mercoledì 26 ottobre 2011

Il Generale Leonardi Tricarico ridà al nano "ungherese"-franzoso Sarkozy la Legion d'Onore






Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, non ci sta. E per manifestare tutto il suo sdegno compie uno dei gesti più significativi che un ex generale può fare. Tricarico ha restituito oggi alla Francia la "Legion d'Honneur", la Legion d'Onore, ordine cavalleresco istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802, nonché una delle più prestigiose onorificenze francesi. L'alto riconoscimento gli era stato assegnato per il ruolo svolto durante il conflitto in Kosovo. E così il generale italiano per onorare il nostro Paese, disconosce gli onori che lui stesso si è guadagnato sul campo di guerra. E' il suo atto di protesta contro "l'irriguardoso comportamento" del presidente francese Nicolas Sarkozy durante il siparietto ridanciano con la collega tedesca Angela Merkel a Bruxelles.Comportamento irriguardoso - Oggi Tricarico, come riferiscono le agenzie di stampa, ha restituito la Legion d'Onore all'ambasciatore francese in Italia, insieme ad una lettera nella quale ricorda di aver ricevuto dal presidente Jacques Chirac una onorificenza "della quale - scrive - sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell'attuale Presidente francese nei confronti dell'Italia".La lettera - La lettera si chiude con un post scriptum in cui Tricarico ricorda un aneddoto legato proprio al cognome di monsieur le Président. "Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca​, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell'aviatore ungherese con l'attuale Presidente, l'episodio indica che gli Italiani - affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali - sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy".
26/10/2011



Cioè, Sarkò chi? Questo?




mercoledì 21 settembre 2011

Il presidente di tutti gli staliniani Sandro Pertini commemora l'immensa grandezza di Giuseppe Stalin





Il 5 marzo 1953 veniva a mancare Giuseppe Stalin. Così parlò di lui - tra gli altri - Sandro Pertini in lacrime, invitando anche le generazioni future a riconoscerne l’immensa grandezza: “Si resta stupiti per la grandezza di questa figura che la morte pone nella sua giusta luce. Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto” (Sandro Pertini, Orazione funebre in onore di Stalin pronunciata in qualità di capogruppo socialista in Senato).

D'altronde, se Riccardo Lombardi, suo importante collega di partito nel PSI, definiva il Pertini "Cuore di leone, cervello di gallina", ci sarà stato anche un perchè...

lunedì 12 settembre 2011

Giovanni Sartori: Utili idioti politologi vs l'Islam




"L'Islam non si può integrare: mi dica, da quando ci sono i musulmani in India? 2000 anni! E non si sono integrati. E' una realtà che conosco bene!". Giovanni Sartori, l'anzianotto politologo de noantri, che retrodata la nascita di Maometto di circa 600 anni. Su La7, ieri sera.

lunedì 9 maggio 2011

Confindustria, applausi degli industriali all'AD della Thyssen: addavenì Pol Pot...


Nella foto, il compagno Pol Pot cerca l'indirizzo di Emma Marcegaglia

e dell’ad della Thyssen, Harald Espenhahn, sulle Pagine Gialle.


Confindustria, applausi degli industriali all'Ad della Thyssen


ROMA - Confindustria e Governo di nuovo ai ferri corti. Tutta colpa dell’assemblea degli industriali durante la quale Emma Marcegaglia ha continuato a chiedere riforme. L’occasione del nuovo strappo è stato un applauso rivolto dalla platea a un dirigente della Thyssen, società condannata per la morte di sette operai. «Ho trovato davvero fuori luogo l’applauso al dirigente della Thyssen visto che la sicurezza sul lavoro è un problema vero che interessa tutti i lavoratori e i cittadini. E poi ho trovato una certa arroganza professorale nell’intervento della leader di Confindustria, secondo uno stile, non rimpianto, che fu del suo predecessore Montezemolo, che quello stesso stile adesso vorrebbe portarlo in politica». Lo dice il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli.Calderoli: Confindustria come Cgil. «Non vorrei che la Confindustria si stesse trasformando in una sorta di Cgil degli imprenditori, ovvero in una forza espressione di una oligarchia convinta oltretutto di essere l’unica detentrice della verità», ha aggiunto il ministro.Pirani: gravi applausi a Thyssen. «Un applauso assolutamente fuori luogo»: stigmatizza così il battimani che ha accolto ieri l’ad della Thyssen, Harald Espenhahn, all’assise di Confindustria a Bergamo, il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, che parla di «caduta si stile da parte della platea degli industriali». «Al di là dei giudizi che si possono dare sulla sentenza - spiega il sindacalista - credo che vada fatto ogni sforzo per favorire gli investimenti e la sicurezza. Non possiamo pensare che gli investimenti possano venire perchè c’è poca sicurezza. Nel caso della Thyssen, la strada è stata fatta dopo quella tragica giornata e i livelli di sicurezza e di collaborazione tra sindacati e impresa sono cresciuti e possono svilupparsi ancora».Familiari delle vittime: disprezzo per i morti. Con l'applauso di solidarietà all'ad della ThyssenKrupp Herald Espenhahn, recentemente condannato in primo grado a 16 anni e mezzo per la morte dei sette lavoratori nel rogo di Torino, la Confindustria dimostra «un cinico disprezzo verso la vita dei lavoratori»: lo sostiene l'associazione Legami d'Acciaio, che riunisce i familiari delle vittime ed ex operai ThyssenKrupp Torino. Nel definire «gravissime la posizione e le dichiarazioni di Confindustria, in particolare del Presidente Emma Marcegaglia», l'associazione afferma che «Confindustria, anzichè prendere le distanze dagli assassini della ThyssenKrupp, che - a suo parere - non hanno esitato a lucrare ignobilmente sulla pelle dei lavoratori, esprime loro solidarietà e vicinanza, dimenticando il terribile calvario patito dalle vittime e dai loro familiari e parenti, dimostrando un cinico disprezzo verso la vita dei lavoratori».Marcegaglia: vicinanza a familiari delle vittime. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - riferisce una nota - «si è messa in contatto con l'associazione Legami d'Acciaio per chiarire quanto accaduto alle Assise di Bergamo e per riaffermare la vicinanza di Confindustria tutta ai familiari delle vittime della stabilimento Thyssen. Macegaglia ha, inoltre, ribadito l'impegno assoluto di Confindustria di garantire sempre di più la sicurezza nei luoghi di lavoro con iniziative concrete».




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Eh, cara Marcegaglia e padroni delle ferriere vari, il Fascismo e il PCI con voi si sono calati le braghe, speriamo che il futuro vi riservi un Pol Pot...

mercoledì 27 aprile 2011

È libero l’assassino di Guido Rossa, il sindacalista Cgil ucciso dalle BR: Vincenzo Guagliardo + Nadia Ponti + Vz61 Skorpion= Love







26.04.11 - 19:10 da Oggi


Guido Rossa, è libero il suo assassino. Vincenzo Guagliardo e la moglie, Nadia Ponti, hanno ottenuto la libertà condizionale. Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha accolto questa mattina la richiesta dei due ex terroristi. Arrestati entrambi nel 1980, Guagliardo e Ponti, nome di battaglia «Marta», non si sono mai pentiti né dissociati dalla lotta armata contro lo Stato.
LE BR DI GENOVA – Ex operaio della Magneti Marelli di Milano, Vincenzo Guagliardo fu un membro storico della colonna genovese delle Brigate Rosse. E a Genova il 24 gennaio del 1979 uccise assieme a Riccardo Dura e a Lorenzo Carpi il sindacalista della Cgil Guido Rossa. Guagliardo sparò per primo mentre Dura lo finì. Operaio dell’Italsider e militante della Cgil e del Pci, Guido Rossa aveva denunciato un suo compagno di lavoro, Francesco Berardi. Lo aveva visto mentre lasciava dei volantini delle BR in fabbrica. Lo denunciò e testimoniò al processo facendolo condannare. Una scelta coraggiosa che Guido Rossa pagò con la vita. I Brigatisti lo uccisero colpendo per la prima volta un operaio comunista.
LA FIGLIA PARLAMENTARE - Nell’ottobre del 2005 la figlia, Sabina Rossa, oggi parlamentare del Pd, dopo un incontro con Guagliardo in regime di semilibertà, si dichiarò favorevole alla concessione della condizionale, già respinta nel 2008 e nell’aprile del 2009, e arrivata questa mattina per Guagliardo e per Nadia Ponti, condannata alla pena dell’ergastolo nel processo per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro.


Raffella Fanelli


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Bè, ci sembra giusto coronare il sogno d'amore dei terroristi delle BR Nadia Ponti e Vincenzo Guagliardo (credo 4 o 5 omicidi incluso l'operaio comunista Guido Rossa, più Moro) scarcerandoli assieme. Che romantici, questi magistrati. Che tenerezza.

venerdì 22 aprile 2011

Eataly apre a Genova il 25 aprile...







Eataly (soldisoldisoldi, direbbe Piero Ciampi) apre a Genova "il 25 aprile, quando la città si è eroicamente liberata". All'ipocrisia e al ridicolo non c'è mai limite.

giovedì 21 aprile 2011

"Corriere della sera": Obama «Necessari tagli, ma con lo scalpello e non con il machete". Qualcuno glie lo dice che "scalpel" è bisturi?





"We've taken a scalpel to the discretionary budget rather than a machete," dice Obama. E il "Corriere della sera" traduce «Necessari tagli, ma con lo scalpello e non con il machete». Peccato che "scalpel" è bisturi... ma quelli del "Corriere" non erano quelli tutti brunch e endorsement e "Un italiano in America" alla Severgnini, come se avessero scoperto l'America per primi (mi sembra però un po' dopo Colombo e le casalinghe di Voghera).

sabato 2 aprile 2011

Sabina Guzzanti truffata: io fare "la barista"? A bello, machestaddì?!?


Il massimo del gauche caviar, il minimo della (lotta di)classe: l'antirazzista, antifascista, anticapitalista, antiberlusconiana e paladina dei terremotati diseredati Sabina Guzzanti getta la maschera: eh, la barista valla a fare tu, bello; mica sono una volgare plebea... E poi i blog, i blogger e la rete "la democrazia passa attraverso il web"... ridotti a "sui blog scrivono i più ossessionati"... XD


I 400 mila euro? Non confermo. Uno è arrivato a dire che dovevo investire in un bar. Io barista? LA TRUFFA DEI PARIOLI Sabina Guzzanti: «Le accuse sul blog? Poverini gasati . Io in crisi di nervi [ce n'eravamo accorti, NdMinitrue]»


I 400 mila euro? Non confermo. Uno è arrivato a dire che dovevo investire in un bar. Io barista? Sabina Guzzanti (Lapresse) ROMA - (Sabina Guzzanti risponde al telefonino. Voce nervosa, rauca, inizialmente tremante). «Io... non... ca-pi-sco...». Cosa, signora Guzzanti? «No, dico: come s'è permesso di chiamarmi sul cellulare? Eh? Lei non deve...». Mi spiace se... «Non me ne frega niente se le dispiace, capitooo? Ho un ufficio stampa, chiami il mio ufficio stampa!». Non credevo che... «Non credeva? Non credevaaa? Che vuole da me?». Se mi lasciasse spiegare... Non ho neppure potuto dirle buongiorno... «Ecco, buongiorno. Fatto. Allora?». Allora c'è questa storia della truffa e... «E voi, sui giornali, la state raccontando male, malissimo... Uff!». Prosegua. «No, non proseguo». Su... «Allora. Mi ascolti bene: la notizia è che io sono stata truffata. Punto e basta. Invece, per assurdo, qui sta passando il concetto che io debba giustificarmi di aver fatto qualche investimento... Pazzesco, non trova?». Senta: non sarà che a lei sembrano pazzesche e anche seccanti, molto seccanti, le critiche che le vengono mosse sul suo blog? Da giorni lei viene accusata, e rimproverata, di aver cercato guadagno facile con i trucchi della finanza... «Ma lo sa bene anche lei, lo sa bene che sui blog scrivono quelli più ossessionati...». Non offenda quelli che scrivono sui blog. «Io non li offendo, ma è esattamente così. Si sono gasati, poverini, hanno letto certi articoli e si sono messi a pontificare, a dirmi quello che avrei dovuto fare e non fare, con i miei soldi». Lei li ha anche definiti «svitatelli», «persone poco strutturate», «esaltati che non hanno capito una cippa». «Senta: uno è arrivato a scrivere che i miei soldi avrei dovuto investirli aprendo un bar... Io? La barista? No, dico: si rende conto di qual è il livello della polemica? E però la colpa è vostra, di voi che sui giornali avete parlato solo di me e di Massimo Ranieri, mentre ad essere truffati siamo stati a decine. Perché non avete pubblicato anche le foto degli altri? È giornalismo, questo?». Signora Guzzanti, è molto gentile a fornirci una lezione di giornalismo: ma non negherà che dovendo scegliere tra una sua foto e quella di uno sconosciuto, forse è più utilizzabile la sua... «Ehm... sì sì, certo... ha ragione. Però gli articoli sono stati scorretti! Alcuni, anzi, particolarmente scorretti». Lei, sul suo blog, ha scritto una severa lettera aperta al direttore di «Repubblica», Ezio Mauro. «Sì, severa...». Lo accusa di aver condotto una «campagna di disinformazione», gli chiede a «cosa devo tanto scorrettezza? Tanta vigliaccheria? Tanta spudoratezza?». «Va bene, okay, lo ammetto: ho esagerato. Ho scritto in preda a una crisi nervosa, oggi non userei certi toni... però è andata, la lettera l'ho pubblicata, e va bene così». Ripensandoci: questi truffatori che l'hanno... «No, aspetti, piano con le parole: c'è un'inchiesta, in corso. Ci sono alcune denunce. Aspettiamo». Come mai è così prudente, signora? Non ha perso 400 mila euro? «E chi lo dice?». L'ho letto. «È una cifra che non confermo». È vero o no che lei avrebbe già recuperato parte del denaro? «No... no... è una sciocchezza...». (Sabina Guzzanti, attrice e regista, 47 anni, è figlia di Paolo, deputato dei «Responsabili» berlusconiani, e sorella di altri due attori, Caterina e Corrado. Secondo il parere di numerosi esperti, il vero fuoriclasse del palcoscenico sarebbe Corrado).


Fabrizio Roncone 31 marzo 2011

Corriere della sera

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_31/sabina-guzzanti-truffata-roncone-190345496145.shtml