
Scandalo sexy dopo Berlusconi, Marrazzo e la Mussolini: ma la Iotti era l'amante di Fini o di Togliatti?!?
Tra parentesi, approposito di moralità (per gli altri, non per noi compagni)...
La vita politica di Nilde Iotti si intreccia alla sua vita privata nella lunga relazione con il segretario del PCI Palmiro Togliatti che termina con la morte del leader comunista, nel 1964. Una relazione che esce allo scoperto in occasione dell'attentato a Togliatti del 1948 e che i militanti del Pci faticano per molto tempo ad accettare perché Togliatti era già sposato (e con un figlio rinchiuso in manicomio, ignorato e abbandonato: ma su di lui niente film come sulla Dalser/Mussolini, eh, mi raccomando registelli leccaculi e un pò conformistucci, NdMinitrue).
E di Resistenza (ma dalle poltrone)...
Secondo Miriam Mafai però "non risultava che avesse fatto (la Iotti, NdMinitrue) la Resistenza." Miriam Mafai. "Ma chi è quella signora?" da L'uomo che sognava la lotta armata. Rizzoli, 1984.
02-12-09
NILDE JOTTI: FINI, ESEMPIO DI DIFESA COSTITUZIONE E PROMOTRICE RIFORME
(ASCA) - Roma, 2 dic - La figura di Nilde Jotti e il suo contributo al consolidamento della democrazia e al funzionamento istituzionale in Italia sono stati ricordati a dieci anni dalla sua morte in un incontro organizzato a Montecitorio (Sala della Lupa) dalla Fondazione della Camera dei deputati.
I tratti salienti della Jotti come presidente della Camera sono stati proposti dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Sono poi seguiti gli interventi di Fausto Bertinotti (presidente della Fondazione), Maria Cinciari Rodano, gia'' vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, ministro della gioventu' e gia' vicepresidente della Camera, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Valeria Fedeli, presidente della Federazione sindacale europea Etuf-Tcl, Giorgio Frasca Polara, portavoce di Nilde Jotti negli anni della sua presidenza.
''La Camera dei deputati oggi rende omaggio -ha detto Fini- a una figura che e' parte integrante e rilevante della storia politica e istituzionale dell'Italia. Nilde Iotti ha interpretato con autorevolezza e rigore i valori costituzionali che sono alla base della vita democratica del nostro Paese''.
''Nilde Iotti offri' un esempio di imparzialita' e di equilibrio -ha sottolineato in particolare Fini- che le valse il riconoscimento e la stima di tutte le parti politiche. Non rinunciava, pero', alle sue idee. Come disse Luciano Violante, 'la sua imparzialita' non fu mai neutralita''.
Essere super partes non significava per lei rimanere estranei al confronto delle opinioni. Cio' non diminui' affatto l'apprezzamento che la circondava, perche' la cultura democratica si fonda, a ben vedere, sul confronto delle idee.
E' da li' che viene la capacita' di dialogo e di ascolto''.
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