lunedì 14 agosto 2017



"Non venderei mai la mia anima... ai comunisti!"

Masakatsu Morita, fratello d'ideale di Yukio Mishima.


"Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell’eleganza delle macchie d’olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell’aeroporto". 

JG Ballard, Ciò in cui credo.



"Non ho avuto il permesso di vedere le schiave bianche al mercato di Costantinopoli: quanto alle nere, stavano sedute nella corte in gran numero. Bisognava vedere con quale avidità si gettavano sui pasticcini ch'io andava distribuendo fra loro. Tutte mi chiedevano di comprarle.
Nulla esprime meglio la posizione delle donne in Oriente quanto questo fatto, che il Profeta stesso non sa dove collocarle dopo la vita presente. Le urì del Paradiso non sono punto le donne risuscitate di questo mondo, e nessuno sa quale debba essere il loro destino dopo la morte. Le mie belle Armene sono più fortunate".

Helmuth von Moltke, Una guerra da Turchi.

"Ci sono state notti in cui avevamo perso anche il senso della lotta

Tremavamo di paura, soli nella pianura immensa,

Avevamo male alle braccia

Ci sono state notti incerte e molto dense.



Come un uccello ferito volteggia nell’atmosfera

Prima di schiantarsi al suolo sullo strada

Tu titubavi, dicendo parole elementari,

Prima di schiantarti al suolo nella polvere;

Ti prendevo la mano.



Dovevamo decidere un altro angolo di attacco,

Sollevarci verso il Bene

Mi ricordo delle nostre pistole cecoslovacche,

Comprate per quasi nulla.



Liberi e condizionati dai nostri antichi dolori

Attraversavamo la pianura

E zolle inaridite risuonavano sotto i nostri piedi;

Prima della guerra, amico, qui ci nasceva il grano.

Come una croce piantata sotto un sole arido

Ho tenuto duro, fratello;

Come una croce di ferro con le braccia aperte,

Oggi, torno alla casa del Padre".

Michel Houellebecq, Il senso della lotta.




"Vista a rovescio da Billy, la storia [un cinegiornale di guerra USA] era questa: gli aerei americani, pieni di fori e di feriti e di cadaveri decollavano all'indietro da un campo di aviazione in Inghilterra. Quando furono sopra la Francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero, sempre volando all'indietro, e succhiarono proiettili e schegge da alcuni degli aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con alcuni bombardieri americani distrutti, che erano a terra e poi decollarono all'indietro, per unirsi alla formazione. Lo stormo, volando all'indietro, sorvolò una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono i portelli del vano bombe, esercitarono un miracoloso magnetismo che ridusse gli incendi e li raccolse in recipienti cilindrici di acciaio, e sollevarono questi recipienti fino a farli sparire nel ventre degli aerei. I contenitori furono sistemati ordinatamente su alcune rastrelliere. Anche i tedeschi, là sotto, avevano degli strumenti portentosi, costituiti da lunghi tubi di acciaio. Li usavano per succhiare altri frammenti dagli aviatori e dagli aerei. Ma c'erano ancora degli americani feriti, e qualche bombardiere era gravemente danneggiato. Sopra la Francia, però, i caccia tedeschi tornarono ad alzarsi e rimisero tutti e tutto a nuovo. Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri di acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli Stati Uniti, dove c'erano degli stabilimenti impegnati giorno e notte a smantellarli, e separarne il pericoloso contenuto e a riportarlo allo stato di minerale. Cosa commovente, erano soprattutto le donne a fare questo lavoro. I minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in modo che non potessero più fare male a nessuno. 

Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5.


The centipede nuzzles the iron door rusted to thin black paper by the urine of a million fairies...

Il centopiedi annusa la porta di ferro arrugginita fino ad una sottile carta nera dall'orina di un milione di froci. Centopiedi rosso tra le erbe verdi e le lapidi rotte. Nelle celle stanno rannicchiati i prigionieri della Colonia. Il Mugwump è seduto nudo su un bidet arrugginito, fa girare un cilindro di cristallo a caratteri cunei cuneiformi. Il pannello di ferro cade in polvere, chiazze rosse.
Un vasto borbottio musulmano si alza dalla piazza di pietra dove soffocano le statue di ottone.

William S. Burroughs, Interzona


Arriva un altro e dice: “Non ce la faccio,
A quel prezzo non ce la faccio”.
Questo accadeva nell’ultima guerra, qui in Inghilterra.
E lui produceva dei pezzi per una turbina
In una specie di aereo militare.
E l’ispettore dice: “Quanti scarti avete?”
“Che intende per scarti?”
“Sì” dice l’ispettore, “quanti ne avete?”
E Joe: “Scarti non ne abbiamo, la nostra…”
E l’ispettore dice: “Allora è ovvio
che non ce la fate”.
Il costo della vita in Occidente.
E C.H. Douglas disse al famoso Mr. Keynes:
“Qual è la causa dell’H.C.L.?” (alto costo della vita) e Keynes,
L’economista consulente di nazioni:
“La mancanza di mano d’opera”.
E c’erano due milioni di disoccupati.
C.H. chiuse il becco, disse che
Risparmiava il fiato per raffreddare la minestra,
Ma io no, e continuai a stuzzicare Keynes
Che finalmente sbottò: “Sono un economista
Ortodosso”.

Ezra Pound, dal Canto XXII

La storia a metà: non solo i Rosselli e Matteotti...



Nicola Bonservizi (1890-1924) partecipò alla Grande Guerra come tenente di artiglieria. Dopo la guerra collaborò alla rivista “Utopia”, che Benito Mussolini aveva fondato quando era uscito dal Partito Socialista. Nel 1920 fu invece inviato a Parigi come corrispondente dall’estero del Popolo d'Italia, il quotidiano anch’esso fondato da Benito Mussolini. A Parigi Nicola Bonservizi fondò il primo Fascio di Parigi e la rivista “Italie Nouvelle”, organo ufficiale dei fascisti italiani che risiedevano in Francia. La rivista era scritta sia in italiano, sia in francese.

Nicola Bonservizi, circa la sua missione a Parigi per fondare i Fasci all'Estero scrisse sul Popolo d'Italia:

« I "Fasci", che non affondano le radici in alcune più o meno belle teorie, ma nella realtà viva della patria, non possono senza negarsi, non tenere nel massimo conto e gli italiani che sono all'estero e gli apprezzamenti che dell'Italia si fa all'estero, l'azione politica che gli altri paesi spiegano nei nostri riguardi e nei riguardi dei massimi problemi internazionali d'ogni natura. Basta fare questa considerazione per vedere delinearsi nettamente il compito dei Fasci all'estero. Da una parte debbono provocare i maggiori contatti possibili tra italiani, cementare, fare blocco degli italiani, tener alto in essi il sentimento della patria, difendere i loro interessi sia personali che collettivi, indirizzarli, aiutarli, proteggerli, valorizzarli; d'altra difendere il nome e gli interessi superiori dell'Italia di fronte agli stranieri, diffonderne l'arte e la scienza, esaltarne il valore, la forza, il genio. Come? Creando un potente centro di attrazione, d'informazione e di propaganda; un centro dinamico verso il quale tutti gli italiani sentano la necessità fisica, direi quasi, di orientarsi e dal quale parte per gli stranieri la voce dell'Italia e per l'Italia la voce degli stranieri. Non è possibile fare della politica estera, regolare cioè la propria nazionale azione nel mondo, senza saper esattamente cosa sono, cosa vogliono, dove e come dirigono i loro sforzi gli stranieri, i paesi stranieri. Senza una carta topografica dell'economia, della politica, delle aspirazioni, della volontà, della vita materiale e spirituale del mondo, non si fa della politica estera, ma della stucchevole e stupida retorica. I Fasci all'estero, debbono provvedere l'Italia di questa carta. »


La sera del 20 marzo il comunista Ernesto Bonomini, residente in Francia, ferì a morte Nicolò Bonservizi mentre si trovava seduto al tavolo di un ristorante a Parigi a colpi di rivoltella. La vittima si spense poi il 26 dello stesso mese. La salma fu trasferita in Italia dove fu attesa da Mussolini per le onoranze funebri.

« Fascista di purissima fede, di coraggio indomito, che ha santificato la causa con la vita e con la morte. Egli praticò la vera, la saggia, la santa disciplina, che consiste nell'obbedire quando ciò dispiace, quando ciò rappresenta sacrificio » 


Nel frattempo Ernesto Bonomini, arrestato dalla polizia francese fu condannato a 8 anni di lavori forzati, la pena fu poi in parte condonata trasformandola in semplice carcerazione.



- Busto di Adolfo Wildt (1868-1931)
"Tutti i grandi avvenimenti sono stati distorti, la maggior parte delle cause importanti nascoste, alcuni dei personaggi principali non appaiono mai, e tutti quelli che sono presenti sono così incompresi e mal rappresentati che il risultato è una completa mistificazione. Se la storia [...] fosse scritta da qualcuno che ne avesse la conoscenza e il coraggio, il mondo rimarrebbe stupefatto".


Benjamin Disraeli

domenica 13 agosto 2017


"Nessuna via di compromesso?"
"Oh, per la strategia può darsi, non per i principi"
"Ma è quello che io... Santissimo Iddio, sono pienamente d'accordo!"
"NO, tu no. Non proprio".

Brubaker, 1980.