
E' morto questa notte a Genova all'età di 80 anni, Stefano Marollo, detto "Marulin", già partigiano combattente, vice Console del porto di Genova nel dopoguerra, quindi da sindacalista della Cgil. Marollo fu protagonista dello sciopero dei portuali della metà degli anni '50, che durò 123 giorni. Nel 1976 viene eletto nelle file del consigliere comunale nelle fila del Pci e poi assessore.
Ed è morto anche Renato Drovandi, partigiano e altra Nomenklatura genovese...
L'Italia ha perso due figure immortali, due fari, due esempi di coscienza di classe e di antifascismo... che peccato!
Un'altro buono è Gelasio Adamoli:
Adamoli, che incontra il diciottenne Burlando all’inaugurazione della sezione Ho Chi Min di Pedegoli; che organizzò il convegno sul lavoro da cui partì il riscatto della Cgil nelle conquiste operaie; Adamoli sulle barricate di via XX Settembre quando contribuì a sventare il precipizio dell’insurrezione subito dopo l’attentato a Togliatti
http://www.ilsecoloxix.it/genova/view.php?DIR=/genova/estrazione_timone/2007/09/10/&CODE=cbc833a8-5f4d-11dc-be51-0003badbebe4
(notare lo stile equilibrato e sintetico del giornalista (?) che dimostra come, MINCULPOP o "Velina Rossa", lo pseudo intellettuale italiano sia sempre al servizio del potente di turno: "figura immortale", "faro", "grande sindaco", "fine oppositore", "maestro", "elegante", "lungimirante")
Poco importa, che la "sezione Ho Chi Min" fosse intitolata a un personaggio che ha milioni di vite umane sulla coscienza, poco importa se la maggior parte dei diritti degli operai li ha dati il Fascismo, e la CGIL non impedisce invece le giornaliere tragedie del lavoro, come alla Thyssen (oltre alle responsabilità dell'azienda, DOVE ERA CHI DOVEVA CONTROLLARE?), poco importa se non ci si chiede contro chi doveva essereci l'"insurrezione" dopo l'attentato a Togliatti; i "fascisti", in quegli anni, erano i governi occidentali (ergo non URSS); cfr. Longo, La resistenza tradita.
Mi dispiace, ma il dolore dei familiari, al quale ci associamo, non può farci dimenticare chi erano questi personaggi, fedeli al motto "tra la verità e la rivoluzione, preferisco la rivoluzione".
Bravi, complimenti.
Stultitia in vita, iustitia in morte.
4 commenti:
Renato Drovandi era mio nonno...ti ringrazio infinitamente per quello che hai scritto. sono commossa...spero tu possa leggerlo comunque anche se ho scoperto il tuo blog a 6 mesi di distanza dalla sua morte. Clizia Ghiglione
AL FUNERALE DI MIO NONNO C'ERA TANTA BRAVA GENTE E NEL CASO TU NON L'AVESSI CAPITO HO COMMENTATO CON SARCASMO IL BLOG DI UN NEONAZISTA CHE INFANGA LA MEMORIA DI BRAVE PERSONE COME MAROLLO E DROVANDI...
Cara Clizia,
sulla carità per i morti, ti rimando alle considerazioni finali qui:
http://indignazionequotidiana.blogspot.com/2008/01/un-gennaio-pieno-di-soddisfazioni.html
Per il resto, quale Commissario politico di una SAP, tuo nonno avrà fatto commuovere molte persone più di me.
Approposito, pare opportuno citare la sua partecipazione - da protagonista - http://www.anpi.it/patria_2008/002/F_INSERTO_XI-XIII.pdf
all'insurrezione di Genova (tutta la città, chiaramente, non una minoranza di esaltati che speravano ancora nella Revolucion e guardavano alle progressive e mirabili conquiste dell'URSS -peccato non essere morti prima del 1989...).
Leggiti L. Longo, "Chi ha tradito la resistenza", Editori Riuniti.
Scoprirai i vaneggiamenti dei sodali di tuo nonno, impegnati a scrivere di golpe degli americani nell'immediato dopoguerra in Italia (1947), che non facevano paura però agli invitti comunisti perchè gli ameriKani "dovrebbero anche persuadersi che nemmeno le mitragliatrici americane saranno capaci di stroncare la volontà di un popolo [...] Non ci sono riuscite le mitragliatrici tedesche, perchè dovrebbero riuscirci quelle americane?" op. cit., pag. 136.
Questo mentre, a poche centinaia di chilometri dall'Italia, tutta l'Europa Orientale finiva sotto il dominio sovietico. E dal 1956 al 1968, al 1989, con solo qualche timido e opportunistico distinguo nei tardi anni '70, c'era chi plaudeva all'Armata Rossa mentre essa schiacciava le rivolte di operai e studenti in Ungheria, Cecoslovacchia, etc.
Questi figuri erano, molto probabilmente, al funerale di tuo nonno.
Probabilmente, meglio comunque personaggi come tuo nonno o Longo, che i resti patetici della nostra sinistra oggi.
Liberissima di pensarlo.
D'accordo che sei giovane, ma che il muro di Berlino sia crollato dovresti ricordartelo (e dietro c'era la Stasi e i Gulag... e gli idoli di tuo nonno).
Sull'infangare la memoria... con il tuo metro, solo perchè sono morti, non si potrebbe parlare nè di Caligola nè di Nerone.
Fai tenerezza.
Però adesso torna a giocare all'universitaria nella tua cameretta piccolo borghese zeneize, cara Clizia.
Ogni tanto leggi qualcosa che non siano Travaglio o Marquez.
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