sabato 15 novembre 2008

Sentenza Diaz: "Ci vendicheremo"... di Calabresi?

http://www.youtube.com/watch?v=bZBigc3czt0



Le reazioni democratiche alla sentenza sui fatti della Diaz, Genova G8 2001. Premesso che quello che hanno fatto le forze dell'ordine sia alquanto censurabile, e che non siamo a conoscenza dell'identità e delle motivazioni della pasionaria che si scatena nel video dopo un paio di minuti gridando "vergogna, stato fascista etc etc", ci ha colpito il suo "ci vendicheremo".

Non un più che comprensibile "vergogna", ma proprio il "ci vendicheremo", che più che ad un anelito di giustizia, ci sembra proprio una vera e propria istigazione a delinquere, stile Calabresi per intenderci.

Certe buone abitudini sinistre non cambiano mai, evidentemente.

giovedì 31 luglio 2008

Nazionalbolscevichi! parte II







Saranno anche scatti a volte un pò naif, ma fa piacere vedere dei giovani (e non dei "ggggiovani") con così tanta passione (ancor più meritevole di considerazione visto che la polizia russa non scherza).

lunedì 28 luglio 2008

Ma i volontari ARCI hanno letto la fiaba di Pierino e il lupo?



Incendio al campo nomadi di via Candoni
Nel corso del "processo mediatico" che vede sotto accusa la gestione del Campo e la xenofobia arriva la notizia: non si tratta di incendio doloso

di A.M. - 23/07/2008

Un incendio si è sviluppato la sera del 22 luglio al campo nomadi di via Candoni, nel quartiere Magliana, non più abusivo dal 2000. Alcuni nomadi avevano raccontato che le fiamme erano state originate dal lancio di una molotov. Queste dichiarazioni hanno dato vita ad una serie di prese di posizione, dalla paura del diffondersi di forme di xenofobia alla criticata gestione del campo, prima ancora che i vigili avessero stabilito la natura del rogo.

Preoccupato per le condizioni del campo di via Candoni si è dichiarato subito il presidente dell'Opera Nomadi Massimo Converso che ha affermato: "il villaggio è totalmente isolato, sin dalla sua creazione nel febbraio 1988. Nessun tipo di rapporto esiste con la cittadinanza se non tramite i bambini che si recano fino al mese di giugno nelle scuole del lontano quartiere urbano. In tali scuole, inserite come modello di buona pratica dal MIUR in una sperimentazione nazionale, non si è mai verificato alcun tipo di emarginazione o rifiuto dei numerosi bambini Rom che le frequentano.

Nel Villaggio, oltre la scolarizzazione (unico caso di gestione da parte dell’Opera Nomadi in tutta la Città, gli altri 8/9 a Roma, infatti, sono gestiti da Comitati simpatizzanti della precedente Amministrazione Comunale), c’è una sola buona pratica quella della Cooperativa “Baxtalò Drom”.
E’ invece fallimentare la gestione del Villaggio che non ha prodotto alcun risultato, perché affidata a comitati di inesperti sulle problematiche del popolo Rom. Chiediamo - dichiara Converso - al Sindaco Alemanno e agli assessori Belviso e Bordoni, di valorizzare come programmato le pratiche di avviamento al lavoro e di cominciare a valutare l’ipotesi che le famiglie colpite vengano progressivamente spostate a piccoli gruppi in abitazioni individuate a Roma o nel resto del Lazio, promuovendo al contempo la legalizzazione di attività come la raccolta differenziata".

Anche il consigliere municipale del Pdl in XV Municipio Augusto Santori ha criticato la gestione del Campo: “Il Municipio XV, tramite bando, assegna più di 100mila euro all’ARCI per la gestione del campo di via Candoni, tra cui si prevede la sorveglianza, anche notturna del campo, nonché la promozione di attività culturali e sociali tese a favorire l’integrazione tra componente nomade e cittadinanza”. “La notizia relativa alle indagini per procurato allarme nei confronti di un rappresentante dell’ARCI, impegnato ieri nella sorveglianza notturna del campo mentre divampava l’incendio nei pressi del campo attrezzato di via Candoni, non rappresenta una novità - prosegue Santori - visto che lo stesso soggetto, la notte dell'incendio, fomentava gli animi dei nomadi presenti parlando esplicitamente e senza alcuna corrispondenza oggettiva di chiari atti di xenofobia. Dichiarazioni che hanno infatti visto, subito, un intervento determinato teso a smentire le frasi azzardate e inutilmente pericolose, tra l’altro in buona parte smentite dagli stessi capi famiglia del campo”. “A questo punto ci chiediamo come sia possibile - ha concluso il consigliere del Municipio - che l’ARCI possa affidare un campo attrezzato a soggetti non in grado di poter gestire una situazione così delicata e anzi da ritenersi pericolosi fomentatori di odio e inutile allarmismo. Se si tratterà di un episodio razziale siamo pronti a esprimere la nostra netta e ferma condanna, ma se si dovesse trattare di un incendio non doloso, la giunta del Municipio XV provvederà immediatamente ad attivare le necessarie procedure tese ad indagare quale sia il grado di reale professionalità impiegato dall’ARCI nel campo di via Candoni, fino eventualmente a prospettare un’interruzione della collaborazione a causa della non soddisfacente prestazione erogata”.

Estremamente preoccupato per il clima politico si era dichiarato il consigliere comunale Daniele Ozzimo: "L’incendio nel campo nomadi di via Candoni è un avvenimento estremamente grave perché avrebbe potuto causare in primo luogo delle vittime. L’episodio su cui sta indagando la polizia, che spero sia chiarito al più presto, va iscritto nell’ambito di un clima più generale che si vive a Roma e che rischia di alimentare intolleranza e xenofobia". Per questo motivo – aggiunge il consigliere PD - chiediamo maggiore cautela nel trattare temi delicati come quello della sicurezza. E’ necessario – sottolinea Ozzimo - operare con moderazione, senza grandi proclami e azioni di propaganda che rischiano di divenire un messaggio pericoloso ad uso e consumo di frange estreme e razziste da sempre isolate nella città". Il 23 luglio, nel pomeriggio del giorno successivo l'incendio, arriva la notizia: "Non c'è traccia dolosa nell'incendio del campo nomadi". Lo ha stabilito la polizia nei suoi rilievi. Sembra dunque esclusa l'ipotesi di un raid razzista con l'uso di bottiglie incendiarie. Il volontario dell'Arci che ha chiamato il 113 e ha denunciato l'accaduto è di fatto indagato per procurato allarme e false dichiarazioni. Il ragazzo interrogato nella notte ha negato di aver mai parlato di "alcuni ragazzi italiani che volontariamente avevano appiccato le fiamme" ma la frase sarebbe contenuta nella registrazione della telefonata. “Se tutto ciò dovesse essere confermato ci troviamo dinnanzi ad un atto gravissimo che rischia solamente di generare odio, tensione e paura in una situazione già di per se molto delicata e complessa”. Lo dichiara Federico Rocca consigliere comunale del PDL. “E’ vergognoso che qualcuno voglia speculare su questi fatti mettendo in atto simili azioni. La risoluzione del problema dei campi nomadi e la loro regolamentazione - conclude- ha bisogno di indirizzi chiari e di serenità: tutto questo clamore di fatto non ci aiuta".

domenica 15 giugno 2008

Norimberga o la terra promessa



Profetico libro di Bardeche, ristampato nel 2000 dalla Effepi edizioni, Genova.

[...] Un altro risultato ottenuto è la fine certa della "persona", inseparabile dalla fine delle patrie. Questo secondo risultato sembra più sorprendente del primo, perché il tribunale di Norimberga ha preso per tema la "difesa della persona": ma sfortunatamente è altrettanto sicuro.
Intendiamoci: non si tratta di negare le prescrizioni e i veti precisi, concernenti il diritto delle genti e la condotta della guerra, stabiliti dalla sentenza di Norimberga. Essi fanno ormai giurisprudenza e potranno costituire un'efficace protezione delle persone. Le convenzioni dell'Aia sono state così completate da altri testi resi necessari dalla guerra moderna.
Sarebbe stato nondimeno di interesse generale che questo nuovo codice di guerra fosse istituito in circostanze diverse, in seguito a una cooperazione leale e completa tra tutte le nazioni,
e soprattutto che non appaia legato a una particolare concezione politica. Sarebbe stato meglio attenersi a testi pratici e chiari, piuttosto che formulare un'ambiziosa filosofia del diritto
delle genti che rischia di essere interpretata nel modo più strano. Sarebbe stato più utile, inoltre, proporsi un esame completo dei procedimenti della guerra moderna invece che lasciare nel nostro codice lacune così gravi come quella del blocco o del bombardamento delle popolazioni civili, soltanto perché erano soggetti di riflessione inopportuni. Ma adesso non si tratta di ciò: noi prendiamo l'espressione "difesa della personalità umana" nel senso più lato che le fu attribuito nelle recenti discussioni. Coloro i quali adoperano tali parole si preoccupano dei diritti e della libertà dell'uomo: e in questo senso noi pure le intendiamo. Non faremo osservare ai rappresentanti della coscienza universale la loro impotenza ad assicurare il rispetto della persona, sia pure nei territori controllati. Sarebbe un giuoco troppo facile. Ci sono evidentemente, al momento attuale, persone di ogni genere le quali non possono pretendere di essere considerate "persone umane": per esempio, gli indocinesi da noi massacrati in Indocina, i malgasci imprigionati a Madagascar, i baltici, i sudetici, i tedeschi del Volga che fanno i turisti nei centri dei D.P., i piccoli e medi nazisti ed altri mostri rinchiusi a Dachau e a Mauthausen, i polacchi e i cechi che non amano il governo sovietico, i negri della Luisiana e della Carolina, i francesi che hanno gridato "Viva il maresciallo", gli arabi che hanno gridato: "Viva il sultano", i greci che hanno gridato: "Viva la Grecia", e gli ucraini sopravvissuti inviati in Siberia perché sono, per loro
disgrazia, degli ucraini sopravvissuti... Tutto ciò non prova nulla, d'accordo; ma la lista è un po' lunga. Facendo il totale, provo un lieve imbarazzo nel constatare che, alla fine, ci sono più cadaveri, torture e deportazioni sul conto dei difensori professionali della persona che su quello dei persecutori e degli assassini. Anche questo, d'accordo, non prova nulla. Non so bene veramente come possa non provare nulla, ma crediamolo pure facendo fede agli spiriti serissimi che ce lo dicono. L'importante è di renderci conto non che la difesa della persona si rassegna a usare assassinii, torture e deportazioni, ma che raggiunge il risultato di annullare la persona. Questa fatalità tuttavia è scritta in termini chiarissimi che noi più di una volta abbiamo
potuto leggere. La difesa della persona non è una nuova religione. Ci fu già proposto di adorare questo dio. Il suo avvento ha luogo sempre in mezzo ai medesimi festeggiamenti: la ghigliottina è il suo gran sacerdote e in onore del dio un gran numero di oppressori viene sgozzato. Dopo di che la cerimonia termina regolarmente con un bel regime autoritario, luccicante di elmetti, stivali, spalline e adornato di aguzzini con una certa larghezza. Questa segreta contraddizione è stata
più volte notata; e fin da prima della guerra gli osservatori più seri erano d'accordo nel constatare (ma di tale opinione non si parla più) che la parola libertà è adoperata e ripetuta volentieri
soprattutto dai furfanti. La storia ci conduce così ad una prima contraddizione iscritta regolarmente nei fatti: la difesa della persona porta, in nome della libertà, all'oppressione, o a regimi ipocriti i quali salvano la libertà chiudendo gli occhi sulla degradazione delle persone.

lunedì 5 maggio 2008

Mala tempora currunt


4Verona, deceduto Nicola Tommasoli

Corsera di oggi, versione elettronica.

La morte di un povero ragazzo, aggredito da dei coetanei senza cervello, viene dopo i "seni prosperosi" e i "cellulari dei VIP" nell'interesse dei lettori.

Tempi duri ci attendono.


domenica 4 maggio 2008

Camerata Cartman...


Da (Mein) South Park:

Cartman: "Kyle, I'm sorry for all the times I called a stupid Jew. I didn't mean it. You're not a Jew."

Kyle: "Yes I am, Cartman. I AM a Jew!"

Cartman: "No, don't be so hard on yourself."


lunedì 28 aprile 2008

29 aprile 1975

Avanti, c'è posto...



Dall'Arci un'altra iniziativa: domani tutti i membri del suo Consiglio nazionale si iscriveranno all'Anpi, l'associazione nazionale partigiani.

Per ricicciare le fila dei prodi partigiani, oltre ai membri dell'Arci, si effettuerà una coercizione obbligatoria di chessò, gelatai o pizzicagnoli?

Corollario logico di questa iniziativa (sei antifascista? allora sei ANPI, anche se sei un radical chic punkabbestia diciannovenne, e per te la seconda guerra mondiale è finita nel 1956 e l'ha vinta Che Guevara -vedi foto in alto-):

Ordine del Giorno

Il Congresso dell’ANPI provinciale di Milano, tenutosi a Milano i giorni 4 e 5 febbraio 2006, chiede che per quanto riguarda la modifica dello Statuto che permetterà agli "antifascisti" di essere iscritti alla nostra Associazione a tutti gli effetti statutari, ci si comporti nel modo seguente: sia aggiunto un ulteriore caso ai tre già espressi dall’articolo 23, con i punti a), b), c) che reciti, testualmente: d) coloro che si riconoscono nei valori fondanti dell’ANPI e che accettano le finalità dello statuto elencate nell’articolo 2, titolo I°, Costituzione e finalità, con la qualifica di antifascisti.





giovedì 17 aprile 2008

Liberazione!



La Regione Liguria ha fatto un bel manifesto per il 25 aprile: su uno sfondo completamente rosso, la classica foto dei parmigiani, e la scritta "La Regione Liguria ringrazia chi ha dato all'Italia la libertà e il Presidente della Repubblica".

Aehm.

-Sfondo rosso; tanto per non lasciar dubbi del fatto che la resistenza fosse SOLO comunista; un tricolore no, eh? Tanto per dare l'idea di nazione, e non di settaria propaganda comunista more solito.

-"Presidente della Repubblica" ringraziato... ma chi, il Napolitano che scriveva come i carri russi stessero solo ripristinando l'ordine rivoluzionario e reprimendo un rigurgito imperialistico in Ungheria?

Come cantava Ciampi (non Azeglio): "Ma vaffanculo!"