sabato 16 agosto 2014

"E' proprio un peccato, ed è ben strano, che il male fosse così bello?”

 






















“Non mi dimenticherò mai quel giovane carrista SS che imburrava calmo la sua fetta di pane con il piatto della lama del suo pugnale, non degnandoci di uno sguardo. Attorno a lui stagnava un odore di guerra. Di tela sudata, di cuoio, d’olio e di grasso tiepido. E se ci avesse offerto dei pugnali, delle uniformi della nostra taglia, e se ci avesse fatto sedere ai comandi di quell’enorme giocatolo, cosa avremmo fatto dei nostri quaderni e libri di scuola? Un allegro falò, probabilmente. Ma era tedesco, come è francese, venti anni dopo, quel paracadutista che non presta alcuna attenzione ai bambini di questo villaggio della Cabilia. Una ragazza si è fermata per guardare l’SS con la Testa di morto. Lui ha alzato gli occhi, lei ha abbassato i suoi, ed è ripartita tutta impettita e fiera. Lui ha sorriso, seguendola con lo sguardo. Forse la ragazza avrà osato pensare che è proprio un peccato, ed è ben strano, che il male fosse così bello?” 

Jean Cau, Le meurtre d’un enfant, 1965.

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