
Dal Secolo XIX di oggi 13 dicembre, intervista al giudice Ferdinando Imposimato su piazza Fontana:
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Imposimato: "Il giudice Occorsio, seguendo la "pista rossa", commise degli errori. [...] Poi iniziò a lavorare insieme a me. E si accorse che la "pista rossa" era sbagliata. Che piazza Fontana era strage di Stato. Una strage in cui c'entravano i servizi segreti. Occorsio imboccò la pista giusta. Stava per accertare la verità, si era imbattuto nei poteri massonici, nella Loggia P2. Ma venne ammazzato. Per questo, per la sua inchiesta su Piazza Fontana".
[...]
Intervistatore: "Lei attribuisce a questi eventi la nascita del terrorismo brigatista"
Imposimato: "Quando cominciai a parlare con i brigatisti, in particolare con Alfredo Bonavita, mi disse che la "pista rossa" per piazza Fontana era stato uno degli elementi della decisione di passare alla clandestinità, di fare la lotta armata allo Stato. Con questo non li voglio giustificare. Però presi atto di questo: erano stati accusati di una strage che non avevano commesso, loro, i "rossi". Ma solo dal 75-76 è iniziato l'"attacco al cuore dello Stato", i primi anni delle BR non furono sanguinari"
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Abbiamo letto con stupore (per tali farneticazioni l'indignazione è di troppo) l'intervista al giudice Imposimato, dove lo stesso resuscita per l'ennesima volta la corbelleria delle BR che decidono la lotta armata solo dopo piazza Fontana: in realtà, come facilmente reperibile perfino su internet, un mese prima...
Novembre: convegno del CPM a Chiavari, presso la pensione Stella Maris. Nell’occasione viene redatto il celebre “libretto giallo” dal titolo Lotta sociale e organizzazione nelle metropoli ( per alcuni, vedi Giorgio Galli, un vero e proprio manifesto costitutivo della lotta armata) in cui si può leggere: Ogni alternativa proletaria al potere è, fin dall’inizio, politico-miliare. La lotta armata è a via principale della lotta di classe. La città è il cuore del sistema, il centro organizzativo dello sfruttamento economico-politico. Deve diventare per l’avversario un terreno infido: ogni gesto può essere controllato, ogni arbitrio denunciato. La lunga marcia rivoluzionaria nella metropoli deve cominciare qui e oggi.
Tema centrale del convegno è la discussione sulla violenza politica e sull’ipotesi della lotta armata. Su questo terreno si confrontano le due anime del Collettivo: quella maggioritaria (che, nonostante l’incalzare degli avvenimenti, predica la gradualità dell’azione politica e dell’eventuale iniziativa armata) e quella minoritaria, convinta che la “lotta armata subito” sia una ipotesi già del tutto percorribile.
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Appare evidente come la parte "minoritaria" non sarebbe stata con le mani in mano, a prescindere dalla strage milanese.
Ancora più demenziale è legare l'assassinio di Occorsio alle indagini di piazza Fontana, mentre è trasparente (uno dei pochi casi nella contorta storia dei nostri anni di piombo) che Concutelli (il terrorista "nero" che uccise il giudice) "giustiziò" Occorsio per il suo ruolo nella messa al bando del Movimento Politico Ordine Nuovo... con lo stesso metro di Imposimato, dovremmo desumere che le seguenti azioni "militari" del MPON fossero "non giustificate", certo... ma quasi... dalle misure repressive contro il MPON (v. Ardica - Concutelli, Io, l'uomo nero, Marsilio 2008).
Ridicola, se non criminale, l'affermazione che solo dal 1975-1976 le BR attaccano il cuore dello stato e che "i primi anni non furono sanguinari": qualcuno dovrebbe ricordare a Imposimato che nel 1971 viene ucciso dall BR il portavalori Floris, nel 1972 Calabresi (!!!), nel 73 c'è Primavalle e la strage della questura di Milano...
Trovo inoltre che le affermazioni buttate lì da Imposimato , en passant, su servizi deviati, stragi di Stato, etc siano un insulto alle decine di vittime delle BR, dimenticate da stampa e istituzioni, solo perchè ebbero il cattivo gusto di farsi uccidere singolarmente e non in ecclatanti stragi, meglio strumentalizzabili con megamanifestazioni, e poi da "compagni che sbagliano".
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