domenica 15 giugno 2008

Norimberga o la terra promessa



Profetico libro di Bardeche, ristampato nel 2000 dalla Effepi edizioni, Genova.

[...] Un altro risultato ottenuto è la fine certa della "persona", inseparabile dalla fine delle patrie. Questo secondo risultato sembra più sorprendente del primo, perché il tribunale di Norimberga ha preso per tema la "difesa della persona": ma sfortunatamente è altrettanto sicuro.
Intendiamoci: non si tratta di negare le prescrizioni e i veti precisi, concernenti il diritto delle genti e la condotta della guerra, stabiliti dalla sentenza di Norimberga. Essi fanno ormai giurisprudenza e potranno costituire un'efficace protezione delle persone. Le convenzioni dell'Aia sono state così completate da altri testi resi necessari dalla guerra moderna.
Sarebbe stato nondimeno di interesse generale che questo nuovo codice di guerra fosse istituito in circostanze diverse, in seguito a una cooperazione leale e completa tra tutte le nazioni,
e soprattutto che non appaia legato a una particolare concezione politica. Sarebbe stato meglio attenersi a testi pratici e chiari, piuttosto che formulare un'ambiziosa filosofia del diritto
delle genti che rischia di essere interpretata nel modo più strano. Sarebbe stato più utile, inoltre, proporsi un esame completo dei procedimenti della guerra moderna invece che lasciare nel nostro codice lacune così gravi come quella del blocco o del bombardamento delle popolazioni civili, soltanto perché erano soggetti di riflessione inopportuni. Ma adesso non si tratta di ciò: noi prendiamo l'espressione "difesa della personalità umana" nel senso più lato che le fu attribuito nelle recenti discussioni. Coloro i quali adoperano tali parole si preoccupano dei diritti e della libertà dell'uomo: e in questo senso noi pure le intendiamo. Non faremo osservare ai rappresentanti della coscienza universale la loro impotenza ad assicurare il rispetto della persona, sia pure nei territori controllati. Sarebbe un giuoco troppo facile. Ci sono evidentemente, al momento attuale, persone di ogni genere le quali non possono pretendere di essere considerate "persone umane": per esempio, gli indocinesi da noi massacrati in Indocina, i malgasci imprigionati a Madagascar, i baltici, i sudetici, i tedeschi del Volga che fanno i turisti nei centri dei D.P., i piccoli e medi nazisti ed altri mostri rinchiusi a Dachau e a Mauthausen, i polacchi e i cechi che non amano il governo sovietico, i negri della Luisiana e della Carolina, i francesi che hanno gridato "Viva il maresciallo", gli arabi che hanno gridato: "Viva il sultano", i greci che hanno gridato: "Viva la Grecia", e gli ucraini sopravvissuti inviati in Siberia perché sono, per loro
disgrazia, degli ucraini sopravvissuti... Tutto ciò non prova nulla, d'accordo; ma la lista è un po' lunga. Facendo il totale, provo un lieve imbarazzo nel constatare che, alla fine, ci sono più cadaveri, torture e deportazioni sul conto dei difensori professionali della persona che su quello dei persecutori e degli assassini. Anche questo, d'accordo, non prova nulla. Non so bene veramente come possa non provare nulla, ma crediamolo pure facendo fede agli spiriti serissimi che ce lo dicono. L'importante è di renderci conto non che la difesa della persona si rassegna a usare assassinii, torture e deportazioni, ma che raggiunge il risultato di annullare la persona. Questa fatalità tuttavia è scritta in termini chiarissimi che noi più di una volta abbiamo
potuto leggere. La difesa della persona non è una nuova religione. Ci fu già proposto di adorare questo dio. Il suo avvento ha luogo sempre in mezzo ai medesimi festeggiamenti: la ghigliottina è il suo gran sacerdote e in onore del dio un gran numero di oppressori viene sgozzato. Dopo di che la cerimonia termina regolarmente con un bel regime autoritario, luccicante di elmetti, stivali, spalline e adornato di aguzzini con una certa larghezza. Questa segreta contraddizione è stata
più volte notata; e fin da prima della guerra gli osservatori più seri erano d'accordo nel constatare (ma di tale opinione non si parla più) che la parola libertà è adoperata e ripetuta volentieri
soprattutto dai furfanti. La storia ci conduce così ad una prima contraddizione iscritta regolarmente nei fatti: la difesa della persona porta, in nome della libertà, all'oppressione, o a regimi ipocriti i quali salvano la libertà chiudendo gli occhi sulla degradazione delle persone.

lunedì 5 maggio 2008

Mala tempora currunt


4Verona, deceduto Nicola Tommasoli

Corsera di oggi, versione elettronica.

La morte di un povero ragazzo, aggredito da dei coetanei senza cervello, viene dopo i "seni prosperosi" e i "cellulari dei VIP" nell'interesse dei lettori.

Tempi duri ci attendono.


domenica 4 maggio 2008

Camerata Cartman...


Da (Mein) South Park:

Cartman: "Kyle, I'm sorry for all the times I called a stupid Jew. I didn't mean it. You're not a Jew."

Kyle: "Yes I am, Cartman. I AM a Jew!"

Cartman: "No, don't be so hard on yourself."


lunedì 28 aprile 2008

29 aprile 1975

Avanti, c'è posto...



Dall'Arci un'altra iniziativa: domani tutti i membri del suo Consiglio nazionale si iscriveranno all'Anpi, l'associazione nazionale partigiani.

Per ricicciare le fila dei prodi partigiani, oltre ai membri dell'Arci, si effettuerà una coercizione obbligatoria di chessò, gelatai o pizzicagnoli?

Corollario logico di questa iniziativa (sei antifascista? allora sei ANPI, anche se sei un radical chic punkabbestia diciannovenne, e per te la seconda guerra mondiale è finita nel 1956 e l'ha vinta Che Guevara -vedi foto in alto-):

Ordine del Giorno

Il Congresso dell’ANPI provinciale di Milano, tenutosi a Milano i giorni 4 e 5 febbraio 2006, chiede che per quanto riguarda la modifica dello Statuto che permetterà agli "antifascisti" di essere iscritti alla nostra Associazione a tutti gli effetti statutari, ci si comporti nel modo seguente: sia aggiunto un ulteriore caso ai tre già espressi dall’articolo 23, con i punti a), b), c) che reciti, testualmente: d) coloro che si riconoscono nei valori fondanti dell’ANPI e che accettano le finalità dello statuto elencate nell’articolo 2, titolo I°, Costituzione e finalità, con la qualifica di antifascisti.





giovedì 17 aprile 2008

Liberazione!



La Regione Liguria ha fatto un bel manifesto per il 25 aprile: su uno sfondo completamente rosso, la classica foto dei parmigiani, e la scritta "La Regione Liguria ringrazia chi ha dato all'Italia la libertà e il Presidente della Repubblica".

Aehm.

-Sfondo rosso; tanto per non lasciar dubbi del fatto che la resistenza fosse SOLO comunista; un tricolore no, eh? Tanto per dare l'idea di nazione, e non di settaria propaganda comunista more solito.

-"Presidente della Repubblica" ringraziato... ma chi, il Napolitano che scriveva come i carri russi stessero solo ripristinando l'ordine rivoluzionario e reprimendo un rigurgito imperialistico in Ungheria?

Come cantava Ciampi (non Azeglio): "Ma vaffanculo!"

martedì 25 marzo 2008

Camerata Robert Paulsen Presente!




Era mio amico. - E' morto
al servizio del Progetto Disordine.

1:42:33
- E' Bob.
- Ma...

1:42:35
- Nel Progetto noi non abbiamo nomi.
- Ascoltate.

1:42:39
Lui ha un nome, Robert Paulsen.
1:42:42
Robert è un uomo...
1:42:45
..morto per colpa nostra.
Avete capito ? - Sì, capisco.

1:42:52
Nella morte un membro
del Progetto Disordine ha un nome.

1:42:58
ll suo nome è Robert Paulsen.
1:43:01
ll suo nome è Robert Paulsen.
1:43:05
(insieme)
ll suo nome è Robert Paulsen.

1:43:10
- Basta.
- ll suo nome è Robert Paulsen.

1:43:14
(insieme) ll suo nome è
Robert Paulsen ! - Basta !

1:43:19
(insieme) ll suo nome è Robert
Paulsen ! - Devo trovare Tyler.

1:43:25
(insieme)
ll suo nome è Robert Paulsen !

giovedì 21 febbraio 2008

Il mio Kosovo per un'Ayda



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4 Fotografato il «punto G» su parete vagina

5 Troppo stress. E la Jolie sviene in aereo


Corsera on line di oggi, le notizie più lette. Indipendenza Kosovo, 500.000 persone in piazza a Belgrado, etc. Il Corserista medio legge invece della Jolie che sviene e dei punti G.

Grande.