sabato 12 agosto 2017





"Una classe privilegiata non ha più utilità, né senso, né ragione di esistere da quando non è più capace di procurare quadri dell'esercito.

E la regola, la sola.

Essa giustifica i propri privilegi fornendo ufficiali alla guerra. Dal momento in cui termina di assolvere tale ruolo, non procurando più bambini, né ufficiali, diviene parassitaria e quindi disastrosa. [...] La nostra borghesia non vuole più donare alcunché, ma prendere invece tutto. Non vuole che benefici. [...] Altro non pensa che in termini di oro, adocchia dollari in continuazione.

[...] Abbiamo conosciuto nel 14-18 gli ultimi bravi borghesi che difendevano le loro personali casseforti con la propria pelle. Gli ufficiali borghesi non si portavano ancora dietro, durante la ritirata, le loro specchiere. Nel 39 la borghesia era divenuta così ebraicizzata, i quadri dell'esercito cosi gaudenti, rammolliti, che la guerra apparve loro subito insopportabile. Disfatta totale.

Non troviamo più la borghesia davanti alle sue casseforti, ma dietro.

Tutta la differenza tra il 14 ed il 39 sta qui. II ravvicinamento tra i borghesi era ancora possibile nel 14: - non lo è più nel 43 - poiché la borghesia, finita, infiacchita, codarda, non ha più un ruolo nazionale (né internazionale) da giocare; essa si è discreditata una volta per tutte in guerra. Ha fornito la prova della sua morte e contaminerà chiunque la vorrà sposare".

Louis-Ferdinand Céline, Je suis partout, 9 luglio 1943

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