venerdì 11 gennaio 2008

L'Eskimo in Televisione




Adriano Sofri sabato prossimo, con la delicatezza che gli consentono l’uso di mondo e la conoscenza dei meccanismi mediatici, ci illustrerà i suoi rimarchevoli pensamenti presentando il suo ultimo saggio. Discetterà di nobili cause e di superiori obiettivi - civili, sociali, morali - dalla cattedra fasulla di Fabio Fazio, su Raitre, of course, per illuminarci, spronarci, indurci magari a pentirci, per schiudere le nostre menti limitate alle ampiezze insospettate dell’orizzonte progressista. Paghiamo il canone anche per questo e allora ci godremo, si fa per dire, pure il Sofri officiante di una religione del lassismo e dell’illegalità che sta consumando la società italiana. Adriano Sofri è un detenuto, condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione per l’uccisione del commissario Luigi Calabresi. I suoi faziosi sostenitori possono anche continuare a credere nella sua innocenza, ma la nostra democrazia si basa sui giudicati formali. Adriano Sofri è un assassino, a termini di legge, e lo sforzo di nessuna lobby - trasversale, motivata da confuse solidarietà intellettuali, sociali ed ideologiche - potrà eliminare questo dato di fatto. La domanda, allora, è una sola: può un condannato per omicidio impartire lezioni al Paese dalla più efficace cattedra mediatica? A questo serve il servizio pubblico? Adriano Sofri è un condannato super, un soggetto unico. Ha goduto dei privilegi che la buonista legislazione carceraria - non per tutti, sia chiaro - consente. E oggi ha gli arresti domiciliari. È interessante notare che in occasione delle polemiche per il caso di Bruno Contrada, Adriano Sofri si è lamentato perché si era contrapposto il trattamento riservatogli a quello assicurato all’ex dirigente del Sisde. Ha sostenuto che nessun favoritismo gli è stato concesso, ma la verità va al di là delle sue proteste; Sofri è oggettivamente un privilegiato al quale si garantiscono opportunità mai assicurate a ospiti delle patrie galere. La scarsa, bassissima credibilità della giustizia italiana dipende dalle sue forzature ideologiche. I cittadini avvertono che un giudizio, nel percorso processuale o post-processuale, può dipendere dall’orientamento ideologico dei giudici o dei mezzi d’informazione. Adriano Sofri è stato condannato per l’omicidio di Luigi Calabresi, ma è come se fosse stato assolto. Ha una libertà di movimento che nessun condannato per omicidio ha mai avuto, pontifica e insegna, legittimo ritenere che presto ci riproporrà una storia d’Italia adeguata alla sua condizione di pregiudicato.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233083

Approposito del cazzocomunista con l'eskimo Fazio, che già in precedenza si era dimostrato solidale a Sofri in diretta TV, oltre che, per spirito unipartisan, solidale, sempre ovviamente tramite servizio pubblico a: Prodi, Biagi, Fassino, la Melandri...

Del 2007 è la polemica con l'autore satirico Daniele Luttazzi, il quale in un'intervista ha dichiarato di aver ricevuto in confidenza da Fazio, a margine di una trasmissione televisiva, l'ammissione di essere stato dispensato dal servizio militare grazie alla raccomandazione del politico Bettino Craxi. Fazio avrebbe svolto un breve periodo in Marina, dopodiché sarebbe stato trasferito all'Esercito, per essere, infine, riformato per motivi di salute (forte miopia, in seguito operata). La circostanza dell'incontro è stata anche smentita da Stefania Craxi, figlia di Bettino[1] È opportuno precisare che Daniele Luttazzi non ha mai detto che Fazio fu raccomandato da Bettino Craxi in persona, bensì che il conduttore televisivo, per evitare la leva, si recò nella sede storica milanese del Psi. Quindi la smentita non è affatto pertinente con la questione posta da Luttazzi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Fazio

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