sabato 23 maggio 2009

Germania/ Faz: agente che uccise studente Ohnesorg era spia Stasi



Una sgradita sorpresa per l'intellò pluripremiato Uwe Timm, che aveva -ovviamente- puntato il ditino politicamente corretto contro lo stragismo di Stato, polizia RFT assassina, etcetc oltre aver speculato ignobilmente, in altra "opera", sulla memoria di suo fratello, caduto sul fronte russo, e dei genitori... "colpevoli" di non essere, come lui, dei sinistrorsi radicalchic complessati... notizia che fa riflettere anche sulla stampa e gli intellettuali militanti rossi, e sul loro ruolo nel deformare il passato e plasmare il futuro.

Germania/ Faz: agente che uccise studente Ohnesorg era spia Stasi
Omicidio contribuì a radicalizzare movimento studentesco
APCOM

Svolta a sorpresa in una delle vicende più tragiche e cariche di conseguenze nella recentre storia tedesca. Karl-Heinz Kurras, l´agente che il 2 giugno 1967 uccise lo studente Benno Ohnesorg a Berlino Ovest, sarebbe stato una spia della Stasi, la famigerata polizia segreta dell´ex Germania orientale. Lo rivelano il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) e la tv pubblica tedesca Zdf, citando dei documenti inediti ritrovati da due ricercatori nell´archivio della "Birthler-Behoerde", l´autorità federale che conserva gli atti della Stasi. Stando a Faz e Zdf nel 1955 Kurras si impegnò con la Stasi a spiare la polizia di Berlino Ovest. Non solo, ma nel 1964 l'agente aderì anche alla SED, il partito comunista dell'ex Ddr. Raggiunto dal Tagesspiegel, Kurras, oggi ottantunenne, ha respinto ogni accusa. La Faz pubblica però una foto della sua tessera di iscrizione alla SED. Nei documenti non ci sarebbero tuttavia indizi che fanno pensare che sia stata la Stasi a commissionare l'uccisione di Ohnesorg. In ogni caso alla luce delle nuove rivelazioni l'"Associazione delle vittime dello stalinismo" e l'"Associazione 17 giugno" hanno presentato una nuova denuncia contro Kurras, che nel 1967 e nel 1970 venne prosciolto dall'accusa di omicidio colposo. La morte di Benno Ohnesorg riveste un ruolo centrale nella storia del Sessantotto tedesco. Il 2 giugno 1967 durante le proteste contro la visita dello scià a Berlino ovest lo studente di germanistica venne freddato con un colpo di pistola sparato a distanza ravvicinata dall'agente Kurras. La sua uccisione contribuì in modo decisivo alla radicalizzazione di un movimento studentesto rimasto fino ad allora pacifico. Uno dei più noti gruppi terroristici tedeschi negli anni Settanta, il "Movimento 2 giugno", prese il nome proprio dal giorno dell'assassinio di Ohnesorg.

mercoledì 13 maggio 2009

Di Pietro sprona gli intellettuali e chiama alla 'resistenza': ''Sveglia, l'olio di ricino è dietro l'angolo"



Ieri in un convegno con Pardi, Vattimo e Tranfaglia
Di Pietro sprona gli intellettuali e chiama alla 'resistenza': ''Sveglia, l'olio di ricino è dietro l'angolo"

SPERIAMO ABBIA RAGIONE!!!

Roma, 13 mag. (Adnkronos) - Antonio Di Pietro lavora alla "logistica della resistenza": convincere chi non vuole sottostare all'egemonia del "pensiero unico" a fare politica nell'Idv "a avere il coraggio di metterci la faccia" per risvegliare il Paese dal sonno berlusconiano. "Il rozzo, il villico, l'illetterato, il plebeo", quello che "studiava di notte per prendersi una laurea", ha spiegato in un convegno perche' ha deciso di rivolgersi agli intellettuali, ai professori universitari, agli scienziati, convincendoli a candidarsi nell'Idv alle prossime europee.
Accanto a Di Pietro, oltre al professore e deputato Pancho Pardi, siedono il filosofo Gianni Vattimo, lo storico Nicola Tranfaglia, il drammaturgo e regista Giorgio Pressburger, l'antropologa e editrice Luisa Capelli, "gente -spiega il leader dell'Idv- che rappresenta quella parte del Paese che ha deciso di non arrendersi". Come accadde alla vigilia del ventennio mussoliniano, Di Pietro vede un'"intellighenzia addormentata e incapace di reagire", mentre "vedo gia' avanzare l'olio di ricino". Domina il pensiero unico imposto dalle tv berlusconiane e non. Per questo "l'Idv va alla ricerca di quella cultura libera che non si e' ancora venduta. Oggi mettersi con l'Idv e' da coraggiosi. I 'professori' veri sono quelli che mettono a disposizione di tutti la loro cultura e il loro sapere. Io invece quando parlo con tanti intellettuali cercando di coinvolgerli nel nostro progetto, incontro solo sufficienza, supponenza, strafottenza e pavoneggiamenti. Gente che in sostanza ci dice: 'ma che volete? Riprendete il vostro carretto e toglietevi di mezzo'". "I sondaggi -aggiunge il presidente dell'Idv- non li guardo perche' non ho tempo di leggerli. Per questo non li faccio fare. Ma vedo in giro tanta gente, tanti mezzi d'informazione che li pubblicano, che si rammaricano perche' l'Idv sta sempre li', cresce, mentre tanti altri vanno indietro. Per questo dico alla cultura di darci una mano a fare un salto di qualita'. In un Paese normale un partito come il nostro, che lotta per la legalita' e il rispetto delle leggi, non dovrebbe nemmeno esistere". "Tutti i partiti dovrebbero avere a cuore questi valori e promuoverli ma invece non e' cosi'. Non vedo l'ora di fare il passaggio di consegne: quando questi valori verranno rispettati mi faro' da parte. Io -conclude Di Pietro- sono solo un mulo da soma che vuole riportare le persone che valgono, le persone competenti e di valore ai posti che spettano loro". Adnkronos.com - 13/05/2009

martedì 12 maggio 2009

Magris dal Danubio a Montenero di Bisaccia e Di Pietro!



Premettiamo che Magris (il Maggiani triestino, approposito, Maggiani, l'altro buono che riuscì a fare copia/incolla con le parole del Papa citandole "nazismo male assoluto, comunismo male necessario", facendo intendere che il comunismo avesse anche una valenza positiva, quando invece la Chiesa precisò: "Dunque, il comunismo è un male almeno doppiamente necessario: necessario come conseguenza di premesse erronee, di un’erronea concezione dell’uomo, e necessario come castigo intrinseco, storico, di tale conseguenza. Necessario in quanto «utile», cioè coerente con la logica di bene dell’economia divina. Utile per smascherare l’intima essenza di male di tutto il processo che lo ha generato. Così come — nella vita di un uomo — la sofferenza, quando è punizione del male, può essere «utile», perché smaschera la natura di male degli atti che l’hanno generata." ) ci è sempre stato sugli zebedei...

Ma che c’azzecca Magris con Di Pietro?

Dev’essere il sottile fascino del populismo in canottiera, l'attrazione fatale dell'uomo di lettere per l'uomo di poche letture, per i modi rudi da contadino, per il parlar chiaro («così mi capisce pure a mia nonna» direbbe Tonino) così lontano dalla stratosfera delle belle lettere. Ma a questo punto è materia per sociologi: Di Pietro e l’élite culturale, un connubio sorprendente. Perché, dopo le adesioni di filosofi, storici, editori e letterati, chi se lo aspettava anche l’outing di un raffinato scrittore in odore di Nobel come Claudio Magris, in sostegno di Antonio Di Pietro e del suo rumoroso battaglione Idv? Se ne vociferava, si raccontava di mail di propaganda spedite da Magris agli amici per far votare Antonio, ma ieri c’è stato il suggello ufficiale con una nota inviata dal fine germanista alle agenzie, sotto forma di appello per l’altro intellettuale mitteleuropeo carambolato nel partito dell’ex pm e candidato in Europa, Giorgio Pressburger.

Motivo dell’innamoramento dell’editorialista del Corriere per la causa di Tonino? A parte l’amicizia col danubiano [diremmo danubbbbreo, NdMinitrue] Pressburger («è un vero europeo» [eurobbbreo? NdMinistrue]), è che l’Idv gli sembra «un’opposizione al contempo moderata, aliena da ogni estremismo e ferma». Già qui, l’uso di quell’aggettivo «moderato», per Di Pietro (che fa opposizione dando agli avversari del magnaccia, del nazista, del fascista etc), è una licenza che solo un virtuoso delle lettere può concedersi. Percorsi intellettuali troppo sottili per essere compresi in qualche riga, ma che hanno tuttavia portato Magris dalle sponde del Danubio alle radure di Montenero di Bisaccia. Un salto impressionante. Come farà ad abbinare le letture di Roth, Musil, Michelstaedter, Schnitzler ai discorsi in italiano stentato di Di Pietro, è un mistero che Magris dovrà prima o poi rivelare. Lui e gli altri uomini di lettere finiti nella rete di Tonino.

Va detto che Magris non è a digiuno di politica. È stato anche senatore nella XII legislatura, con una lista tutta sua, Lista Magris, talmente magra che c’era solo lui. Ma almeno lì era lui a rappresentare se stesso. Ora lo rappresenteranno Leoluca Orlando, il sindacalista Zipponi e magari l’hostess Maruska. È la distanza siderale tra uomini di cultura come Magris (e gli altri fini dicitori) e il leader di Montenero di Bisaccia a colpire e interrogare anche fior di cervelli (il politologo Angelo Panebianco e il filosofo Aldo Schiavone ne facevano dell’accademia l’altra sera in tv da Gad Lerner). Difficile spiegare le ragioni di questo idillio, perché se è probabile che Di Pietro possa servire agli intellettuali (offrendo loro un seggio o almeno una ribalta), è improbabile che possa accadere l’inverso, visto che Tonino ha fama di leader che decide da sé e sopporta male gli indipendenti o i consiglieri (con l’eccezione di Travaglio).

L’outing dei raffinati intellettuali per Di Pietro però è soprattutto un colpo per il Pd, area da cui vengono quasi tutti i nuovi dipietristi con la libreria ricolma (il caso esemplare è quello del poeta Valerio Magrelli, che ha messo in versi la sua rottura col Pd riservandosi di decidere se votare Di Pietro...). Il Pd li ha traditi, la sinistra non esiste più: tanto vale buttarsi su Tonino. Poi dipende dai casi singoli. Ci sono quelli in cerca di poltrona dopo forzata astinenza, ed è il gruppo più nutrito. Ci sono l’editore Stefano Passigli, ex diessino a lungo senza incarichi, Pressburger, ex assessore ds a Spoleto poi caduto nell’oblio, lo storico comunista Nicola Tranfaglia, ex deputato Pdci con cui ha rotto a male parole, il filosofo Vattimo, ex un po’ di tutto... Ma ci sono altri cultori delle lettere che per la prima volta si buttano in politica, e lo fanno col politico meno intellettuale dell’arco costituzionale. Tra questi c’è la candidata Luisa Capelli, fondatrice dell’editrice Meltemi, raffinatissima, che pubblica saggi iper-specialistici di filosofia, da Kant a Lèvinas a Durkheim.

Dalla Critica della ragion pura alle critiche di Tonino: misteri della cultura superiore. Tutti la spiegano col fatto che Tonino è l’unico a fare opposizione, così ha detto Vattimo, così Pressburger, così Tranfaglia e così ora Magris. Lo votiamo o ci candidiamo con lui perché è contro Berlusconi. Concetti un po’ deboli per intellettuali di quel calibro. Insomma devono ancora dimostrare di non aver scelto come in quel bellissimo romanzo di Magris: Alla cieca.

domenica 10 maggio 2009

Rosy Bindi, Berlusconi, pedofilia!



Rosy Bindi: no all'immunità morale del premier. «Sotto accusa - dice la vicepresidente della Camera Rosy Bindi - non ci sono solo le scelte private di un marito, ma la connivenza morale e culturale di un Paese che non si indigna e non reagisce di fronte alla pretesa immunità morale del proprio presidente del Consiglio. E' certamente una vicenda privata, ma le motivazioni della signora Lario non sono solo private e devono fa riflettere. Chi ha un ruolo pubblico e di governo non può pensare di confondere senza alcun pudore sacro e profano con la certezza che tutto sarà archiviato come se niente fosse o magari con un incremento di popolarita».

Napoli (Pdl): la Bindi vuole l'Inquisizione. «La vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, vorrebbe chiamare un tribunale di morale, diciamo pure una Santa Inquisizione, a pronunciarsi sulla vita privata del presidente del Consiglio e della signora Veronica Lario - afferma Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl - Bindi arriva ad accusare tutti gli italiani di "connivenza morale e culturale" per la loro mancata indignazione nei confronti del premier. Si tratta di una bestemmia, e di una grave bestemmia per una cattolica praticante come Rosy Bindi.
Gli italiani non sono, come lei, accecati dall'odio per l'uomo Silvio Berlusconi. Sono in gran parte cattolici, magari "non adulti" come Bindi, ma laicamente rispettosi della vita privata di ciascuno e di tutti, quindi anche del presidente del Consiglio. Soprattutto sono elettori in grado di giudicare i comportamenti non solo pubblici di ogni esponente politico, uomo o donna. Sapranno, quindi, giudicare la proposta di ripristinare la Santa Inquisizione tanto cara a Bindi».


Rosy Bindi, anche in questa circostanza, non smette di confermare l'adagio che la vuole "più bella che intelligente"... tirare fuori, con sdegno massimo, roboante indignazione, e flautulente protervia, nientepocodimenochè la pedofilia per la vicenda da rotocalco Berlusca/Lario la dice lunga...

Aggiungeremo solo che questi alti afflati morali cattolici o laici o cazzocomunisti, non sembra abbiano pervaso la Bindi quando, la scorsa legislatura, i suoi "compagni di coalizione" erano un assortimento di trans, pseudoguerriglieri no global, ex (mica tanto) terroristi dei bei e inimitabili anni di piombo (e come lei potesse "porgere l'altra guancia", quando le BR uccisero Bachelet, del quale la Bindi era assistente ci lascia sgomenti), capitanati dallo svenditore dell'IRI, il cui portavoce era il notorio chierichetto Sircana, beccato mentre andava a trans equi e solidali.

Mala tempora currunt.

mercoledì 6 maggio 2009

Minipax speak: Kabul, decine di vittime civili in raid aerei


Kabul - Decine di civili, inclusi donne e bambini, sono rimasti uccisi mentre cercavano riparo dai raid aerei compiuti tra lunedì e martedì nell'Afghanistan occidentale. La portavoce del Cicr, Jessica Barry, ha detto che una squadra della Croce rossa si è recata ieri nel luogo in cui hanno avuto luogo i raid aerei delle forze americane e ha potuto constatare la presenza di diversi cadaveri oltre che la distruzione di alcune case. E' la prima conferma internazionale di un incidente su cui gli Stati Uniti e le autorità afghane stanno ancora indagando.

Un volontario tra le vittime Tra le vittime dei raid aerei ci sono anche un volontario della Croce Rossa afghana e 13 membri della sua famiglia. Il comitato della Croce Rossa Internazionale (Cicr) ha confermato la morte di decine di civili, tra cui donne e bambini. Intanto il capo della polizia di Farah ha confermato il bilancio di almeno 30 morti riferito la notte scorsa: "Oltre trenta cadaveri di civili sono stati trasportati a bordo di due camion", ha detto Abdul Ghafar Watandar aggiungendo che una delegazione composta da rappresentanti dell’Onu, dell’esercito americano e del ministero dell’Interno afghano si sono recati sul posto.

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KABUL - Decine di case rase al suolo: in pratica, secondo quanto riferito dal portavoce della Croce Rossa Jessica Barry, un intero villaggio distrutto nella provincia di Farah, in Afghanistan. E, tra le macerie, decine di corpi, secondo le prime stime oltre 30, tra cui molte donne e bambini. E' questo lo scenario dopo diversi attacchi aerei compiuto dalle forze internazionali in Afghanistan, compiuti lunedì e martedì.

APERTE DUE INCHIESTE - Il presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai, ha ordinato un’inchiesta sui bombardamenti aereo delle forze della coalizione nella provincia di Farah, costato la vita a moltissimi civili. Karzai è intanto giunto a Washington per un vertice alla Casa Bianca con il presidente degli Stati uniti, Barack Obama e con il presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta anche dal comando americano che, fino alla diffusione della notizia da parte della Croce Rosse, non aveva fatto riferimento ad alcun attacco.

cfr. Vittime civili dei bombardamenti USA:

When U.S. warplanes strafed [with AC-130 gunships] the farming village of Chowkar-Karez, 25 miles north of Kandahar on October 22-23rd,killing at least 93 civilians, a Pentagon official said, "the people there are dead because we wanted them dead." The reason? They sympathized with the Taliban1. When asked about the Chowkar incident, Rumsfeld replied, "I cannot deal with that particular village."2


A U.S. officer aboard the US aircraft carrier, Carl Vinson, described the use of 2,000 lb cluster bombs dropped by B-52 bombers: "A 2,000 lb. bomb, no matter where you drop it, is a significant emotional event for anyone within a square mile."3


Mantra of the U.S. mainstream corporate media : "the report cannot be independently verified"


"..shameful dependence on and uncritical acceptance of Pentagon handouts instead of substantial, critical coverage of the ground situation in Afghanistan. The US corporate media seems to be muting any talk of civilian casualties first by framing any such news with "Taliban claims that…." And then happily putting the matter to rest with Pentagon spokesman…" "
[Joel Lee, Hyderabad, Znet Inter Active]


"When people decry civilian deaths caused by the U.S. government, they're aiding propaganda efforts. In sharp contrast, when civilian deaths are caused by bombers who hate America, the perpetrators are evil and those deaths are tragedies.

When they put bombs in cars and kill people, they're uncivilized killers. When we put bombs on missiles and kill people, we're upholding civilized values. When they kill, they're terrorists. When we kill, we're striking against terror."4