
Chiudono i Tribunali Militari, e il PM militare De Paolis, che indaga sui crimini nazifasci, si erge contro questa decisione, vedi:
Le sentenze relative ai fatti di S. Anna di Stazzema e di Marzabotto sono state emesse nel 2007 dal Tribunale militare di La Spezia (uno di quelli destinati a scomparire), grazie agli sforzi investigativi della Procura. Al momento c'è un dibattimento in corso per la strage di Montecatini che difficilmente potrà concludersi entro la metà del 2008, termine fissato per l'accorpamento dei tribunali stessi. E ci sono altre indagini avviate - per le stragi di Vinca, Stia, Vallucciole con centinaia di morti, ammazzati, torturati - come ricorda sommessamente il procuratore militare, dottor De Paolis, in un'intervista.
Per fortuna che De Paolis, con ben più di 5 minuti di notorietà alle spalle, avendo istituito diversi processi contro la "barbarie nazifascista", molto probabilmente non chiuderà la sua baracca e burattini (letteralmente, visto che fece tenere un'udienza in un cinema, con proiezione di fiction fatta girare appositamente per riassumere i "fatti" di un eccidio nazifascio). Notevole la coscienza civile di questo magistrato della giustizia militare, ruolo solitamente anonimo, rispetto ai suoi colleghi "civili", che si è ben guadagnato plausi e notorietà dando sfoggio di immacolata coscienza civica antifascista.
Peccato che non vi sia la sua -o di suoi colleghi- volontà di guadagnarsi il pane istituendo un pò di processi vs. i crimini partigiani.
Un pò di forza di volontà permette anche di superare le difficoltà della definizione di partigiani rientranti o meno nelle competenze di un tribunale militare, visto che, quando conviene, sono parificati a combattenti regolari.
A scanso di equivoci: l'autore di questo Blog chiede il perdono dell'intelligenza dei lettori per l'estrema banalità di ciò che si accinge a scrivere, ma ritengo di dover puntualizzare che ovviamente provo la massima compassione per le vittime e per il dolore dei sopravissuti di TUTTE le stragi; ma ciò non può impedirmi di pensare che NON TUTTE le stragi siano trattate nella stessa maniera dalla Giustizia italiana, come dai mass media, o dagli autori di libri, film, etc.
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