martedì 15 dicembre 2009

Bersani si accoda: è Berlusconi l'aggressore!



Bersani ieri, dopo la visita al premier in ospedale, cercando di mettere una pezza alle dichiarazioni della vergine (e ce credo!) Bindi e dello zappatore di Montenero di Bisaccia:

"Il PD è contro la violenza senza se e senza ma" - pausa pregna (fregna?) di intensa riflessione - significativo sguardo- "Dopodichè..." e giù una sbrodolata per i suoi elettori democraticamente ghigliottinari: "Dopodichè bisogna ragionare sul clima che ha condotto blablabla"...

Eh, la differenza dialettica equosolidale del "se" e "ma" contro il "dopodichè"... magari la prossima usiamo il "però"?

Caro Bersani, altri, non rispettosi come noi dell'altrui pensiero, per quanto patetico e trinariciuto, le direbbero: ma vaffanculo, miserabile.

lunedì 14 dicembre 2009

Rosy Bindi e Di Pietro non ci stanno: l'aggressore è Berlusconi!!!


Dura Rosy Bindi, in un'intervista a La Stampa, pur condannando «il gesto folle», invita il premier a «non fare la vittima», apostrofando il premier come «uno degli artefici del clima violento» nel Paese. da il Corriere.

Capiamo che lo zappatore di Montenero di Bisaccia non potesse che incolpare Berlusconi di fomentare "il clima di violenza" del quale è stato vittima (peraltro Di Pietro un paio di giorni prima aveva soffiato sul fuoco della violenza di piazza; tanto che je frega, mica ci andava suo figlio, in piazza, tra rossi e neri... il figlioletto ex carabiniere, in odore di cattive frequentazioni, mezzo dimesso ma sempre attaccato alla sua poltroncina di politichetto di campagna...), ma la Bindi... se fosse successo al suo Prodi, sarebbe piombata lei stessa quale novella erinni dal reprobo aggressore a fare quella giustizia sommaria che i suoi amichetti rossogiellinocazzocomunisti conoscono bene.

Altri, non rispettosi come noi delle istituzioni, direbbero solo: Bindi, povera sfigata, ma va a cagare.


Ci perdonino le Eumenidi per averne accostato il nome alla poverella cazzocomunista di cui sopra.

domenica 13 dicembre 2009

Aggressione equa, solidale e democratica a Berlusconi: Aggredito il premier dopo il comizio alla festa per il tesseramento del Pdl a Milano



Aggredire un settantenne è sicuramente tipica, democratica ed equosolidale espressione della migliore gioventù (ah, scusate: se l'è cercata perchè osava non essere comunista, quindi è solo uno sporco fascista, mica un settantenne).

Aggressione al premier dopo il comizio alla festa per il tesseramento del Pdl a Milano. Un uomo, Maasimo tartaglia, 42 anni, l'ha colpito al volto: è stato fermato. All'ospedale San Raffaele effettuata la Tc: 24 ore in osservazione. Berlusconi dal palco aveva invitato a non credere "a chi getta "fango e odio". Una decina di persone l'aveva contestato e lui aveva replicato: "Vorreste trasformare l'Italia in una piazza che inveisce, che condanna. Vergogna, vergogna, vergogna". Folla sotto choc: "Tutta colpa di Di Pietro"

http://www.ilgiornale.it/

I deliri di un giudice: Occorsio, piazza Fontana, BR nelle Imposimato's Folies



Dal Secolo XIX di oggi 13 dicembre, intervista al giudice Ferdinando Imposimato su piazza Fontana:

[...]

Imposimato: "Il giudice Occorsio, seguendo la "pista rossa", commise degli errori. [...] Poi iniziò a lavorare insieme a me. E si accorse che la "pista rossa" era sbagliata. Che piazza Fontana era strage di Stato. Una strage in cui c'entravano i servizi segreti. Occorsio imboccò la pista giusta. Stava per accertare la verità, si era imbattuto nei poteri massonici, nella Loggia P2. Ma venne ammazzato. Per questo, per la sua inchiesta su Piazza Fontana".

[...]

Intervistatore: "Lei attribuisce a questi eventi la nascita del terrorismo brigatista"

Imposimato: "Quando cominciai a parlare con i brigatisti, in particolare con Alfredo Bonavita, mi disse che la "pista rossa" per piazza Fontana era stato uno degli elementi della decisione di passare alla clandestinità, di fare la lotta armata allo Stato. Con questo non li voglio giustificare. Però presi atto di questo: erano stati accusati di una strage che non avevano commesso, loro, i "rossi". Ma solo dal 75-76 è iniziato l'"attacco al cuore dello Stato", i primi anni delle BR non furono sanguinari"


_______________


Abbiamo letto con stupore (per tali farneticazioni l'indignazione è di troppo) l'intervista al giudice Imposimato, dove lo stesso resuscita per l'ennesima volta la corbelleria delle BR che decidono la lotta armata solo dopo piazza Fontana: in realtà, come facilmente reperibile perfino su internet, un mese prima...

Novembre: convegno del CPM a Chiavari, presso la pensione Stella Maris. Nell’occasione viene redatto il celebre “libretto giallo” dal titolo Lotta sociale e organizzazione nelle metropoli ( per alcuni, vedi Giorgio Galli, un vero e proprio manifesto costitutivo della lotta armata) in cui si può leggere: Ogni alternativa proletaria al potere è, fin dall’inizio, politico-miliare. La lotta armata è a via principale della lotta di classe. La città è il cuore del sistema, il centro organizzativo dello sfruttamento economico-politico. Deve diventare per l’avversario un terreno infido: ogni gesto può essere controllato, ogni arbitrio denunciato. La lunga marcia rivoluzionaria nella metropoli deve cominciare qui e oggi.


Tema centrale del convegno è la discussione sulla violenza politica e sull’ipotesi della lotta armata. Su questo terreno si confrontano le due anime del Collettivo: quella maggioritaria (che, nonostante l’incalzare degli avvenimenti, predica la gradualità dell’azione politica e dell’eventuale iniziativa armata) e quella minoritaria, convinta che la “lotta armata subito” sia una ipotesi già del tutto percorribile.



_______


Appare evidente come la parte "minoritaria" non sarebbe stata con le mani in mano, a prescindere dalla strage milanese.

Ancora più demenziale è legare l'assassinio di Occorsio alle indagini di piazza Fontana, mentre è trasparente (uno dei pochi casi nella contorta storia dei nostri anni di piombo) che Concutelli (il terrorista "nero" che uccise il giudice) "giustiziò" Occorsio per il suo ruolo nella messa al bando del Movimento Politico Ordine Nuovo... con lo stesso metro di Imposimato, dovremmo desumere che le seguenti azioni "militari" del MPON fossero "non giustificate", certo... ma quasi... dalle misure repressive contro il MPON (v. Ardica - Concutelli, Io, l'uomo nero, Marsilio 2008).

Ridicola, se non criminale, l'affermazione che solo dal 1975-1976 le BR attaccano il cuore dello stato e che "i primi anni non furono sanguinari": qualcuno dovrebbe ricordare a Imposimato che nel 1971 viene ucciso dall BR il portavalori Floris, nel 1972 Calabresi (!!!), nel 73 c'è Primavalle e la strage della questura di Milano...

Trovo inoltre che le affermazioni buttate lì da Imposimato , en passant, su servizi deviati, stragi di Stato, etc siano un insulto alle decine di vittime delle BR, dimenticate da stampa e istituzioni, solo perchè ebbero il cattivo gusto di farsi uccidere singolarmente e non in ecclatanti stragi, meglio strumentalizzabili con megamanifestazioni, e poi da "compagni che sbagliano".

mercoledì 2 dicembre 2009

Scandalo sexy dopo Berlusconi, Marrazzo e la Mussolini: ma la Iotti era l'amante di Fini o di Togliatti?!?



Scandalo sexy dopo Berlusconi, Marrazzo e la Mussolini: ma la Iotti era l'amante di Fini o di Togliatti?!?

Tra parentesi, approposito di moralità (per gli altri, non per noi compagni)...

La vita politica di Nilde Iotti si intreccia alla sua vita privata nella lunga relazione con il segretario del PCI Palmiro Togliatti che termina con la morte del leader comunista, nel 1964. Una relazione che esce allo scoperto in occasione dell'attentato a Togliatti del 1948 e che i militanti del Pci faticano per molto tempo ad accettare perché Togliatti era già sposato (e con un figlio rinchiuso in manicomio, ignorato e abbandonato: ma su di lui niente film come sulla Dalser/Mussolini, eh, mi raccomando registelli leccaculi e un pò conformistucci, NdMinitrue).

E di Resistenza (ma dalle poltrone)...

Secondo Miriam Mafai però "non risultava che avesse fatto (la Iotti, NdMinitrue) la Resistenza." Miriam Mafai. "Ma chi è quella signora?" da L'uomo che sognava la lotta armata. Rizzoli, 1984.

02-12-09
NILDE JOTTI: FINI, ESEMPIO DI DIFESA COSTITUZIONE E PROMOTRICE RIFORME

(ASCA) - Roma, 2 dic - La figura di Nilde Jotti e il suo contributo al consolidamento della democrazia e al funzionamento istituzionale in Italia sono stati ricordati a dieci anni dalla sua morte in un incontro organizzato a Montecitorio (Sala della Lupa) dalla Fondazione della Camera dei deputati.

I tratti salienti della Jotti come presidente della Camera sono stati proposti dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Sono poi seguiti gli interventi di Fausto Bertinotti (presidente della Fondazione), Maria Cinciari Rodano, gia'' vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, ministro della gioventu' e gia' vicepresidente della Camera, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Valeria Fedeli, presidente della Federazione sindacale europea Etuf-Tcl, Giorgio Frasca Polara, portavoce di Nilde Jotti negli anni della sua presidenza.

''La Camera dei deputati oggi rende omaggio -ha detto Fini- a una figura che e' parte integrante e rilevante della storia politica e istituzionale dell'Italia. Nilde Iotti ha interpretato con autorevolezza e rigore i valori costituzionali che sono alla base della vita democratica del nostro Paese''.

''Nilde Iotti offri' un esempio di imparzialita' e di equilibrio -ha sottolineato in particolare Fini- che le valse il riconoscimento e la stima di tutte le parti politiche. Non rinunciava, pero', alle sue idee. Come disse Luciano Violante, 'la sua imparzialita' non fu mai neutralita''.

Essere super partes non significava per lei rimanere estranei al confronto delle opinioni. Cio' non diminui' affatto l'apprezzamento che la circondava, perche' la cultura democratica si fonda, a ben vedere, sul confronto delle idee.

E' da li' che viene la capacita' di dialogo e di ascolto''.