
DEBIASIO CALIMANI e FURIO COLOMBO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
il 19 settembre 2000 a Verona un professore ebreo è stato aggredito e picchiato da tre giovani;
il fatto assume una particolare gravità in quanto rappresenta l'ultimo di una serie di episodi gravi di intolleranza e razzismo dei quali purtroppo non solo questo territorio è stato spettatore-protagonista;
il fatto rievoca momenti oscuri della storia e più recenti rigurgiti espressioni di una cultura eversiva e incivile manifestati con dichiarazioni e manifestazioni di piazza dai contenuti gravi e anticostituzionali ma anche attraverso azioni delinquenziali di preciso stampo nazifascista;
il silenzio consente il maturare di eventi, che come ha dimostrato il passato che torna alla memoria in maniera impetuosa e inquietante di fronte al fatto avvenuto, se si lasciano scorrere possono diventare incontrollabili. È meglio schiacciare sul nascere i germi virulenti del razzismo perché la tolleranza dell'intolleranza genera l'esplosione di fenomeni che poi è sempre più difficile reprimere;
il silenzio è complice;
non basta dissentire con il cuore e la ragione, bisogna avere la forza e il coraggio di esprimere apertamente la condanna e riaffermare i valori del rispetto nei confronti di ogni individuo; i pericoli che si annidano anche in quella parte di società che rifugge e non condivide razzismo, xenofobia, violenza, sono la pigrizia e la quiescenza, il silente subire, nella convinzione o nella speranza dello spegnersi automatico di questi fenomeni o della sottovalutazione della loro gravità e dei suoi possibili sviluppi e degenerazioni -:
si individuino rapidamente i responsabili dell'aggressione avvenuta ai danni del professor Marsiglia, che il Ministro riferisca all'aula l'esito delle indagini relative alla più generale situazione, perché come ha dichiarato il giudice Papalia «l'aggressione al professor Marsiglia è l'ennesimo episodio di una lunga catena di intolleranze»;
in che modo si intenda rafforzare nelle scuole la consapevolezza della gravità dell'accaduto educando i giovani alla costruzione del loro futuro anche attraverso la conoscenza dei crimini e degli orrori che sono la conseguenza devastante di una cultura dell'intolleranza e del rifiuto del «diverso».
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA COMITATO PROVINCIALE di PADOVA
21 settembre 2000
AL PROF. MARSIGLIA
La vile aggressione al Prof. Marsiglia ad opera di tre giovani nazifascisti a Verona va condannata nella maniera più categorica. Ha ragione il Dott. Papalia quando afferma che non solo la magistratura e la polizia debbono agire preventivamente; ma è l'intera società che deve condannare la vile aggressione e deve operare sul piano della informazione e della cultura perchè sia evidente a quali drammatici eventi si è pervenuti nel passato a seguito dellabberrante ideologia dell'antisemitismo. I pericoli di questi rigurgiti neonazisti non vanno sottovalutati dalle istituzioni e occorre essere coerenti se si vuole una tolleranza zero.
I giovani del Veneto, come un tempo seppero dare il meglio di se stessi nella guerra di Liberazione Nazionale, sappiano trovare la più ampia unità democratica per respingere la xenofobia ed ogni focolaio di nazismo.
Il Com. Reg. Veneto dell'A.N.P.I le Circolo Giovanile P. Levi
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Roma, 21 settembre 2000
Gentile Professore
desidero innanzitutto esprimerle la mia personale solidarietà umana per il ripugnante attacco razzista di cui è stato vittima ieri. E' superfluo spiegare proprio a Lei i motivi per cui trovo questo episodio ripugnante e odioso. Credo non sia altrettanto superfluo, però, impegnarsi perché simili episodi non abbiano più a ripetersi. Si tratta infatti di un gravissimo atto intimidatorio, non solo perché costituisce un'aggressione basata esclusivamente sul razzismo e l'odio etnico, ma anche perché richiama in modo sinistro alla mente memorie terribili di un passato non ancora definibile come remoto. Se queste sono le duplici caratteristiche di questa azione, deve allora costituire impegno di tutta la società civile nazionale stroncare con estrema decisione ogni episodio di questo genere, evitando per prima cosa ogni tentazione alla sottovalutazione. Nascondere alla propria coscienza la gravità intrinseca di alcuni atti può costituire, come ha impareggiabilmente argomentato Primo Levi nel suo "I sommersi e i salvati" il primo passo verso il corrompimento di ogni ordine morale. Nel corpo di una società anche una piccola dose del veleno dell'odio razziale può avere effetti letali. Per questo, porgendole i miei più cordiali saluti e auguri di una pronta guarigione, è mio desiderio confermarle il mio impegno quotidiano e costante affinché tali atti e coloro che li compiono siano isolati e colpiti con la più grande decisione.
Piero Fassino
MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Roma, 22 settembre 2000
Gent. Prof Luis Marsiglia,
La ho cercata mercoledì scorso dalla Sicilia, da Corleone, dove mi trovavo per visitare le scuole in aree devastate per anni dal prepotere mafioso. Si deve anche a queste scuole la ricostruzione di un più saldo tessuto della vita civile.
Colpisce e addolora che in regioni ben altrimenti dotate dallo sviluppo nazionale e da migliori eredità culturali possano persistere delle sacche così consistenti di ignoranza e di stupidità che offrono il concime alla mala pianta dell'intolleranza, del razzismo, di atroci riprese di anti-semitismo. Non basta esprimere a Lei la solidarietà personale. Ed è, certamente, un dovere attestarle la stima per il Suo lavoro educativo, ma certo non basta. Con Amos Luzzatto e con i Provveditori della Regione stiamo pensando a un'ampia iniziativa che chiami a raccolta allievi,e. docenti di Verona, Padova e altre città del Veneto per confermare con testimoni diretti ciò che sappiamo purtroppo assai bene delle tragedie dello sterminio nazisti, di ebrei e di zingari, delle connivenze e aperte collaborazioni del regime fascista italiano e per riproporre gli obiettivi di parità e di eguaglianza senza discriminazioni fissati così altamente dalle parole della troppo dimenticata Costituzione della nostra Repubblica e dagli Statuti internazionali. Pensiamo a questa manifestazione per un periodo successivo alle festività della Comunità ebraica, dunque intorno all'ultima decade di ottobre. Sarà cura mia tenerla informata e chiederle di essere presente con la testimonianza delle Sue vicende. In ogni caso, mi auguro in quei giorni di poterle rendere visita e dirle che, pur nel disagio, la scuola italiana è diversamente orientata rispetto alla imbecillità criminale di questi incappucciati.
La prego, caro professore, di accettare la mia personale solidarietà e l'assicurazione di un impegno fattivo per togliere a questi criminali il loro terreno di coltura.
Suo, con amicizia,
Tullio De Mauro
ASSOCIAZIONE VITTIME 2 AGOSTO
22/9
telegramma
I FAMILIARI DELLE VITTIME E I FERITI DELLA STRAGE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980 LE ESPRIMONO COMPLETA SOLIDARIETA'
IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI
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Sante parole, magari appena un pò pavlovianamente stereotipe.
Peccato che Marsiglia si fosse inventato tutto.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=2986
Il citato Procuratore Papalia «l'aggressione al professor Marsiglia è l'ennesimo episodio di una lunga catena di intolleranze» ci ricorda il magistrato Felice Casson, famoso, tra l'altro, per le inchieste su Gladio e numerosi procedimenti vs l'estrema destra. Stranamente, non ci pare che applichino la stessa giusta solerzia vs l'estremismo rosso (vecchio... e nuovo, viste le nuove BR proliferate per anni proprio tra Verona e Venezia), ma sarà un caso. Come sarà un caso che Casson si sia candidato in una lista di sinistra per sindaco di Venezia, e sia adesso al Senato con i DS.
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