domenica 30 dicembre 2007

Per non dimenticare



DEBIASIO CALIMANI e FURIO COLOMBO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
il 19 settembre 2000 a Verona un professore ebreo è stato aggredito e picchiato da tre giovani;
il fatto assume una particolare gravità in quanto rappresenta l'ultimo di una serie di episodi gravi di intolleranza e razzismo dei quali purtroppo non solo questo territorio è stato spettatore-protagonista;
il fatto rievoca momenti oscuri della storia e più recenti rigurgiti espressioni di una cultura eversiva e incivile manifestati con dichiarazioni e manifestazioni di piazza dai contenuti gravi e anticostituzionali ma anche attraverso azioni delinquenziali di preciso stampo nazifascista;
il silenzio consente il maturare di eventi, che come ha dimostrato il passato che torna alla memoria in maniera impetuosa e inquietante di fronte al fatto avvenuto, se si lasciano scorrere possono diventare incontrollabili. È meglio schiacciare sul nascere i germi virulenti del razzismo perché la tolleranza dell'intolleranza genera l'esplosione di fenomeni che poi è sempre più difficile reprimere;
il silenzio è complice;
non basta dissentire con il cuore e la ragione, bisogna avere la forza e il coraggio di esprimere apertamente la condanna e riaffermare i valori del rispetto nei confronti di ogni individuo; i pericoli che si annidano anche in quella parte di società che rifugge e non condivide razzismo, xenofobia, violenza, sono la pigrizia e la quiescenza, il silente subire, nella convinzione o nella speranza dello spegnersi automatico di questi fenomeni o della sottovalutazione della loro gravità e dei suoi possibili sviluppi e degenerazioni -:
si individuino rapidamente i responsabili dell'aggressione avvenuta ai danni del professor Marsiglia, che il Ministro riferisca all'aula l'esito delle indagini relative alla più generale situazione, perché come ha dichiarato il giudice Papalia «l'aggressione al professor Marsiglia è l'ennesimo episodio di una lunga catena di intolleranze»;
in che modo si intenda rafforzare nelle scuole la consapevolezza della gravità dell'accaduto educando i giovani alla costruzione del loro futuro anche attraverso la conoscenza dei crimini e degli orrori che sono la conseguenza devastante di una cultura dell'intolleranza e del rifiuto del «diverso».

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA COMITATO PROVINCIALE di PADOVA

21 settembre 2000

AL PROF. MARSIGLIA

La vile aggressione al Prof. Marsiglia ad opera di tre giovani nazifascisti a Verona va condannata nella maniera più categorica. Ha ragione il Dott. Papalia quando afferma che non solo la magistratura e la polizia debbono agire preventivamente; ma è l'intera società che deve condannare la vile aggressione e deve operare sul piano della informazione e della cultura perchè sia evidente a quali drammatici eventi si è pervenuti nel passato a seguito dellabberrante ideologia dell'antisemitismo. I pericoli di questi rigurgiti neonazisti non vanno sottovalutati dalle istituzioni e occorre essere coerenti se si vuole una tolleranza zero.
I giovani del Veneto, come un tempo seppero dare il meglio di se stessi nella guerra di Liberazione Nazionale, sappiano trovare la più ampia unità democratica per respingere la xenofobia ed ogni focolaio di nazismo.

Il Com. Reg. Veneto dell'A.N.P.I le Circolo Giovanile P. Levi

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


Roma, 21 settembre 2000
Gentile Professore

desidero innanzitutto esprimerle la mia personale solidarietà umana per il ripugnante attacco razzista di cui è stato vittima ieri. E' superfluo spiegare proprio a Lei i motivi per cui trovo questo episodio ripugnante e odioso. Credo non sia altrettanto superfluo, però, impegnarsi perché simili episodi non abbiano più a ripetersi. Si tratta infatti di un gravissimo atto intimidatorio, non solo perché costituisce un'aggressione basata esclusivamente sul razzismo e l'odio etnico, ma anche perché richiama in modo sinistro alla mente memorie terribili di un passato non ancora definibile come remoto. Se queste sono le duplici caratteristiche di questa azione, deve allora costituire impegno di tutta la società civile nazionale stroncare con estrema decisione ogni episodio di questo genere, evitando per prima cosa ogni tentazione alla sottovalutazione. Nascondere alla propria coscienza la gravità intrinseca di alcuni atti può costituire, come ha impareggiabilmente argomentato Primo Levi nel suo "I sommersi e i salvati" il primo passo verso il corrompimento di ogni ordine morale. Nel corpo di una società anche una piccola dose del veleno dell'odio razziale può avere effetti letali. Per questo, porgendole i miei più cordiali saluti e auguri di una pronta guarigione, è mio desiderio confermarle il mio impegno quotidiano e costante affinché tali atti e coloro che li compiono siano isolati e colpiti con la più grande decisione.

Piero Fassino

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Roma, 22 settembre 2000

Gent. Prof Luis Marsiglia,

La ho cercata mercoledì scorso dalla Sicilia, da Corleone, dove mi trovavo per visitare le scuole in aree devastate per anni dal prepotere mafioso. Si deve anche a queste scuole la ricostruzione di un più saldo tessuto della vita civile.

Colpisce e addolora che in regioni ben altrimenti dotate dallo sviluppo nazionale e da migliori eredità culturali possano persistere delle sacche così consistenti di ignoranza e di stupidità che offrono il concime alla mala pianta dell'intolleranza, del razzismo, di atroci riprese di anti-semitismo. Non basta esprimere a Lei la solidarietà personale. Ed è, certamente, un dovere attestarle la stima per il Suo lavoro educativo, ma certo non basta. Con Amos Luzzatto e con i Provveditori della Regione stiamo pensando a un'ampia iniziativa che chiami a raccolta allievi,e. docenti di Verona, Padova e altre città del Veneto per confermare con testimoni diretti ciò che sappiamo purtroppo assai bene delle tragedie dello sterminio nazisti, di ebrei e di zingari, delle connivenze e aperte collaborazioni del regime fascista italiano e per riproporre gli obiettivi di parità e di eguaglianza senza discriminazioni fissati così altamente dalle parole della troppo dimenticata Costituzione della nostra Repubblica e dagli Statuti internazionali. Pensiamo a questa manifestazione per un periodo successivo alle festività della Comunità ebraica, dunque intorno all'ultima decade di ottobre. Sarà cura mia tenerla informata e chiederle di essere presente con la testimonianza delle Sue vicende. In ogni caso, mi auguro in quei giorni di poterle rendere visita e dirle che, pur nel disagio, la scuola italiana è diversamente orientata rispetto alla imbecillità criminale di questi incappucciati.
La prego, caro professore, di accettare la mia personale solidarietà e l'assicurazione di un impegno fattivo per togliere a questi criminali il loro terreno di coltura.

Suo, con amicizia,
Tullio De Mauro

ASSOCIAZIONE VITTIME 2 AGOSTO
22/9
telegramma
I FAMILIARI DELLE VITTIME E I FERITI DELLA STRAGE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980 LE ESPRIMONO COMPLETA SOLIDARIETA'

IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI

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Sante parole, magari appena un pò pavlovianamente stereotipe.

Peccato che Marsiglia si fosse inventato tutto.

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=2986

Il citato Procuratore Papalia «l'aggressione al professor Marsiglia è l'ennesimo episodio di una lunga catena di intolleranze» ci ricorda il magistrato Felice Casson, famoso, tra l'altro, per le inchieste su Gladio e numerosi procedimenti vs l'estrema destra. Stranamente, non ci pare che applichino la stessa giusta solerzia vs l'estremismo rosso (vecchio... e nuovo, viste le nuove BR proliferate per anni proprio tra Verona e Venezia), ma sarà un caso. Come sarà un caso che Casson si sia candidato in una lista di sinistra per sindaco di Venezia, e sia adesso al Senato con i DS.

La bibbia di Satana



A vederla sugli scaffali della Feltrinelli o di qualunque altra libreria, mischiata ai tomi di fede varia etichettati da zelanti librai sotto l’ecumenica definizione di «spiritualità», si potrebbe scambiarla per un fumetto finito al posto sbagliato. Non foss’altro per quella copertina con una diavolessa procace sullo sfondo e Belzebù, disegnato in primo piano, con i tratti da Clark Gable e l’aria da piazzista d’antan.

Eppure La bibbia di Satana di Anton Szandor LaVey (pagg. 253, euro 14), per la prima volta tradotta in italiano dall’editore Arcana, è tutt’altro che cosa per bambini. Questo libro è il fondamento del satanismo moderno, di quella Chiesa di Satana che ha ispirato Charles Manson e ha fornito un brodo di coltura, più millantato che reale, a una buona fetta di rock che si voleva sulfureo e cattivello, mentre in realtà era soprattutto business. Così fa un po’ specie vederla campeggiare in mezzo a libri che, più o meno ispirati, più o meno religiosamente convenzionali, parlano tutti di pace, amore e innalzamento dello spirito. Mal che vada di storia delle religioni. Per carità, niente moralismi e niente censure, dei libri non bisogna aver paura, men che meno scriverci sopra «vietato ai minori di anni 18». Eppure una collocazione diversa, o almeno una nota introduttiva un po’ illuminata e illuminante per questo testo, vergato nel 1969, la si potrebbe anche pretendere.

Perché se nel libro di LaVey, scritto con tono che spazia senza soluzione di continuità dal materialismo al delirio magico, sono presenti idee che erano controcultura negli anni ’60 e adesso sono poco più che iatture ideologiche - ribellismo anarcoide, individualismo esasperato, materialismo cialtrone che aveva la pretesa di fare a pugni con il buonismo allora in voga -, le modalità in cui sono espresse erano e restano di quelle di cui si deve diffidare.

Basti un’incitazione all’odio costantemente ripetuta nel testo: «Se un uomo ti colpisce una guancia fracassagli l’altra». Oppure l’aggressione costante alle religioni che predicano l’amore: «Costringerti a provare indiscriminatamente amore è veramente innaturale». Un’aggressione che verso alcune fedi - tra cui il cristianesimo, l’ebraismo e l’Islam - va molto oltre il livello del buon gusto: «Io fisso il vostro timoroso Jahvè e lo prendo per la barba; e schianto con la scure il suo cranio...».

Perché se è esistito un tempo, sbagliato, in cui imperava il piglio censorio, e il peggio l’ha fatto quella sinistra sempre pronta a definirsi libertaria, la smania di pubblicare tutto funziona solo a patto di mettere nelle quarte di copertina le istruzioni per l’uso. Perché è vero che tutto è cultura, ma solo se si hanno i mezzi per etichettare, per discernere. E non basta giustapporre i libri, ammonticchiarli nella babele libraria per farlo succedere.


Vabbè, compratelo prima che i soliti benpensanti come sopra lo censurino.

Link a commento sul libro un pò meno da beghina ruiniana su:

http://blog.panorama.it/libri/2007/11/29/occultismo-per-manager-la-bibbia-di-satana-arriva-anche-in-italia/=

mercoledì 26 dicembre 2007

Naif laico-cattolico-neocon

Ritornano all'attacco gli antiabortisti, vedi Doninelli:

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=229767&START=0&2col=

Citare "Giuliano Ferrara e Mario Giordano" come "giornalisti laici" mi sembra veramente naif. L'uno italoneocon, e l'altro direttore di un quotidiano pro-Chiesa su tutto. Mah.

Notare poi l'immancabile citazione olo-olocaustica: " in questo senso Auschwitz è la conseguenza perfetta dello scientismo". A me sembra che il "perfetto scientismo" si può vedere meglio in una bella bomba a guida Laser americana o israeliana, modernissima e lanciata da un Jet tecnologicamente avanzato, che spiana un terrorista tale o presunto (e incidentalmente una trentina di civili). Peccato che come esempio sia meno "a la page". Anche se un pò più attuale, temo.

martedì 25 dicembre 2007

The Great Game, 2007



Altro che portatori di pace e libertà, qua siamo tornati al "grande gioco"...

Kabul, arrestati due ufficiali europei

Il portavoce di Karzai: «Rappresentavano una minaccia per la sicurezza dello stato»
Hamid Karzai (Ap)KABUL - Due europei «di alto rango», probabilmente ufficiali, sono stati arrestati in Afghanistan con l'accusa di costituire una minaccia per la sicurezza del paese. Lo ha annunciato nella consueta conferenza stampa settimanale il portavoce del presidente Hamid Karzai.

ARRESTATI - Telegrafica la comunicazione di Homayun Hamidzada, il quale ha dichiarato che «due stranieri di alto rango sono stati arrestati recentemente perché minacciavano la sicurezza dell'Afghanistan». Un alto responsabile governativo che ha richiesto l'anonimato ha specificato che si tratta di due europei senza specificare né la nazionalità né il luogo in cui operavano. Secondo quanto risulta all'Afp, che cita una fonte ufficiale, i due fermati sarebbero britannici.


In memoria del 44th Foot:

Know to some as: "Go to your god like a soldier"

The Young British Soldier
Rudyard Kipling

[...] If your officer's dead and the sergeants look white,
Remember it's ruin to run from a fight:
So take open order, lie down, and sit tight,
And wait for supports like a soldier.
Wait, wait, wait like a soldier . . .
When you're wounded and left on Afghanistan's plains,
And the women come out to cut up what remains,
Jest roll to your rifle and blow out your brains
An' go to your Gawd like a soldier.
Go, go, go like a soldier,
Go, go, go like a soldier,
Go, go, go like a soldier,
So-oldier of the Queen
!

lunedì 24 dicembre 2007

Thoughtcrime: strage di Bologna



Libertà d'opinione (infatti: UNA opinione, le altre non sono accette).

Oggi pomeriggio [il 22 dicembre], a Massa, si sarebbe dovuto svolgere un incontro di presentazione del volume di Valerio Cutonilli "Strage all'italiana" (edizioni Trecento), nel corso del quale l'autore e il senatore Franco Mugnai (An) avrebbero dovuto discutere dei temi del libro con il pubblico presente. Per il convegno, organizzato da Alleanza nazionale, Azione giovani e Fiamma tricolore, era stata regolarmente assegnata una sala comunale ma di fronte all'entrata, che i partecipanti hanno trovato sbarrata, si sono riuniti una quarantina di no global, che hanno impedito l'ingresso.

http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=37851&Cat=1&I=immagini/Strageallitaliana/strageallitaliana.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Focus&HP=si

domenica 23 dicembre 2007

Thoughtcrime: George Orwell! Room 101!




«Il migliore esempio della povertà morale e sentimentale dei nostri tempi viene dal fatto che tutti ci sentiamo più o meno vicini a Stalin. Il disgustoso assassino per il momento sta dalla nostra parte e pertanto abbiamo istantaneamente dimenticato le purghe e tutto il resto. Così sarebbe con Franco, con Mussolini ecc. se alla fine dovessero decidere di schierarsi con noi».


George Orwell, 1941.


Corollario mio: durante la guerra fredda, le democrazie -per difendere l'individuo- e i soviet -per difendere il proletariato- erano disposti a scatenare la furia di centinaia di missili nucleari su milioni di inermi esseri umani. Grande superiorità morale, nei confronti dei "criminali nazifascisti", nevvero.

sabato 22 dicembre 2007

Tribunali One Way






Chiudono i Tribunali Militari, e il PM militare De Paolis, che indaga sui crimini nazifasci, si erge contro questa decisione, vedi:




Le sentenze relative ai fatti di S. Anna di Stazzema e di Marzabotto sono state emesse nel 2007 dal Tribunale militare di La Spezia (uno di quelli destinati a scomparire), grazie agli sforzi investigativi della Procura. Al momento c'è un dibattimento in corso per la strage di Montecatini che difficilmente potrà concludersi entro la metà del 2008, termine fissato per l'accorpamento dei tribunali stessi. E ci sono altre indagini avviate - per le stragi di Vinca, Stia, Vallucciole con centinaia di morti, ammazzati, torturati - come ricorda sommessamente il procuratore militare, dottor De Paolis, in un'intervista.


Per fortuna che De Paolis, con ben più di 5 minuti di notorietà alle spalle, avendo istituito diversi processi contro la "barbarie nazifascista", molto probabilmente non chiuderà la sua baracca e burattini (letteralmente, visto che fece tenere un'udienza in un cinema, con proiezione di fiction fatta girare appositamente per riassumere i "fatti" di un eccidio nazifascio). Notevole la coscienza civile di questo magistrato della giustizia militare, ruolo solitamente anonimo, rispetto ai suoi colleghi "civili", che si è ben guadagnato plausi e notorietà dando sfoggio di immacolata coscienza civica antifascista.


Peccato che non vi sia la sua -o di suoi colleghi- volontà di guadagnarsi il pane istituendo un pò di processi vs. i crimini partigiani.


Un pò di forza di volontà permette anche di superare le difficoltà della definizione di partigiani rientranti o meno nelle competenze di un tribunale militare, visto che, quando conviene, sono parificati a combattenti regolari.

A scanso di equivoci: l'autore di questo Blog chiede il perdono dell'intelligenza dei lettori per l'estrema banalità di ciò che si accinge a scrivere, ma ritengo di dover puntualizzare che ovviamente provo la massima compassione per le vittime e per il dolore dei sopravissuti di TUTTE le stragi; ma ciò non può impedirmi di pensare che NON TUTTE le stragi siano trattate nella stessa maniera dalla Giustizia italiana, come dai mass media, o dagli autori di libri, film, etc.



venerdì 21 dicembre 2007

La Crociata degli innocenti



[...] La mia opinione da semplice critico era la seguente: la fiction della Rai è modesta perché non segue una linea editoriale ma cerca di accontentare tutti. Non ho mai detto che Saccà fa quello che gli dice Berlusconi, ma ho scritto: «Non oso immaginare le telefonate che in questi anni Agostino Saccà ha ricevuto da politici, dal consiglio d'amministrazione, da vari potentati». Ma certo una telefonata così non potevo proprio immaginarla.
Aldo Grasso 21 dicembre 2007


Povero Grasso,

sconvolto dalla telefonata tra Saccà e Berlusconi. Povera, piccola, tenera anima candida, che scopre come la lottizzazione RAI passa attraverso discorsi terra-terra tra potenti. Piccolo bambino spaurito in questo brutto, brutto mondo, fatto di "telefonate che in questi anni Agostino Saccà ha ricevuto da politici". Solo Saccà, vero?

PS per quanto il Berlusca non sia in cima ai nostri pensieri, il Grasso di turno, perlomeno en passant, poteva dimostrare un minimo di perplessità che degli atti di inchiesta finissero tempestivamente prima sugli HD di Repubblica e L'Espresso che sul PC del PM?

http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_21/grasso_telefonata_b739aa5c-af8e-11dc-9595-0003ba99c53b.shtml

mercoledì 19 dicembre 2007

Stranieri nella nostra terra



Nel mio stesso paese sono in terra straniera
Sono forte ma non ho potere o autorità
Vinco eppure rimango un perdente
All'alba del giorno dico buonanotte
Quando giaccio ho una gran paura
di cadere.

Francois Villon

martedì 18 dicembre 2007

Bombardamenti liberatori parte 2


Donna serba uccisa da un bombardamento NATO a Nis


1999. Gli aerei NATO (senza l'avvallo ONU) bombardano (partendo anche dall'Italia, governo D'Alema, cari cazzocomunisti, dov'eravate?) la Serbia, perchè i serbi "uccidevano decine di migliaia di kossovari", "100.000 vecchi, donne e bambini del Kossovo sterminati dai serbi in fosse comuni etc etc".

Dopo 68 giorni di bombe, proiettili ad uranio esaurito, etc il risultato sono 500 civili serbi morti e...
... i "100.000 kossovari sterminati" diventano "3.000". Forse.