martedì 25 marzo 2008

Camerata Robert Paulsen Presente!




Era mio amico. - E' morto
al servizio del Progetto Disordine.

1:42:33
- E' Bob.
- Ma...

1:42:35
- Nel Progetto noi non abbiamo nomi.
- Ascoltate.

1:42:39
Lui ha un nome, Robert Paulsen.
1:42:42
Robert è un uomo...
1:42:45
..morto per colpa nostra.
Avete capito ? - Sì, capisco.

1:42:52
Nella morte un membro
del Progetto Disordine ha un nome.

1:42:58
ll suo nome è Robert Paulsen.
1:43:01
ll suo nome è Robert Paulsen.
1:43:05
(insieme)
ll suo nome è Robert Paulsen.

1:43:10
- Basta.
- ll suo nome è Robert Paulsen.

1:43:14
(insieme) ll suo nome è
Robert Paulsen ! - Basta !

1:43:19
(insieme) ll suo nome è Robert
Paulsen ! - Devo trovare Tyler.

1:43:25
(insieme)
ll suo nome è Robert Paulsen !

giovedì 21 febbraio 2008

Il mio Kosovo per un'Ayda



PIÙ letti 1 Aida Yespica dice no a Berlusconi
2 La manager Usa che rischia la vitaper un caffè in Arabia

3 Intesa nella notte, dai radicali sì a Veltroni

4 Fotografato il «punto G» su parete vagina

5 Troppo stress. E la Jolie sviene in aereo


Corsera on line di oggi, le notizie più lette. Indipendenza Kosovo, 500.000 persone in piazza a Belgrado, etc. Il Corserista medio legge invece della Jolie che sviene e dei punti G.

Grande.

mercoledì 6 febbraio 2008

Perpetual War = Perpetual Peace



"Lo scopo della guerra non è di vincere, ma di mantenere intatta la struttura della società"

Gli USA si attengono scrupolosamente a tale massima; guerra perenne (fuori dai loro confini) per pace perenne (entro i loro confini).

10 febbraio Foibe

Scaricate attraverso questo link il libro PDF messo a disposizione di tutti dalla LEGA NAZIONALE (www.leganazionale.it). La risposta esaustiva, dettagliata, documentata al libro della Cernigoj "Operazione Foibe", che vorrebbe negare la triste realtà degli infoibamenti avvenuto nell'Istria e Venezia Giulia per mano del comunismo sciovinista di Tito. Dati, cifre, schemi delle foibe, cronache del'immediato dopoguerra. Ricca iconografia. Un'ottima risorsa per la giornata commemorativa del 10 Febbraio prossimo.

http://www.leganazionale.it/storia/CONTRO%20OPERAZIONE%20FOIBE.pdf

da: http://www.italia-rsi.org/

mercoledì 30 gennaio 2008

Realpolitik al Corriere...



Anche Sartori probabilmente non scrive, come Panebianco e della Loggia, per il Corsera, oppure gli era sfuggita la linea editoriale dei suoi padroni...


Allora, rifacciamo il giochino: chi ha scritto il pezzo seguente? Emilio Fede? Guzzanti? Belpietro? Il più antiprodiano dei redattori dei fetidi berlusconiani giornalucoli Il Giornale o Libero?


Bilancio amaro di una stagione


di GIOVANNI SARTORI

I colleghi Angelo Panebianco ed Ernesto Galli della Loggia hanno già ben analizzato la Parabola del prodismo e le Origini del fallimento. Iomi propongo invece di ricostruire il «Prodi pensiero» o meglio di tentarne la ricostruzione.

L'idea fissa è che il sistema politico debba essere bipolare in modo rigido e prestabilito, e cioè fondato su due poli chiusi e blindati. Ogni polo esprime la volontà dei suoi elettori e quindi la sua composizione non deve essere modificata da «ribaltoni», nemmeno da «volenterosi» spiccioli disposti a dare una mano. Il primo governo Prodi cadde per un voto e perché il Nostro si rifiutò di accettare i voti di soccorso che gli offriva Cossiga. Dopodiché Prodi si è ancor più trincerato. Il suo primo governo si fondava sulle «desistenze » elettorali concordate con Rifondazione comunista. Questa volta Prodi ha voluto Bertinotti e i suoi nanetti di contorno al governo. Così—immagino abbia pensato — li catturava. E per catturarli ancora meglio ha escogitato un’«officina» non tanto di cervelli ma di spartizione alla Cencelli delle istanze di tutti. Con il bel risultato di impiccare il suo governo alle concessioni che il suo programma di ben 280 pagine aveva fatto ai suoi sinistrini.

Questa è una sequela di errori da manuale. Una volta Ciriaco De Mita disse che Prodi «non capisce nulla di politica». Ma al Nostro non importa granché di capire; gli importano soprattutto i modi per puntellare e rendere insostituibile la sua leadership. Chi, se non soltanto lui, poteva gestire una baracca così mal congegnata? Chi, se non soltanto lui, poteva «fare la quadra» in tanto spappolume?

Il sospetto è avvalorato dall'altro versante della sua indefessa operosità: il polity-building, la costruzione della città politica more prodiano. In quest’ottica i vecchi partiti della sinistra devono sparire e si devono rifondare in un nuovo partito progettato da lui, e quindi davvero suo. Per attuare questo disegno Prodi si è prodigato in demagogismo democratico: tutto doveva nascere «spontaneamente » dal basso (con primarie a cascare) e il capo del governo doveva essere eletto direttamente dal popolo. Ma questo disegno gli è scoppiato tra le mani. Il nuovo partito ha incoronato Veltroni, ha perduto nella rifusione l'ala sinistra dei Ds, e si è trovato esposto al fuoco amico dei cespugli che Prodi si illudeva di addomesticare. E' bastato che Veltroni dichiarasse che non li avrebbe imbarcati, per far dichiarare a Prodi che i nanetti li proteggeva lui. Collisione perfetta, frittata fatta.

Io sono contrario a elezioni immediate senza riforma elettorale. Ma non sono contento di scoprire che da qualche giorno anche Prodi la pensa così. Perché non riesco a dimenticare che per gli ultimi 18 mesi il Nostro ha minacciato i suoi con il ritornello: «Se mi fate cadere, tutti alle urne». Tra poco Prodi lascerà Palazzo Chigi. Però non per tornare a casa ma per tornare a tempo pieno al partito a rilanciare «Prodopoli» e a fare le sue vendette. L’eredità delle sue cattive idee sarà purtroppo lunga da smaltire.

http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_30/sartori_bilancio_7fcc1bcc-cefb-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml

lunedì 28 gennaio 2008

Nativi c'azzecca sempre...



Come scriveva l'ineffabile bellicoso propagandista Andrea Nativi poco tempo fa, il Generale dell'US Army Petreus, grazie all'operazione "Surge", ha ormai pacificato l'Iraq:

Bagdad
- Cinque soldati americani sono rimasti uccisi quando la loro pattuglia è stata colpita da una bomba piazzata lungo la strada e dal fuoco di armi di piccolo calibro a Mosul, nel nord dell’Iraq, dicono i militari americani. La polizia e l’esercito iracheni riferiscono anche che degli scontri si sono verificati nel quartiere di Haysuma, nota roccaforte di al Qaida nella parte est di Mosul, terza città del Paese 390 chilometri a nord di Baghdad. La scorsa settimana il capoluogo della provincia era stato insanguinato da un attentato suicida che aveva provocato circa 40 morti.

Bagdad prepara l'offensiva contro al Qaida a Mosul Il governo iracheno di Nuri al-Maliki si sta preparando a combattere la battaglia decisiva contro al Qaida nella città settentrionale di Mosul. Secondo il giornale arabo al-Hayat, l’esercito iracheno si sta concentrando in questa zona ammassando truppe e carri armati per sgominare le ultime cellule terroristiche costrette a lasciare le province sunnite di al-Anbar e Diyala dai "Consigli del Risveglio". "La situazione a Mosul è peggiore di quello che si pensi - ha affermato il ministro della Difesa Abdel Qader al-Abidi - la battaglia che stiamo preparando sarà l’ultima e quella decisiva". A convincere il governo della necessità di arrivare allo scontro finale con i terroristi è stata la deflagrazione avvenuta mercoledì scorso a Mosul che ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altri 200. Sembra che l’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio della strada abbia causato la deflagrazione di un deposito di armi e bombe nascosto in un palazzo abitato da civili. I seguaci di Osama Bin Laden non hanno mai rivendicato l’esplosione, mentre il Consiglio degli Ulema sunniti accusa i soldati americani di coinvolgimento nella vicenda, mentre i gruppi armati sunniti sostengono sia colpa delle milizie curde Peshmerga.

Nota Bene: Andrea Nativi passerà alla storia come supremo analista militare se non altro perchè qualche anno fa aveva argutamente previsto che "per la guerriglia irakena c'era ormai poco da fare" e per la sua arguta frase "se i bambini mettono le mani nelle bombe a grappolo, fatti loro" o giù di lì, detta in diretta da Santoro.

domenica 27 gennaio 2008

Un endorsement non si nega a nessuno!



Un personale politico che su un altro versante ancora ha mostrato peraltro la sua scarsa qualità: su quello dell'occupazione del potere. A cominciare dal presidente del Consiglio il centrosinistra ha condotto dappertutto una sistematica politica lottizzatrice. I suoi uomini di governo, favoriti dalla vasta influenza sociale e culturale a loro omogenea, frutto della storia della Repubblica, non hanno mai fatto spazio a nulla e nessuno che non portasse la loro etichetta politica. Posti, incarichi e finanziamenti sono andati solo a persone e cose della loro parte. Per quella che non era ritenuta tale, invece, non si è mancato di fare ricorso a pressioni dirette e indirette, intrecciate a più o meno sottili intimidazioni. In questo modo, e abbastanza paradossalmente, la coalizione di centrosinistra è venuta costruendo un'immagine di sé sempre più identificata con le oligarchie e i poteri tradizionali, con le nomenclature più tenaci della Repubblica. E ben prima che il verdetto del Senato sono stati lo scoramento e la delusione che tutto ciò, insieme al resto, ha provocato nei suoi stessi elettori, che hanno scavato la fossa in cui alla fine il governo è precipitato

Chi è l'autore? Ferrara? Granzotto? Brambilla? Guzzanti?

Risposta:

Il blasè Ernesto Galli della Loggia.

http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_27/editoriale_caduta_centro_sinistra_governo_crisi_364cc3f0-ccaf-11dc-bed8-0003ba99c667.shtml

Incredibile. Nella gara di scaricamento, il Corriere della Sera batte qualunque camallo. Dopo un articolo simile di PG Battista, una critica serrata e feroce del governo Prodi e del monopolio sinsitrorso, ossia dei mille "fatti di Sofia", epurazioni e occupazioni di poltrone, mai stigmatizzate dagli intellò e dalla società civile come, per l'appunto, il singolo "editto di Sofia".

Forbite e coraggiose analisi, quelle del buon Battista e dell'acuto della Loggia, e pubblicate dall'autorevole Corsera.

Solo una domanda: ma il Corsera non era lo stesso quotidiano che aveva fatto "outing" qualche tempo prima delle ultime elezioni, indicando tale Romano Prodi (e la sua coalizione cazzocomunista) come panacea per tutti i mali d'Italia, rifacendosi peraltro alla Grande Tradizione dell'endorsement dei Grandi Quotidiani USA?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/03_Marzo/08/scelte.shtml

Mah.

giovedì 24 gennaio 2008

Anche gli Andreotti sbagliano...



Prodi sconfitto in Senato: cade il governo
Il premier al Quirinale: si è dimesso

http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_24/mussi_elezioni_anticipate_0aa4638e-ca5c-11dc-bbdc-0003ba99c667.shtml

martedì 22 gennaio 2008

Un gennaio pieno di soddisfazioni...




RAVENNA
- È morto Arrigo Boldrini, storico comandante partigiano con il nome di «Bulow» e presidente onorario dell'Anpi. Aveva 92 anni e dall'8 gennaio era ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Ravenna. I medici avevano definito «critico» il suo quadro clinico. Membro dell'Assemblea Costituente e importante esponente del Pci del dopoguerra, Boldrini viveva da alcuni anni nella «Casa della Fraternita» a Marina Romea, località del litorale ravennate.

IL RICORDO DEL SINDACO - «Abbiamo perso un grande italiano. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme». Così il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ricorda Boldrini, medaglia d'oro al valor militare, «protagonista e guida della Resistenza, che in Italia e a Ravenna unì le grandi forze democratiche». «Membro della Costituente - ricorda Matteucci - Boldrini ha dato all'Italia una Costituzione democratica e moderna. Parlamentare dal 1953 al 1994, ha contribuito alla ricostruzione e alla rinascita della democrazia e della società italiana. Presidente dell'Anpi, è stato sempre in prima fila nella difesa e nel rinnovamento delle nostre istituzioni». «Arrigo Boldrini - dice ancora Matteucci - ci ha lasciato una straordinaria eredità politica e morale. Ravenna, città di grandi tradizioni civili e democratiche, è orgogliosa di averlo avuto fra i suoi figli migliori».

Il Corsera, Matteucci, l'ANPI, gli studenti antifascisti a forza portati in giro nei carrozzoni della Giornata della (S)Memoria, si ricorderanno questo?

Secondo alcune fonti, dei gruppi di partigiani - tra cui elementi della 28ª Brigata - si sarebbero resi responsabili in Veneto, nelle settimane a cavallo della resa di Caserta (3 maggio 1945), del cosidetto "eccidio di Codevigo", ove vennero trucidati un numero indefinito di civili, fascisti e soldati della R.S.I. che si erano arresi[3]. E' da sottolineare che dopo la guerra Arrigo Boldrini sarà personalmente accusato di tale crimine in varie occasioni, ma nei processi che ne seguirono verrà sempre assolto.

Due esempi valgano per dare l'idea di come vennero giustiziati i condannati:

Corinna Doardo, maestra elementare. I partigiani la prelevarono, la sottoposero a sevizie tali che il medico accertò che solo un orecchio era rimasto intatto, la fucilarono e abbandonarono il cadavere nudo nel cimitero.

Mario Bubola, figlio del podestà del paese, fu prelevato a casa, torturato, tentarono di tagliarli il collo con del filo spinato, gli fu tagliata la lingua, infilatagli poi nel taschino della giacca, gli furono tagliati i testicoli che gli furono messi in bocca. Fu poi sepolto in un campo di Erba Medica.

http://italpag.altervista.org/9_b_storia/storia18.htm

http://www.italia-rsi.org/arpabirmana/arpabirmantcodevigo.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini#_ref-2

http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Codevigo

Quando anche questi morti saranno ricordati sul Corsera e sui TG, dimostreremo la nostra umanità piangendo persino la morte dei Boldrini assieme ai parenti e sodali suoi.

Sino ad allora, giorni come questo meritano libagioni e festeggiamenti.

Addio, compagno Bulow, che Satana non lesini con le fiamme, stanotte.