CARRARA. Vittorio Sgarbi aveva appena iniziato a parlare, per la sua prolusione “Il ri(s)catto delle Accademie delle Belle Arti”, quando un gruppo di studenti ha mostrato due striscioni di protesta “Giocate con i nostri diritti”, e ha iniziato ad applaudire polemicamente. Vittorio Sgarbi si è subito interrotto, ha aspettato che finisse l’applauso, e poi ha attaccato, alzando sempre più i toni della voce: «Potevate far meglio, e guardate, il vittimismo è degli impiegati, non degli artisti. È tutta retrorica questa. E qui nessuno gioca, siete voi che giocate e non fate un c...». Ha poi interrotto la conferenza, ha fatto il giro dell’affollata sala dei marmi, ma poi ha ripreso, con un tono più calmo. E ancora: «Il disagio non si esprime con quel cartello, c’era disagio in Van Gogh e Modigliani, e per quello sono diventati artisti. Insomma, contro che cosa protestate?» «Contro i tuoi amici...», ha detto uno studente dalla sala. «Amici non ce ne sono». «Il diritto allo studio è come il diritto alla salute...», ha aggiunto un altro studente. E un’altra: «Non siamo in vendita...». Ha ribattuto Sgarbi: «A parte che nessuno ti vuole comprare e non sei stata obbligata ad iscriverti all’Accademia. Qui il problema è complesso, è un problema di risorse. Avrei capito se aveste fatto un attacco alla Biennale di Cavallucci, più di un milione di euro buttati via per fare una biennale del marmo senza il marmo»Il personaggio è quello che è, ma la parte in grassetto è da ore di applausi; se gli "studenti " ovvero braccia rubate all'agricoltura (con tutto il rispetto per chi lavora la terra, che è bassa e quindi scomoda, al contrario dei tavoli dei locali cioè, alternativi, cioè dove facccciamo cultura, arte cioè) erano gli elementi in foto, credo che nessuno li possa volere neanche regalati, altro che "non siamo in vendita".
1 commento:
approvo... "studenti" ultraquarantenni che non s'è mai capito cosa studiano, a parte la maniera migliore di non fare un beneamato cacchio e creare un po' di casino... e quanti ce ne sono...
Di Sgarbi vale quello che ho sempre detto in tante occasioni: di 10 cose che dice, 8 sò cazzate, 1 è da prendere con le molle, 1 è giusta. Stavolta ci ha preso.
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