioè addebitato al Casarini l’interruzione di pubblico servizio, ma l’ha scagionato dal blocco ferroviario. «Motivi di particolare valore morale e sociale» - l’episodio risale a cinque anni or sono, il disobbediente voleva impedire il passaggio d’un treno con materiale militare diretto alla base Usa di Livorno - fanno evaporare il reato. Siamo di nuovo - dopo i pretori d’assalto degli anni Sessanta e Settanta - a una giustizia che stravolge le norme dei codici, assoggettandole a un’interpretazione etica e sociale. L’intenzione e la passione giustificano i mezzi, e in definitiva anche i crimini. Questi sofismi furono praticati per il famigerato delitto d’onore, questi sofismi sono praticati anche nell’analisi storica. Il comunismo ha ucciso, torturato, incarcerato più del nazismo, ma lo faceva a fin di bene. L’arida e insensibile legge scritta deve piegarsi ai principi di una suprema legge del popolo, o piuttosto dei capipopolo: adottata per l’occasione da benevole toghe.

Sarebbe interessante vedere il comportamento delle "benevole toghe" nei riguardi dei dimostranti che bloccassero il traffico stradale del centro di Gorizia, Torino, Udine, Roma o Palermo per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'eccidio di Porzus, o sulle tante Marilena Grill e Norma Cossetto uccise dai partigiani, o sui ben 36.000 italiani vittime dei bombardamenti angloamericani, in maggior parte effettuati quando già eravamo cobelligeranti, alle centinaia di italiane violate dai Goumiers in Ciociaria, o sui 23 palermitani che chiedevano pane uccisi dalle truppe badogliane il 19 ottobre 1944.

Probabilmente le "benevole toghe", in questo caso, li farebbero fucilare.


mercoledì 9 gennaio 2008

Malta, Suda e Hormuz!



Le motovedette iraniane arrivano a forte velocità verso le navi Usa con una manovra aggressiva

WASHINGTON - Il Pentagono ha diffuso martedì sera un video dell’incidente avvenuto domenica nello Stretto di Hormuz nel Golfo Persico tra unità navali americane e vedette iraniane. Le immagini sembrano confermare un’operazione aggressiva di alcune imbarcazioni di Teheran nei confronti di tre navi da guerra Usa.

HOPPER - Nelle immagini, registrate dal cacciatorpediniere Hopper, si vedono le imbarcazioni dei pasdaran arrivare ad alta velocità verso le navi da guerra americane. Nella traccia audio si sente una voce in inglese minacciare di farsi esplodere contro una delle navi americane: «Sto piombando su di voi... preparatevi a saltare in aria entro pochi minuti». Nella registrazione si vede la vedetta dove si trova il pasdaran affiancare la Hopper. Il pasdaran urla che le vedette iraniane stanno per attaccare, ripetutamente interrotto da un marinaio americano che intima di allontanarsi.

BUSH - Secondo il presidente Bush l' «atto provocatorio», ha creato «una situazione pericolosa. Non avrebbero dovuto farlo, punto e basta. Ignoro quali fossero le loro intenzioni, ma questa è la mia opinione: è stato un atto provocatorio».


http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=0d26b84e-be38-11dc-8e86-0003ba99c667

Beh, non possiamo che avere stima per i Pasdaran.

Meno per gli americani che, facendo qualcosa più che un "atto provocatorio" abbatterono in un non troppo lontano passato, un Airbus iraniano carico di civili con un missile tirato dall'Incrociatore USS Vincennes.

PS non ci vuole un genio a vedere che, acque internazionali o meno, gli USA, a Terzo Millennio inoltrato, non stiano facendo altro che una "politica delle cannoniere". Dal Maine a Pearl Harbor, dopo aver incassato qualche sonoro schiaffone a loro inflitto da chi stavano provocando, questa politica si è sempre dimostrata, purtroppo, vincente.

lunedì 7 gennaio 2008

Zucconi in Love



Sarà che a ridosso del Natale i buoni sentimenti sono tutto un bollore, sarà che in quanto a «impegno nel sociale» nel corso del 2007 sono stato un po' carente e sarebbe ora di recuperare, ma l'articolo di Vittorio Zucconi sulle rughe di Hillary Clinton, bè, mi ha toccato. E vorrei far qualcosa, vorrei consolarlo, tirarlo su di morale, poveretto. Ma sì, ma certo: la società moderna ci ha abituato a tutto facendoci un tantinello cinici. Però vedere uno grande e grosso come Zucconi disperarsi e metaforicamente strapparsi i capelli, leggere - sulle pagine della Repubblica (e dove, sennò?) - il suo straziante j'accuse indirizzato ai mascalzoni, ai maramaldi, ai fascisti-razzisti-sessisti che hanno diffuso una fotografia di Sua Grazia Democratica e Progressista Hillary Clinton al naturale e dunque sotto specie di vecchia befana, mette tristezza.

Che Zucconi se lo ritrovi spezzato, il cuore, è dimostrato dalla prontezza con la quale per difenderne le ragioni s'è messo sotto i piedi i valori deontologici che lo fanno - e fanno tutti i repubblicones - gli autentici campioni del giornalismo democratico. Valori che così possono essere riassunti: essendo l'informazione sacra, che quel che passa il convento - intercettazioni telefoniche, atti giudiziari secretati, immagini del Cavaliere con le girls sulle ginocchia - deve essere immancabilmente pubblicato. Perché con la libertà di stampa non si scende a compromessi. E chi lo fa è un gaglioffo. Però la foto della Clinton che pare la sorella di Tutankamen, no, quella non doveva comparire. Diffondere e commentare fotografie della Clinton che non si sia preventivamente spalmata due-tre etti di make up o scattate senza i «consueti filtri fotografici» (la famosa calza di nylon sull'obiettivo) è infatti, come afferma Zucconi, «una porcata». Anzi: «una autentica porcata». E come se non bastasse, «organizzata dal vasto complotto della destra» (l'italiano risulta sgangheratello, ma quando si scrive in preda all'indignazione, càpita).

Vittorio Zucconi, e in questo fa tenerezza, deve amare visceralmente la signora Clinton. Solo un amante reso cieco dalla passione può infatti sostenere che l'incartapecorimento della sua bella è faccenda passeggera, dovuta «al peso massacrante della campagna elettorale nel gelo dello Iowa». Condotta magari a piedi nudi, come la Piccola fiammiferaia. Solo un amante un po' nel pallone può denunciare con toni così isterici l'infamia perpetrata dalle «sturmtruppen repubblicane», dalle «radio spazzatura degli imbonitori», dai «settimanali famosi per le sensazionali bufale», dagli «organetti della destra più idrofoba», dai «boia chi molla bushisti», dalle «giovani propagandiste della Fox» (chi lavora per Murdoch non è un giornalista, ma un volgare propagandista) nel pubblicare uno scatto della Clinton non preventivamente passato al vaglio della sua, sua di lei, censura. Rendendosi così responsabili di lesa maestà o, zucconianamente, di «crassa e grassa volgarità iper sessista». Roba da sozza «politica da bovari che rivaluta persino lo squallore del teatrino italiano». Parole dure, che tradiscono la tormenta che sbatacchia l'animo di Vittorio Zucconi. Al quale, come promesso, vorrei far sentire il calore della mia solidarietà di collega (nel mio caso, di vecchio propagandista).

Ma la Hillary Rodham Clinton della foto incriminata fa proprio paura per quanto è carampana e dunque non trovo le parole. Se non quelle, consolatorie, espresse da un noto adagio: «Ogni scarrafone è bello a mamma sua» (e ciò vale, mica siamo sessisti crassi e grassi, anche per la scarrafona).

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=229290&START=1&2col=

E l'articolo del pasionario Zucconi:

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/esteri/usa-hillary-rughe/usa-hillary-rughe/usa-hillary-rughe.html

sabato 5 gennaio 2008

Che ne pensi dell'integrazione, compagno Azouz?



Come si fa, dunque, a non pensare male della «buona azione» di centocinquanta famiglie italiane che hanno dato vita a una specie di assurda gara per ospitare Azouz nelle proprie case così da permettergli di richiedere gli arresti domiciliari e uscire dalla prigione? Non sarà giusto, ma è più che comprensibile sospettare siano davvero serie e disinteressate le intenzioni della famiglia alla periferia di Lecco che avrebbe vinto la competizione per portarsi a casa il tunisino accusato ancora una volta di spaccio di droga? Dicono trattarsi di ottima famiglia e rispettosa del vivere sociale, gente «al di sopra di ogni sospetto» come ha tenuto a precisare l’avvocato di Marzouk. Sarà, ma perché?
La spiegazione fornita dai «vincitori del trofeo» non aiuta certo a capire. «Noi in famiglia discutiamo su tutto e Azouz potrebbe integrarsi con le nostre abitudini e stili di vita arricchendo in qualche modo il dibattito sull’integrazione sociale» è la motivazione di questa coppia con due figli, una ragazza che lavora e un giovane studente. Belle parole, politicamente corrette dell’anonima famigliola.
Ma anonima per quanto? Se il giudice concederà a loro Azouz, se l’immaginano l’assalto del solito circo mediatico - Corona in testa - alla loro casa? Se l’immaginano oppure se l’aspettano?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=231696

L'iniziativa desta in noi invero qualche perplessità, sulla falsariga di ciò che poi è accaduto al notorio duo Rom-Sundas. Speriamo con tutto il cuore che qualche sdegnato cittadino non proceda a incendiare la macchina o la casa della coraggiosa, progressista e poiliticamente corretta famiglia, o a spiegare con energia a qualche membro della bella famigliola in oggetto, che non ci vogliono grandi discussioni per capire che l'integrazione sociale raramente passa attraverso lo spaccio di droga.

Preghiamo che alla famigliola in questione non succeda niente di male. Veramente. Tale pensiero cerchiamo di scacciarlo dalla nostra mente con tutte le forze.

Strano che non si siano mossi, loro o le 150 famiglie, per le centinaia di anonimi detenuti, italiani e stranieri, gravemente ammalati, detenuti per reati minori, che muoiono o si suicidano in quieta disperazione in carcere, e che vengono portati via, nottetempo, su di una ambulanza a sirene spente.

Poveri miserabili, loro. E infami le famigliole progressiste-cazzocomuniste e/o in cerca di notorietà, e il circo mediatico che le inseguirà.

venerdì 4 gennaio 2008

Altre due buone notizie del 2008...



E' morto questa notte a Genova all'età di 80 anni, Stefano Marollo, detto "Marulin", già partigiano combattente, vice Console del porto di Genova nel dopoguerra, quindi da sindacalista della Cgil. Marollo fu protagonista dello sciopero dei portuali della metà degli anni '50, che durò 123 giorni. Nel 1976 viene eletto nelle file del consigliere comunale nelle fila del Pci e poi assessore.

Ed è morto anche Renato Drovandi, partigiano e altra Nomenklatura genovese...

L'Italia ha perso due figure immortali, due fari, due esempi di coscienza di classe e di antifascismo... che peccato!

Un'altro buono è Gelasio Adamoli:

Adamoli, che incontra il diciottenne Burlando all’inaugurazione della sezione Ho Chi Min di Pedegoli; che organizzò il convegno sul lavoro da cui partì il riscatto della Cgil nelle conquiste operaie; Adamoli sulle barricate di via XX Settembre quando contribuì a sventare il precipizio dell’insurrezione subito dopo l’attentato a Togliatti

http://www.ilsecoloxix.it/genova/view.php?DIR=/genova/estrazione_timone/2007/09/10/&CODE=cbc833a8-5f4d-11dc-be51-0003badbebe4
(notare lo stile equilibrato e sintetico del giornalista (?) che dimostra come, MINCULPOP o "Velina Rossa", lo pseudo intellettuale italiano sia sempre al servizio del potente di turno: "figura immortale", "faro", "grande sindaco", "fine oppositore", "maestro", "elegante", "lungimirante")

Poco importa, che la "sezione Ho Chi Min" fosse intitolata a un personaggio che ha milioni di vite umane sulla coscienza, poco importa se la maggior parte dei diritti degli operai li ha dati il Fascismo, e la CGIL non impedisce invece le giornaliere tragedie del lavoro, come alla Thyssen (oltre alle responsabilità dell'azienda, DOVE ERA CHI DOVEVA CONTROLLARE?), poco importa se non ci si chiede contro chi doveva essereci l'"insurrezione" dopo l'attentato a Togliatti; i "fascisti", in quegli anni, erano i governi occidentali (ergo non URSS); cfr. Longo, La resistenza tradita.

Mi dispiace, ma il dolore dei familiari, al quale ci associamo, non può farci dimenticare chi erano questi personaggi, fedeli al motto "tra la verità e la rivoluzione, preferisco la rivoluzione".

Bravi, complimenti.

Stultitia in vita, iustitia in morte.




giovedì 3 gennaio 2008

Maiorana vs Pontecorvo



Raitre. Augias presenta un libro sul fisico nucleare Pontecorvo; distinguendosi parlando di "Sipario (sic!) di ferro" e di come l'Iran "Coltiva (ri-sic!) l'Uranio". Povero artereosclerotico paleocomunista, sta facendo ormai più gaffe che Giurato.

Più che lo sveglissimo Pontecorvo, pagato cash dal PCI per scappare in URSS (paradiso progressista dei lavoratori), e che non si era reso conto di "lavorare all'Uranio civile" in un paese con GuLag e annessi e connessi, ricordiamo allora Ettore Majorana, nato a Catania nel 1906, un vero genio italiano.

Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del loro meglio ma non vanno lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentale per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che è invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso. (Fermi).

Ricordato un pò meno, nonostante il mistero della sua scomparsa, perchè...

Nel viaggio fatto all'estero fu colpito dall'organizzazione tedesca. Ed ecco
come [Majorana] illustra nella medesima lettera alla madre la rivoluzione nazista:
(...) Lipsia, che era in maggioranza socialdemocratica, ha accettato la rivoluzione senza sforzo. Cortei nazionalisti percorrono frequentemente le vie centrali e periferiche, in silenzio, ma con aspetto sufficientemente marziale. Rare le uniformi brune mentre campeggia ovunque la croce uncinata. La persecuzione ebraica riempie di allegrezza (sic!) la maggioranza ariana. Il numero di coloro che troveranno posto nell'amministrazione pubblica ed in molte private, in seguito all'espulsione degli ebrei, è rilevantissimo; e questo spiega la popolarità della lotta antisemita. A Berlino oltre il cinquanta per cento dei procuratori erano israeliti. Di essi un terzo sono stati eliminati (sic!); gli altri rimangono perché erano in carica nel '14 e hanno fatto la guerra. Negli ambienti universitari l'epurazione sarà completa entro il mese di Ottobre. Il nazionalismo tedesco consiste in gran parte nell'orgoglio di razza. In realtà non solo gli ebrei, ma anche i comunisti e in genere gli avversari del regime vengono in gran parte eliminati dalla vita sociale. Nel complesso l'opera del governo risponde ad una necessità storica: far posto alla nuova generazione che rischia di essere soffocata dalla stasi economica (...)

Non è dato sapere se i suoi più intimi collaboratori conoscessero le sue impressioni e le sue idee sulla Germania nazista: è certo comunque che a Fermi (la cui moglie era ebrea) tali idee e concezioni non dovessero fare grande piacere e certo pure è (vedi in proposito l'ottimo libro di Recami su Majorana) che Segrè (ebreo anch'egli) rimase stizzito da una analoga sua lettera. Tuttavia non si può affermare che Majorana fosse un filo-nazista. In un'altra lettera spedita a Giovanni Gentile jr. parla di stupida teoria della razza ma soprattutto nell'ultimo suo articolo pubblicato esprime sia pure in modo indiretto un'opinione positiva del libero arbitrio, opinione incompatibile con il nazismo.

Infatti Maiorana non era "filo-nazista"... era semplicemente F-A-S-C-I-S-T-A!

Oddio, quale colpa! L'indicibile orrore! Il male assoluto!

Majorana si lamentava come oggidì delle "risorse mancanti alla ricerca" o, sdegnosamente o facendosi commiserare fece il "cervello all'estero"?

Al genio bastava un pacchetto di sigarette:

La mattina, nell'andare in tram all'Istituto, si metteva a pensare con la fronte accigliata. Gli veniva in mente una idea nuova, o la soluzione di un problema difficile, o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili: si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate. Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e un gran ciuffo di capelli neri e scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all'Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea.

Alle mezzeseghe di oggi, che si lamentano mentre giocano ai ricercatori, per pubblicare le loro tesine non basterebbe HAL.

La prima buona notizia del 2008!




Morto Vanni Padoan, chiese perdono per Porzus

di Simona Santoro

Nel 2001 fu protagonista dello storico riavvicinamento tra partigiani comunisti e osovani
CORMÒNS. Un pezzo di storia se ne è andato con la scomparsa di Giovanni Padoan, morto a 98 anni nella sua casa di Cormòns. Noto con il nome di battaglia di Vanni, commissario politico della divisione Garibaldi-Natisone, è stato protagonista nel 2001 della storica riappacificazione tra partigiani comunisti e osovani per la vicenda di Porzus, la malga friulana dove nel 1945 una ventina di partigiani verdi della Osoppo fu uccisa dai gappisti comunisti guidati da Mario Toffanin. L’ultimo saluto a quello che è stato uno dei protagonisti della lotta di Liberazione sarà dato domani, in una cerimonia civile che si svolgerà, alle 14.30, nel municipio del centro collinare.
Nato a Cormòns il 25 giugno del 1909, Vanni Padoan emigrò insieme alla famiglia in Francia nel 1924, dove lavorò come carpentiere. Al rientro in Italia, nel 1935, fu condannato a 16 anni di carcere perché comunista. Dopo l’armistizio del 1943 che segnò la fine del conflitto con gli angolo-americani e l’invasione dell’Italia da parte dell’esercito tedesco, organizzò la resistenza sul Collio, in qualità di commissario politico della più grossa formazione partigiana italiana, la divisione Garibaldi-Natisone, che combattè anche in Jugoslavia nel 1945 nel IX Corpus, l’esercito guidato dal maresciallo Tito che aveva mire su Gorizia, Trieste e anche il Friuli.
Nel dopoguerra fu processato e condannato per l’eccidio di Porzûs, ma non andò in carcere perché riparò prima in Cecoslovacchia e poi in Romania: qui lavorò come redattore di trasmissioni radiofoniche. Amnistiato, Padoan fu emarginato dal partito comunista, perché considerato «poco malleabile e diplomatico».
Nel 2001, all’età di 92 anni, Padoan ha fatto ammissione di colpa, abbracciando in un gesto che è diventato storico l’ottantottenne don Redento Bello, detto “Candido”, padre spirituale degli osovani.
Dopo mezzo secolo, i due si sono incontrati ad Attimis, davanti al mausoleo che ricorda la strage: Vanni Padoan, senza nascondere la commozione, si è scusato con gli eredi delle vittime «di un crimine di guerra che esclude ogni possibilità di giustificazione». Il cormonese ha proseguito la sua ammissione riconoscendo che avrebbe dovuto avvenire prima.
«Benché il mandante di tale eccidio sia stato il Comando sloveno del IX Corpus, gli esecutori erano gappisti dipendenti anche militarmente dalla federazione del Pci di Udine, i cui dirigenti si resero complici del barbaro misfatto. Siccome i Gap erano formazioni garibaldine, quale dirigente comunista d’allora e ultimo membro vivente del comando raggruppamento divisioni Garibaldi-Friuli, assumo la responsabilità oggettiva a nome mio personale e di tutti coloro che concordano con questa posizione e chiedo formalmente scusa e perdono agli eredi delle vittime del barbaro eccidio. Questa dichiarazione l’avrebbe dovuta fare il comando raggruppamento divisioni Garibaldi-Friuli quando era in corso il processo di Lucca. Purtroppo, la situazione politica da guerra fredda non lo rese possibile».
Va, peraltro, aggiunto che, nel corso degli ultimi anni, Giovanni Padoan prese parte a numerosi incontri, seminari e convegni imperniati sulla storia che sancì la fine del secondo conflitto mondiale e che, in queste terre, fu caratterizzata da momenti di particolare crudeltà. Contribuì al dibattitto sulla riappacificazione con tesi e argomenti frutto della propria esperienza.
La riappacificazione fa tuttora discutere, dal momento che non è stata completamente accolta dai vertici dell’Apo, l’Associazione partigiani Osoppo.

Per non dimenticare 2...



Caso Mele (ricordate, il parlamentare UDC "Maracaibo, splendida regina, Ruhm e cocaina), commento di Cesa, capogruppo UDC: "Questa mattina ho incontrato un alto funzionario della Camera - racconta Cesa - che ha sottolineato come si fa un gran parlare dei costi della politica e, invece, al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare".

Splendido esempio di fede cattolica e rispetto del cittadino. Più ppilo per tutti!

Per non dimenticare...



...da che pulpiti vengono le prediche.

Il portavoce del Presidente del Consiglio cazzocomunista Prodi, l'altrettanto cazzocomista Sircana, notorio per il suo ceruleo pallore da topo di oratorio, colto mentre sta per dare un passaggio a una signorina, per poi andare con lei alla Messa serale.

mercoledì 2 gennaio 2008

L'America è un grande paese...

A 13-year-old girl who had been missing from her Detroit home since July has been found alive and safe, and living with her 34-year-old "boyfriend," MyFoxDetroit reported Friday.

Neshay Hawkins had just completed the sixth grade and turned 13 when she stormed out of her family's home after being scolded for making long-distance phone calls in July. Her family and police spent months desperately searching for the girl, but clues on her whereabouts were slim until her picture was circulated on a missing persons flyer.

Click here to watch a video report of the story at MyFoxDetroit.

According to the report, tips generated by the flyer led authorities in early December to the Detroit apartment — just miles from Neshay's home — of a 34-year-old man who goes by the nickname "Junebug." Police did not find Neshay or the man at the apartment, but on Dec. 23, Neshay turned herself in to police, MyFoxDetroit reported.

Police are now searching for the man who, they say, told Neshay to tell people she was 19 and that her name was "China Girl," MyFoxDetroit reported.

Neshay, now three months pregnant, is living with relatives in a different state.

Authorities believe the girl may have met the man online.

martedì 1 gennaio 2008

Yes, you want total war!!!



Il video della mitica canzone di Boyd Rice "Total War", fatto amatorialmente da un fan!