E-book: Bagatelle per un massacro



CÉLINE : Bagattelle per un massacro

Uomini siate e non pecore matte Si che il
giudeo tra voi, di voi non rida
DANTE (Par. c.v. d. 80, 81)

La società è piena di gente che si dice raffinata e che poi non lo è, ve lo dico io,
manco per un soldo. Io, servitor vostro, credo di esserlo, un raffinato ! Così come
sono ! Autenticamente raffinato. Fino a questi ultimi tempi, avevo difficoltà ad
ammetterlo... Resistevo... E poi un giorno ho ceduto... Tanto peggio !... Ora sono un
pó interessato del mìo raffinamento... Che si potrà dire ? Pretendere ? Insinuare ?
Un vero raffinato. un raffinato di diritto, di costume, di abitudine, un raffinato
ufficiale deve per lo meno scrivere come i Signori Gide, Vanderem, Benda,
Duhamel, come le Signore Colette, Femina, Valéry, come i « Théâtres Français »...
illanguidirsi sulle sfumature... Mallarmé, Bergson, Alain... strofineggiare gli
aggettivi... goncourtizzare... fare lo amorino col moscerino, frenetizzare
l’insignificante, cicalecciare, darsi delle arie, gracidare nei microfoni della radio...
rivelare i miei « dischi preferiti »... i miei progetti di conferenze...
Potrei, o potrei diventarlo anch’io, un vero stilista, un accademico
« pertinente ». E’ una questione di lavoro, un’applicazione di mesi... forse di anni...
Si arriva a tutto... Come il proverbio spagnolo : « molta vasellina, molta pazienza,
Elefante inchiappetterà per le feste Formica ».
Ma sono ormai troppo vecchio, troppo avanzato, troppo incanagli-to nella
strada maledetta del raffinamento spontaneo... dopo una dura carriera di « duro tra i
durissimi » per cambiar rotta e presentarmi poi all’esame di stile ricamato !...
Impossibile ! Il dramma sta appunto qui. Come potrei essere afferrato, strangolato
d’emozione... dal mio stesso raffinamento ? Ecco i fatti, le circostanze...
Recentemente, mi confidavo a un amico mio, un bravo mediconzolo sul mio
stampo, ma migliore, Leo Gutman, parlandogli del gusto sempre più vivo,
pronunciato, virulento che dico ? assolutamente dispetico, che mi sta prendendo per
le ballerine... Gli domandavo il suo parere... Che cosa sarei divenuto io, carico di
famiglial... Gli confessai tutta la mia tempestosa passione...
« In una gamba di ballerina, il suo mondo, le sue onde, tutti i suoi ritmi, le sue
follie, i suoi desideri sono iscrítti!... Il poema più ricco di sfumature che sia mai
esistito ! Commoventel Gutman ! Il poema inaudito, caldo e fragile come una gamba
di ballerina in movente equilibrio, Gutman, amico mio, è in linea con la risonanza del
più gran segreto, è Dio ! E’ Dio stesso! Nientemeno ! Ecco il fondo del mio
pensiero! A cominciare dalla settimana prossima, Gutman, appena pagato raffitto...
non voglio più lavorare che per le ballerine... tutto per la danza !... Null’altro che per
la danza ! La vita le prende pure... le trascina... Al minimo slancio, voglio andarmi a
perdere con loro... Tutta la vita... fremente... ondeggiante... Gutman !... Esse mi
chiamano ! Non sono più io... Alla sorgente di tutto !... Di tutte le onde !... La
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ragione del mondo è là... E non altrove... Una ballerina che mi faccia perire !... Sono
vecchio, creperò presto... Voglio crollare, sprofondare, disfarmi, vaporizzarmi, tenera
nuvola... in arabeschi... nel nulla... nella fontana dei miraggi... Voglio che sia la più
bella a farmi perire... Voglio ch’ella soffi nel mio cuore... Esso cesserà di battere...
Te lo prometto ! Fai in modo, Gutman, ch’ìo mi avvicini alle ballerine !... Sai,
accetto di morire, conne tutti gli altri... ma non in un vaso da notte... Voglio che sia
un’onda... una bella onda... la più danzante... la più commossa... ».
Sapevo a chi parlavo, Leo Cutinan poteva capirmi... Un collega di alto bordo,
Gutman !... Attrezzato come pochi sanno... Quante relazioni !... Intrufolato in tutto il
Gran Parigi astuto, guizzante, ottimista, insinuante, sapiente, fine come l’ambra, piu’
al corrente di metriti e sifilidi dell’alta società, di malattie di baronesse, di cure a base
di bismuto e di acidi, d’assassini mondani, di agonie truccate, di falsi seni, d’ulcere
sospette, di ghiandole inaudite, più al corrente in tutto questo da che non venti notai,
diciotto commissarì di polizia, quindici confessori... Per di più e per merito suo una
faccia tosta da trentasei gendarmi, il che non guasta mai, anzi facilita enormemente la
comprensione delle cose.
– Ah ! Ferdinando ! - mi ha rispoto. – Eccoti un nuovo vizio ! Tu vuoi
scherzeggiare con le stelle ! Alla tua età ! E’ la china fatale !... Non hai molto
denaro... E, considerando il tuo fisico, dato che sei piuttosto ributtante... insomma,
numeri negativi... E dato che non sei distinto... Dato che i tuoi libri così grossolani,
così sporchi, ti nuocerebbero certamente, il meglio sarebbe di non far conoscere
questi particolari, e ancor meno quelli del tuo volto... Per cominciare, ti presenterò
anonimo... Non te ne importa ?
- Ah ! - esclamai. - Gutman, io sono partigiano ! Me ne infischio
enormemente !... Certo che accetto !... Anzi preferisco stare sul chi vive...
Intravederle, quelle adorabili, nascosto da qualche pesante tendaggio... Non ci tengo
a mostrarmi personalmente... Vorrei solo osservare, nel più gran segreto, quelle
generazioni al lavoro... nei loro esercizi... come in chiesa si ammirano gli oggetti del
culto... da lontano...
– Ecco... Proprio così ! Non farti vedere ! Hai sempre una testa da satiro... Le
ballerine si spaventano facilmente... molto facilmente. Sono uccellini...
Credi ?... Credi ?...
Tutti lo sanno.
Gutman gocciola 5’idee... Ecco un intermediario geniale... Ha riflettuto...
– Per caso, dì, non saresti poeta ?... mi ha domandato a bruciapelo.
– Mi pigli alla sprovvista... (Non mi ero mai fatta una simile domanda). -
Poeta ?... Poeta ?... Poeta come il signor Mallarmé ? Tristan Derème, Valéry Victor
Hugo ? Guernesey ? Waterloo ? Saint-Malo ? Maurice Rostand ? In una parola,
poeta ?
– Sì, in una parola : poeta !
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– Hem... Hem... E’ ben difficile rispondere... Ma, sinceramente, non lo credo...
Si vedrebbe... La critica me l’avrebbe detto...
– Non te l’ha detto, la critica ?
– Oh, manco per sogno !... Ha detto che come tesoro stercorario non si poteva
trovar di meglio... nei due emisferi... che i libroni di Céhne.. essi sono vere latrine...
« Forsennato, proteso, contratto - hanno scritto tutti - in una volontaria ostinazione a
creare lo scandalo verbale... Il signor Céline ci disgusta, ci stanca, senza stupirci...
Un sotto-Zola senza slancio... Un povero imbecille maniaco dalla volgarità gratuita...
Una grossolanità piatta e funebre... Il signor Céline è un plagiario d’iscrizioni da
orinatoi... Nulla di più artificiale, di più vano, della sua eterna ricerca dell’ignobile...
Persin un pazzo si sarebbe stancato... Il signor Cóline non è pazzo... Questo isterico è
un furbacchione... Specula su tutta la grulleria e la stupidaggine degli esteti...
Artificioso, stiracchiato all’eccesso, il suo stile è una nausea, una perversione, una
esagerazione affaticante e monotona. Nessun sprazzo di luce in questá fognatura !...
Non un attimo di respiro... Non il minimo fiorellino poetico... Occorre essere uno
snob a oltranza per resistere a due pagine di questa lettura forsennata. Bisogna
compiangere di tutto cuore i poveri critici costretti (il dovere professionale !) di
percorrere, e con quale senso di pena, tali distese di sozzure !... Lettori ! Lettori !...
State ben in guardia dal comperare un libro di quello sporcaccione ! Siete avvertiti !
Voi avrete tutto da rimpiangere ! Il vostro denaro ! Il vostro tempo !... E poi, uno
straordinario disgusto, forse definitivo, per tutta la letteratura... Comperare un libro
del signor Céline proprio nel momento in cui tanti nostri autori, grandi, nervosi e
leali valori, onore della nostra lingua (la più bella), in pieno possesso delle loro più
alte capacità, abbondantemente provvisti di merito, si lagnano, soffrono della crudele
diminuzione di vendite. (Ne sanno qualcosa !) Sarebbe commettere una pessima
azione incoraggiare il più sbiadito, il più degradante degli snobismi, la
« Célinomania », il culto della piatta sozzura !... Sarebbe pugnalare, in un momento
così grave per le nostre Arti, le nostre Belle-Lettere ! (le più belle di tutte !) ».
– Han detto tutto questo, i critici ?
Non avevo letto tutto, non ricevo l’Argo della Stampa.
– Ah ! Ma si sollazzano ! Non sono forse ebrei ? Chi sono i tuoi critici ?
– Il fior fiore della critica !... Tutti i grandi critici francesi ! Quelli che si
attribuiscono i Grandi Premi !... « Signore ! voi siete un grande critico... » « Un
giovane critico di gran valore... ».
– Sono dei fessi ! Tutti fessacci, tutti ebrei ! Tutti falliti ! Ciascuno di essi ha
rovinato almeno una quindicina di volumi... Si vendicano così... Crepano... Sviano...
Fetenti !
– Ah ! Se fossi uno « strillone del re »... un ventriloquo... uno staliniano... un
Célinomane rabbinizzato... come mi troverebbero interessante !... Se almeno offrissi
loro qual’cosa... Tavola, banco di caffè aperti in permanenza... I critici si sono
sempre inevitabilmente sbagliati... Il loro elemento è l’Errore... Non han mai saputo
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far altro nel corso dei tempi storici – sbagliarsi... Per fesseria ? Per gelosia ?... Gli
unici due piatti di questi giudici... La critica è un penoso salvacondotto degli ebrei...
La grande vendetta degli impotenti, dei megalomani di tutte le epoche di decadenza...
Essi cadaverizzano... La tirannia senza rischio, senza pena possibile... Sono i falliti
più rancidi che decretano il gusto del giorno !... Chi non sa far nulla, chi fallisce tutte
le sue imprese, possiede ancora una meravigliosa risorsa – la Critica !... Trovata
sbalorditiva dei tempi moderni. Non ci son mai conti da rendere. La critica si tiene su
grazie alla propria faccia tosta, alle sporche camarille, ai piccoli odi, ai piccoli luoghi
comuni... I critici sono le larve e i topi guardiani delle più puzzolenti fognature...
Tutto in ombra, bave, tossine, immondizie...
– Uno solo ti scopre un po’ di interesse... Chi ? Marsen.
– E per questo è morto.
– Fernandez...
– E’ un amico...
– E poi, Sabord.
– Tremo per lui ! E’ mio padrino !
– E poi, Strowsky...
– Non lo farà più.
– E Daudet ? Ti sputa su !
– Sarebbe ebreo, per caso ?
– Tutto va male !
Quello che Gutman mi annunciava, così, d’un colpo, senza preparazione, mi
sconvolgeva completamente.
– Gutman ! Gutman ! Ti ho offeso, poveretto ! Scommetto che con tutti questi
« ebrei »...
– Nulla mi offende da parte tua... Nulla mi ferisce, Ferdinando ! Rispondi
piuttosto alla mia domanda... Sei poeta si o no ?
– Ah ! Leo, Leo, ebreuccio mio... Per arrivare alle ballerine, mi farò poeta !...
E’ giurato !... Per arrivare alla divinità, farò di questa terra, di questo cadavere in
fondo alle nuvole, una stella di prima grandezza ! Non indietreggio di fronte a nessun
miracolo !
– Allora, forza ! Non parlare più ! Al lavoro ! Prendi la penna... Butta giù un
grazioso balletto, qualcosa di tipico e di piacevole... Andrò a portarlo io
personalmente... Al teatro dell’Opera... Il Direttore, il signor Rouché, è mio amico...
– Ah ! Ah ! Son tutto confuso... E’ vero ? Vero ?
– Ufficiale !... Egli fa tutto quel che gli domando...
– Ah ! Leo... (mi gettai alle sue ginocchia) Gutman ! Gutman ! Mio vecchio
amico ! tu mi esalti ! Io vedo il cielo ! La danza è il paradiso !
– Sì, ma fai bene attenzione... Un poema !... Le ballerine sono difficili...
suscettibili... delicate...
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Bluff di ebrei !... Impostori !... Pubblicità !... 1 servitori sono diventati
padroni ?... In quale epoca cadiamo ? Oh, grande pietà dei tempi !... L’oro sporca
tutto ! I vitelli d’oro ! Gli ebrei sono all’Opera !... Teofilo Gautier, fremi ! Teofilo
irsuto, saresti cacciato via con Gisella !... Tu che non eri ebreo !
– Tu dici troppo male degli...
– Te lo giuro ! Non ne parlerò più ! Purché il mio balletto sia accettato !
– Ti vanti come un ebreo, Ferdinando !... Ma attenzione, dico !... Niente
sozzure ! Ogni pretesto sarebbe valido per eliminarti... Si parla di te in modo
odioso... Tu sei venale... perfido, falso, fetente, astuto, volgare, sordo e maldicente...
Ora, anche antisemita – il conto è completo !... E’ il colmo !... La Opera ! Tempio
della Musica ! La tradizione !... Le Precauzioni ! Molta delicatezza !... Molto slancio,
certo !. Ma niente violenza !... Nulla che ricordi i tuoi affastellamenti disgustosi... Il
signor Rouché è un uomo di gusto perfetto... Preoccupato per il mantenimento della
sublimità delle melodie nel Tempio !... Non mi perdonerebbe mai di avergli
raccomandato un lavoro licenzioso, d’aver attirato la sua venerabile attenzione sulle
sudicerie di uno screanzato... Ferdinando ! Senso e misura ?... Fascino... tenerezza...
tradizione... melodia... i veri poemi sono così... le ballerine !
Mi prese la febbre... Cedetti...
Si può dire tutto quel che si vuole su quanto vi si presenta... La critica in sè non
esiste... E’ una storiella, la critica in sè... Esiste una critica benigna ed esiste una
critica velenosa. Tutto sterco o tutto cioccolato. Questione di parzialià. Per me,
accetto benissimo questo divertimento fantasmagorico, tragico-comico. Mi soddisfa
ed ho più gusto io, io da solo, che tutta la critica stercoraria e deretanesca riunita; e
così, anticipando ogni commento, ho deciso che il mio balletto valeva assai di più,
sorpassava di molto tutti i vecchi temi... tutti i luoghi comuni del repertorio... la
cavalleria d’Opera... Gisella... Bagattelle... Nonnulla... I Laghi... Silvia... Niente
storie, niente mimica !... Esaminate un po’ l’attrezzamento di queste meraviglie...
Guardate l’articolo più da vicino... E’ lavoro cucito a mano... assolutamente
autentico... tutto vi si concatena... nel divertimento, nel fascino... Turbina... vi
ritrova... Varianti... riprese... tutto si allaccia... si slancia... si ritrova ancora... Chi
vúoí danzare !
Anzitutto, a cominciare da oggi il critico di me stesso sono io. E mi basta.
Magnifico !... Occorre ch’io organizzi senza’ ritardo la mia difesa... Ho avvertito
subito Gutman... « Attento, Leo !... Taci !... Non far commenti !... Vai a portare
questo ! ». Egli ne rimaneva tutto stupito...
– Mai, mai avrei creduto, Ferdinando !
E restava trasecolato, confuso !... Ha riletto due volte ad alta voce il poema !
Scopriva finalmente il poeta !... Ai suoi occhi, ero poeta !... Ci abbracciammo... Si è
buttato a capo fitto nelle pratiche... Io mi sono coricato...
Ho così atteso un giorno... poi due... tre... dieci... Cominciavo già a fare un po’
il muso... Il dodicesimo giorno egli ritorna, imbarazzato. « Il signor Rouché ha
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trovato che non c’è male, il tuo coso... ma vuole la musica nello stesso tempo... Non
vuol sentire parlare d’un balletto, così, senza musica !... Un musico ben quotato... ».
Ecco quel che complicava le cose... Ben quotato ? Ben quotato ? Ho uno
scatto... Ma...
– Solo gli Ebrei sono ben quotati ! – dico chiaramente.
– Devi andare a vederli tu stesso...
Non mi piace molto suonare alle porte, ho fatto enormemente « la piazza » in
molti punti di Parigi, per collocare ogni specie di articoli... Ah ! non ho più fegato !...
Ma poi, chi se ne frega ? Tanto peggio ! Farà ancora altri tentativi ! Mi farò
schiacciare, per Dio... per potermi avvicinare alle ballerine... Son disposto a tutto !..
Per la danza !... Soffrirò due, tre morti di seguito... Mi vedevo già, devo confessarlo,
ammirevolmente a posto... Per dirla un po’ crudamente, ci ficcavo l’Evelina, la mia
fata, in un modo... immaginario... Anticipavo... anticipavo... Ah ! ed era solo un
ingannevole sogno !... Quale abisso !... Coraggio ! Coraggio !... Gutman soffiava
nella sua trombetta... Quando s’entusiasma, parla nel naso...
Sono dunque andato a trovare, uno dopo l’altro, tutti i grandi musicisti ebrei...
dal momento che ci son solo loro... Sono stati tutti fraterni... molto cordiali...
lusingatori... ma per il momento... tutti occupati... troppo lavoro... per questo e per
quello. In fondo, assai scoraggianti... evasivi. Mi fecero mille complimenti... Il mio
poema poteva certo reggere... ma era tiri po’ lungo !... Troppo corto forse ?... troppo
sdolcinato ?... Troppo duro ?... Troppo classico ?... Insomma, tutto quel che si
cincischia per sbarazzarsi d’uno scocciatore... d’un fesso qualsiasi... Cominciavo ad
averne le tasche piene... Tornando, ho guardato Leo Gutman con una certa curiosità...
Mi attendeva sul pianerottolo.
– Avrai mica l’intenzione di giudaizzarmi, per caso ? Tu, canaglia ? – gli dico
serio serio. – Mi confondi forse con i tuoi ebrei ?
– Ah, Ferdinando ? Sarebbe conoscermi male...
– Non c’è nulla da fare al Teatro dell’Opera...
– Ascolta, ho un’idea... (non sono le idee che gli mancano).
– Per l’Esposizione del 1937 ?... Daranno dei balletti ? Ma sarà vero ?
– Ufficiale !
– Dei balletti di Parigi ?
Ricomincio a sperare sentendo queste parole...
– Oh, capita veramente bene, Leo... Sono nato a Courbevoie !... Poi, son
cresciuto sotto la campana... cioè al Passage Choiseul !... (il che d’altronde non m’ha
reso migliore). Allora, capisci ?... Se conosco la capitale ?... Non è certo la Parigi dei
miei vent’anni !... E’ la Parigi delle mie sei settimane... Non sono certo arrivato dal
Cantal per stordirmi alla Grande Ruota !... Avevo fiutato tutti gli angoli dei. quartieri
più popolari del centro (in quei tempi, i parigini venivano tutti a sputare nel Passage),
quando i grandi. « scrittori di Parig » correvano ancora dietro al loro pollame... Per
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essere di Parigi !... Certo che lo sono ! Posso mettere tutto questo in valore... Mio
padre è fiammingo, mia madre bretone... Lei si chiama Guillou, lui Destouches...
– Oh, nascondi tutto questo !... Non andare in giro a raccontare questi orrori !...
Ti danneggeresti in modo incredibile... Bisogna che te lo spieghi subito, Ferdinando.
L’Esposizione delle « Arti e delle Tecnich » è l’esposizione ebraica del 1937... La
grande giuderia 1937., Tutti quelli che espongono sono ebrei... insomma, tutto quel
che conta... quel che comanda... Non gli staffieri, i giardinieri, i facchini, i manovali,
gli operai, i mutilati, i guardiani... No... i raccattatori di cicche... i sorveglianti di
latrine... insomma, la robaccia... le nullità... No !... Ma tutto quello che comanda...
che ordina... che dirige... Architetti, grandi ingegneri, direttori, incaricati... tutti
ebrei... o mezzi ebrei o quarti di ebrei... a peggio andare, massoni... Occorre che la
Francia intera venga ad ammirare il genio ebraico... che si prosterni... che mangi
ebreo... che beva ebreo... che paghi ebreo !... Sarà l’esposizione più cara che si sarà
vista da che mondo è mondo... Occorre che la Francia intera si eserciti a morire per
gli ebrei e per fatto degli ebrei... e poi, con entusiasmol A cuor contento !...
Diceva tutto questo, Gutman, così per ridere, per sfottermi e pigliarmi in giro...
Mi imitava...
– Capito !... Capito !... Non fare sforzi... Dimmi soltanto che vuoi... E’ l’ultimo
scampo che ti offro... prima di litigare... di lottare a sangue...
– Tu, Ferdinando – mi dice lui – mi darai un vero lavoro, un balletto... che sia
assolutamente adatto ai fasti della Esposizione...
– D’accordo ! – scatto io. – Gutman, ti prendo sulla parola... Non ti lascio più
uscire ! Te lo butto giù subito, il mio poemal... Qui, sopra il marmo stesso del
tavolo... (eravamo in un caffè) così potrai portarlo immediatamente... Cameriere,
datemi carta e inchiostro !
Non intendevo stillarmi il cervello... come avevo fatto per l’altro balletto...
perché poi finisca senza risultato... Gli butto giù in fretta e furia la mia idea... avevo
già il soggetto ben ruminato per la testd.. Gli passo lo scartafaccio del manoscritto,
ancora bell’e caldo... e gli ordino :
– Gutrnan ! Salta ! Ma ti avverto... faccia di falso invertito, fai attenzione !
Guai se mi torni ancora senza aver concluso nulla ! Mi offenderei terribilmente !
Gutman è tornato dall’Esposizione, quattro giorni dopo... .con la testa
orribilmente bassa... mortificato, giù di corda... Aveva solo riportato degli scacchi...
– E’ più ebreo di quanto immaginassi, Ferdinando !
Mi confessava, tra i singhiozzi, che ovunque aveva incontrato Ebrei di un
razzismo spaventoso... tutti ribollenti di giudaismo... dieci per ufficio... trenta per
corridoio...
– Ed è tutto quel che trovi da dirmi ? Di, piattolone ? Allora, niente per i
Francesi ?... Niente per quelli di casa ?... Nient’altro che posti di custodi d’orinatoi e
di guardaroba ?
L’avrei fatto a pezzi, gli avrei stravolti gli occhi (globulosi, ebrei).
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Allora, non avrò mai ballerine ?... Mai ? ! Tu lo confessi... Tutto per i semiti...
Gridalo dunque, traditore !
Ciondolava la testa, così, come un vitello senza madre... Scuoteva le sue
orecchie immense. Si compiaceva a farmi soffrire ! Era sadico, per forza !
– Vuoi sapere che effetto mi fai ?... Lo vuoi sapere ? Dì, vampiro ?
Non voleva che glie lo spiegassi. Ma glie l’ho spiegato lo stesso...
A conti fatti, non è solo da oggi che li conosco, io, i semiti. Quando ero nei
docks di Londra, ne ho visti molti ebrei. Mangiavamo i topi insieme, perché non
erano ebrei milionari, erano terribili morti di fame... Erano piatti come sogliole.
Uscivano giusto giusto dai loro ghetti, dai fondi lettoni, croati, valacchi, rumelici, dai
letamai di Bessarabia... Si mettevano subito all’opera, avevano questo per testa... a
far, sorrisi ai guardiani... ai policemen di servizio... Cominciavano la seduzione, per
infìltrarsí anzitutto nei Posti di Polizia... Parlo dei docks di Dundee, per quanti li
conoscono... dove sbarcano le materie gregge, soprattutto i cotonanù e poi anche le
marmellate... Gli « Sclunout » facevan sorrisetti... sempre più vicini al policeman...
era il loro sistema... e poi, dàgli a lusingarlo... a blandirlo... A dirgli che è forte !...
che è intelligente !... che è animirabile, il bruto !... Una guardia è sempre un
Irlandese... Si lascia abbacinare dal miraggio. E’ vanesio come tutti gli Ariani... si dà
subito delle arie... diventa subito condiscendente, Nuario, piglia toni di protezione...
sì commuove per gli ebrei.. li invita a passare nel suo sgabuzzino... c’è la stufa... una
tazza di tè...
Gli ebrei entrano, non sono più fuori... Anche nel mondo dei mendicanti,
s’arrangiano per essere i primi... Tutto questo succede tra i barconi, tra corde grosse
come un pugno, presso l’acqua gialla dei docks... tra la confusione di tutte le navi del
mondo... in uno scenario per fantasmi... in un vento che vi taglia le mani... che vi fa
girare le costole...
L’Ebreo, lui, s’è già messo a posto, mentre gli altri, i bianchi, agonizzano sotto
il tempo cane... Litigano tra di loro come cani... Sono fuori, urlano nel vento... Non
han capito nulla... Ed ecco quel che succede quando una nave arriva... La nave è
annunciata... si accosta alla banchina... Il « secondo » sale a bordo... Si buttano le
corde... Tutti i poveracci sono ammassati sulla banchina,... im’orda che trema di
gelo, ve lo garantisco... Aspettano il « numero »... e che tremarella !... Ne occorrono
cinquanta ! viene annunciato...
Allora, succede un parapiglia feroce... i primi che arrivano a issarsi lassù, sono
accettati... Quelli che possono, si buttano sulla scaletta e salgono di corsa... Gli altri,
tutti quelli che ricascano, possono crepare... non avranno di che mangiare... né lo
« shilling », né da bere...
Non c’era pietà, ve l’assicuro... L :è col temperino che si liquidava l’affare...
alla fine, per gli ultimi... Un colpo nel di dietro... Fzt !... il colpito lascia la corda... la
massa precipita giù nell’interstizio... tra il fianco della nave e la banchina...
nell’acqua che lo strangola... e finisce sotto le eliche...
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In fondo all’hangar, l’agente della potente compagnia, il « Commissionario »,
aspetta che la lotta sia finita; e aspettando mangia tranquillamente, su una cassa
rovesciata.
Lo vedo ancora... prosciutto... piselli... in un grosso piatto di stagno.. dei piselli
grossi come prugne... Egli non lasciava il suo rifugio, la sua. pelliccia, la sua grossa
busta con i manifesti... Attendeva che tutto si calmasse... che il pugilato finisse... non
fiatava... non sollecitava mai... Si godeva il divertimento sino alla fine...
– Ready, Mr. jones ? – interrogava alla fine, quando la calma era ristabilita.
Il Secondo rispondeva :
– Ready, Mr. Forms !...
Gli Ebrei riuscivano sempre, dopo la battaglia, a trovarsi sulla nave, a
infiltrarsi nelle stive, con le carte in regola e con la guardia di servizio... si
assicuravano un piccolo guadagno attorno agli argani, a tenere il freno... Stridono, gli
argani... urlano... e poi scorrono... E l’Inghilterra continua !... I palanchi salgono e
gravitano. E i più fessi sono intanto caduti tra il muro e il cargo con una piccola lama
nel sedere...
Parliamo d’altro...
Verso la fine di quest’estate, ero ancora a Saint-Malo... riprendevo un po’ di
fiato, dopo un duro inverno... Passeggiavo fantasticando, meditando lungo la
spiaggia. Tornavo, quel giorno, tutto meditabondo dal « Grand Bé ». Camminavo
lentamente all’ombra del muraglione, quando una voce... il mio nome gridato... mi
fece trasalire... una signora mi chiamava... da lontano... di corsa... si precipita...
arriva... sbandierando un giornale...
– Ah ! Dite... Guardate un po’... Guardate questo giornaleL. Come vi
trattano !... Non avete ancora letto ?
Col dito mi sottolineava un passaggio : – Ah ! come vi conciano !...
Lei era tutta giuliva... felicissima :
– Siete ben voi Céline ?
– Ma sì... ma A... E’ il mio nome di battaglia !... E questo è il. giornale di
chi ?... il giornale di che ?...
– Anzitutto leggete quel che scrivono !... Ma è il « Journal » di Parigi...
« Rinnegato ! », vi chiamano... e in grossi caratteri... Rinnegato ! come un André
Gide, aggiungono... come il signor Fontenoy e tanti altri...
Roba da matti ! Il sangue mi dà alla testa !... Scatto ! Salto !... M’han trattato di
mille cose... ma mai ancora di rinnegaio !...
– Rinnegato, io ?... Rinnegato chi ?... Rinnegato chd ?... Che rinnegato
d’Egitto !... Io non ho mai rinnegato nessuno L’oltraggio è enorrne... Chi è questa
testa di cazzo che si permette di calunniarmi a proposito di politica ?... Un certo
Helsey... così lo chiamano... ma io non lo conosco !... Dove ha pescato simili
insulti ?... . Di dove esce, questo bilíoso ?... Un bel fegato, hanno ‘sta gente !... Sì,
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era scritto in piena pagina, a grossi caratteri... non c’era da sbagliarsi... la signora
aveva ragione...
« L’opìnione dei rinnegati non ha, certamente, nessuna importanza, i Gide, i
CéJine, i Fontenoy ecc. bruciano quanto hanno odorato... ». Che pretese, ‘sto
fesso !... Con qual diritto si permette di trattarmi a questo modo ?... Ma io non ho
rinnegato nullal... Io non ho odorato nulla !... Dove ha letto simili storie ?... Mai son
montato alla tribuna per gridare... a tutti gli echi, urbi et orbi : « Io faccio parte di
questo o quest’altro !... Ci mangio su... ingoio tutto crudo !... Anche se dovessi
creparne ! ». No ! No ! No ! Non ho mai gracidato, mai sballato. nei meetings. Non
ho mai firmato manifesti !... per i martiri di questo o di quello... Voi potete esseme
sicuri... si tratta sempre di qualche ebreo... di un comitato giudaico o massone... Se
fossi io il « martire », io povero fesso d’indigeno francese... nessuno piangerebbe per
me... non circolerebbero manifestini per salvare le mie ossa. non circolerebbero da
un punto all’altro del pianeta... Tutti, invece, ne sarebbero ben contenti... i miei
fratelli di razza, per i primi... e poi gli Ebrei in coro... « Ah ! – esclamerebbero. –
Avete visto ? Han avuto ben ragione di regolare i conti a Ferdinando !... Non era che
un tipaccio vizioso, un porco isterico scocciatore... Bisogna che non esca più di
gattabuia... ‘sto insopportabile ciarlone... E poi, se crepasse al più presto ! ». Ecco
quel che direbbero per me !... che razza di dolore proverebbero... Oh, ini sono bene
informato... allora, non ho aderito a nulla... nè ai radicabsti... nè ai colonnellotti... nè
ai doriottisti... ne all’» Esercito della Salvezz » nè ai framassoni, questi boys-scouts
dell’ombra... non ho aderito a nulla... Aderisco a me stesso, per quanto posso... E’ già
abbastanza difficile coi tempi che corrono... Quando ci si mette con gli Ebre~ son
loro che rivendicano tutti i vantaggi, tutta la pietà, tutto il beneficio : ma è la loro
razza ch’è fatta’così, pigliano tutto e non rendono mai nulla.
Ma, poiché si riparla di questo mio viaggio, poiché il « Journal » mi provoca,
occorre ch’io mi spieghi un po’... ch’io fornisca qualche particolare. Oh, non ci son
andato, io, in Russia, a sbafo o, per dirla alla parigina, aux frais de la princesse !...
Cioè come ministro, inviato speciale, pellegrino, giornalista, critico d’arte... no, ho
pagato tutto coi soldarelli miei !... col mio modesto « grano » ben guadagnato... e
pagato tutto integralmente : alberghi, tassi, viaggio, interprete, mangiatoria...
Tutto !... Ho speso una fortuna in rubli... per poter veder tutto come volevo io... Non
ho esitato di fronte alla spesa... E poi, sono i Sovieti che mi devono ancor dei soldi...
Voglio che lo si sappia. lo non devo loro un centesimo... non un favore... nemmeno
una tazza di caffè... Ho pagato tutto, integralmente, tutto più caro di qualsiasi
« Inturist »... Non ho accettato nulla... Ho ancora la mentalità dell’operaio di prima
della guerra... Non è nel mio temperamento di piantare grane quando devo ancora
qualcosa... Ma qui è giusto il contrario... sono io il creditore !... in buona e dovuta
forma... per i miei diritti d’autore !... Essi mi devono ancora sempre 2.000 rubli... la
somma è laggiù, sul mio conto, nella loro Libreria di Stato !... Non ho inviato nessun
telegramma, io, partendo, al grande lepidauro per felicitarlo, per abbracciarlo, non ho
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
14
russato, io, in un treno speciale... Ho viaggiato come tutti, un tantino più liberamente
dal momento che pagavo tutto, di volta in volta... Da mezzogiorno a mezzanotte,
venni accompagnato continuamente da una interprete (di polizia). L’ho pagata a
tariffa completa... Ella era d’altronde assai simpatica, si chia,mava Nataliá, una
davvero graziosissiffia bionda, ardente, tutta vibrante di convinzione : una proselite
capace di tenervi testa, in caso di bisogno... Molto seria, d’altronde... Oh, non state a
farvi delle idee.. a pensare male... e poi, sorvegliata, oh oh !
.Abitavo all’Hôtel de l’Europe, secondo ordine, scarafaggi, scolopendre a tutti
i piani... Non dico questo per fame un dramma... certo, ho visto di peggio... ma, ad
ogni modo non era nickel strofinatissimo... per quanto la camera costasse come se lo
fosse : duecento cinquanta franchi il giorno ! Sono andato in Russia senz’esservi
inviato da nessun giomale, da nessuna impresa, da nessun partito, da nessun editore,
da nessuna polizia, a spese mie, giusto per curiosità... Che lo si dica e si ripeta !...
Natalia mi piantava verso mezzanotte... Allora ero libero... Sovente ho fatto delle
scappate, dopo la sua partenza, a casaccio... Ho seguito numerose persone... in angoli
curiosi della città... sono entrato da tanta gente, girando per i piani delle case... gente
perfettamente sconosciuta... Mi son trovato col mio piano indicatore in certe periferie
assai poco ordinarìe.. nelle ore piéèole del mattino... Nessuno non mha mai
ricondotto a casa... Non sono un ragazzino... Ho una certa abitudine di tutte le polizie
del mondo... Mi stupirebbe che ni p avessero seguito... Potrei parlare anch’io, fare
l’osservatore, il reporter imparziale... potrei anch’io, chiacchierando, far fucilare
venti persone... Quando dico : tutto è schifoso in questo malefico paese, mi si può
credere su parola... (come pure è vero che il Colombia ha ricevuto leggere scariche di
mitragliatrici passando davanti a Cronstadt, una bella sera dell’estate scorsa).
La miseria russa l’ho ben vista, io; è inimmaginabile, asiatica, dostoievskiana,
un inferno putrido : aringhe, cetrioli salati e delazione... Il Russo è un carceriere nato,
un Cinese fallito, aguzzino... l’Ebreo lo inquadra perfettamente. Rifiuto d’Asia,
rifiuto d’Africa... Son fatti per essere uniti... Il più bell’accoppiamento che sia mai
uscito dagli inferni... Non ho avuto soggezione a dirglielo, a Natalia, dopo una
settimana di passeggiate, che ormai m’ero fatto un’opinione.’. Natalia ha tentato, era
suo dovere, di dimostrarmi che mi sbagliavo, di indottrinarmi con gentilezza... e poi
s’è messa in collera... quando ha visto la resistenza... Il che non ha cambiato nulla...
L’ho ripetuto a tutti, a Leningrado, a tutti i Russi attorno a me, che mi parlavano, a
tutti i turisti, ch’era un paese atroce, che farebbe persin schifo ai porci di vivere in un
simile merdaio... E poi, come Natalia mi faceva l’opposizione e che cercava di
convincermi... allora l’ho scritto a tutti su cartoline perché le potessero ben vedere
alla posta, dato che son così curiosi, quel che ci avevo per testa... Perché non avevo
nulla da rinnegare io !... Nulla !... Non avevo bisogno di mettere i guanti... Penso
come voglio, come posso... ad alta voce...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Si capisce quindi la mia indignazione, essa è naturale, quando mi si tratta da
rinnegato... Non mi piacciono ‘ste cose... Questo Helsey sí guadagna i pasti
sporcando la gente per bene... L’ho detto alla persona che m’aveva fatto leggere il
trafiletto... Che cos’è capace di fare d’altro, questo ijrnbrattacarte ?... Oggi sragiona
così a proposito della Russia... Domani, sbaverà sulle Dogane... un altro giorno sulla
Stratosfera... Purché possa dire fesserie... se ne frega... E’ un pauroso... purché si
venda !... E’ tutta la sua tecnica...
Insomma, s’era d’estate... ero in vacanza... Mi son detto : « To’, gli voglio
rompere le scatole ! ». Afferrai una penna scintillante e scrissi una di quelle lettere al
direttore del « Journal »... di rettifica... ve lo garantisco... Ho atteso che la
pubblicassero... Ho ricominciato ancora una volta... due volte.. macchè rettifica
d’Egitto !... Questo è schifosità della stampa... Vi si insudicia... è gratuito... Avrei
potuto inviare l’usciere per vendicare il mio onore !... M’avrebbe detto che costa
tanto per parola... Per una volta ancora sarei stato fregato... Quanto costa
« Rinnegato » al prezzo dell’Onore ?... Se uccidessi l’Helsey alla pistola, sarei ancor
io ad andar dentro... E poi l’Helsey forse non esiste nemmeno... Insomma, comunque
sia, non han detto la verità sul « Journal », giornale di Parigi... Ne sono creditore, è
provato... Mi devono delle scuse... Ed è talmente simpatico aspettare delle scuse da
gente simile !
Assai candidamente, mi pare che tutti quelli che tornano dalla Russia, parlano
soprattutto per non dire nulla... Ritornano pieni di particolari obbiettivi, inoffensivi,
ma evitano l’essenziale, non parlano mai dell’ebreo. L’ebreo è tabù in tutti i libri che
ci presentano. Gide, Citrine, Dorgelès, Serge ecc. non ne fanno parola... Dunque
cicalano... Han l’aria di buttare tutto in aria, di spaccare per dritto e per traverso e
invece non scalfiscono nulla. Abbozzano, parano, sfuggono davanti all’essenziale :
l’Ebreo. Arrivano sino al bordo della verità : l’Ebreo. E’ una ricercatezza così così,
un coraggio all’acqua di rose, c’è un filo, si può cadere, non ci si frattura nulla.
Tutt’al più ci si farà una storta... Si esce tra gli applausi !... Ruffio di tamburi !... Vi si
perdonerà certamente, siatene sicuri...
La sola cosa grave all’ora attuale, per un grand’uomo, scienziato, scrittore,
cineasta, finanziere, industriale, uomo politico (ma allora la cosa si fa gravissima) è
di mettersi in urto contro gli Ebrei. – Gli ebrei sono i nostri padroni ! – qui, là, in
Russia, in Inghilterra, in America, dappertutto !... Fate il clawn, l’insorto, l’intrepido,
l’anti-borghese, l’arrabbiato raddrizzatore di tortì... l’ebreo se ne infischial...
Divertimenti !... Sciocchezzuole !... Ma non toccate la questione ebraica, altrimenti la
pagherete cara... Dritto come una palla, vi faranno colare in un modo o in un altro...
L’Ebreo è il re dell’oro, della Ilanca e della Giustizia... Direttamente o per mezzo di
un uomo di paglia... Possiede tutto... Stampa... Teatro... Radio... Carriera... Senato...
Polizia qui o là... I grandi scopritori della tirannia sovietica lanciano grida di
scorticati... si capisce ! Si battono il petto a sangue, eppure mai e poi mai non
scoprono il pullulare degli ebrei, non rimontano al complotto mondiale... Strana
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
16
cecità... Pure Stalin non è che un carnefice, di dimensioni colossali d’accordo, tutto
gocciolante di trippe di congiurati, un barba-blu per marescialli, uno spauracchio
formidabile, indispensabile al folklore russo... Ma, dopo tutto, null’altro che un
cirriefice idiota, un dinosauro umano per masse russe che strisciano solo a questo
prezzo... Stalin non è che un esecutore della bisogna. Esecutore in crudeltà. La
rivoluzione bolscevica è tutt’altra cosa ! Infinitamente complessa ! Tutta in precipizi
e retroscena. E in queste retroscene vi sono gli Ebrei che comandano, padroni
assoluti. Stalin non è che un fantoccio. Il trionfo della rivoluzione bolscevica non si
concepisce, a lunga distanza, se non con gli ebrei, per’gli ebrei e grazie agli ebrei...
Kerensky prepara ammirevolmente bene Trotzky che prepara l’attuale Komintern
~(ebreo), ebrei come setta, razza, Ebrei razzisti (lo sono tutti) rivendicatori
circoncisi, armati di passione ebraicà, di vendetta ebraica,. di dispotismo ebraico. Gli
Ebrei trascinano i dannati della terra, gli abbrutiti della gleba, all’assalto della
cittadella Romanoff... come hanno lanciato gli schiavi all’assalto di tutto quello che
dà loro noia; qui, là, dappertutto, l’armatura brucia, crofia e gli abbrutiti della gleba,
della falce e del martello, ubbriachi per un istante di belle parole, ricascano presto
sotto altri padroni, altri funzionarii, altre schiavitù sempre più giudaiche. Quel che
infatti caratterizza il « progresso » della società nel corso dei secoli, è la salita
dell’ebreo al potere, a tutti i poteri... Tutte le rivoluzioni gli fanno un posto sempre
più importante... l’ebreo era meno di nulla ai tempi di Nerone, ora è sul punto di
divenire tutto... In Russia, questo miracolo è compiuto... In Francia, quasi... Come si
recluta, come si forma un Soviet in U.R.S.S. ? Con operai, manovali (da due
generazioni almeno) ben incretiniti, ben Stakhanovisti, e poi con intellettuali,
burocratici ebrei, strettamente ebrei... Niente intellettuali bianchi ! Niente possibili
critici bianchi !... Ecco l’ordine maggiore implicito di ogni rivoluzione comunista. Il
potere non può restare agli Ebrei se non a condizione che tutti gli intellettuali del
partito siano ebrei o per lo meno furiosamente giudaizzati... sposati con ebree,
sanguemisti, mezzi ebrei, quarti di ebrei... (questi naturalmente più arrabiati degli
altri). Per la fornia, qualche comparsa ariana ben addomesticata viene tollerata in
vista della propaganda estera... (genere Alexis Tolstoi)... comparsa tentita in
sottomissione coi favori e la paura... Tutti gli intellettuali non ebrei, ossia quelli che
potrebbero non essere comunisti (ebreo e comunista sono per me sinonimi) sono stati
colpiti a morte... Vanno a vedere al Capo Baical o a Sakalin se le fragole sono
mature... Esiste evidentemente qualche cattivo ebreo nel numero, dei « Radek »...
alcuni traditori, così, per il loggione... dei Vietor Serge, Giuda d’una nuova varietà...
Li maltrattano un po’... Ne fucilano qualche dozzina... li esiliano per la forma... ma la
feroce intesa del sangue esiste, credetemi... I rari ariani sopravvissuti, gli antichi
quadri ufficiali, le antiche famiglie, i rari sfuggiti all’ecatombe, che vegetano ancora
un po’ negli uffici... nelle ambasciate... devono dare prove quotidiane della
sottomissione più assoluta, Più strisciante, più devota, all’ideale giudaico, ossia alla
supremazia della razza ebraica in tutti i campi : culturale, materiale, politico...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
17
L’ebreo è dittatore nell’animo. Ovunque e sempre, la democrazia è stata solo il
paravento della dittatura ebrea.
Nell’U.R.S.S., non c’è nemmeno più bisogno di quei fantocci politici che si
chiamano « liberali », Stalin basta... Veramente ebreo, egli sarebbe forse diventato il
facile punto di mira degli anti-comunisti o del mondo intero., dei ribelli
all’imperialismo ebreo. Con Stalin alla loro testa, gli Ebrei sono tranquilli... Chi
uccide tutta la Russia ?... Chi massacra ?... Chi decirna ?... Chi è questo abbietto
assassino ?... Questo carnefice super-borghese ?... Chi saccheggia ? Ma, per Dio, è
Stalin !... E’ lui il capro espiatorio per tutta la Russia ! Per tutti gli Ebrei !... Non si
deve aver soggezione in qualità di turista, si può raccontare tutto quel che si vuole a
patto di non parlar degli ebrei !... Sparlare del regime comunista !... maledire !
tuoneggiare !... gli Ebrei se ne infischiano altamente ! La loro convinzione è fatta e
arci-fatta ! La Russia, per quanto spaventosarnente sudicia la si possa trovare, rimane
per sempre una messa in marcia assai importante per la rivoluzione mondiale, il
preludio del « gran giorno » ebreo ! del grande trionfo d’Israele ! Voi potete sporcare
quanta carta vi fa comodo, tonnellate su tonnellate, sugli orrori sovietici, voi potete
far lampeggiare, elettrizzare le vostre pagine, tanto la vostra penna scatta e lavora
sotto l’indignazione, tutto questo servirà al massimo a far ridere gli ebrei... Vi
troveranno sempre più cieco e imbecille... Quando andrete a gridare dappertutto che
la U.R.S.S. è un inferno... sarà ancora del rumore per nulla... Ma farà loro meno
piacere quando aggiungerete che sono gli Ebrei i diavoli del nuovo inferno !... e che
tutti i goym vi fanno la parte dei dannati... Ma tutto questo è riguadagnato, siatene
sicuri, dalla propaganda colossale... (e le miniere degli Urali non sono ancora
stanche)... E’ un po’ più complicato quando si scoprono gli altarini, gli altarini
ebrei... Insomma, costa un pochino di più... Ecco...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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« Popoli, state attenti, ché
l’indignazione del Signore si scatenerà su
tutti i Ppopoli, il suo furore su tutti gli
eserciti. Essi morranno di morte sanguinosa
e quelli che saranno stati uccisi verranno
buttati in un angolo ; un fetore orribile si
eleverà dai loro corpi. e le montagne
coleranno sangue ».
ISAÏA
Li conoscono bene, loro, tutti i segreti dell’opinione pubblica, i giudei,che
dirigono l’Universo, che ne tengono tutti ifili in mano. Propaganda, oro, pubblicità,
radio, stampa, corruzione, cinema. Da Hollywood l’ebrea a Mosca la giudaica, stesse
botteghe, stessi telefoni, stesse agenzie, stessi semiti inagguato, alla cassa, negli
affari e poi, in basso, strisciante sul suolo, la stessa massa plastica, imbecille, l’ariana
distesa delle bestie ottuse, credule. divise... davanti, di dietro, attorno, dappertutto...
L’immensità delle carni ubriache, il tappeto universale piagnucoloso e formicolante
per i piedi ebrei... Perché avere scrupoli ?... Come abbacinare, come tenere incatenate
tutte queste carni frolle ?... in più dei discorsi e dell’alcool ? Con la radio, col
cinema ! Si fabbricano nuovi dei ! E, se occorre, numerosi nuovi idoli, ogni mese !
Sempre più stupidi, sempre più vuoti ! Mr. Fairbanks, Mr. Powell, darete alle folle
che vi adulano l’immensa gioia di farvi vedere un istante in persona ? in tutta la
vostra gloria travolgente ? rigogliosissima ? qualche istante eterno ? su un trono
d’oro massiccio ? affinché cinquanta nazioni possano finalmente contemplarvi nella
carne di Dio ?... Non è più agli artisti inauditi, ai geni sublimissimi che vanno le
nostre preghiere... i nostri brucianti fervori... è agli dei, alle divinità dei vitelli... più
potenti, più reali di tutti gli dei... Come si fabbricano, vi domando io, gli idoli che popolano
tutti i sogni delle generazioni di oggi ? Come il più inflino cretino, il
giornalucolo più ributtante, la più scoraggiante donzella, possono trasformarsi in
dei ?... dee... ?, raccogliere più anime in un giorno che Gesù Cristo in duemila
anni ?... Pubblicità !... Che cosa domanda tutta questa folla moderna ? Domanda di
mettersi in ginocchio dinanzi all’oro e allo sterco !... Ha il gusto del falso,
dell’artificioso, della fesseria farcita, come nessuna folla non ha mai avuto in tutte le
più arretrate antichità... Di colpo, la si rimpinza e ne scoppia... E tanto più nullo,
tanto più insignificante è l’idolo scelto, tanto più ha probabilità di riuscire sul cuore
delle folle... tanto più la pubblicità si attacca alla sua nullità, la penetra, ne produce
l’idolatria !... Sono le superfici più liscie quelle che prendono meglio la pittura... Si
fabbrica un Giuseppe Stalin, Lindon B. johnson, una Jacqueline Kennedy, un John
Kennedy (li si uccide quando non servono più), come una Joan Crawford, Sofia
Loren; stesso procedimento, stessa sfrontatezza, stessa truppa, stessi Ebrei che tirano
i fili, tra Hollywood, Parigi, New York e Mosca, uno stesso circuito di saturazione di
crani. Charlie Chaplin lavora anche lui, magnificamente, per la causa, è il gran
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
19
pioniere dell’Imperialismo ebreo. Fa parte del gran segreto Evviva la buona
piagnisteria ebrea ! Evviva il compianto riuscito ! Evviva l’immensa lamentazione !
Essa intenerisce tutti i buoni cuori, fa crollare grazie all’oro tutti i muri che si
presentano. Quest’oro rende questi fessi di goym ancor più friabili, smidollati,
malleabili, turlupinabili, anti-pregiudizio questo, anti-pregiudizio quell’altro,
« umanitari », è tutto dire, internazionalisti... E intanto, come li si fa filare ! Come li
si prepara ai proiettili ! Nella vaporosità sentimentaloide, l’Ebreo taglia, ritaglia,
gratta, raspa, avvelena, prospera. Delle sofferenze del povero sfruttato, del forzato
della grande industria, Chaplin, come può infischiarsene, lui, pieno di miliardi !...
Evviva le eccellenti geremiadi ! Evviva i tempi moderni ! Evviva i buoni Sovieti, ben
ebraici ! Nulla resiste alla propaganda. lo importante è di metterci abbastanza oro... E
gli Ebrei possiedono tutto l’oro del mondo !... dagli Urali all’Alaska ! Dalla
California alla Persia ! Dal Klondyke alla City ! La City ! Sportelli a cui si
aggrappano, per gemere, questi fessi contenti d’Ariani ! Lo sportello dei Lamenti !
La corsa verso l’oro dei prestiti molli ! Piangere nutrisce ! Piangere fa fondere !
Piangere è il trionfo degli Ebrei ! Riesce meravigliosamente ! Il mondo è nostro
grazie alle lacrime ! Venti milioni di martiri ben esercitati sono una forza ! I
perseguitati sorgono, scarni, pallidi, dalla notte dei tempi, dai secoli di tortura...
Eccoli, i fantasmi... sospesi ai nostri fianchi.. Léon Blum... Hays... Zuckor...
Litvinoff... Lévitan... Brunschwig..., Berristein... Bader... Kerensky...,. cento mila
Lévy... Chaplin il crocifisso... I Marx Brothers Aragici... Noi abbiamo fatto troppi
martiri... Come riscattare tutti i nostri delitti ?... Noi li abbiamo fatti soffrire troppo...
Svelti, bisogna che ci prendano tutto il nostro lavoro, i nostri pochi soldi... I nostri
ultimi soldini... Bisogna che ci facciano sanguinare ancora... a fondo... due... tre...
dieci guerre, ma di quelle.. Bisogna abbattere tutte le frontiere con le ,nostre carni di
bestie ariane... Troppo giusti, ora, i pogroms... per noi, santiddio ! Tutto per noi !
Troppo giusto che li organizzino. E’ una benedizione del cielo !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Jehova creò le nazioni perché fossero
immolate come altrettante vittime umane per
espiare i peccati d’Israele.
IL TALMUD
Salgo lassù, vado a trovare Popol, il mio amico. Non l’avevo più visto da un
po’. Abita sulla cima di Montinartre. Popol è un vecchio montmartrois. Non è venuto
dalla sua Corrèze per scoprire il porto. E’ stato preconcepito nei giardini del Moulin
de la Calette, una sera di 14 luglio. Allora è un « puro dei puri ». So che gli piace il
vino di BouTgueil, glie ne porto una bottiglia, tanto per metterlo di buon umore.
Voglio che mi parli ! E’ pittore, tanto perché lo sappiate, all’angolo del vicolo
Girardon. Spennelleggia quando non piove troppo; quando piove troppo, diventa
troppo scuro nel suo studio. E quando fa bello, si sta meglio fuori, sui banchi
dell’Avenue junot a guardare gli uccellini, gli alberelli come crescono e come si
affrettano a morire, a causa della troppo benzina che c’è per aria. Si prende il sole
come vecchi passeri.
Popol ha avuto un gran da fare per trovare la buona condizione, favorevole alla
sua pittura, tra la troppa ombra e il troppo sole. Popol è un mutilato, un mutilato della
grande guerra; ha dato una gamba intera per la difesa della Patria.
Gli rivelo d’un tratto che son diventato anti-semita e mica per ridere, ma
ferocemente sul serio, sino al midollo !... per buttare tutti i giudei per aria ! falangi,
dense coorti, battaglionì di giudei...
– Cavolo ! – mi fa lui. – In un bel pasticcio ti sei cacciato ! Gli Ebrei son tutti
al potere... Non possono mica andarsene cosi... Nemmeno pensarcì !... Sarebbe
l’anarchia !... Il disordine !... Sono persone indispensabili !... La tua crociata non si
presenta bene !... Incontrerai difficoltà enormi a cacciarli viaL. Gli Ebrei sono come
le cimici... Quando ne trovi una nel letto, è segno che ce ne sono diecimila
nell’alloggio ! Un milìone in tutta la casa !... Non vale la pena insistere... Tu ti farai
schiacciare, disgraziato !... Tu non sai dove metti le mani... Tu vuoi fare l’eroe !
Poveretto ! Ti risveglierai su una tavola di marmo !... Una di queste sere, mentre
torni dal tuo lavoro, ti capiterà una tegola sul cranio... come se le 1 tegole piovessero
giù lungo le case... Sei fesso ad agitarti così, vecchio pazzo !... E’ la menopausa che
ti travaglia ?... E’ la tua bicicletta che non val nulla... Tu non sei fatto per la
velocità... essa ti f a delirare... Te l’avevo detto di far ben attenzione... Non è più
l’età, credimi... a quarantatrè anni... (E’ geloso, lui, perché non può più salire in
bicicletta, a causa della sua gamba)... Tu vuoi diventare un piccolo Barrès ? un
Bolívar ? una Giovanna d’Arco ? Gli Ebrei son furbi, mio caro, tu saresti distrutto,
misero vermiciattolo di fango, Ferdinando !... prima ancora che tu abbia detto :
uff !... ti faranno abbattere... oh, mica loro... ma dai tuoi stessi fratelli di razza !... Te
lo predico !... Conoscono tutti i trucchi !... Sono fachiri al cento per cento !... Han
tutto l’Oriente in tasca !... Passano... promettono... chiacchierano... ingoiano tutto...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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non rendono mai nulla... Vanno più lontano, partono con i tuoi fondi e la tua anima...
Tu non ti raccapezzi più... Sono gli ebrei erranti, amico mio; cittadini del mondo !
Truffatori di tutto !... ti vuoteranno la testa e le tasche, ti spogliano, ti succhiano il
sangue... Nelle BelleArti, han preso tutto ! Tutti i primitivi ! 1 folklore ! Copiano,
truccano; E te lo riservano con un beneAcio enorme ! E’ la salsa ebrea. I critici, tutti
ebrei, massoni, intonano il coro. urlano al genio ! E’ normale, è regolare, in un
certo,senso : di tutte le scuole sono i padroni, i tiranni, i prorietari assoluti, di tutte le
Belle-Artì quante sono, soprattutto in Francia. Tutti i professori, tutte le giurie, le
gallerie, le esposizioni sono completamente giudaìche. Non val la pena di reagire
Io, se avessi la tua testa, giocherei alla palla con loro... Al tuo posto, mi farei
massone... E’ il battesimo per un Ariano !... Questo ti laverebbe un po’... ti farebbe
« eticci »... ti ridurrebbe il tuo peccato... Diventar bianco, no, non bisogna più farlo in
Francia... E’ diventar nero che bisogna... L’avvenire appartiene ai negri !
– Ah ! – scatto io – Popol ! Mi disgusti ! Mi spaventi ! lo credevo di trovare un
amico ! Un vero soldato per la mia causa. E tu mi consigli di dileguarmi !...
Diventava troppo grave per discutere all’aria aperta. – Torniamo in casa – gli
dico.
Continuavo il mio ragionamento sino in fondo al suo atelier. Tutto sommato,
mi era perfettamente indifferente d’averli tutti contro, nella mia crociata anti-semita.
Ma ci avrei tenuto a Popol ! Un compagno di trincea conta sempre... Cerco di
esortarlo, ancora un po’...
– Come ?... Tu, Popol... tu ti rammollisci ?... Una vera medaglia militare,
decorato sul campo di battaglia... tu trovi questo regolare ?... Che per ogni Francese,
morto sotto il piombo nemico dalle Fiandre a Verdun, ci si faccia ora inondare da
diecimila israeliti, tutti solidali, razzisti arrabbiati, insaziabili ?... Occorrerebbe forse
che noi ci camuffassimo, per farei tollerare in sordina ?... Al suono
dell’» Internazionale » ?
– E del proletario che ne fai ? – mi risponde lui.
– Il comunismo è solo un vocabolo per riunioni, una gigantesca truffa ! Hai
visto come i cori rossi ora ci danno, ben rinfrescato « Le chant du départ » in salsa
internazionale... Non ti dice nulla, questo ?... I ciarlatani della Comune ebraica sono
pronti... Battono la grancassa... Proletari ! miei fratelli martiri, proletari di cento paesi
del mondo... Io sono maturo per liberarvi... Sono attrezzatissimo ! per darvi una vita
comoda... Riprendo un po’ la sferza per difendervi meglio, figli miei !... La sicurezza
dei vostri vecchi giorni !... Venite a vedere all’interno della baracca... Forza, un bel
gesto !... Non abbiate paura... Voi sentite che sgozzano dietro la parete ? Ma no, è
un’illusione dei vostri sensi ! E’ una triste calunnia dei reazionari ! Venite ! Veni ,
te ! Venite ! Affrettatevi ! Affrettatevi ! Perché ho un grosso lucchetto in mano e una
chiave enorme ?... E’ un regalo che voglio farvi... E’ per amarvi ancor meglio !...
Sii ! Su !... ogni giorno avrete il cinematografo...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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L’Ebreo internazionale vi farà rimpiangere Sclineiderì Thiers, Wendel e
Gengis-Kan... L’Ebreo sarà il peggiore dei padroni, più informato, più bilioso., più
minuzioso, vi garantisco, completamente sterile, monroviano per la costruzione,
incapace di costruire salvo le prigioni (vedi la Russia). Dov’è imbattibile è nell’arte
di abbacinare l’Ariano, di fargli trangugiare rospi, di farlo saltare come vuole dalla
galera all’ammazzatoio... senza resistenza... l’occidentale è ostinato, ubrìaconé,
chiacchierone e cornuto. E’ un nato schiavo per Ebrei, ben cucinato, tutto istupidito
sin dalle scuole elementari dalle belle frasi e poi dall’alcool, più tardi lo si svirilizza
grazie alla istruzione obbligatoria... Per essere sicuri che non si risolleverà più, che
non a’vrà mai più musica, che non canterà mai più la sua arietta non-ebrea, gli si fa
scoppiare l’anima, – come si acciecano i piccioni, – perché non possa più scappare.
Lo si finisce con l’alcoolismo. Che può diventare al massimo ?... Schupo, guardia,
manovale... Un cane di più ò di meno. Ossia cane per Ebrei. Nessun satrapo ariano
dura nè può durare... La misura del mondo attuale ? Devono essere mistiche mondiali
per, potersene prevatere... o scompaTire... Napoleone l’aveva capito. Il gran segreto
della giungla, di tutte le giungle, la sola verità degli uomini, delle bestie e delle cose :
« Essere conquistatore o conquistato », solo dilemma, ultima verità. Tutto il resto
non è che impostura, falsificazioni, espedienti, cícalate elettorali. Napoleone ha fatto
tutto il possibile perché i bianchi non cedano l’Europa ai negri e agli asiatici. Gli
Ebrei l’hanno vinto. Dopo Waterloo, la sorte è decisa. Ora, il colpo non è più lo
stesso. Gli ebrei non sono in casa .nostra. Siamo noi ad essere in casa loro.
Dall’avvento della Banca Rothschild, gli Ebrei han ripreso ovunque il comando...
Pisciano anch’essi sulle parole. Essere ovunque, vendere tutto, possedere tutto,
distruggere tutto e prima d’ogni altra cosa l’uomo bianco... Ecco un programma
consistente !... Più tardi, si faranno altri progressi, ben più ammirevoli !... Si farà a
meno dell’oro, gli ordini precisi basteranno per la massa degli schiavi. Gli Ebrei non
mostrano i loro capi... Tessono la loro trama nell’ombra... Mettono in vista solo dei
burattini... i loro ciarlatani, le loro « vedette »... La passione ebraica, così unanime,
coA lancinante. è una passione di formicaio. Nel progredire delle bestiole, gli
ostacoli sono rosi, lacerati, distrutti POCO per volta, sino alle fibre... ignobilmente
decisi nel peggio, Puzzolenti magma di succo imputridito e di mandibole... sino alle
calamità totali, sino al crollo definitivo, al vuoto ebreo.
Ci si può domandare perché i giornali di destra, di sinistra, o del centro, non
raccontano mai nulla degli Ebréi ? In quanto ebrei, voglio dire attivamente ebrei,
attentarriente ebrei, specificamente ebrei e razzisti ?
Quando si decidono a parlarci degli Ebrei, quando per caso vi si trovano
costretti, lo fanno con infiniti riguardi, con un incredibile lusso di precauzioni, con
mirifici preamboli, con diecimila adulazioni da leccapiedi : « Il grandissimo artista
israelita si è degnato di riceverci... una bella ascendenza semitica... il grande, geniale
e filantropo finanziere della nobile razza dei Rothschild... Il nobile idealismo, la
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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fiamma travolgente, quel fuoco nero che si scopre nelle pupille del giovane poeta...
animato d’ardore messianico... ».
Tutte queste circonlocuzioni, queste servilità canine vogliono dire in parole
povere : « Attento ! mio caro giornalístucolo ! Attento ! quegli individui che tu vedi
là, dinanzi a te, sono Ebrei !... Fai dunque ben attenzione ! Terribilmente
attenzionel... Essi appartengono alla razza più potente dell’universo... di cui, per
nascita, tu non sei che un servo... Essi possono con una sola parola farti saltare
dall’impiego... farti crepare di fame, senza appello... ».
Durante tutto l’affare Stavisky, una parola d’ordine è corsa in tutte le redazioni
dei mondo.– una consegna formale che doveva costare assai caro... L’han detto turco,
questo ebreuccio paranoico., perfido straniero, métèque, spia orientale, avventuriero
polacco, senza patria, parrucchiere, dentista, paracadutista, magnaccia, tabetico,
terra-nova... qualunque cosa... per distrarre, sviare l’attenzione... ma mai non si è
pronunciato la parola EBREO... Pure non era altro... Aveva potuto riuscire tutte le
sue truffe solo grazie alla forza della giudeaggine... Come Loewenstein, come
Burmat, come Bigore...
Notate un po’... in ogni occasione del genere : la stessa fanfara... Spacconate
della destra, schiamazzi confusi della sinistra, gracchiamenti al centro, pausa
dappertutto... Ottima.mente ben recitato !... Se arrischiaste una parolina contro la
grande invasione giudaica. contro la colonizzazione dei vostr; affari ‘ voi tutti, voi
tutti quanti, o giornali !... smargiassi imputriditi ! corrotti, inchiostri compresi, sino
nei vostri ultimi caratteri di stampa,... ebbene, vi strangolerebbero così
energicamente che otto giorni dopo, si dimenticherebbe persino il titolo della vostra
testata !... persino il colore delle vostre pagine... Nemmeno più un annuncio !...
Nemmeno più un teatro ! In cinque minuti, sareste liquidati, schiacciati,
polverizzati... Non più un soldo di credito, non più un permesso, non più un articolo
e, ben presto, nemmeno più una notizia, nemmeno più una telefonata, il vuoto !...
L’Ebreo può fare il deserto attorno a qualsiasi affare, banca, industria, teatro o
giornale... Ford, che li Aetesta, ha dovuto chiudere la bocca, pure così possente.
Rischiava di saltare in otto giorni !... L’Ebreo paga o non paga !... Con oro...
Funziona o non funziona più. E se non funziona più, l’uomo crepa. Per quanto
coraggioso, per quanto stoico lo si possa immaginare.
O finte campagne ! O furibondi compromessi ! O infingardie bisognose ! O
mormorii di vecchi leccapiedí !... Bestemintate ! Maledite ! Sacramentate ! Tagliate
in due la luna ! Fate scoppiare le bolle comuniste ! Vituperate a forza di tromboni !...
A che serve ? A nulla ! Tutti i padroni assoluti del mondo, son tutti youtres, son tutti
giudei ! New-York, Hollywood, Praga, Parigi, Mosca... è la stessa cosa... malgrado le
apparenze, son gli stessi compari, è la stessa cosmica commedia... Allora, che può
loro importare se i barbari in gabbia si agitano, si battono tra di loro, scuotono le
catene e i ferri per questa o per quella ragione, per delle stupidaggini ? Si deve
stringere un pochino di più ì loro ferri, ogni tanto, e questo basta...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Ma ! – si dicono gli ebrei.–- Una costituzione ? Un’altra ? Siamo sempre noi,
youtres, a tenere il manico !... Il comunismo ? Ma è quel che ci vuole !... Noi
diventeremo tutti « Commissari del Popolo », il giorno che le Borse chiuderanno...
Le Borse, oh è faticoso !... vi sono delle fessure... vi sono dei goym ancora in
libertà... che si intrufolano nelle Borse, nelle rendite... Bisogna che questo cessi in
modo assoluto... Si sopprimeranno questi abusì !...– Tutto rientrerà rkell’ordine, nel
gregge... Ossia – quelli che ora vivono di reddito, mangeranno le immondizie
insieme agli altri cani... L’oro ! L’oro, siamo noi, Ebrei ! L’Ebreo è in oro ! E poi,
basta !... Il mondo è nostro !... non è per i minchionfl... Appartiene a noi, youtres, che
siamo i paranoici più rinomati dell’universo... Che siamo voraci a mille per uno !... Il
nuovo trucco è gia pronto... « l’apparecchio a soldi » terrificante !... Assolutamente,
interamente ebreo per la transizionepolitico-finanziaria, con guardie mongole... Tutti
gli editti sono pronti... Basterà promulgarli... Circolano già nelle Logge massoniche,
dove sono molto ammirati.
I signorotti ebrei, sempre in ansia, perseguitati, saranno in eterno viaggio da un
punto all’altro del pianeta, del loro pianeta... Non si fermeranno più... Da New York
a Yokohama, tra cugini e fratelli, da Trebìsonda al Kamiciatka, tra instabilità e
angosc;e, essi andranno firmando accordi e mercati... preparando le deportazioni, gli
invii di nuovi schiavi, i rinforzi di stakhanovisti... Eccola la « libertà » di cui ci parla
Dorgelès... 80.000 leghe sotto gli Ebrei... Gli indigeni perseguitati, don-iati dalla
fame, dal freddo, dalle guerre, dalla follia, addomesticati sino al sangue, sino alle
midolla, sino alle radici del cetriolo, non avranno certamente più nessun diritto al
passaporto !... Sfileranno all’interno delle frontiere, nei loro colossali canili, ogni
muta rinchiusa tra le proprie sbarre. Non ho bisogno di inventare... Basta andare a
rendersene conto in Russia... come funziona le bella Avventura... Il nostro avvenire è
là, per intero, si mostra ai nostrI sguardi, non si nasconde per nulla... Gli Ariani non
sono curiosi... Restano in casa propria, giocano alle carte, si fanno abbronzare sulle
spiagge, sbevazzano, si riuniscono nei boschetti. Mentre gli Ebrei, essi si muovono,
vanno tutti a fare un giro dai Sovieti per rendersi conto, per ispirarsi... il 98% dei
turisti che vanno in Russia ogni anno, da tutti i paesi del mondo, sono ebrei...
Ministri, agitatori, marchese, ingegneri, spie, pellicciai, gioiellieri, banchieri, grandi
autori, matrone, critici d’arte, attori, tutti ebrei, tutti youtres, tutti youpins...
Vanno ad annusare il vento dell’Asia... fiutare la magnifica rivincita. Quelli
che non sono ebrei, sono per lo meno framassoni, grandi democratici, grandi
demagoghi, i nostri traditori più zelant~ sfrenati, propagandisti, ferventi predicatori
della luce ! Tutti occhi chiusi, corrotti, venduti... assorbiscono tutto, tutto quel che si
dice loro... vuoti, golosi, cupidi, fessi...
Quanto al piccolo clan dei refrattari, gli eterni rospi raritolanti, gracidano
giusto A necessario... E ce ne vorrebbe ! Se non esistessero, questi putridi,
bisognerebbe che li facessero venire pagando 1e spese... Essi provocano, giustificano
certe misure, certi rigori... Certi decreti, come per esempio : « Tutti i discorsi antiCÉLINE
: Bagattelle per un massacro
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semiti saranno passibili della pena di morte... » Ecco un editto come si deve. E
scommetto che tra poco ne vedremo dei simili sui nostri muri... Io gracido giusto il
necessario...
Devo dire che con Popol ci siamo trovati d’accordo lo stesso; e abbiamo
concluso : « Sono dei vampiri ! Ci fanno un danno immenso ! Non possiamo tenerli
in casa nostra ! » Soprattutto perché Popol, sia detto tra parentesi, aveva subito uno
scacco assai duro, il suo capolavoro era stato rifiutato, dal Municipio, un magnifico
paesaggio, per l’Esposizione, tutti gli Ebrei avevano fatto affaroni, lui invece
rimaneva sul lastrico...
Ma per formare la mia crociata, Popol, per quanto coraggioso, per quanto
valoroso, non poteva bastare... Bisognava che ne reclutassi ancora altri... Lo avverto
dunque :
- Aspettami ! Torno subito... Faccio solo un salto sino a Bezon, vado a
svegliare mio cugino, Gustin Sabayote... Vado a scuoterlo dal suo torpore... Bisogna
che ci segua... E’ celibe anche lui... è dunque libero, in principio... Sta a sinistra del
municipio... Un istante...
Quando l’ho sorpreso, stava in cucina, Gustin, occupato a sbucciar piselli...
Gustin ha un solo vizio : fuma la pipa senza arrestarsi mai... Non faccio caso ai
preamboli... lo metto al corrente in quattro e quattr’otto... Gli spiego la faccenda... Mi
risponde :
- Ferdinando, eccoti fanatizzato... ma parla pure... pero, ti avverto, ti metto in
guardia, gli Ebrei sono molto intelligenti... in Francia ci son solo loro che leggono i
libri, che si documentano, che si informano, sono armati di conoscenze, occupano
tutti i posti, tutti i permessi sono nelle loro mani, sanno rendersi popolari, per di più
fanno del bene al popolo, votano le 40 ore di lavoro settimanale... e le vacanze
pagate... Rischi di farti mettere in prigione... di farti mettere a pezzi...
- Intelligenti, che ?... – insorgo io – sono razzisti, hanno tutto l’oro, han preso
tutte le leve, si aggrappano a tutti i comandi... E’ questa la loro intelligenza ?... Non
c’è di che star allegri... Filano meravigliosamente bene il fatto loro, eliminano,
disgustano, perseguitano tutto quello che può rivaleggiarli, dar loro ombra... E’ la
loro crociata contro di noi, la crociata a morte... E’ questa la loro intelligenza ?...
Tutti i posti interessanti, se li mettono in tasca... accaparrano... espellono brutalmente
o a lento fuoco tutto quello che non è ebraico... sporcamente ebraico... ebraizzato...
proyoupinizzato... infilato da ebreo... E’ la grande tecnica del cuculo... Per citare un
grande esempio, per ben illustrare le cose, se Einstein non fosse youtre, se Bergson
non fosse circonciso, se Proust fosse soltanto bretone, se Freud non avesse il marchio
giudaico... si parlerebbe molto meno degli uni e degli altri... non sarebbero geni che
fanno sorgere il sole !... Posso garantirtelo... La minima sfiatatella di ebreo, oggi si
chiama bum ! diventa, amico mio, una meravigliosa rivelazione, istantaneamente...
Grazie all’armatura ebraica del mondo... E la si gonfla e la si monta, ,sta storiella,...
la si trasforma in miracolo ! E al galoppo ! Che sia la pittura di Cézanne, di
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Modigliani, di Picasso o di altri... i films del signor Benhur, con musica di
Tartinowsky, ecco, diventa subito un avvenimento... L’enorme pregiudizio
favorevole mondiale, prelude e anticipa ogni intenzione ebrea... Ebrei, tutti i critici
dell’universo, tutti i cenacoli,... tutte le informazioni !... Tutte le agenzie ebree del
mondo si mettono, al minimo mormorìo, al minimo sussulto di produzione youtre, a
lanciare tuoni e folgori... e la pubblicità parlata, razzista, ebraica, si trasforma
meravigliosamente in eco... Tutte le trombe echeggiano da un lato all’altro dei
continenti, salutano, intonano inni, fanno baccano rumoreggiano splendidi Osanna !
al sublime inviato del Cielo ! Ancora un Ebreo eccezionale ! della paletta ! dello
schermo ! dell’archetto ! della politica ! infinitamente più geniale ! più rinnovatore,
senza dubbio, di tutti i geni del passato, ariani naturalmente. L’epilessia
s’impadronisce subito dei goym grotteschi, esultano in coro, i fessi ! si lanciano
violentemente nell’esaltazione, con tutta la forza della loro imbecillità, disposti a
farsi schiacciare.. per il trionfo del nuovo idolo ebreo !... Per riempirli di gioia, basta
che si offra loro ancora un po’ di roba ebrea in cui avvoltolarsi... Oh, non sono
difficili da accontentare... Hanno perso ogni istinto... Non sanno più distinguere tra
vivo e morto.. tra lo organico e il velleitario, tra l’imitazione ifl carta-pesta e il
prodotto puro, tra le lucciole e le lanterne, tra il falso e l’autentico... Non sanno più...
Hanno ingoiato troppe porcherie, da troppi secoli, per distinguere ancora
l’autentico... Si soddisfano a forza di imitazioni... Scambiano la conigrina per acqua
di fonte. E la trovano migliore ! Infinitamente migliore ! Sono ritmati sull’impostura.
E quindi, evidentemente, dàlli addosso all’indigeno che potrebbe farsi notare per una
sua qualità originale, per una musica sua... per un respiro di tentativo ! diventerà
subito sospetto, detestato, odiato dai suoi fratelli di razza. La legge dei paesi
conquistati vuole che nulla possa mai scuotere il torpore del gregge schiavo... Tutto
deve subito crollare... in discorsi di ubriachi... Son loro stessi, i fratelli di razza, che
s’incaricano severamente dell’ostruzionismo metodico, del denigramento, del
soffocamento. Appena un ind igeno si rivela un po’... gli altri della stessa razza
insorgono, per poco non lo linciano... Nei bagni penali, le peggiori sevizie esercitate
dai forzati stessi... tra di loro, molto più crudeli che la ciurma più atroce...
I fratelli di razza sono ben ammaestrati... Per l’alcoolista cronico, l’acqua di
sorgente diventa veleno. La odia con tutta l’anima... Non vuole vederla sul tavolo...
vuole delle porcherie in bottiglia... Nei films, nei libri, nelle chiacchierate, nelle
canzoni d’amore... non capisce più che l’ebreo. Se ne rimpìnza, ne gode... E
null’altro !... Gli Ariani, i Francesi soprattutto, non esistono più, non respirano più,
non vivono più che sotto il segno dell’invidia, dell’odio reciproco e totale, della
maldidicenza assoluta, fanatica, massima, del pettegolezzo forsennato, meschino,
delirante, dell’alienazione denigrante, del giudizio basso, sempre più basso, sudicio,
accanitamente vile... Perfetti schiavi, agenti provocatori entusiasti, montoni,
falsigettoni, teste da caffè e osterie, perfettamente ammaestrati dalla polizia ebrea,
dalla stampa ebrea, dai comitati del gran potere ebreo... Nessun senso di razza li
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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unisce più... Nessuna mistica comune. Gli Ebrei nuotano divinamente bene in queste
acque putride... Questa enorme mascalzonata permanente, questo mutuo tradimento
di tutti contro tutti, li incanta e li soddisfa... La colorazione diventa facilissima. Su
questa venalità meschina, -assoluta, del fondo terriero francese, gli Ebrei se la
godono, sfruttano, taglieggiano a piacere... Arrivano nel mezzo di questa
ultrasorprendente carogneria come la jena sulle trippe in decomposizione avanzata...
Questa putredine è la loro festa, il loro elemento provvidenziale... Ne trionfano sino
alla cancrena...
Diligenti, ondeggianti, ossequiosi, bene informati, orientali, vischiosi, segreti,
sempre pronti a lasciar stagionare, ad andare verso una putredine più grande... più
spugnosa, più intima... oh, hanno buon gioco, ottimo gioco !... Corrompere più
largamente, « iù intimament ». Non hanno mai incontrato nella strada dei loro trionfi
un’orda di domestici più servile, più satura di odi reciproci, abbrutita da secoli di
alcoolismo e di polemiche tra vicini. Tagliare, frugare in questa torba francese,
estrarne tutto il sugo, tutto l’oro, il profitto, la potenza, è per l’Ebreo un gioco assai
semplice !... Lo schiavo si presenta titubante, ben macinato, in ferri. Basta disporlo
sui propri passi. Il bianco, il Francese soprattutto, detesta tutto quello che gli ricorda
la propria razza... Non ne vuol sapere... Tutto quello che non ha il marchio ebreo, che
non puzza d’ebreo, non ha più per l’ariano alcun gesto, alcuna realtà, alcun sapore.
Gli occorre, esige il bluff ebreo, la pomata ebrea, le generazioni ebree, la truffa ebrea,
l’impostura ebrea, il livellamento ebreo, ovunque quel chegli chiama progresso, il
progresso ebreo... Tutto ciò che è semplice, diretto, come la sua propria natura
occidentale, lo porta al sospetto, all’odio, immediatamente... Insorge, si arrabbia, non
si calma sinché non ha fatto scomparire queste evocazioni,... questi fantasmi che lo
urtano... La verità, la semplicità lo offendono... Una totale inversione degli istinti
estetici... Si è riusciti, grazie alla propaganda e alla pubblicità, a fargli rinnegare il
proprio ritmo... Quello che ora egli ricerca nel cinematografo, nei libri, nella musica,
nella pittura, è la smoffia, l’artificioso, l’alambiccato, la contorsione afro-asiatica...
Bisogna andar a cercare ancor più lontano... Supponete che a me, piccolo goym,
capiti di pubblicare un giorno – Dio me ne scampi ! – un romanzetto... di schizzare
qualche ritratto delicato... di modulare qualche arietta... di redigere un breve studio,
supponiamo sul « Bilboquet », e le sue regole, o uno studio più approfondito
sull’origine dei bitorzoli... Se non sono che un semplice autoctono... nemmeno
framassone di terz’ordine... chi mi leggerebbe ? chi m’esalterebbe ?... Certamente,
non i miei fratelli di razza... Venerano troppo-la loro ignoranza, la loro poltroneria, la
loro abitudine pretensiosa... Ma certamente tutti gli Ebrei che passeggiano nei
paraggi... se il mio grande o piccolo libercolo contiene qualche vera sostanza
emotiva, lirica, sarà da essi prontamente scorticato, portato via... Gli Ebrei sono
piuttosto mal disposti per le arti, biologicamente, dal fondo stesso della loro natura.
Cercano di fare dell’arte, in Europa per lo menQ ci riescono male... Occorre che
suppliscano, che barino, che rubino continuamente, che succhino i vicini, gli
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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autoctoni per potersi sostenere... Glì Ebrei mancano disastrosamente di emozione
diretta, spontanea... Parlano invece di provare... Ragionano prima dì sentire... In
pratica, non provano nulla... Si vantano... Come tutti gli afro-asiatici, il loro sistema
nervoso etnicamente è di zinco e tale rimane, grossolano, volgare e ordinario,
malgrado tanti sforzi e le enormi pretese... Precoci e logori, senza eco. Sotto i nostri
climi., sono condannati a perdersi in smorfie, in tam-tam, in imitazioni, come i negri
e come tutte le scimmie... Non sentono nulla direttamente, non assimilano che poche
cose in profondità... E di qui le infinite vaselinate, i tasteggiamenti bluffistici, le
didattiche forsennate, le analisi sfrenate, tutta la pomposa masturbazione dottrinaria,
invece dell’umanità diretta, di vera ispirazione... Sarebbero da compiangere, se non
fossero così scocciatori. Sono più mattoni che vìolini, malgrado tutto questo
scarcassamento frenetico, universale, sempre in atto di bluffare ancora, di dimostrare
il contrario.
Come tutti i grandi insensibili, il loro spirito non concepisce spontaneamente
che le gaffes.
Torniamo ai nostri montoni : quando, dicevo, gli Ebrei avranno percorso i miei
libercoli, quando avranno prelevato, spiluccato tutto ciò che potrà dare loro un utile,
io sarò completamente smarcato, truccato, rivenduto, volgarizzato sotto le loro
piume, ebraizzato mio malgrado, sotto i loro nomi, sotto le loro etichette, da parte di
mille altri piccoli ebrei internazionali, ancora più ladri, sempre più sfacciati, sornioni,
geniali gli uni più degli altri... Il mio conto sarà regolato, mi si f arà il colpo
dell’oblio totale, dell’umiliazione a oltranza, del soffocamento, dell’annullamento
con tutti i mezzi possibili, del cancellamento, della negazione, della negazione se
possibile...
Il processo digestivo ebreo completo... D’altronde, devo confessarlo... i miei.
fratelli di razza, in simile occasione si mostreranno centomila volte più abbietti di
qualsiasi youtre... Nessuno è come loro, nel mondo intero, per vomitare fiele
sull’onesto lavoro. Il Francese, in particolare, si stacca nettamente dall’insierne
ariano, per il suo odio irremissibile, inespiabile, per tutto quanto, anche di lontano,
gli ricorda un certo lirismo. Allora, non si contiene più di furore oscuro ! Il sangue
gli sale agli occhi !... Che fallimento !... che incretinimento ! dall’epoca delle
caverne !... Che sconfitta ! Che ignobile avvoltolamento nell’inerzia e nel letame !...
Se ci vedessero, i Cromagnons, questi incisori sublimi ! Che vergogna !... Nulla di
più odioso ai nostri giorni, umanamente più odioso, più umiliante che di vedere un
Francese moderno detto istruito, scovare beffardamente un testo, un libro...
qualunque bestia in suo confronto ha un aspetto più nobile, più patetico, più
profondamente commovente. Ma guardate questo spaccone mingherlino così
indecente di sufficienza, osceno di zoticaggine risonante, di arroganza ottusa, com’è
insopportabile !... Che gli si può spiegare ancora ?... Che rispondergli ?... Sa già
tutto !... E’ incurabile !... Se ha ottenuto una laurea, allora non è nemmeno più
avvicinabile... Il pavone non è più suo cugino... Tutto quanto può rassomigliare sia
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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pure vagamente ad una intenzione poetica, diventa per lui un’offesa personale... Ah !
ma... ce ne strafottiamo di lui ?... Da questa disgraziata laurea ne esce mille volte più
selvaggio, più irrimediabile di un capo tribù. Non ritrova più il suo slancio, le sue
spiritosaggini, i suoi luccicamenti, il suo figarotismo, tutta la sua tradizione di
piroette, la sua piccante frivolezza, tutte le sue contorsioni leziose se non al momento
di adulare l’Ebreo, il suo pensieroso signore. Di colpo, allora, egli si arrende, si dà, si
sorpassa. tutto quel che crogiola di dolciastro in fondo alla sua carcassa fifosa, gli
spunta fuori improvvisamente... Son capitato l’altro giorno, leggendo una rivista
d’arte, su uno di questi pezzi di alta sudiceria, nelle chiacchiere di uno di questi
immondi. Si trattava di pittura, cito press’a poco a memoria :
« Ah ! – esclamava quell’infingardo – da molto tempo, in Francia almeno, i
nostri critici più eminenti non fanno più distinzione nei loro. apprezzamenti tra gli
artisti francesi nati in casa nostra e i nostri cari vestiti di origine straniera (leggete :
Ebrei). Parigi deve loro tante cose !... Lo splendore di Parigi ! (ebreo). Poiché ci
hanno adottato, ebbene noi li adotteremo !... Divengono ugualmente francesi !
(eccome ! ma non a Verdun !) Fraternità artistica anzitutto !... Al di sopra di tutte le
frontiere !... Nelle Belle-Arti, non più patria ! Un solo cuore unanime per tutti !...
Basta con i pregiudizi di razzaL. Fraternità culturale !... Chi penserebbe ancora a...
ecc. ecc. ».
Sicuro ! Sicuro ! Imbecille !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Tutti i popoli della Terra saranno
incatenati al trono d’Israele, in seguito ad
una atroce guerra mondiale, in cui tre quarti
delle popolazioni saranno decimate.
Occorreranno trecento asine per trasportare
le chiavi del tesoro.
IL TALMUD.
- Ma sei antisemita brutto mio ! Male ! E’ un pregiudizio !
- Non ho nulla di speciale contro gli Ebrei in quanto ebrei, voglio dire in
quanto semplicemente poveri diavoli come noi, tutti, bipedi alla ricerca di un pezzo
di pane... Non mi danno alcun fastidio. Un Ebreo vale forse un Bretone, in pantà, un
Alverniate, un francocanacco, un tipo qualunque... Può darsi... Ma è contro il
razzismo ebreo che mi rivolto, che divento cattivo, che ribollisco sino in fondo
all’anirna... Io grido ! Io urlo ! Urlano anche loro contro i razzisti ! Non la smettono
mai ! Urlano contro gli abbominevoli pogroms ! Contro le persecuzioni secolari ! E’
il loro gigantesco alibi ! La gran torta alla cremal Nessuno mi toglierà di testa che le
han cercate, le loro persecuzioni ! Se avessero fatto meno le canaglie su tutta la
distesa del pianeta, se avessero rotto mieno le scatole alla gente, non avrebbero
provocato tutto questo !... Quelli che h hanno impiccati un po’ dovevano pure averle,
le loro ragioni !... Si era certo dovuto metterli in guardia, questi youtresI Abusare,
stancare le pazienze... Viene da solo, un pogrom... E’ un grande successo nel suo
genere, un pogrom, una manifestazione di qualche cosa... Non è umanamente
credibile che gli altri siano tutti unicamente mascalzoni... Sarebbe troppo comodo...
Bisogna ben notare che in Francia nessuno ha loro mai fatto del male... Hanno
prosperato tanto e così bene che tengono tutti i migliori posti... Si è stati liberali con
loro, sino alle Inutande, pure guardate come si comportano !... Una banda di topi
vociferatori, intrattabili, implacabili... E’ un falso fenomenale, questo grande martirio
della razza ebrea.. lo si agita al di sopra dei cristiani... sempre fessi e allocchi comuti
entusiasti... due milioni di martiri, solo in Francia, ecco una forza considerevole !...
Invincibile, a dire il vero... Una volta ben istallati nelle nostre ossa, una volta
rammolliti i nostri cuori, una volta ben sicuri che ci tengono sino all’ultimo globulo,
allora si trasformano in despoti, i peggiori, arroganti, sfacciati che si siano visti nella
Storia...
Napoleone diceva sempre : « La neutralità, per me, è il disarmo degli altri ». Il
principio è eccellente. Gli Ebrei possono dire a loro volta : « Il comunismo, per noi è
l’asservimento degli altri... ».
In fatto di vittime, guardate un po’ gli Ebrei attraverso i secoli !... attraverso
tante e tante guerre (una popolazione così piccola), se la sono cavata mica male; la
prova, non ne han mai troppo sofferto, non l’hanno mai passata càsì brutta come quei
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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fessi di Ariani. Piangere conserva ! Non rubano molto alle battaglie. Preferiscono far
questo in Borsa ! Ecatombi ! EcatombiL. Riporti !... Riporti !...
In Russia, gli youtres, appena hanno potuto comandare, non han avuto bisogno
di mettersi i guanti per decimare gli Ariani... Da diciassette anni, è a milioni che fari
crepare gli impuri... Gli Ebrei non amano veder colare il sangue ?... Storle ! Non il
loro ! Certo !... Ma per quello degli altri si mostrano sempre più generosi... appena
l’occasione si presenta... Per un Ebreo, ricordatevelo bene... il non-ebreo non é’che
un animale ! Al massimo, può essere divertente, utile, pericoloso o pittoresco... Mai
di più...
La razza eletta non ha ancora fatto procedere, nelle nostre regioni, a esecuzioni
in massa, so;o a qualche uccisione sporadica. Ma non tarderà. In attesa del grande
spettacolo, si lavora con pazienza la bestia... o con strappi, o con salti, secondo piani
ben preparati... Un giorno, la si stringe al collare, l’indomani gli si tagliano un po’ le
giunture, bisogna che l’animale si spaventi, si sfinisca e incespichi nell’arena... esso
perde, sputa via poco per volta il sangue... nella segatura e nella Borsa... Gli Ebrei se
la godono, se la spassano. Quando l’animale sarà sulle ginocchia, allora sarà messo a
morte, senza più resistenza possibile...
Quanto hanno guadagnato gli Ebrei nel colpo del Fronte Popolare ?... sulle
tre... o quattro svalutazioni ? E’ incalcolabile. Trovatemi un solo ministro che abbia
perso un po’ di denaro !... Mai popolo sovrano si mostrò così generoso, cosii
grandiosamente prodigo verso i suoi emancipatori !... Dove sono finiti tutti questi
miliardi ?... Non state a cercare... Presso gli altri youtres della Svizzera, di Ginevra,
di New-York, di Londra... in graziosi immobili... in deliziosi valori al portatore, in
distillerie... in armamenti...
Gli Ebrei non speculano loro soli ! non manipolano solo loro il mondo !... Non
sono i soli racketers... Ottima musica !... Evidentemente, i cristiani ricchi si curano
anch’essi, allo stesso modo, enórmemente !... si precipitano a tutta forza sui benefici
del disastro ! Certol Certo !... Sciacalli come nessun altro !. Solamente c’è un
« hic »... i capitalisti « indigeni » hanno i giorni contati !... Non sono, anche loro, che
animali ! Non bisogna che lo dimentichino ! Gli Ebrei non lo dimenticano mai... Alla
vigilia della festa, gli sfruttatori bianchi morivano come porci destinati al banchetto...
Essi si cullavano in vane illusioni !... Non arriveranno alla felicità... Sono soltanto
ostaggi ! L’Ebreo man mano che avanza, chiude dietro di sé tutti i cancelli... Nessuno
sfuggirà al Destino... L’Ebreo tiene tutte le chiavi, le conserva... Getta attorno a sé
qualche osso per scovare, per attirare i più voraci... Ne farà dei ras, dei traditori per il
Gran Giorno, come negli ammazzatoi si preservano sempre alcune bestie ben
ammaestrate sempre le stesse, per trascinare le altre, l’orda, sotto il coltello, il
torrente delle carni da accoppare, belanti, disordinate.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
32
L’Ebreo è la piaga dell’Umanità, il
nomim di tutte le Nazioni.
FOURIER.
Io non rispondo mai alle lettere. Si finisce per saperlo. Ne ricevo sempre meno.
Non è una posa. No... No... E’ semplicemente perché non mi piacciono le lettere e
perché_anzi, le detesto. Trovo indiscreto che mi si scriva. Non scrivo a nessuno io.
Le « accomandat » sono la mia, fobia. Le rifiuto tutte, in blocco, per principio. Le
altre, le lettere semplici, è la mia portinaia che le strappa, toglie via solo i francobolli
per i suoi ragazzini... Voi mi dite : « Il denaro, allora ? ». ON quello, siatene sicuri,
non sale su da solo. Bisogna ch’io scenda a cercarlo. Non arriva per posta. Il resto,
forzatamente, son solo parole. E nemmeno non ricevo « L’Argo della Stampa », il
mio editore Denoél neanche. Trova che costa troppo... E poi, gli articoli, bisogna
confessarlo, quelli che parlano delle vostre così belle opere rimangono sempre così
lontani della questione, talmente insoliti, che non vale la pena di leggerli, è
veramente tempo perso, una sofferenza inutile.
I critici, soprattutto in Francia, sono troppo vanitosi per parlare di qualcosa’
che non sia il loro magnifico « se-stessi ». Non parlano mai del soggetto. Anzitutto,
son troppo fessi. Non sanno nemmeno di che si tratta. E’ uno spettacolo di
vigliaccheria vederli, questi schifosi, agitarsi, offrirsi una posa ben sorniona alla
vostra salute, approfittare del vostro povero libro per mettersi in mostra,
pavoneggiarsi per l’uditorio, camuffarsi. Oh, i sedicenti « critici A Oh, torvi letamai !
E’ un vizio. Non possono godere che vomitando sulle vostre pagine. Ne conosco che
sono scrittori e anche milionari, escono apposta dalle loro rubriche per masturbarsi
un po’, ogni volta ch’io pubblico un libro. E’ la consolazione della loro vita... delle
imiiliazioni in profondità, dell’» inferiority-complex », come si dice in gergo.
Per la questione delle lettere, una volta sola ho fatto eccezíone in favore della
Palestina. Dopo l’uscita del mio libro « Mea culpa », mi sono arrivate tante di quelle
lettere che la mia portinaia ne è rimasta commossa. M’ha domandato quel che
doveva farne. Gli Ebrei mi scrivevano in massa, da Tel Aviv e da altri posti. E poi, su
che tono ! nelle furie di una di quelle rabbie ! Da bruciare le buste ! Si arroventavano
sino al rosso-bianco, quegli energumeni ! Ah ! i piccoli Passionisti !... Ah, li amano
loro, i Sovieti ! Questo posso assicurarlo !... Da questo enorme fracasso d’ingiurie,
discorsacci tonanti, sfrenate maledizionì, anatemi deliranti, cacofonia estrema in odi
compressati, emanava malgrado tutto un luogo comune tonico... un’aria vittoriosa di
trombetta, un’aria ben ebrea, ben conosciuta... l’appello che li riunisce tutti, che li fa
correre tutti insieme, che li lancia corpo ed anima all’assalto dell’Universo, l’aria del
« Sozial » come la chiamano.- Il loro grande alibi, il loro grande grido. Tutti quei
« coraggiosi » della Giudea, tutti più o meno anonimi, mi vomitavano in tedesco.
Terminavano press’a poco tutti, dopo alcune pagine di rabbia intensa, con formule di
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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questo genere : « Du ! Dümenkopf ! Wirst du nimmer doch Sozial denken ? » (Tu !
Idiota ! non penserai mai « sociale » ?)... « Sozial denken ». Pensare « sozial » ! Ecco
il magistrale argomento ! il gran destriero di tutta la razza youtre ! di tutte le
invasioni e devastazioni youtres ! Pensare « sozial » vuol dire, in pratica, in termini
ben crudi : « Pensare ebreo ! per gli ebrei ! a causa degli ebrei ! sotto gli ebrei ! ».
Null’altro ! Tutto l’immenso soprappiù di parole, il mitragliante chiacchierio
socialistico-umanitario-scientifico, tutto il comico cicaleccio dell’imperativo
dispotico ebreo è solo il travestimento mirifico, il parolame caotico spingente, la
salsa orientale per gli invertiti. Ariani, la fricassea terminologica, putrida, per
l’educazione ad uso dei « bianchi smidollati », ubriaconi striscianti, inguaribili, che
se ne riempiono sino al collo, si minchionano, si satollano sino a crepare.
« Sozial denken » vuol dire, per essere espliciti, che - una volta fatta la
rivoluzione, una volta riuscita, terminata, una volta che gli indigeni saranno stati ben
salassati, fregati, accantonati, messi in parchi - arriverà sulle nostre ossa una nuova
invasione dall’Oriente, di almeno un milione di funzionari, con i loro figli, le loro
uri, i loro mendicanti; i loro bravi, i loro dervisci, lebbra, malattie, venditori di
hascisch e tutto il caravanserraglio butterato delle orde asiatiche.
Ai primi trionfali clamori inneggianti alla « liberazione delle masse », ecco che
anche loro trasaliscono, si muovono e si precipitano in massa sulla Francia, da ogni
parte. Diggil fremono, da lontano... al minimo rymore... Al segnale che « la bestia è
morta ! »... lasciano cadere Tel-Avivi... piantano il Kamciatka... spuntano dalla
Slesia... dai bassifondi di Bessarabia... dalle rive della Cina, dai pantani d’Ukraina,
dell’Insulindia, da tutte le fognature d’America... Pullulano su tutti i passaggi per
topi, si precipitano a miriadi... si rovesciano... invadono... Carlo Martello non aveva
visto nulla in confronto à questo !... Sono ancora persone discrete quelle che
attualmente ci rubano e ci dissanguano a paragone di quelle che ci aspettano al varco.
Sarà un tale parapiglia, una corsa talmente feroce verso i dolciumi di casa nostra che
si noteranno « abbassamenti di terra » lungo le frontiere dove passeranno.
Arriveranno così densi e folti tra Dunkerque e la Costa Azzurra che non si vedrà più
nulla né vie né strade.
Ve lo preffico, sta scritto : la madre degli Apostoli non è ancora morta. Il
mondo è ancora pieno di martiri che muoiono in fondo agli ergastoli dal bisogno di
liberarci e poi d’essere « titolarizzati », nella stessa festa, in funzioni poco faticose.
d’un ministero o di un altro, con pensione. Mai non si sono veduti tanti Apostoli
pensionati, come ai nostri giorni. Il Fronte Popolare, a questo riguardo, non è che una
piccola prova generale, un piccolo anticipo dell’avvenire ebreo...
L’avvenire ebreo si. occuperà di tutto. Si occupa già di tutto. Tra l’altro, delle
arti popolari, con molta sollecitudine... sono una parte importante del « Sozial », le
arti popolari...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Una sera, preso dall’inquietudine, mi son deciso a scendere, per rendermi un
po’ conto, nella cantina della « ultura ! ». Per vedere quel che vorranno farne delle
arti popolari, i nostri rinnovatori, quando ci avranno « liberati »...
Questo non si ridurrà a scherzetti, ve lo posso garantire sin d’ora, basta
guardare le loro facce, i loro atteggiamentí di « appassionati »... Sono dunque disceso
nella cantina, una piccola « Università per martiri », ancora più ebrea dell’altra
Università, nella Rue de Navarifi. Ho l’aria di vaticinare, di divagare a mio piacere
su « visioni », di non vedere altro che semiti, ad ogni passo che faccio, ma, porco
cane ! vi assicuro che non ho-maí visto tanti Ebrei in così poco spazio come in quella
cantina della « Cultura », ammucchiati, fumanti; mai visto tanti funzionari,
funzionari titolari, allievi funzionari, tante Legioní d’Onore, tanti Apostoli accatastati
in quel sottosuolo, vociferanti nelle volute di fumo; credo che fossi il solo Ariano di
quella frenetica riunione. Non stavo troppo comodo.
E come erano messianici ! Crespi ! Miopi ! Frementi di anatemi ! Frenetici di
redenzione ! Caspita ! Gli metteva il fuoco dietro, l’arte moderna ! Bisognava vedere
come si agitavano, come scuotevano le povere sedie ! E poi, impazienti, trepidanti,
da far crollare tutta la volta; dei topi rinserrati in un fondo di stiva, mentre li
fumigavano, ecco quel che sembravano. Si dibattevano in quell’antro, mi
ricordavano Harlem e il « Divine Father ! »
Un piccolo tutto nero, tipo prete, me ne ricordo bene, era diritto sul palco,
dominava il baccano, si sfiatava al disopra dei contraddittori, vedo ancora le sue
mani più larghe della testa, i suoi piedi che oltrepassavano il palco, somigliava in
tutto a Charlot, ma a un Charlot sinistro, salvatore e vociferante...
Si trattava di pittura, era il soggetto della controversta... l’avvenire « sozial »
della pittura... E su un piano tragico e persino rivendicatore, ve lo giuro !... Non si
trattava più di facezíe ! Quel tipo alla « rigolizia » schiumava... dibattendosi,
facendosi in pezzi, per convincere... Un « crocifiss » tetanico... « Voi non siete
murale ! - urlava. - Voi non siete murale ! Voi non capite nulla ! Nulla del senso
della rivoluzione ! Voi non siete murale ! Voi non siete murale ! Compagni ! ». Ce
l’aveva in modo speciale con un certo Wirbelhaum... Il Wirbelbaum... in una nuvola,
perduto in fondo al fumo, un terribile turbinio di gesti...
– Te, WiTbelhaum, io ti tefo dire qualche cosa ! Te sai che cosa sei,
Wirbelhaum ?
– Tillo ! per Dìo, tìllo !
– Te sei... pittore da cafalletto !
Dov’era questo Wirbelhaum ?
– Ah ! Ah ! Ah ! – si storceva lui, sentendo questo; protestava, tra le quinte...
Rantolava addirittura, Wirbelbaum, le parole non gli venivano più... Impazziva...
sentendo ingiurie simili... Era miope, Wirbelhaum, al punto da farsi schizzare le
orbite tanto cercava il suo attaccante... Non ritrovava il senso del palco... Rispondeva
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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a rovescio, al lato opposto... Il « Rigolizía » continuava, lo attaccava sempre più...
Era tutto trasfigurato...
– Wirbelhaum ! Tu. non sei murale !... Tu sei- arretrato ! Wirbelhaum, tu non
hai l’istinto « sozial » della rifoluzione delle masse !... Tu non capirai mai, mai
nulla ! Ecco cosa ti dico, Wirbelbaum, tu sei un pittore sul tipo di Fraugoùnard
Fraugoù.nard ! Per il cafalletto ! un pittore da cafalletto ! La propaganta pittorica ! La
fera propaganda iteologica ! Wirbelhaum, tu non comprendi nullal Tu non comprendi
nullal
I dignitari ebrei di « Cultura », tra cui Cassou, il Grande-Ispettore-Dannatodella-
Terra (100.000 franchi all’anno) si tenevano la pancia in mano...
Il Wirbelhaum, in fusione, scattava di furia, i compagni l’avevano girato nel
senso della scena, ma ora dovevano trattenerlo, prenderlo per la cintura, di forza...
Wirbelhaum non era più lui... Voleva lanciarsi sul palco... abbattere l’altro
« murale »...
– Fragoùnard ! Fragoùnard ! – gridava tra i vapori. - Ah, bugiardo !... Ah, villano !
Non trovava piú gli insulti... Non gli venivano più che bolle... schiuma...
briciole...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Considerati come nazione, gli Ebrei
sono per emelienza gli sfruttatori del lavoro
degli altri uomini.
BAKUNIN.
Ma io, io gli dico a questo fesso ch’io non sono reazionario ! manco per un
unghia ! manco per un minuto ! niente reazionario; niente condizionale ! Vi piglian
subito per quello che non siete ! Vi pigliano per talmudisti ! per complicati ! per tripli
fessi come loro ! Ma no ! Ma no ! Accetto, si, che si dìvida ! Non ho mai domandato
di meglìo ! Eccovi i miei quattro soldi sul tavolo ! E subito ! E ben guadagnati !
questo ve l’assicuro... nel quarantatreesimo anno della mia vita !... Mica rubati al
popolo. Mai intascato un soldo che non fosse 120 volte guadagnato ! Tutti gli studi
sgobbando, Ferdinando, da un padrone all’altro... voi sapete che vuol dire... Mica
nato nella borghesia... nemmeno un’ora in un Liceo... dalle scuole comunali al
lavoro... Oh, lo conosco il mio brav’uomo !... Sgobba dall’età di dodici anni !... 22
padroni, Signore, 22... E tutti l’hanno messo alla porta... Ne rimangono ancora due o
tre... anzi, quattro... Si consultano per sapere quanto egli vale... Lo considerano con
sguardi turbati... Ferdinando ne ha l’abitudine... Era destinato ai padroni, corpo.ed
anima, come tutti i poveri... Egli ha sempre, Signori e Signore, rubato, riscattato la
sua vita giorno per giorno !... fa finta d’egsere con gli altri... sui banchi della galera...
Lavora con una mano per i padroni, con l’altra per la sua propria testa... e
preoccupato che nessuno lo sappia !... S’è nascosto nei gabinetti, aveva l’aria di fare
porcheriole, invece studiava per gli esami... Ve lo presento com’è... Son cattivi, i
compagni di scuola, appena si cerca di liberarsi, di ragionare con la propria testa, son
peggio dei padroni in fatto di gelosia, fiele e vigliaccheria... E, così, la laurea... in
medicina... e poi il libro « Viaggio al termine della notte »... mica attraverso sentieri
che passano attraverso i Ministeri... Sempre ha riscattato, strappato la propria
esistenza, Ferdinando, da uno scatto all’altro... da un giorno all’altro... con mille
astuzie... e miracoli... Ho dovuto rubare la mia vita... eppure, mai libero... Ogni
mattina. venivano a riprendermela... E’ regolare... Quando sento dei fessi istallarsi,
parlare delle loro incredibili prove, delle loro spaventose avventure !... Per tutti i
diavoli, divengo rosso... Piatti superficiali, piccoli granchi !... se io volessi parlare...
quali carte potrei mostrare... quali passaporti m’han fatto uscire dal Bagno... Ebbene,
Signore, per me fa lo stesso... Son disposto a versare tutto sul tavolo. Se si divide
« assolutamente ». Non diversamente ! No ! Assolutamente ! Lo ripeto e subito !... E
allora, d’accordo, tutti e insieme !... insisto !... senza eccezioni !... senza esitazioni !...
non una falsa nota ! non’ un sospiro in questo grande coro !
Quel che si chiama comunismo negli ambienti bene avanzati, è la grande
assicurazione-mandorlato, il parassitismo più perfezionato di tutti i tempi...
magnificamente garantito dallo asservimento assoluto del proletariato mondiale...
L’universale degli Schiavi... grazie al sistema bolscevico, superreazionario,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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imprigionamento internazionale, la più grande cassa-forte blindata che sia stata
inventata, inchiodata, costruita, saldata sul braciere delle nostre trippe per la più
grande gloria d’Isràè1e, la Difesa suprema degli eterni saccheggi ebrei, l’apoteosi
tirannica dei deliri semiti... Grazie tante... Solo per questo ?... No, Moloch !... non ci
sto. Ah, se fosse diverso... Se si trattasse della suddivisione di tutti i beni e pene del
mondo nella più stretta uguaglianza, allora si, ci starei come nessun altro... Non ho
più bisogno che mi si stimoli, che mi si invogli... che mi si catechizzi. Sono pronto,
sull’attenti... Sono il più grande spartitore che si sia mai conosciuto...
Ricordiamo un pochino gli avvenimenti : il signor Gide stava ancora
domandandosi, tutto pieno di reticenze, di sinuosi scrupoli, di fragilità sintattiche, se
bisognava sì o no decidersi per quella razza di piccoli beduini, quando da molto
tempo il mio « Viaggio al termine della notte » aveva già fatto parlare di sé... Non ho
atteso d’avere 80 anni per scoprire la ineguaglianza sociale... A 14 anni, già mi ero
fatto le mie idee, in proposito... Avevo gustato la cosa... Non avevo bisogno di saper
leggere. Che mi sia permesso di notare qui (dato che il dimenticare diventa di moda),
che prima, durante e dopo il « Viaggio », gli scrittori di sinistra, in titolo, in corte, in
cortile, si sono grattati qui, là, un po’ dappertutto, per offrirci nel senso di
« umanitario intimo » qualcosa di ancor meglìo.... L’intenzione era ottima,
assolutamente onesta... Ma dove sono i capolavori promessi ?... Pure, si sono riuniti,
quegli scrittori, qui, là e altrove... E come hanno declamato ! Enormemente
pontificato ! Come hanno tranciato giudizi ! criticato ! attad&ato gli empi !... Sul
piano ideologico... Che massacro !... E poi, trasportati dall’apostolismo, impazienti di
farsi vedere, troppo belli a contemplare, come si son ben tastati lo spirito dinanzi a
milioni di persone ! Stupiti, esultanti, trucì !... Dall’alto dei palchi !... Davanti a tutti
questi geni raggianti in potenza !
Come la critica ha ben strisciato ! come ha incensato, glorificato, gonfiato,
strombazzato questi poveri scemi ! Che rullar di tamburi ! Che gazzarra di trombe !
Pure, dove sono i capolavori promessi ? Non vedo, anche spingendomi il più
lontano possibile in questi deserti della Promessa, che pietre e spazzolini per farsi
belli... ma logori, logori... Ne han fatto del baccano, ne han gridato delle
stupidaggini ! Con quale cosmica sfrontatezza si sono spinti dal rosa ! al rosso ! al
bianco ! al « super-io » più che rosso ! Povero « io » di natura cosi tepida !
Potrebbe essere un gran motivo comico dell’epoca, il fallimento spirituale
degli scrittori di sinistra (teatro o romanzo)... L’anima non ha seguito, proprio per
nulla ! La dottrina, l’ipocrisia generale... L’anima umanitarista non si esprìme in
nessun punto... in nessuno di questi libri strombazzati con tanto fracasso... e questo
per un’eccellente ragione... perché emanano tutti da individui, detti creatori, tutti
assolutamente borghesi... di cuore e di intenzioni, frenetici infimi dell’idea dei
borghesi. Non possiedono se non la « vernice dottrinale », la chiacchiera, tutto questo
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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prodotto da idee strampalate... Ah, non è facile far nascere della musica con un
semplice ordine ! Vedete la prova !
Dove sono i capolavori promessi ?... Facevo questa domanda, senza malizia,
credetemi, al direttore delle Edizioni di Stato, Orloff, a Leningrado, Il signor Orloff
possiede la più angosciante testa da carnefice, la più severa che si possa scoprire in
questa città dove pure il patibolismo è assai di moda. Accanto al signor Orloff,
Deibler, il nostro carnefice nazionale, che io conosco un po’, prenderebbe un’aria
benigna, compiacente, pusillanime.
- Dove sono i capolavori promossi ?
- Oh, verranno !... - mi rispose lui, attraente a suo modo.
- Non verranno, signor Orloff, non credo, non credo più...
- E perché ?
- Perché i vostri autori non sono molto comunisti... non sono nemmeno
abbastanza borghesi... Hanno qualcosa di servile...
Queste parole segnarono la fine della nostra intervista... l’unica...
Gli Ebrei han promesso di dividere, han mentito come sempre... Tutto
sciroppo... tutte finezze... insinuazioni... femminerie... paroline... sfregamenti...
boomerang... Non si sa quel che si piglia, se l’è una candela o un... cazzo. E’ una
massoneria dentro una massoneria... La rivoluzione ?... ma son d’accordo ! Nessuno
più ugualitario di me !... Sono un figlio di- Robespierre in fatto d’essere sospettoso...
Allora, i privilegi ?... Ma non ne ho nessuno !... Me ne strafotto... Chi non ha dato
tutto non ha dato nulla... E’ il mio motto assoluto... « Trafficone » è morto come
« Credito »... Chi vuole provare ?... Tutti nel bagno, aIloraJ... E tutti insieme... Le
alte funzioni nella stessa salsa ! La stessa tessera del pane per tutti ! Sì ! Non, uno a
piedi e l’altro in bicicletta. Non, uno a dieci soldi e l’altro a mille... Voi mi direte che
queste cose son solo chiacchiere, Ferdinando sragiona ancora... E va’ bene !...
L’ammetto. Ma, scusatemi, voglio dirvi qualcosa di più preciso... citarvi dei fatti,
delle circostanze, voglio essere -breve, attuale e tipico, non voglio annoiarvi, mi
direte poi se ho mentito...
Quando il « Colombia » della Compagnia Transatlantica entra nel porto di
Leningrado, le autorità sovietiche si danno da fare - questo lo si sa - per
l’equipaggio... Si tratta di portare in qualche ora questi « f ratellì di classe », attardati
nelle « sonnolenze » borghesi, a temperatura di entusiasmo... al grido di « I Sovieti
dappertutto ! ». Basta, per questo, di mettersi subito al lavoro, di far loro ammirare
durante le ore di scalo... tutto ciò che la città e il Regime offrono di più rivelatore, di
più eccitante per i cuori proletari... Autobus... giro della città... rigiro... chiese...
visite... arcivisite... altri autobus... discorsi dottrinari ovunque : discorsi... e
finalmente pranzetto. All’officina dei telefoni, i pellegrini vengono abbrutiti con una
valanga di spiegazioni tecniche... « ímpressionare con i particolari », questo fa parte
del bel programma... Terminata la visita, riunione presso il direttore...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Breve discorso (tempo di musica : allegro) del direttore, traduzione a cura
dell’interprete-poliziotto ebreo... « Voi avete visto, cari compagni, percorrendo i
nostri stabilimenti, che tutti i nostri cari compagni operai lavorano qui nella
contentezza; nello slancio e nella sicurezza. Qui, esiste la gioia ! Qui non ci sono
schiavi affaticati, tremanti di paura come nelle vostre officine dell’Occidente ! Qui,
operai, ingegneri, assistenti, direttori, sono tutti eguali, tutti concorrono
nell’entusiasmo e nella perfetta uguaglianza all’edificazione del socialismo
mondiale... alla stessa opera di emancipazione internazionale... ecc... eccL. Per
concludere, compagni, se qualcuno di voi desidera fare qualche domanda al
compagno direttore, egli sarà ben felice di rispondere con la massima sincerità ».
Un membro dell’equipaggio :
- Domandate dunque al compagno direttore quanto guadagna in media un
operaio della sua officina...
- Da 200 a 300 rubli il mese (un paio di scarpe costa 250 rubli, l’alloggio 90...
ecc. ecc.).
Un altro marinaio, minuzioso :
E il compagno direttore, quanto guadagana, lui, il mese ?
Piccolo imbarazzo... conciliabolo... sussurìo tra il comparedirettore e ilcompare-
interprete...
Il direttore (in russo) :
- Via !... Rispondetegli 1.500 rubli...
L’interprete :
- Il direttore vi fa rispondere ch’egli guadagna 1.200 rubli il mese.
Poi, attacca, parolaio, entusiasta, confusionario :
- Ma qui, non è vero compagni ? qui l’operaio gode enormi vantaggi, ve l’ho
fatto notare, gli operai non sono come da voi, legati per sempre alle più dure
bisogno... Da noi. stanno pochissimo nei posti subalterni ! Poi, salgono ! Salgono !
Salgono tutti i gradini ! Tutti i compagni operai possono diventare anch’essi direttori
a loro volta !... Tutti !...
Il direttore (un po’ nervorso);
Spiegate loro che anch’io ero operaio...
L’interprete (caricando la dose) :
- Il direttore vi fa dire che in altri tempi era marinaio ! come voi !
Marinaio come io sono astronomo... ma intanto 1.5W rubli il mese e Membro
del Partito... Tanti vantaggi per operai quanti pesci si possono trovare nel Sahara...
Vi ho citato come esempio-questa storiella di soperchieria, moltiplicatela per
un tre milioni di casi, per tutti i membri e cugini del Partito, e voi, otterrete con molta
approssimazione la verità sulle cose russe.
Ma ora, la guerra per gli Ebrei ! Non posso trovare aggettivi per darvi il senso
di quel che significa. Non posso immaginare un’umiliazione più grande di quella di
farsi sventrare per gli youtres, non vedo nulla di più ignobile, di più infamante.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Non è la questione di morire, è la questione d’essere il più in basso, il più in
ritardo, il più fesso che non si sia mai visto sulla calotta di madre terra... Che
vogliono gli Ebrei ? dietro il loro gergo social-comunista ? dietro il loro carnevale
demagogico ? dietro tutta questa truffa infernale ? Che vogliono ? Che noi si vada a
farci sbudelIare per loro, che siamo noi a riprendere le loro beghe e che si vada noi a
fate da fantocci dinanzi alle mitragliatrici. Agitano, propagano, aggrediscono in
nome delle loro più grandi idee servendosi delle trippe dei goym. Bisognerebbe
anzitutto domandare agli Ebrei che comincino a*sacrificare loro, le trippe, le
personali... priina di pensare a impegnare le nostre. Che comincino a crepare tutti
loro, poi si vedrà... L’idea germinerà forse nella carogna ebrea... E’ così che si
provano, i martiri, ì veri martiri, non con le sole parole... Gli Ebrei ipotecano sempre
l’avvenire, ma non si fidano che del presente... E’ al tempo presente che si godono la
nostra fesseria, la nostra ebetudine, la nostra credulità in forma d’Universo
einsteiniano, in miliardi d’anni di notte. Questi Messia, questi sparuti apostoli non
prendono contatto con lo Spirito, non entrano in commercio spirituale se non col
concorso delle più grandi comodità.
Non bisogna confondere ! I comodacci e l’esistenza grassa, anzitutto !
Essenzialmente. Non si tratta, per il fondo’di queste crociate giudeo-mongoliche, che
di strapparsi gli schiavi, tra botteghe rivali... Chi scenderà non-ebreo, nell’arena, vi
lascierà certamente la pelle e non ne caverà nulla. E’ un cane, avrà un osso tutt’al
più !... e poi, non rompa le scatole !... Mai un soldo di utile !... Dall’ultima grande
guerra 14-18, gli youtres ne sono usciti grandi vincitori !... Poincaré, Viviani, Ribot,
Millerand, Clemenceau : rottami scaltri, acuti maniaci, imbecilli, burattini perversi,
giullari canaglie, biliosi, venduti, arcivenduti agli Ebrei.
Si è massacrata. la metà della Francia, la più giovane, la più virile, per
ravvivare le basse midolla di quattro scimnùoni anatomici. Occorre quel che
occorre ! E’ la gloria ! Tutti i grandi vampiri campano cent’anni ! E la prossima
guerra sarà ancor meglio ! e più implacabile ancora, ben più pepata, più sanguinosa,
più torrenziale, sarà la fine della Francia. L’odio degli Ebrei per gli animali che noi
siamo è così virulento, di un tale ardore compresso, concentrato, che noi saremo
proiettati, arsi, tagliuzzati, maciullati dalla mitraglia, ancora vivi, prima ancora
d’aver potuto aprire gli occhi.
L’impostura è la dea delle folle. Se fossi nato dittatore succederebbero cose
abbastanza strane. Io so, io, quel che abbisogna al popolo francese : non una
rivoluzione, non dieci rivoluzioni... Quello che gli abbisogna, è che lo si condanni
per dieci anni -al silenzio e all’acqua ! che vomiti il troppo alcool bevuto dal 93 in
poi e le parole che ha sentite... Com’è, attualmente, è irrimediabile. E’ talmente
infarcito di porcherie massoniche e di alcoolismo, ha le budella in tale stato di
giudeaggine e di cirrosi che si sfa in pezzi.
Alla mia « borghesia del suolo », durante il tempo della mia dittatura, glie ne
farei tante di quelle, le farei imparare tante di quelle nuove maniere di comportarsi,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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da farle rimpiangerle per benino la Comune, gli Incas, gli Unni, l’eccidio per mezzo
delle belve ! Rappresentano il « Passato », i nostri borghesi ! Non significano più
nulla ! Schiavi eternamente degli Ebrei, l’inquietudine li travaglia, si sfanno per la
paura nel fondo dei loro calzoni. Non sanno più che pesci prendere tanto hanno fretta
di tradire, di vendersi, tanto hanno paura di non tradire abbastanza. Si farebbero
dipingere da Ottentotti, si farebbero rivolgere il naso solo perché gli youtres li
tengano ancor su, li tollerino ancora un po’, nel nuovo ordine, perché non li privino
subito delle loro « mangiatoie »... Son nati nel tradimento, ne morranno...
La prossima guerra - si può prevedere - sarà su tre frontiere nello stesso tempo
e quali batoste ! formidabili ! mica piccole ! immense ! Ve l’auguro bella e allegra,
figli della Gallia !... Quelli che sanno scavare, scaveranno !... Mai tante trincee, cosii
profonde ! così larghe ! cosi lunghe ! avranno inghiottito un così grande numero di
uomini in una sola volta ! Per l’immensa gloria d’Israele ! Per l’Ideale massonico !
Per la gloria delle Borse ! dei Valori e del Còmmercio ! e della Mensa ! Per l’arrivo
allegro e trionfante del milione di youtres saccheggiatori che ci mancano ancora e
che si consumano d’impazienza nella desolazione dei loro ghetti !
Francesi di casa nostra, un po’ di cuore ! Non addormentatevi a questo
modo !... Sareste forse dei degenerati ? Ricordatevi in questo sublime istante,
meravigliosamente atteso, delle vostre tradizioni cavalleresche ! Un Francese non ha
mai esitato un istante per la difesa della Patria ! Buon sangue non mente ! Sangue
guerriero ! Il Francese non si ritrova che sòlto i proìettili ! Quale soldato ! Baiardo !
Murat ! La Tour d’Auvergne ! Presente ! Addosso al nemico ! Sì, ma soltanto con i
Russi ! attenti ! con giudeo-mongoli ! Attenti a non sbagliare ! Non bisogna fare
attendere Yubelkrantz !... Lisok, Lévy, Rosevibaum intristiscono, poveretti, laggiù,
soffrono, si annoiano... mentre voi chiacchierate ancora sulla soglia del massacro...
Che attendete, banda di vigliacchi ? Potete partire tranquini... Voi sarete prontamente
sostituiti nel vostro lavoro, nelle vostre case, nei vostri letti... Le donne francesi,
d’altronde, non domandano che di arrendersi... che dico ?... sono impazienti come
Lisok, Lévy, Yubelkrantz di condurvi al più presto alla Stazione dell’Est, quella che
porta alla frontiera... di spingervi alla mischia... Povera carne da cannone, voi sarete
presto dimenticati ! Voi sarete aspirati, assorbiti, digeriti, presi nella vittoria ebrea...
Vi sì trasformerà in pensioni per le vedove ben consentevoli !... Alla vostra salute,
amici !... L’Inghilterra alleata ?... Un corno !... Ecco una famosa altalena ! Andranno
lemme lemme, ve l’assicuro, stavolta !... Ancora più lemme lemme che l’altra volta...
Un anno per mobilizzare... un altro anno per istruire... Noi saremo già serviti quando
sbarcheranno nelle Fiandre i primi scaglioni di sbarbatini di Oxford. La graziosa
Home-Fleet del Whiski si spargerà nell’Atlantico in aspettativa... Gli Ebrei sono
padroni della City, non dimentichiamolo... una delle supreme cittadelle con
WallStreet e Mosca... Non si distruggerà molto... siatene certi... Aspettativa ! Molta
aspettativa un « wait and see » f ormidabile... Stavolta, non faranno nulla con
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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precipitazione... Invienanno qualche aeroplano_ qualche generale per pranzare alla
mensa di Maurois... e per discutere un po’, al Ministero, sul tunnel sotto la Manica...
Ma per la corrida cosmica, saremo noi a offrire la materia da fare a pezzi... è il
nostro paese, ben designato, il più nutrito, il più decadente d’Europa... che deve
pagare lo scotto... SI, voglio dire, con la nostra carne... i nostri ventricoli... dopo tutto
il nostro denaro !...
I tipi di casa nostra, i qualunque Bidart, i Brodin, i Lacassagne, i Vandenput, i
Kersuzon forniranno tutte le pipe é le carotidi del Tiro a segno. Con loro, nessuna
storia, nessuna chiacchiera !... Sarà deciso sin dal primo giorno !... E non saranno di
quelli che fanno finta !... Non andranno alle conferenze !... Si daranno da fare in fatto
di peritoneo, di baionette, di granate... Tutta la battaglia sarà per loro, senza
discussioni... in tutta la distesa della Francia... E l’Ebreo allora ? I nostri forsennati
liberatori ?... dove saranno ?... i nostri frenetici, i nostri eccellenti youtres ?... Eh ?
dite un po’ ?... « Troppo vecchi, troppo lunghi, troppo grassi, troppo occhialuti, piedi
molli, sistolici, albuminosi »... Il vento della gloria passa vicino, essi sono troppo
fragili e preziosi... riformati insomma... o, al massimo, infermieri... o, a peggio
andare : nello Stato Maggiore... « qualcosa » in un genere che ispeziona molto le
cantine... interpreti, per forza... ufficiali presso il generale per dare gli ordini... molto
telefono... Quello che ci vuole ci vuolel
Gutman mi diceva, l’altro giorno :
- Vedrai, Ferdinando ! Tu non li conosci i francesini ! Uno squillo di tromba e,
hop ! partono di corsa !... Si precipitano tutti come un sol uomo !... Eccoli, petto in
avanti ! superbi ! fieri, di fronte al nemico !...
E’ vero... si tratta dei Bidasse... dei Lidoire, dei Varidenput e ancora di altri
dieci milioni di uomini come questi che vanno a farsi sventrare per i giudei !... (su tre
uomini uccisi in guerra, due son contadini : 1/1.300 soltanto è ebreo). Ha ragione,
Gutman. Basteranno quindici giorni di radio, di stampa e di fanfara perché accorrano
tutti, ben avvinazzati, a farsi sbrindellare nei fuochi di sbarramento... E’ infantile,
meccanico... Bidasse, Guignon, Miraillé, La Gotimette, nomi ben francesi, e due
milioni di altri ancora...
Io, se fossi dittatore (decisamente è una mania), farei approvare un’altra
legge... una ancora ed è l’ultima... Immaginatevi che conosco un modoper
tranquillizzare, per chiarificare immediatamente l’atmosfera internazionale... Ecco tá
sostanza del mio editto : in tre semplici brevissimi articoli...
1) Al momento della dichiarazione della guerra tutti gli Ebrei residenti nel
territorio, dai 17 ai 60 anni, mezziEbrei, quarti di Ebrei, sanguemisti di Ebrei, sposati
a Ebree, framassoni, saranno versati, unicamente alle unità di fanteria, combattenti e
di prima linea. Nessuna infermità, ragione di riforma, di rinvio, sarà valevole per un
Ebreo o assimilato. In nessun caso, questo militare potrà oltrepassare il grado di
capitano.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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2) Nessun altro servizio potrà essere dato a un Ebreo, né medico, né infermiere,
né artigliere, n » zappatore, né scrivano, né aviatore, né commissario politico, né
guardarobie re, né autista, né attendente; e questo in virtù del principìo, che il fatto di
ritirarsi a soli venti metri dalla linea del fuoco diventa per l’Ebreo una scappatoia
meravigliosa, un’occasioné immediata di mettere in moto le proprie conoscenze, il
primo passo verso le imboscature e i Ministeri...
3) Ogni infrazione a questi articoli sarà punita con la pena di morte, senza
discussioni né mormorii...
Tutti gli Ebrei in prima linea ! E per tutta la durata della guerra ! Nessun
privilegio ammesso. I feriti ebrei non saranno mai sgombrati dalla zona di
operazioni. Guariranno nella zona di operazioni... Se occorre, creperanno nella zona
di operazioni... Feconderanno la zona di operazioni... Bisogna sempre diffidare degli
Ebrei anche quando sono morti.
Dal momento che i Sovieti rappresentano la guerra... Ebbene, sia !... se
l’avventura finisce male, com’è assai probabile, non bisogna che i nostri Ebrei se ‘ la
svignino. Bisogna che paghino i piatti rotti; bisogna che gustino sino alla fine.
Bisogna che divengano ostaggi, immediatamente, sin d’ora; che garantiscano con le
loro pelli quell’emancipazione umana di cui ci parlano sempre. Si vedrà che piega
prenderà.
Dal momento che gli Ebrei sono nostri padroni, dal momento che
rappresentano il sale della Terra, la luce del Mondo ! Dal momento che devono
rendere la terra abitabile ! Allora è il momento di cominciare ! Tutti in prima linea !
Per Dio ! E nessuna defezione ! Sarà il momento in cui ci offriranno di che
spassarcela ! Li voglio vedere, io, in prima linea ! Intenti a rendere le prime linee
abitabili ! Ecco un meraviglioso spettacolo : il più bel teatro ebreo che non si sia mai
visto...
Sarà bello a farei morir di gioia. Mica fesso, io prometto di tirar su il sipario
personalmente, di rimanerci quanto basterà per vedere finalmente tutti gli youtres
saltare sui parapetti delle trincee, per ammirare questo splendido sport nonché i
« Benda Brothers » salire all’attacco, pieni di dìsprezzo per no~ e con mille baionette
nel sedere !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Le guerre e le rivoluzioni sono le
messi del popolo Ebreo...
DISRAELI,
Ebreo
Primo Ministro dell’Inghilterra
Popolazione totale della Francia : 40 milioni.
Ebrei e affini : 2 milioni.
Ricchezza totale della Francia : 1.000 miliardi, di cui 750 agli Ebrei.
Francesi mobilitati : 8.400.000... Ebrei mobilitati : 45.000. Francesi uccisi in
guerra : 1.750.000 (1 su 5).
Ebrei uccisi in guerra : 1.350 (1 su 33). (Dichiarazione del Gran Rabbino).
Per essere ancora più precisi, esaminiamo queste cifre... Durante la guerra 14-
18 : 1.350 uccisi ebrei, Ebrei francesi... In proporzione, questo rappresenta 1 ebreo
ogni 1.300 morti francesi. (1.750.000)... questo 1/1.300, io trovo, rappresenta in
modo esatto tutta la entità dei diritti ebrei nel nostro territorio.
Darei volentieri 1/1300 dei diritti d’esercizio, in ogni professione, agli Ebrei;
così, per esempio, in medicina, dove siamo 30.000 praticanti francesi, ebbene,
accetteremmo 23 colleghi ebrei. Ottimo ! Ecco una cifra normaleL. assolutamente
sufficiente... Ma dato che in Francia, i medici ebrei sono press’a poco 8.000... allora,
vero ?...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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« Il mondo intero è governato da 300
Israeliti che conosco ».
RATHENAU,
Ebreo, Ministro tedesco
« Un ebreo per feritoia... » tale è il mio programma per la prossima guerra. Un
ebreo e poi un framassone... Insomma, i veri interessati, i pretendenti ai benefici, i
partecipanti al potere... Anzitutto, non saranno le feritoie a mancare da Dunkerque al
Golfo di Guascogna. Sarà un giochetto da bambini accontentare tutti ! Ve ne sarà per
tutte le Logge, per tutte le discrete Sinagoghe.
Come vedete, il mio piccolo decreto di mobilitazione degli Ebrei, dalla loro più
stretta affettazione alla prima linea, non è uno scherzo... Ben compreso, ben
ammesso, ben assimilato dai nostri youtres, può dare dei risultati di cui voi sarete
straordinariamente sorpresi, risultati preziosissimi, provvidenziali, che ci
eviterebbero di partecipare – qual miracolo ! – con tutte le nostre carni al più
grandioso macello dei tempi... un decreto che chiede solo di funzionare... che urla già
ditianzi alle nostre porte... Partecipazione sempre più certa (che gli Ebrei rendono
sempre più certa con le loro maniere di « spinta al delitto »).
Voi vedreste come per incanto soffiare un venticello, che dico ? scatenarsi
invincibili, focose burrasche, veri cicloni di proteste pacifiche ! attraverso tutte le
frontiere !
Riavvicinamenti miracolosi, tra nemici « della notte dei tempi » non
tarderebbero a sbocciare... da un lato all’altro dell’universo... Appena si fa capire al
cuoco che finirà lui stesso, di persona, in un intingolo, state tranquilli, non accenderà
più fiammiferi...
« Mio caro pollo ! Mio caro pollo ! » grida, intenerendosi... Ha capito... A
cominciare da quel momento, ci parlerebbero assai meno di Russi, di queste grandi
alleanze giudeo-tartare, imperiose, assolutamente indispensabili alla nostra felicità...
alla liberazione del nostro spirito... Quando gli Ebrei si renderanno ben conto,
assolutamente conto, che ci si servirà delle loro trippe per fabbricare i salsicciotti di
trincea... scopriranno subito che certe alleanze... sono troppo pericolose... Quando si
tratta di pagare con la propria pellaccia, i più frenetici « Osatutto » si interrogano. Vi
assicuro che troveranno a volontà ogni sorta di compromessi originali per risolvere la
Questione Sociale... Gli Ebrei si sentono benissimo nella fifosaggine... Li si
lascierebbe ricadere di colpo nella loro barbarie, i Russi !... nella loro notte
mongola... Da tutti i lati dell’Universo, per effetto di un sospiro magico, si
scoprirebbe improvvisamente ch’essi sono veramente impossibili, irrespirabili, questi
russacci !... defecatorii... stereofagí... mongoloidi sino alla nausea,... che non si
sarebbe mai dovuto permettere che simili orrori venissero a distrarci... che bisogna
respingerli subito... vadano tutti a nascondersi dietro la Grande Muraglia... Kirghisi,
Manciù, Papatuiani ! Non si parlerebbe più tra Apostoli, nelle cantine, di cultura se
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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non di quella scandinava... di miracoli norvegesi... si studierebbe
particolareggiatamente la collaborazione delle classi... i sindacati intesofili... Non si
parlerebbe più di interventi, né di crociate, né di ferme attitudini.. Sarebbe un
riappacificamento generale... S’inviterebbero quelli di destra a venire a Garches con
quelli di sinistra a bere un bicchiere... a giocare tra il verde, a raccogliere fiorellini...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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I regali degli Ebrei sono pestilenze...
TRIDON,
Membro della Comune di Parigi.
Per circostanze della vita, sono stato durante quattro anni titolare di un
impieguecio alla S. D. N., segretario tecnico di un ebreo, di uno dei potentati della
Casa. Uno strano lavoro, abbastanza divertente, bisogna dirlo, ma come
soddisfazione alquanto sbiadito, assai poco generoso. Non c’era di che spassarsela.
Facevo parte, io, del « Piccolo Quadro »... degli « ausiliari », della gente d’ultimo
piano... 1 buoni posti, quelli ben zuccherati, sono occupati laggiù, come altrove, dagli
Ebrei e dai massonì... Non bisogna mai confondere. Scuola Normale, Oxford,
Politecnico, i begli Ispettori delle Finanze ecc. Insomma, l’Arìstocrazia... lo non
brigavo per ottenere di più, siatene certi. Non sono geloso. Non è il mio sistema per
riuscire... Era soltanto un’avventura... Non sono fatto per incrostarmi... Ma, in fatto
d’esperienza, posso dire che m’ha ben servito !... Non rimpiango il mio tempo di
Ginevra... Ho visto lavora-re i grandi Ebrei tra le quinte dell’Universo, preparare ì
loro grossi affari... Ci vengono tutti, prima o poi, a Ginevra. E’ un luogo di
devozione per loro. E’ la più grande Sinagoga nel più grande tempio massonico
dell’universo... E’ l’antro delle combinazioni più viziose dell’Epoca e
dell’Avvenire... Dal Segretario Generale sino all’ultimo giornalista, bisogna avere un
certo odorino per far parte della casa... Bisogna « essere dei lor », insomma !... Tutto
quanto non è ebreo o affine è abbastanza in fretta eliminato... Non mi facevo
illusioni... Più che altro mi interessava guardare... la mia carriera amministrativa ha
tuttavia durato quattro anni. Son lunghi. Li ho visti venire i grandi Ebrei ! I più
grandi massoni del pianeta, i più inquieti, i più arroganti, i più induriti, i più
scocciatori, i più grandeloquenti, i più muti, i più opulenti, i più tristi. Bisogna sentire
come ciarla, tutta quella gente... Avevo capito, io, le ridicole complicazioni delle
Commissioni... la dialettica dei compromessi_ Soltanto non bisogna essere troppo
curiosi, mostrarsi troppo golosi di « origini »... Non sì è ben visti, in questo caso !
Mai troppi particolari, per favore ! Quando diventavo inquisitore, il mio grande
padrone Yubelblat mi spediva in viaggio, in missione di studìo_ Ho così percorsi i
continenti alla ricerca della verità. Se i viaggi formano l’età matura, posso dire che
ne ho fatti parecchi. Dio, quanto ho viaggiato ! per istruirmi ! per accrescere le mie
conoscenze ! Quanti ospedali ho visto, quanti laboratori !... spulciato i conti delle
nurseríes... visto funzionare le belle caserme ! corso negli ammazzatoi ! Ammirato
tanti di quei forni crematori ! apprezzato tante di quelle latterie ! delle « modello » e
altre meno pulite... dalla Cold Coast a Chicago ! e da Bergop-Zoom a Cuba ! dovrei
fare parte dell’istituto di Francia, tante sono le cose che mi hanno ínsegnate, e
tecniche e altre peggio ancora !... straordinariamente noiose !... Quanti scienziati ho
visti, barbuti, calvi, pedanti, occhialuti !... Quante lezìoni mi lianno dato !... Da
Harley Street a San Francisco ! Da Leyden, sognante tra i tulipani, a Post-Lagos in
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Nigeria, ribollente di febbre gialla. Dovrei essere quasi perfetto in diecimila materie
scientifiche, di cui non ne so; più una parola... Sono veramente tino dei cretini più
matricolati del pianeta. Così va la vita...
Si son fatti tutti gli sforzi per fanni uscire dal mio torpore. Quanti maestri ho
percorsi e ammirati tutti, sotto tutti gli aspetti, per ore ed ore... ognuno... fini clinici,
ventripeti, ighemstì così convinti, così trasformatori, rinnovatori, promettitori al
punto che la loro saliva valeva già il prezzo dei diamanti. 0 miraggi iridati ! Ne ho
visti dei cardiologi ! degli endocriniani sbalorditivi; dei fisiopati simpatologi e di
quelli sempre più strani, più perentori, confusionari, ultra-perspicaci gli uni più degli
altri... Santi del Cielo !... che tormento ! che genìa ! Tutti questi neo-Díafonísti del
Progresso moderno si son dati appuntamento per riempire di meraviglia la mia
povera testa... Ah ! come ho dovuto subirli !... vertiginosi, imperiosi, vendicativi o
dolciastri... sempre in atto di sottilizzare, d’analizzare... di fare un passo indietro, di
attorcigliarsi... di masturbarsi su uno sputo, su una scorza di lenticchia, su un pelo del
sedere, sii una stupidaggine, su una parola, e poi per ore intere su una virgola, in tutti
i sensi... Come son parolai, puerili, presuntuosi, meselimi, pettegoli, inquieti,
megalomani, persecutori, questi timili cercatori !... Il peggiore degli attori non è che
una pallida violetta in confronto d’un abbaiatore alla radio, d’un venditore
ambulante... I peggìori « hai-già-letto-il-mio-libro ? » del mondo, ì più suscettibili
istrioni, le più irascibili vedette si incontrano nei « Congressi », nelle fiere della
vanità, per il « Progresso delle Scienze ». Bisogna sentire che strombazzamenti !
bisogna osservare che tiri birboni ! Son disposti a tutti i delitti pur di vedere la loro
fotografia figurare in un resoconto elogiativo. Yubelblat, il mio caro padrone, il suo
mestiere speciale, la sua opera internazionale era di coltivare rapporti con tutti i
grandi tenori della Scoperta... lo, il mio piccolo lavoro personale, consisteva ad
aiutarlo nei meandri della sua politica, avvicinamenti, diplomazia, l’arte di far
piacere a tutti, alla madre, al padre, ai cugini... Incarico ben arido ! Tra tutti quei
biliosi straordiriariamente ingrati... gli scacchi si trasformano in aceto, in rotture
istantanee, in vessazioni considerevoli, diplomatiche... Gli scienziati sono spietati
sotto il lato vanità... Oh, non l’è mica semplice, credetemi, rassicurare uno scienziato,
fargli ben entrare nel cranio la convinzione ch’è proprio lui il primo del mondo,
l’eccellentissimo, che non se ne conosce un altro come lui... in fatto di intuizione...
sintesi travolgenti... probità ecc... Tutto questo richiede molte parole, molti gesti e
continue scritture e finezze irreprensibili e poi una faccia tosta incredibile e infine
una memoria delle fesserie, assolutamente straordinaria, impeccabile, extra-lucida.
E’ questione di vita o di morte, ricordarsi di quel che si è detto. Il minimo sbaglio e
tutto salta !... In ogni occasione e con tuttì i mezzi valevoli e probabili, gli scienziati
devono giubilare da un lato all’altro degli Stati, dei 48 Stati; non un attimo di riposo :
bisogna continuamente spalmarli di pomata, inviare loro dei « pro-memoria », dei
bigliettini, dei viaggi gratuiti, mille « spese », diecimila confidenze, centomila
complimenti e poi incarichi di Commissioni, purché possano venire in persona a
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Ginevra... per mettersi ancora in vista, farsi belli, chiacchierare. Léon Bernard di
Parigi, questo grosso rabbino medico, meravigliosamente pretenzioso e nullo, era
uno dei più assidui a Ginevra... L’abbiamo ben conosciuto, noi, era un razzista
sfrenato. Ha lavorato enormemente per l’invasione dei medici youtres, per il loro
trionfo a Parigi. Tutta la sua carriera è consistita, sotto altre apparenze, a fare
naturalizzare francesi 5 o 6 medici ebrei per settimana... tutti razzisti,
evidentemente... Gli devono una vera statua, questi alluvionari, nel cortile della
Facoltà di Medicina, una statua in oro, su un vitello. Yubelblat, bisogna riconoscerlo,
era meno fesso degli altri scienziati, meno meschino, meno abbrutito, meno
pretenzioso. Capiva perfettamente l’astuzia. Non delirava davanti allo specchio. Ma
era ieratico come tutti i veri circoncisi, non poteva mai star fermo. Doveva tracciare,
rivendicare. Il suo viaggio favorito era la Cina... Andava a militare da quelle parti...
Faceva un salto sino al Giappone... Preparava qualche affaruccio... poi tornava
tranquillo tranquillo... riattraversava tutto il pianeta per un telegramma, per un
sospiro... per un nulla... Ripassava per la Russia... oppure non ripassava più per la
Russia... tornava dal Sud. Veniva ad acciuffare il suo telegramma... il suo sospiro... il
suo nonnulla... E poi, pam ! me lo vedevo risorgere ! una mattina ! lo ritrovo d’un sol
colpo ! dietro la sua scrivania... tornava a galla dall’altro lato del mondo !... così !...
Faceva l’ebreo errante, l’uomo-ghiribizzo, lo insolito... Per riflettere, si arrestava,
dietro gli occhiali, oscillava in avanti... lentamente sui piedi... e che razza di piedi !...
come un pendolo... Questo modo di comportarsi bizzarro sulla vita, di scomparire in
fughe e di ritornare quasi in una corrente d’aria, non sicure gran che, in apparenza. Si
sarebbe potuto pensare : questa agitazione è grottesca, è pura dispersione, nulla di
serio, balordaggine. Quest’uomo lavora di fantasia. Eppure era^ssenziale, non
bisogna lasciarsi trarre in inganno ! Guardate un po’ le formiche come si
comportano... non tutte fanno veramente qualcosa, non tutte trasportano cibo... esse
vanno, passano... è il loro lavoro... ritornano... si affrettano... esitano... hanno l’aria di
non più sapere dove andare... di camminare a casaccio... eppure esse formicolano...
hanno la loro idea... è questo l’essenziale : formicolare.
Dato che in proporzione gli Ebrei non sono molti sulla terra (15 milioni),
bisogna che si facciano vedere ovunque, che siano dappertutto nello stesso tempo,
ch’essi seminino la buona parola attraverso le colonie ebree e i potenti del
giudaismo, e anche presso i piccoli ebrei, occulti o confessi, apparenti o mascherati,
ma tutti razzisti... bisogna riattizzare il fervore, l’eccellente intesa, le ardenti correnti
dell’opera, la passione del prossimo trionfo, con « ifr », con l’appoggio di « ifr », di
statistiche, di nuovi bilanci, di nuove vittorie parziali, di Congressi all’infinito, per la
Pace, sempre per la Pace, per il progresso. per -la luce, per il miglioramento delle
scienze e degli uomini... Cosi e sempre, da Washington in Cina, dalla Grecia al
Canada... Un lavoro formidabile... Non un solo minuto d’interruzione... Promettere...
Promettere... lusingare facendo piani... risvegliare lo zelo o l’odio... che si attendono,
si indeboliscono, si perdono... Lanciare di nuovo !... Quale tamtam !... Sorvegliare le
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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messi... Percorrere... Percorrele. Scomparire... Era infaticabile, il fragile Yubelblat,
nelle suer piroette, nelle sue rapide scappate,... acrobatismi, colloqui furtivi, misteri e
giochi di bussolotti internazionali... Sempre in « oleanism », in volteggiamenti,
vertigini, tra due cablogrammi, due telegrammi, due telefonate... Sempre intento a
lanciarsi un po’ più lontano, nel disordine, a scoprire nuove trame, altri fili più
imbrogliati, trasformare il tutto in enigmi, e poi difendere tutti questi intrighi con
piccoli trabocchetti ben occulti. Non si fermava mai... Lo si vedeva... Non lo si
vedeva più... Mi ricordava qualcosa che avevo visto al Giardino Zoologico di
Londra, quell’animale così stravagante che è l’ornitorinco, così abile, falso castoro
incredibile, con un enorme becco da uccello, non smette mai di tuffarsi, di cercare, di
tornare... Scompariva imprevedibile allo stesso modo, Yubelblat... Plaf !... Si butta in
acqua, si getta nelle Indie... non lo si vede più !... Un’altra volta si volge verso la
Cinà... nei Balcani... nelle ombre del mondo... profondità... Tornava a galla... Tutto
strepito, strizzando gli occhi... Era vestito tutio di nero come l’ornitorinco... cornuto
come l’ornitorinco... Era agile, flessuoso all’infinito.... straordinario a guardare, ma
in cima alle mani aveva anche le grinfle... e velenose come quelle dell’ornitorinco...
Occorreva conoscerlo da molto tempo perché ve le mostrasse... La fiducia non era il
suo debole... Insomma, non posso pretendere che mi annoiassi ai suoi ordini...
Sarebbe mentire... Mi piaceva cosi com’era... Avevo persino dell’affezione per lui...
Certo, non dimenticava di maltrattarmi un po’, ogni tanto... di farmi gustare una
mascalzonata... Ma io, a mia volta, non avevo troppi riguardi... Esisteva una piccola
lotta sorniona... Un g’iorno che m’aveva lasciato troppo tempo così, a Ginevra, in
lavori imbecilli, a muffiile su ‘ incartamenti, ho complottato qualcosa nel mio genere,
un piccolo lavoro teatrale, inoffensivo,... « a Chies ». Un lavoro fallito, è vero... ma
c’era tuttavia della sostanza... Glie l’ho fatto leggere, a Yubelblat. Egli che nella vita
si mostrava il più eclettico degli youtres, mai scandalizzato da nulla, quella volta
sentì il colpo... Ha fatto una smorfia... Non ha mai dimenticato... Me ne ha riparlato
numerose volte... Avevo fatto vibrare l’unica corda proibita, che non doveva servire
per i trastulli... Egli aveva perfettamente capito. Non aveva bisogno di disegni
esplicativi.
Quanto agli Ariani, è desolante... Se non si annunciano loro le cose col neon...
Qual è l’animale, vi domando, più stupido, ai nostri giorni ?... più ottuso
dell’Ariano ?... Quale Giardino Zoologico lo ospiterebbe ?...
Yubelblat, è vero, aveva cercato di rendermi perfettamente « ecnic »,
diplomatico e sagace, e, soprattutto, di farmi diventare, accanto a lui, un ottimo
amministratore... Mi aveva in simpatia, malgrado i miei difettucci... e la mia testa da
teppista... Voleva che mi iniziassi al maneggio dei fili, ai trucchi del mestiere, alle
fini astuzie che fanno camminare le Assemblee, le Commissioni. 2a, 3a, 4a, 5a... i
fantocci e le Finanze... soprattutto le Finanze...
– Io, vedete, Ferdinando, sono sempre Segretario, null’altro che Segretario,
attraverso tutte le circostanze, voi mi vedrete solo Segretario... E’ il titolo che ho
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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scelto, mai di più... Mai !... Segretario ! Ecco tutto !... Arrivo, non dico una parola...
La discussione è cominciata... vado a sedermi pian pianino, tranquillamente, alla
sinistra del Presidente... Notate, non disturbo nessuno... I dibattiti cominciano e si
sviluppano... sbiaditi o appassionati... grotteschi o noiosi... Nessuna importanza !...
Ad ogni modo, nessun sviluppo logico nelle idee... è impossibile... nessuna
coerenza... E’ la grande regola assoluta di tutte le assemblee... aprono bocca e dicono
solo fesserie. Ecco la pesantezza del « numero »... la legge schiacciante delle Pendole
della Stupidaggine. Essa trascina tutto, stanca tutto, schiaccia tutto... Non si tratta di
lottare... Tutti quei fessacchiotti attorno ad un tavolo chiacchierano, sbuffano,
s’insultano... sin dalle prima parole dimenticano quel che avevano da dire... Si
ascoltano e questo loro basta... In fondo, parlano a casaccio... S’entusiasmano, si
agitano... Sono là per prodigarsi... Cincischiano, si eccitano, si perdono... il che è
assai facile nel caso. nostro con tutte le lingue... si comprendono male o addirittura a
rovescio... Non si capiscono nemmeno tra di loro... si impigliano in malintesi... si
soppesano... si sfidano da un lato all’altro del tappeto... Questi citetti li perdono... si
appassionano... Ed ecco che cominciano a ragionare... non si tengono più... sono
venuti per discorrere... e da paesi lontani... delegati alle chiacchierate... dal
Venezuelà... dall’Arabia... dalla Nuova Zemblia... dalle Piccole Comore... I
microfoni non sono fatti per i cani... Più invecchiano, i delegati, e più cicalano... La
vecchiezza è tutta femminile, si rammollisce, si sfrolla, finisce in pettegolezzi... si
sorpassano spolmonandosi... improvvisano veri concorsi d.’asma... La povera
questione iniziale non esiste più... urtata da questi assurdi, stiracchiata, calamitosa, ah
perso tutti i contorni... Non si sa nemmeno più dov’è finita... La si cerca... non la si
trova più... Le discussioni continuano lo stesso e sempre più veementi... C’è una
confusione terribile per la presa della parola, vogliono tutti averla nello stesso
tempo... I delegati impacciati che non arrivano a piazzare nemmeno una parola dei
loro discorsi... trovano che il presidente è infame- E’ il lato brutto delle chiacchierate
ringoiate... Rodono il freno nell’angolo delle loro sedie... preparano i peggiori tiri
mancini... vetrioli infernali per assaltare quelli che tengono solo per loro il diritto di
parlare... Dopo un’ora circa di questi sfrenati cicalecci, i delegati « tutti contro tutti »,
non sanno nemmeno più dove si trovano... hanno perso la bussola, il senso della
parte, delle dimensioni... Non sanno più di che si tratta... La questione è nelle
nuvole... nelle chiacchierate, nei singulti... nel fumo...
Trafelati, sfiniti, devastati, crollano... Una specie di angoscia li prende... non
sanno più come finire... si aggrappano alla tavola... Dal modo come li senti respirare
rauchi, inceppare, rantolare a strappi.. dai brani d’ingiurie che arrivano :mi dico :
« Yubelblat, è il momento... ». Il momento propizio per intervenire... Non un
secondo in ritardo ! Non un secondo in anticipo !... Bisogna che caschi proprio a
tempo... nell’istante psicologico... Allora, è bell’è vinto ! Li libero ! Li salvo d’un
solo colpo !... Organizzo l’« estasi », Ferdinando... Gli è che in questo momento
soffocano in seguito a un’ora di pugilato... di ebollizione di parole... Io conosco un
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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modo di farli vibrare... lo offro una specie di sfogo a tutto questo gran parolame,...
L’ho sempre qui, in tasca,... su un pezzo di carta... Al momento in cui non ne
possono più, in cui si strangolano di confusione, in cui implorano l’atmosfera... io
tiro fuori il mio scritto... dispiego sul tavolo il mìo pezzetto di carta, una
« Risoluzione »... non Imenticate questa parola... una « Risoluzione »... La faccio
scivolare al presidente, il peggior chiacchierone della banda, il più stordito di tutti...
Egli si getta sul foglietto, lo afferra, è già tutto scritto... Egli non ha più che da
leggere, sillabando... E’ fatto !... Sentendo questo testo netto, chiaro, che arriva loro
per miracolo, che chiude cogi bene le loro discussioni, gli altri allora respìrano
meglio... sì arrendono... lo « adottano »... con grande gioia ! l’orgasmo !... Si
distendono... si perdonano... si accarezzano si fanno defle moine... si congratulano...
la vanità fa il resto... Si persuadono immedìatamente che hanno finìto per godere da
soli... lo naturalmente non rimango là, scompaio, rni squaglìo. Li lascio alle loro
effusioni... lo non ho detto nulla... non ho fatto nulla... Ma le ho sempre in tasca le
mie « Risoluzioni »... per tutta la durata dei dibattiti. Ogni mattina, le preparo... sono
le mie piccole ricette... le redigo a casa, nella calma, a letto, prima dì scendere in
quella gabbia di matti. Io so, io, che cosa voglio, io elle cosa occorre loro, ai delegati
di cinquanta popolì... Sono fattì per « adottare »... Ed io sono là per questo,
Ferdinando, e ho già tutto « scritto »... tutto scritto, amico mio... lo non parlo maì,
Ferdìnando... lo non brillo mai, Ferdinando... Mai... Non dimenticatevi di questo...
maì brillare !... Mai, Ferdinando !...
Faceva allora un grande sforzo di mìope, per sbirciarmi attraverso gli
occhiali... per vedere se veramente avevo capito...
– Occorre che noi passiamo « inosservati », Ferdinando; mi capite ?
« inosservati »... altrimenti tutto andrebbe male... veramente malissimo,
Ferdinando... ».
– Considerate bene, Ferdinando, non dimenticate mai, quando esaminate,
quando osservate da vicino l’andamento delle nostre commissioni, che più vìva è
l’ìntellìgenza di ciascuno dei rappresentanti, e più grottesco, più pietoso sarà il loro
cincischiamento una volta che saranno riuniti... E notate che li faccio venire apposta
per l’esame di un problema nettamente dì loro specialità.. che forzatamente non
riserva loro nessuna sorpresa... che conoscono a memoria, a fondo, in tutti i
particolari... sotto tutti gli aspettì... Più saranno eminenti e più i loro discorsi saranno
ultrasorprendenti... le loro fesserie stupefacenti, colossali... i loro sbagli, le loro
assurdità, addirittura inaudite... più li troverete elevati, considerevoli separatamente
nel dominio dello spirito, della creazione, e più diventeranno inetti una volta che si
troveranno tutti ìnsieme... Ecco una regola, un teorema, una legge dello spirito... Lo
spirito non ama le riunioni...
Noi possediamo, a questo riguardo, alla S. D. N. un esempio veramente
illustre, cataclismo Per meglìo dire... la famosa Commissìone detta delle « Correntì
Intellettuali » per la « Espansione della Cultura e delle grandi Forze Ideologiche ».
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Null’altro che Geni !... scelti, sceltissimi,.. dei geni provati, delle persone che
Sconvolgono la storia delle Scienze C delle Arti, tutte le tecniche dello Spirito... Pure
guardate, Ferdiriando, ascoltate bene questi illustri... basta che ìo suggerisca, eh’è io
proponga la rninìma premessa di dilemma... che io agiti davanti al loro genio la più
vaga inezia dialettica... il più insignificante nìnnolo pratico, perché si mettano a
sragionare... che domandi il loro parere su un accento, sulla separazione d’una
parentesi... sul progetto d’acquisto dì una matita... perché comincino a divagare !...
perché affondino nelle sabbie mobili, perdano la tramontana, Si affloscino... Bisogna
aver ben capito, Ferdinando, ben osservato da vicino le fasi di questo divagarnento
parolaio... Bisogna che. per qualche tempo vi adìbisca ai dibattiti di questa
commissione, ai « Resoconti ».
Raccontando cose simili si ha sempre l’aria di prendere in giro... dì mirare solo
all’effetto... Ma i dibattitì non erano il lato peggiore... La prova più dura per i grandi
« Cefalo-Bills », era il momento degli addii... eran pene e dolori... non sapevano più
come fare... come rìriettersi in gamba... eppure, dovevano per forza ritornare a casa...
decidersi a riprendere il treno... Quando avevano scosso le loro manie, agitato, fatto
vibrare i loro ossìcini, cosii, durante otto, dieci sedute, sbrigliato le loro ultime
formule, non trovano più il comprendonio, non sapevano più come girarsi, come
uscire dai colloqui, come tisolvere questo rebus... chiudere l’ultima seduta...
Esìtavano da ogni lato... si urtavano in confusioni gli uni negli altri... attraverso le
sedie... smarriti attorno ai tavoli... facevano il rumore delle nocciole in un sacco... si
rimpicciolivano sempre pili... diventavano sempre più vecchi... più vecchi... Era urla
vera disfatta dì carcasse...
Sulla questione del calendario, bisognava veramente aiutarli... Per sapere a che
data ritornerebbero... o supponevano di ritornare... avrebbero vomitato sangue...
talmente confondevano i giorni... sì strangolavano nelle date... per non arrivare a
scegliere... Pareva un ospedale soltanto a guardarli dibattersi nelle convulsìoni...
Facevano vergogna agli occhi dei segretari di servizio, e poi forzatamente facevano
pena... Avevano perso ogni colore, quei dannati mingherlini, e passavano dal bianco
al diafano, parlando con voce tremola attraverso i ruderi dei loro denti, dopo tante
sedute di false lotte... Una terribile crudeltà... con i polmoni secchi, ventolavano
ancora, sfinteri in rotta, organizzanti meticolosi... si maledicevano sull’Agenda...
sulle pìccole date in asterìschi... e poi, a causa del mese dì giugno... e poi anche per
l’altro mese, aprile... mesi che non avevano tutte le domeniche... e poi un giovedì in
più... e poi un giorno di riposo che capitava addosso ad un altro... La « Risoluzione »
li salvava ancora una volta, sulla soglia della tomba... si strappavano il foglietto... Si
trasmettevano loro gli orari... non sapevano più dove dovevano andare... non si
ricordavano più delle loro origini, occerreva portarli alla stazione... non ritrovavano
la loro esuberanza che sulle banchine delle partenze... dinanzì alle grandi
locomotive... Un’altra frenesia li prendeva... Si divertivano come pazzerelli a tutti gli
echi... Imitavano le grosse macchine, le partenze, le trombette... i fischietti... Tal...
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tal... tal... tal... Pssiii... Pssiii.,, Rivedendo un po’ della loro « ecnic », riacquistavano
fiducia... Diventavano amici... amici... dei viaggiatori, di quanti stavano attorno,
porgevano gentilmente le loro fragili manine... Li si istallava nel vapore... ben
comodi, lontano dai finestrini, li si raccomandava alle persone che stavano nel
corridoio... E poi il treno si metteva in moto... ritornavano ai loro lavori...
Quando redigevo le sue lunghe lettere, le sue delicate procedure, Yubelblat mi
faceva sovente ricominciare da capo.,
Era il suo modo di fare... tre volte... dieci volte... quindici volte... di seguito...
venti volte, un bel giorno... Era il suo sadismo... a proposito di un’inezia, di una
finezza circonlocutoria...
- Troppo categorico ! Ferdinando ! Proprio troppo categorico ! Troppo osato !
Troppo formale !... Voi ci impegnate, Ferdinandol State attento !... Avvìluppate !...
Avvìluppate sempre !... Delle proposte... certo, ne occorrono... ma piano piano...
condizionali !... Queste spiegazioni sono inutili... sollevano la curiosità... Ne
domanderanno subito di più... sempre di piii, se voi cominciate... Lasciate dunque
stare... immagineranno molto meglio... immagineranno prodigi se voi rimanete nel
vago... incoraggiante... ma discreto... un po’ sottile... ma non troppo-, un accenno...
mi capite ?... un accenno... una sfumatura... sempre in tono elegante, mi capite ?...
voi fisparmierete così le « sorprese », le sorprese per noi... noi potremo sempre
smentire... ritrattarci... Tenersi nell’Insignificantel Ferdinandol ve l’ho tanto
raccomandato !... Nell’Insignificante. Avranno paura di noi... sarete temuto... sarete
creduto... perché si supporranno parecchie cose... immagineranno chissà che... Il
prestigio è il dubbio... Fatelo per me, Ferdinando... Io vi voglio bene... non
impegnatemi... Informazioni precise... per molto vaghe... per gli altri... Avete capito ?
Aveva finito di ammaestrarinì, redigevo, ultra-astuto, nebuloso, come un vice-
Proust, come un quarto di Giraudoux, come uno pseudo-Claudel... Me ne andavo
circonIocutando, scrivevo da ebreo, da bello spirito dei nostri giorni...
dialetticchiando... ellittico, fragilmente reticente, ìnerte, lezioso, manierato, elegante,
come le accademie francongourtiane, come le conferenzielle della rivista « Les
Annales ».
Questo evidentemente mi impacciava. Questa applicazione, questo eccesso,
ostacolavano il mìo sviluppo... Un mattino, non mi ritenni più, sbattei la porta...
Dopo tanti anni, quando ci rifletto, è in un lampo di eroismo che ho lasciato la S. D.
N. Mi sono sacrificato, in fondo, sono un martìre a modo mio... Ho perso un così
buon posto, per la violenza e la schiettezza delle Belle Lettere Francesi... Mi si deve
un compenso... Sento che verrà...
Non bisogna tuttavia credere che, servendo Yubelblat, ìo non imparassi certe
cose... Parlo del campo scientifico, della medicina applicata, delle arti sanitarie e
dell’igiene... Quello scimmiotto conosceva tutti i segreti del mestiere. Nessuno come
lui per scoprire subito l’essenziale tra nuvole di parole, per vedere subito quel che si
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nascondeva tra le nebbioline di qualche rapporto. Non gli piacevano le chìacchierate,
occorreva portargli delle cifre... rudemente, positìve... della sostanza controllabile,
non delle piccole supposizioni... o congetture arrischiate, eleganti sotterfugi... bei
racconti con miraggi... no, questo non passava... cifre, anzitutto !... Le sorgenti !... le
entrate del bilancio... le speseL. Fatti basati su « valute »... in dollari... in sterline, se
possibile... non « correnti d’aria »... Che si trattasse di Chicago o della Cina, di
Papworth o della Mauritania, non bisognava perdersi in descrizioni... Interrompeva
subito il narratore... molto educatamente, bisogna dirlo... cavava di tasca il suo pezzo
di matita.
- Un attimo, permettete ?... Prendo delle note... Quanto ?... Quanto mi avete
detto ?... Non mi ricordo mai bene delle cifre...
Le nebbioline, i giochi di frasi... erano per gli altri... ‘lui, si riservava il
denaro... L’Avvenire, le parole di speranza gli ispiravano solo diffidenza... Non
apprezzava molto le dolci promesse dell’Avvenire... L’Avvenire era per gli altri, per
lui non c’era che il presente... il ponderabile... « Le frasi, la fantasia, diamo tutto
questo ai delegati, Ferdinando, agli uomini politici, agli artisti. Noi, capite,
Ferdinando, se noi non siamo più che seri,... non arriveremo mai... Le frasi per le
Commissioni... Per no~ Ferdinando, la Cassa ! »... Questo principio... era veramente
ragionevole, in pratica, l’ho capito subito... Imparai a leggere i bilanci... a non
credere a nulla su parola... ad andare subito a guardare nel profondo dei conti... a
rifare tutte le sottrazioni... A tirar fuori l’uomo sempre truffatore, anche il migliore, il
più puro, la vittima, tirarlo fuori dalla sua nebbia, prima che se ne serva per
avvilupparmi...
Ora, prendiamo un esempio, quando ci vengono a raccontare che l’U.R.S.S. è il
paese della salute, delle meraviglie nosocomiali, delle emulazioni spinte, che dei
progressi prodigiosi segnano tutti i passi della medicina... tagliate corto a questo
chiacchierio, domandate solo quanto si spende in un ospedale medio di questa
famosa U.R.S.S. per l’ordinario, domandate il numero dei letti... il salario del
personale... nutrito... o non nutrito... il prezzo del nutrimento... Non lasciatevi
sviare... il prezzo della biancheria, delle medicine, della lavanderia... del cloroformio,
della luce, del funzionamento della casa... delle mille inezie correnti... Sarà meno
faticoso e vi darà di colpo una visione più esatta che mille discorsi, mille articoli il
cui scopo è precisamente di mascherarvi la verità... Rifate queste addizioni,
considerate tutto in rubli, in carote, in margarina, in scarpe, antracite... Avrete delle
belle sorprese !... Ecco qualcosa di serio, di solido... Il resto son solo chiacchiere,
bolle di sapone... turlupinature e spruzzi d’acqua... ipotesi, poesia...
Il grande ospedale delle malattie veneree si trova situato a Leningrado nei
sobborghi della città, non lontano dal porto... Si presenta, a prima vista, come un
agglomerato di costruzioni in rovina, tutte di struttura incoerente, cortiletti, crepacci,
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capanne, caserme crollanti, intricate, muffite. Noi non abbiamo in Francia nulla di
così triste, di così desolante, di così decaduto, in tutta la nostra Assistenza Pubblica...
Forse l’antico Saint-Lazare, e ancora ! avrebbe potuto sostenere il paragone...
Alcuni vecchi Asili di provincia... Ma notiamo a credito di Saint-Lazare ch’esso era
ormai senza importanza e che serviva pi~ come prigione che come ospedale... mentre
questo gigantesco deposito, detto delle « alattie venere », ha la pretesa di presentarsi
come un ospedale di primo ordine, popolare e per l’insegnamento ! Il « San Luigi »
dell’Università di Leningrado... .
Ora, il nostro « San Luigi » prenderebbe l’aspetto di un grande, maestoso
maniero a fianco di questo terribile amalgama di tane di coniglio, di questo luogo più
che funebre... di questa specie di deposito mortuario mal tenuto... Ho servito nella
cavalleria per molti anni. Mai, ne sono sicuro, un veterinario di reggimento avrebbe
permesso, nemmeno per una notte, che uno squadrone s’istallasse in una simile
casermacciatugurio. Conosco molti ospedali, un po’ dappertutto, in parecchie città e
campagne... dei brutti, dei peggiori, degli eccellenti, dei molto primitivi... ma non ho
mai trovato nulla di così tristemente spoglio di tutto quanto occorrerebbe per un
funzionamento press’a poco normale, ragionevole. Sotto questo aspetto, un vero
disastro... Un ospedale le cui rovine equívalgono certamente, per la messa in scena,
ai simulacri del Potemkin... quanto all’illusionismo,... le parvenze, l’aria... E tutto
questo, non dimentichiamolo, dopo venti anni di rumorose sfide; d’ingiuriose
considerazioni per tutti i sistemi capitalisti, così retrogradi... d’inni all’inaudito
progresso sociale... al rinnovamento ! U.R.S.S. cooperatrice ! realizzatrice della
felicità ! e della libertà; del potere « delle masse grazie alle masse » !... Il diluvio di
piani ultra-mirabolanti, i più accecanti, sconvolgentisi gli uni con gli altri... Tutti i
tuoni delle orchestre del vento giudeo-mongolo... Notiamo che questo grande
ospedale delle malattie veneree di Leningrado sembra assai poco visitato dai
pellegrini dell’» Intourist »... le guide lo trascurano... Si presta male, bisogna
confessarlo, alle conclusioni entusiaste... Se per caso qualche turista speciale,
Ministro di Fronte Popolare in tournée di caviale, qualche grande medico ebreo o
massone, si avventura da questo lato, al dì fuori degli itinerari battuti, gli occhi della
sua Fede gli faranno tosto scoprire, malgrado l’evidenza, alcuni aspetti assai
rallegranti... assai incoraggianti... di questa gigantesca porcheria... Ad esempio, le
virtù di questo piccolo personale addirittura ammirevole ! (erepa di fame) lo
stoicismo di questi malati talmente docili... comprensivi, sociabili, riconoscenti...
(crepano di paura). Il nostro cavialofilo pellegrino comprenderà abbastanza presto,
ripeterà subito, su tutti i toni, la buona lezione imparata dai veri amici dell’U.R.S.S.
Ossia che Yussupoff, Rasputin, Denikin, Kutiepoff sono i soli veri responsabili di
questa penurìa di materie prime e di oggetti manufatti, quale si può ancora
riscontrare ogni tanto, ma sempre più raramente... delle difficoltà degli
approvvigionamenti russi, della costruzione russa, degli ospedali russi... Insomma, la
sfacciáta insalata di turlupinature, propagandistica, la nebbia all’acqua d’avvenire...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Il collega con cui visitavo questo ospedale, per caso, non era ebreo, era anzi un
Russo assai slavo, d’una cinquantina di anni, tipo baltico, rude, esplosivo e, devo
dire, assai pittcoresco... sotto tutti gli aspetti... Oh, comprendeva assai bene la
situazione... Ogni dieci parole circa, tra le spiegazioni, tra i particolari di tecnica,
s’interrompeva bruscamente e si metteva a gridare forte, assaí forte, con voce di
baritono, piena di eco, perché i muri l’assorbissero bene... e nello stesso tempo
rideva :
- Qui, collega ! Tutto va Molto Bene ! Tutti i malati vanno Molto Bene ! Noi
qui ci trovìamo Molto Bene !
Urlava scandendo sull’accento tonico... sulla parola « Bene ! ». Insisteva,
possedeva una voce stentorea... Camminavamo lungo i corridoi, i passaggi, le grandi
e le piccole sale... Ci arrestavamo un po’ qui e un po’ la’... per guardare una sifilide,
una nevrite, dei mali qualunque... Certo, questi malati avevano delle lenzuola, dei teli
di truppa, dei pagliericci, ma che sudiciume !... Dio mio, che rovine ! che letamaio
muffito !... che gamma di orrori !... che lurido ammucchiamento miserabile !...
cachetici sornioni, spìe malaticcíe, asiatici rancidi, contorti da odi e da pauze... Tutte
teste di incubo, le espressioni di questi malati.... le smorfie di tutti i visi, quel che
amanava dalle anime... non soltanto marciume viscerale e visibile, per il quale, come
medico, non risento alcuna ripulsione, anzi un vero interesse... Pure, tutto quel
miscuglio di schifosità... E’ troppo... Quale stercame disperato, quale prodigiosa
accozzaglia di burattini puzzolentil... Che quadro ! Che fognatura !... Che
desolazione !... Non una pennellata di bianco sui muri, dall’epoca dello czar
Alessandro !... Dei muri ?... Un miscuglio di fango e di paglia !... Un’immensa
insistenza nella degradazione, nel miserabile... Ho visto tantì naufragi... di esseri... di
cose... innumerevoli... che cadevano nel fango... che non si dibattevano nemmeno
più... che la miseria e il sudiciume trascinavano senza resistenza verso la fogna... Ma
non ho mai visto un soffocamento più avvilente, più schiacciante di questa
abbominevole miseria russa... Forse il bagno penale del Maroni offre simili
opprimenti brutture ?... Non credo... Ci vuole il temperamento, per questo... Sovente,
ci si è domandati, dopo aver letto gli autori russi – parlo degli autori della grande
epoca (non dei leccapiedi sovietici) per esempio Dostoievsky, Cekov, e persino
Pusckin, – di dove venivano questi uomini con le loro angoscie, come potevano
tenersi per tutta la lunghezza dell’opera su questo tono di ruminazione delirante,
funebre... Questo epilettismo poliziesco, il terrore del bottone della porta, l’angoscia,
la rabbia, il gemito della scarpa che prende acqua, che prenderà acqua eternamente,
amplificato, cosmico...
Questo prodigio diventa comprensibile, il sortilegio si spiega senza difficoltà
dopo qualche giorno di Russia... Si concepisce perfettamente lo strazio, lo
stillamento, il gocciolamento doloroso di queste anime, simili a canili imputriditi
nelle ossa di un cane famelico, battuto, prigioniero, condannato...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Banale questione d’ambiente, in fondo... nessun bosogno di forzare il tono, di
fabbricare il « remol »... tutto è là... dinanzi agli occhi, sottomano... Attorno a tutta
questa gente, malati o sani, a queste case, a queste cose, a questo caos di atrocità, si
aggira certamente una fatalità mìlle volte ancora più schiacciante, più implacabile,
più losca, più demoniaca, quale i Dostoievsky dell’epoca « ibera e felic » (un
semplice paragone) non avrebbero mai potuto immaginare.
Raskolnikoff ? ma per i Russi è un tipo corrente, comune !... Questo
« dannato » deve loro apparire come un tipo ordinario, abbastanza volgare,
spontaneo, frequente, quotidiano... Nascono così...
E torno alla mia visita al cafarnao cancereso... Il collega Tuttovabenevitch,
rivestito anche lui d’una blusa molto sporca... né più né meno come tutti i membri
del personale... non mi risparmiò nessun particolare, nessun angolo di questa
immensa installazione, ne-qsun servizio specializzato. Ho visto tutto, credo, ben
visto, ben sentito, dalle sale delle iniezioni sino alle segrete degli incurabili, dalle
sale infantili piene di sciami di mosche sino al quàrtiere degli « ereditari ». Quei
piccoli là, le « sffilidi infantili », sembravano essere ben ammaestrati, mi aspettavano
ben tranquilli e buoni, al mio passaggio, dovevano interpretare sempre lo stesso ruolo
per i vari visitatori, sempre la stessa commediola... Mi aspettavano nel refettorio...
seduti a tavola davanti alle loro scodelle, a gruppi, a dozzine, in cerchi, ben pelati,
verdastri, idrocefali, balbettanti, in gran parte idioti, tra i 6 e i 14 anni, ingraziositi
dalla buona impressione delle serviette, sporchissime, ma ben rícamate... Messa in
scena...
Vedendoci entrare, si alzarono tutti d’un solo scatto e poi, tutti insieme, si
misero a sbraitare qualcosa in russo... la sentenza... « utto va Molto Bene ! Noi ci
troviamo tutti Molto Bene Qui ! ». « Ecco quel che vi dicono, collega ! Tutti... ».
Tuttovabenevitch faceva proseliti in quel reparto... d’altronde, ne rideva,
questo collega è uno dei rari Russi che ho visto ridere durante il mio soggiorno a
Leningrado.
- Ecco le nostre donne ! le nostre infermiere di servizio...
Si sarebbe potuto, con un po’ d’attenzione... distinguerle, riconoscerle tra ì
malati, esse sembravano ancora più sfatte, avvilite, rattrappite, più crollanti di
miseria di tutti i malati ospitalizzati !... Vacillavano tutte, letteralmente, tra le pareti
del corridoio, esangui, scarne, curiose e sporche.
- Quanto guadagnano ?
- Ottanta rubli il mese... (un paio di scarpe costa 250 rubli, in Russia)... – E poi
ha aggiunto, alzando volutamente la voce, col suo forte tono abituale : – Ma sono
nutrite ! Collega, nutrite !
E scoppiava dal ridere. « Tutto va Molto Bene ! » vociferava. Ma la parte
migliore di questa visita era riservata per la fine ! Le cure ginecologiche !... La
specialità di Tuttovabenevitch... Un bazar, una collezione, una retrospettiva di
strumenti, di antichità slabbrate, storte, stridenti, maledette... Non una brocca, non un
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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trepiedi, non una sonda, non il minimo bisturi, non la minima pinzetta, nulla di
questa ripugnante chincaglieria che non datasse dall’epoca degli Czar... Neri
ciarpami, ammassi di rottami e di sudiciumi, ferraglia corrosa dal sublimato, dal
permanganato... al punto che nemmeno nei mercati di ferrivecchi nessuno ne
vorrebbe... persino i rigattieri rifiuterebbero, senza appello... non vale il prezzo del
trasporto su un carretto, tutti i vassoi scagliati, corrosi sino al rovescio, macerati...
non parlo della biancheria...
Tuttovabenevitch, in questo reparto, si ritrovava !... Era il suo lavoro ! Il
momento della sua arte !... Rimboccando le maniche, si mette seinz’altro all’opera ed
eccolo in funzione !... I sederi dappertutto si rassomigliano... Le malate aspettano il
loro turno... una sfilata per salire sul cavalletto... Gli studentì, un po’ abbrutiti, un po’
butterati, un po’ svogliati, come tutti gli studenti del mondo... si dan da fare anche
loro... Si tratt’ava di frugare, di curiosare nelle sinuosità... insomma, il lavoro
ordinario... le comuni miserie delle metriti...
Tuttovabenevitch si prodigava di buona volontà... sempre cordiale... un po’
petulante... parlando ad alta voce... lavorando solidamente... Mi riempiva lo sguardo
col suo spettacolo... era veramente abile, manipolava energicamente, con rude abilità,
tutto quel carnarne in rovina, gli annessi, le purulenze... in gran serie... uno spruzzo
di permanganato e plof !... Ficcati in un altro buco... sino a mezzo braccio... in piena
febbre faceva rendere un po’ le ghiandole... sempre chiacchierando... scuoteva
appena le dita... e plof !... s’introduceva in un’altra malata... non perdeva un
secondo... cosi... a mani nude... pelose... gocciolanti di pus giallo... senza guanti...
Non volevo assolutamente metterlo in soggezione... apparire indiscreto. ma, ad
ogni modo, volevo sapere... Quando ebbe finito di pasticciare cosi in una dozzina di
sessi, gli chiesi :
- Non mettete mai i guanti ?
- oh, non ne vale la pena !... Qui, Tutto va Bene ! Tutto va Perfettamente
Bene !
E dàlli a ridere.. sempre più allegro... in piena forma... Certo, non era colpa sua
se il caucciù manca in Russia...
Ma bisognava che me ne andassi... Ci siamo lasciati in perfetto accordo... Sono
tornato dal direttore, un Ebreo, ma veramente ebreo... e anche il suo segretario...
parlavano tedesco tutti e due... Hanno dispiegato dinanzi a me, per mia edificazione,
tutta una serie di piani splendidi, di cifre... schizzi, proiezioni, diagrammi immensi,
rapporti... Tutto questo riguardava l’Avvenire... un progetto di costruzione d’un
magnifico ospedale... Non m’interessa l’avvenire, son tutte storie... è l’astroIogia
degli Ebrei... Io, quel che mi appassiona, è il presente...
- Di quali risorse disponete per il funzionamento del vostro ospedale ?... Quanti
malati avete ?... Quanti medici ?... personale ?... clienti fissi... occasionali... quanto
spazio ?... combustibile ?... letti ?... - insomma le cose ponderabiIi... che bisogna
conoscere prima di sapere... per non perdere tempo...
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Non amo abbastanza gli ospedali per trascorrerci quattro ore per nulla e
tornarmene poi come un fesso ignorante... Quando bisogna istruirsi... ci si istruisce...
Quando bisogna divertirsi, ci si diverte... O tutto l’uno o tutto l’altro... Ho guardato
quei registri, ho esaminato tutto bene ` scrupolosamente... Il direttore m’ha mostrato
delle colonne (le cifre sono le stesse in russo). Riceveva in quell’immensa, sanitaria
catapecchia, circa 5.000 malati, interni, e altrettanti esterni... Calcolo che col
personale esistente, le 90 donne di servizio, le infermiere, la luce, i trasporti, il. costo
della nutrizione, dei medicinali, ecc... occorra un bilancio minimo da 12 a 16 milioni
di rubli per tirare innanzi alla men peggio... per permettere a un tale ospedale di
funzionare in condizioni più o meno decenti... Ora, questo Istituto, non riceve che
due milioni di rubli all’anno, ossia dieci volte meno del suo minimo vitale... Certo,
mi piglio ben guardia di paragonare le cose di Russia alle condizioni scandinave, agli
ospedali di Copenaghen. Mi riferisco semplicemente a qualche ospedale standard,
molto mediocre, allo standard francese, per meglio intenderci. Uno standard per
« bisognosi »...
Ma su questo piano noi rimaniamo ancora molto distanti dal conto...
Tutte le organizzazioni amministrative russe soffrono, sono ridotte,
condannate, alla stessa grottesca penuria, alle stesse frottole in materia di uomini, di
materie, di fondi... Tutte, salvo i teatri, la polizia, i militari, i commissari, la
propaganda... Tutte ridotte alla stessa sudicia miseria, alla stessa contrazione di 1/10
del bilancio normale...
Ma non impazientàtevi, voi non perdete nulla ad atten~ dere !... Ben presto
invidierete i Russi !... Saremo come loro ! E poi ancora più in basso di loro !... Il che
potrebbe sembrare inverosimile !... Più in basso dei Russi !... Noi avremo la loro
malattia ! la malattia russa ! noi l’abbiamo già ! Ci raccoglieranno per le strade !
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La Menzogna non è soltanto un
mezzo che è permesso di utilizzare, ma è il
mezzo più provato della lotta bolscevica.
LENIN.
Bisogna imparare – per non correre il rischio di rimanere più studipo, più
opaco, più credulo di un vitello di una settimana – a scoprire la marca, la traccia,
l’impresa, l’iniziativa degli Ebrei in tutti i cataclismi del mondo... in Europa, in
America, in Asia... in qualsiasi luogo si preparano le ecatombil la distruzione
sistematica, accanita, degli spiriti e dei.corpi ariani... Bisogna imparare a svelare
nella pratica quotidiana, il colore, il tono, la vanagloria dell’imperialismo ebreo, della
propaganda ebrea (o massonica), bisogna imparare a snidare, a determinare, in fondo
a tutte le ombre, attraverso tutti i dedali parolai, attraverso le trarne di tutte le
calamità, dietro le smorfie, bisogna scoprire l’universale menzogna, l’implacabile
megalomania conquistatrice degli Ebrei... le sue ipocrisie, il suo razzismo, talora
larvato, talora arrogante, talora delirante. La sua impostura, l’enorme armamento di
questo apocalissi cosmico, permanente.
Bisogna fiutare il diavolo da lontano... in tutti gli angoli... attraverso il
mondo... tra i sottili paragrafi di qualsiasi fatto quotidiano apparentemente
innocente... il segno del pollice, furtivo... appoggiato... segnaletico... la parola
favorevole... lusingatrice... la messa in valore, francamente pubblicitaria... il
denigramento sedicente imparziale... Nulla è indifferente per il Trionfo ebreo...
l’addizione opportuna e anche fuori proposito di un decigrammo, di una mezza
sfumatura... per il successo della minima « presentazione » ebrea... Le facezie di
qualsiasi ebreo, del più insignificante pittore ebreo, pianista ebreo, banchiere ebreo,
vedetta ebrea, ladro ebreo, autore ebreo, libro di ebreo, commedia ebrea, canzone
ebrea... aggiungono sempre una pietruzza, un atomo vibrante, all’edificazione della
nostra prigione, la nostra prigione di ariani... Per la perfezione della tirannia ebrea,
nulla è perduto. Questa colonizzazione interna si realizza con le buone o con le
cattive, tra gli interessi e i ritmi ebrei del momento... In Francia, questa manomessa si
mette per lo meno un po’ i guanti... oh, non per molto tempo... tra poco, le carte
saranno rovesciate, quelli che non saranno di quell’idea verranno senz’altro serviti e
l’Ebreo apparirà agli sguardi ammirati del gregge prosternato, solido, implacabile,
con la sferza in mano...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
62
I quindici milioni di Ebrei faramo
fessi i cinqueoento milioni di Ariani.
Céline
In Francia, il popolo minuto, quello che andrà in guerra’ quello che riempirà le
trincee, non conosce molto gli Ebrei, non li riconosce nella massa... Non sa
nemmeno dove si trovano... le teste che hanno, che possono avere, i loro modi...
Anzitutto, essi sono tutti camuffati, travestiti, camaleontici, gli Ebrei, cambiano di
nome come di frontiera, si spacciano per bretoni, alverniati, corsi o si fari chiamare
Turandot, Durandard, Cassoulet... qualunque nome, insomma... che li nasconda, che
sia inganno...
Nella banda, sono ancora i Meyer, i jacob, i Levy ad essere meno pericolos~
meno traditori. Bisogna aguzzar un p& l’ingegno. Per il popolo, un ebreo « è un
uomo come un altro... ». I suoi caratteri fisici, morali, il suo infinito arsenale di
astuzie, di cautele, di lusinghe, la sua avidità delirante... il suo prodigioso spirito di
tradimento... il suo razzismo implacabile... il suo straordinario potere di menzogna,
assolutamente spontaneo, d’una faccia tosta mostruosa... son cose che l’Ariano
accetta in ogni occasione... le subisce, ne muore senza nemmeno domandarsi un solo
istante quel che sta succedendo... Che gli capita ?... Che musica è questa ?... Crepa
come ha vissuto, mai disingannato, cornuto sino alle midolla... Funziona
interamente... e di tutta la sua carne... spirito e carcassa... per la prosperità, per la
gloria del suo più intrattabile parassita, il più vorace, il più dissolvente : l’Ebreo. Egli
non se ne accorge mai. Su venti soldi che noi spendiamo, quindici vanno ai
finanziatori ebrei. Anche la spoglia dell’Ariano serve ancora e sempre alla gloria
dell’Ebreo : per la propaganda. Esiste in natura solo qualche rara specie di uccelli che
si mostririo poco istintivi. fessi, facili ad abbindolare come questi allocchi di Ariani...
Alcune specie, le più stupide... covano le uova del cuculo... i pulcini « rivendicatori »
del cuculo che, appena schiusi, si affrettano a buttar giù dal nido tutte le uova, tutia la
nidiata dei loro genitori adottivi !... Questa specie di uccelli tanto stupidi da non
riconoscere il cuculo nel loro nido sono simili ai Francesi che non riconoscono
l’ebreo intento a riempirsi, saccheggiare, dissolvere i patrimoni... la stessa grottesca
indifferenza, la stessa infetta placidità, la stessa ottusità di fesso fottuto.
L’occidentale rappresenta la vittima ideale, già bell’e cotta, assolutamente
offerta agli Ebrei... al prismatismo ebreo !... alla dialettica confusa, profetizzante,
dell’Ebreo... al suo chiacchierio social-oracolo-comunista !... Quali faccette
luccicanti !... Ideologicamente, l’Ariano è il cornuto, il capro espiatorio di tutte le
imprese ebree... L’Ariano si lancia in qualsiasi bagattella in salsa scientificoprogresso-
socializzante-ebrea ! E’ fatto fesso in anticipo !... Non si può più
fermarlo !... E’ votato... sfrenato, esuberante pappagallo di tutte le fandonie
semitiche !... E’ disposto a morire per esse !... L’Ariano, notiamo bene, preparato per
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
63
atavismo... assolutamente mummificato da tutte le abitudini ultra-meschine del
passato campagnolo... Egli recita la parte dello splendido cornuto, diffidente e
chiacchierone, un « passivo orgoglioso » per eccellenza, un fesso straordinario.
L’Ariano non viaggia mai, è paesano, provinciale, brontolone per tradizione,
costituzionale, inenarrabilmente. Non sa nulla, non legge nulla... parla sempre, si
ubriaca delle proprie idee, delle proprie parole... E’ vano, si crede critico...
L’Ebreo mente più di quanto respiri... Siete un youtre, per caso ?... Ma no,
via !... Che immaginate ?... Sono catalano !... Vedete come sono bruno ?... Sono
basco !... Albanese !... giocatore di bocce, venditore ambulante, pompiere, qualunque
cosa. ma ebreo ?... Mai !
Il popolò non crede agli Ebrei, è persuaso che gli Ebrei non esistano. Per lui, si
tratta di una nuova storiella maligna, inventata dai reazionari, assetati di sangue.
Il giornale, la radio, il cine non gli dicono mai nulla degli Ebrei oppure, se
accostano questo problema scabroso, lo fanno con mille complimentose precauzioni,
con nuvole di commenti infinitamente rispettosi, devotamente ammirativi. « La
supremissima intelligenza, la straordinaria divinazione politica. fenomenale,
travolgente del generalissimo Blum ! » è tutto quel che si sente per settimane e anni,
appena si parla di ebrei.
Osare ? Il Francese medio ? confessare, fare capire diretta mente che non ama
gli Ebrei ? il razzismo puro ? la gigantesc truppa ebrea ? corrisponderebbe a farsi
classificare immediata mente, li per lì, tra i più infrequentabili, matricolati, cenciosi
tardigeni, irrespirabilí dell’universo ! Ottusi, immobili ad ogn progresso, ignobili
rottami sudici di pregiudizi di razza... Re trogradi, mummie viziose, poveri rifiuti
raggrinziti, sperduti nel. la melma dopo le grandi cloache Dreyfusi Insomma, cose dí
non guardarsi, spaventosamente orribili, inascoltabili, impensa. bili...
Un Ebreo è composto di 85% di faccia tosta e di 15% di vuoto !... L’Ariano
non ha faccia tosta... Non è bravo che ir guerra... timido nella vita... montone... Lo
vogliono far vergognare ? Si vergogna, immediatamente... Ha vergogna della sua
stessa razza !... Gli si fa credere tutto quel che si vuole... ossia tutto quello che
l’Ebreo vuole... Gli Ebrei, invece, non hanno nessuna vergogna della loro razza
ebrea... né della circoncisione !... Tutt’altro !... Se avessero sentito vergogna di essere
ebrei, da molto tempo, nel corso dei secoli, si sarebbero confusi nella massa... non
esisterebbero più come Ebrei e razzisti Ebrei... Il loro giudaismo non è più la loro
tara, è anzi il loro orgoglio, la loro faccia tosta suprema, la loro ìsteria... la loro
religione, la loro ragione d’essere, la loro tirannìa, tutto l’arsenale di fantastici
privilegi ebrei... Signorì -del mondo ebreo, essi intendono rimanere i signori del
mondo ebreo e poi despoti, sempre più... Il « Mito della Razza » è per noi ! la
menzogna dannosa ! la fregatura ! Bisogna essere fesso come un Arìano per non aver
capìto queste caratteristiche, pur così estremamente evidenti, del giudaismo che ci
tiene, ci avvolge, ci -chiaeri- ci dissangua ín tuttì i modi possibili, immaginabili...
L’Ebreo possiede il goym sino alle radici sino alle midolla, sino alle vertebre,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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immancabilmente, senza sforzo, grazie alla vanità, alla minchioneria... Guadagna ad
ogni colpo. L’Ariano così semplice, così zotico... L’Ebreo l’ha reso snob, sedicente
critico, addestrato al denigrramento, alla diffidenza verso i suoi fratelli di razza, alla
distruzione dei suoi fratelli di razza... L’Ariano non è più che lo scimmiotto
dell’ebreo. Fa smorfie su ordinazione. Ai nostri giorni il goym più ottuso, recalcitra,
sì rivolta, se intuisce che potrebbe forse conservare nell’anìmo qualche piccolo
pregiudizio di razza... Si inquieta, si angoscia di non essere abbastanza al corrente,
moderno, liberale, internazionale, democratico, smoking, politicamente affrancato,
ossia - praticamente parlando - abbastanza bene orientato, in modo profondo, tenace,
posseduto, taglieggiato, spezzettato, negrificato, rammollito dagIi Ebrei... per gli
Ebrei... Se si mostra un po’ curioso, un po’ sospettoso, lo richiamano presto
all’ordine, gli fanno prontamente la lezione, gli fanno subito capire che egli (abile
pappagallo ariano) deve andare a ripetere dappertutto : nulla di più elevato, di più
perfetto, di più eminente al mondo di uno scienziato ebreo ! di un ministro ebreo ! di
una vedetta ebrea ! di una canzone ebrea ! di un pittore ebreo ! di un regista ebreo !
di una sarta ebrea ! di un finanziere ebreo ! di un architetto ebreo ! di un medico
ebreo ! ecc... Rullio di tamburi... La razza eletta ! Che sorpassa, cancella, sopprime
ogni possibile paragone ! Che lascia dietro di sé, infinitamente indietro, le miserabili,
pietose, trascurabili caste indigene ! Questi chiacchieroni inacidìti, muffiti
pretensiosi, teppaglia puerile... scoccianti persino a vedere... tanto son brutti,
ignoranti, grotteschi, hi ! hi ! pettegoli, cannibali, instabili, pagliacci mocciosi e tristi,
razza degenerata, rifiuti d’anima, casta sottomessa a cui non bisogna mai vantarsi
d’aver appartenuto !... Vergogna delle Vergogne ! Obbrobrio ! Non aver qualche
goccia di sangue ebreo. vuol dire essere fuori della grazia, oggi !
Quelli che esercitano ancora la loro professione qua e là, che conservano
ancora una parvenza di vita, devono questa proroga d’estinizione unicamente alla
grande mansuetudine dei poteri ebrei, proroga d’altronde revocabile ad ogni istante...
Se sta tranquillo, ben sottomesso, se non esce dalla sua provincia, dal fondo delle sue
campagne, questo « minorato », fragile « esemplare d’intellettuale bianco », lo si
lascia forse. vivere : maestro di scuola, impiegatuccio, guardia campestre,
pittorucolo, contabile... Ma se diventa pretensioso, se parla di voler andare in città,
allora, apriti cielo ! guai a lufl_ Tanto peggio per lui !... Sarà lo schiacciamentol... In
un inondo ebreo, il « bianco » può solo essere lavoratore manuale o soldato, nulla di
più !... L’intellettuale, l’artista, il « capo » deve sempre essere ebreo... La selezione è
ben fatta, gli sbarramenti funzionano in modo ammirevole, spietato... Tutti i giornali
di destra o di sìnistra sono così ebraizzati, così tributari degli Ebrei che, se dicessero
una sola parola su quel che succede nel nostro paese coloniale, da un giorno all’altro,
non rimarrebbe più loro manco una sillaba, manco un carattere per la messa in
pagina.
Se esistono ancora qua e là, in fondo a qualche crepaccio, alcuni possibili
antisemiti, miracolosamente testardi, questi spaventapasseri devono far ridere; far
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
65
ridere grazie ai loro discorsi incoerenti, alle loro trovate di spirito, alle loro smorfie,
ai loro gesti agitati e vani. Alle masse inginocchiate, occorre dimostrare più
evidentemente con i loro scherzi puerili, con le loro pseudo-rivolte tutto il grottesco,
la fatuità, la disgustosa cretineria di tali sporadici, burleschi tentativi. Divertire il
popolo, farlo sbellicare dalle risa di fronte a simili pagliacciate !... Dopo l’affare
Dreyfus, la causa è morta e sepolta, la Francia appartiene agli Ebrei, corpo, beni ed
anima, agli Ebrei internazionali. La Francia è una colonia del potere internazionale
ebreo. Ogni velleità di sollevamento indigeno, il minimo tentativo di resistere agli
Ebrei, ogni spirito di rivolta è condannato in anticipo al fallimento vergognoso... La
Francia materializzata, razionalizzata, perfettamente rimminchionita, perfettamente
soggiogata dalla bassezza ebrea, alcoolizzata sino alle midolla, meschinamente
venale, assolutamente sterilizzata di ogni lirismo, e per di più malthusiana, è
destinata alla distruzione, al massacro entusiastico da parte degli Ebrei. Ogni rivolta
non può che essere facilmente circoscritta, terminare con lo schiacciamento dei
ribelli e provocare le peggiori rapresaglie... mettere in moto tutto un istema di sevizie
e di schiavitù ancora più crudeli, più meticolose, più primitive... Null’altro...
I Francesi non hanno più anima, un cancro ha loro divorato l’anima, un cancro
di minchioneria, un tumore maligno; ma essi sono ancor più ottusi e mummificati...
Ogni tentativo anti-ebraíco ravviva istantaneamente il prurito ebreo, che non si
addormenta mai... la grande propaganda ebrea del « martìrio ebreo » per la causa mai
completamente, mai sufficientemente coronata, trionfante, per la causa d’Israele...
Sino alla fine dei secoli l’Ebreo crocifiggrerà per vendicare il suo prepuzio... Sta
scritto... Ogni campagna anti-ebrea giustifica, come replica immediata, mille
congressi di rivendicazioni ebree, ancor più scalmanati, gocciolanti di febbricitanti
piagnistei ebraica; giustica il voto di mille altre petizioni; insomma urli, sarabande,
discussioni, musiche di organi sull’aria delle eterne geremiadi ebree... degli eterni
rumorosi anatemi ebrei... Nulla sarà abbastanza basso, infamante, per dipingere al
mondo indignatb la mostruosità di questi rarissimi sfrontati, di questi fenomeni, di
questi animali di ariani che osano ribellarsi !... che non possono inghiottire, digerire,
mandar giù la faccia tosta diabolica, le miriadi di porcherie cataclismiche ebree...
Vampiri delle caverne ! Servi di circo ! Persecutori di martiri ! Carnefici della
miseria umana ! Bestie deliranti, assetate di sangue democratico ! Tutto il frastuono
d’apocalissi discende di colpo sull’universo ! Polverizza i microfoni ! Si lancia
attraverso tutti gli echi... tutte le onde ! Assordisce, maciulla, vaporizza ogni
obbiezione... Inutile ! Non serve ! Voi non sarete mai ascoltati !... Voi potete
crepare ! L’infernale baccano ebreo in nome delle persecuzioni subìte domina,
annienta, cancella con un tale tono di violenza, di verità, di realtà... che ogni tentativo
di raddrIzzamento diventa assolutamente ridicolo... Lo schifoso, infinito ricatto ebreo
rintrona a tal punto sulla Terra intera, da secoli, che non ci si può più intendere... la
grande confusione di tutti i valori, la cosmica truffa, deriva da questo, dall’universale
tam-tam degli youtres ladri, perversi, distruttori e sterili... I sentimenti più nobili., più
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
66
puri e più preziosi per le società umane... pietà, affezione amichevole, lealtà, stima,
scrupolo di autenticità, verità, fiducia, sono stati nel corso dei secoli e cosi sovente,
per opera degli Ebrei, ridicolizzati, logorati, barattati, sfruttati, violati, venduti,
rivenduti in cento mila modi, che hanno perso ogni valore, ogni credito di scambio...
Assolutamente sospetti ormai, questi autentici sentimenti non sono soltanto più agli
occhi del mondo pietose o burlesche soperchierie, che nascondono certamente
qualche immonda intenzione, qualche nuova canaglieria, qualche tiro criminale. Ma.
a dispetto di tante esperienze, il colpo classico degli Ebrei « perseguitati »,
« martirizzati », attacca ancor sempre, immancabilmente, su quei fessi di Ariani. La
lamerítevole storiella del perseguitato, la geremiade giudaica, lo « chaplinismo », lo
fanno sempre piangere. Infallibile... I suoi, i suoi fratelli di razza, se vengono a
lamentarsi di qualche disgrazia ariana.. li manda subito fuori dalle scatole... Li
detesta immediatamente a causa dei loro pianti, e li giudica molto severamente...
Solo le sventure degli Ebrei lo commuovono !... Il racconto di questi « orrori » lo
trova senza diffidenza. senza resistenza, senza scetticismo... Trangugia tutto. Le
sventure giudaiche fanno parte della leggenda... la sola leggenda a cui PAriano crede
ancora... – Supremo miracolo ! Quando il derubatore, il saccheggiatore ebreo, grida
al soccorso, il fesso Ariano scatta subito... E’ così che gli Ebrei possiedono tutta la
ricchezza, tutto l’oro del mondo. L’aggressore urla : mi uccidono, aiuto ! Un trucco
vecchio come Mosè... Funziona sempre. E’ stato certamente un Ebreo preso con le
mani nel sacco che ci ha valso il Diluvio, tutti i Diluvii... L’Ebreo fa annegare tutti,
salta nell’Arca e salva la pelle.
E’ tempo, credo, o Ariani, di dire le vostre preghiere, di confessare che siete
tutti condannati, vittime felici, consenzienti, perfettamente esauditi, riconoscenti...
« Mio caro youtre, mio caro tiranno ! ». Suvvial In coro ! Tutti insieme ! « lo vi
imploro ! Apparite Mio atroce, caro crudele padrone ! Degnatevi apparire, o mio
adorato ! o troppo discreto crocefissore ! o troppo raro ai miei occhi ! Vi adoro !
Esaudite i miei votil Mi fate languire ! Mi vedete desolatol E tutto tremante di felicità
all’idea che potrò finalmente soffrire di piùl... più profondamente che mai !... Io che
già vi ho dato tutto ! Tutto quel che ho posseduto ! Tutta la mia terra ! Tutti i miei
figli ! Mi rimangono però ancora alcune gocce di sangue nelle vene ! Voglio che mi
si scortichi vivo !... Per voi !... Tutto per voil Fecondare la vostra terra, o mio Ebreo
adorabile !... Degnatevi ! Degnatevi ! Ve ne scongiuro !... Se siete buono come
dicono, come assicurano... sgozzatemi voi stesso, o mio Ebreo ! Sgozzatemi a oechi
aperti ! 0 divina crudeltà ! Venite tutti a vedere, venite tutti riuniti, allegri, o miei
cameficí Tutti ! Oh, vedervi tutti raggianti per un’ultima violta ! E poi morire per
voi ! Sotto il vostro coltello ! Finalmente !... ».
Ecco la buona preghiera del vitello, dei vitello più fesso di questo mondol Di
tutti gli ammazzatoi del mondo ! di tutti i sacrificati del mondo ! il vitello meglio
addomesticato dei mondo ! quello che muggisce, che galoppa dietro il suo carnefice
per supplicarlo che lo sgozzi ! ‘
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Siamo ragionevoli. Fissiamo un compromesso.
Ma, anzitutto, come bisogna chiamarli ?... Nulla di più delicato... Mi domando
se un numero d’oirdine in ogni professione non servirebbe meglio... Una matricola,
per esempio, così, semplicemente... Il signor cineasta 350. Inutile d’aggiungere
ebreo, tutti capirebbero... Il signor gran pittore 792... il signor musicista 1617 ?
– Oh, come trovate questa graziosa cantante folklorista ?
– E’ la piccola 1873 ! La riconosco perfettamente ! Che spirito ! Che slancio !
Che piedil... Che brio...
– Di chi è questo commovente articolo ?
– Del grande giornalista 7735... To’, rileggiamolo più attentamente...
Così, più nessun equivoco, più nessuna maschera, più nessun uomo che si
dissimula... Matricole !
– Di chi è questo padiglione così ben dorato ?
– Dell’illustre architetto 1871 !
– E questa splendida delegazione che va a rappresentare la Francía alle feste
d’America ?
Suvvia ! Come al solito ! I signori e signore più grandi missionari
rappresentativi : 1411, 742,-635, 14 e 10357...
– Non c’è nemmeno un Durand fra di loro ?
– No ! No ! No ! Mai un Durand... a peggio andare, un Durand ebraizzato...
– E questo professore che va dicendo in giro che ha tanto genio ?
– Non lo conoscete ? E’ lo straordinario 42.186 !
Da anni, ci rintronano le orecchie con queste famose 200 famiglie... Ancora
una trovata fantastica !... Non esiste che una sola famiglia, assai più potente di tutte
le altre... la grande famiglia internazionale ebrea e i loro cuginetti massoni...
Dal momento che Federico il Grande ha riempito le sue casse vendendo
« nomi » agli Ebrei, non potremmo anche noi, a nostra volta, guadagnare un po’ di
denaro costringendo gli Ebrei a comprare le matricole ?... Secondo l’importanza... se
condo il gusto... la riuscita... la professione del cliente ! In moneta internazionale,
ben inteso ! In shillings, in Sterline, 100 Sterline, . secondo la ricchezza... per unità di
matricole... I nuovi arrivati a « sei cifre » pagherebbero così assai più caro che gli
antichi immigrati... Giustizia !
Il professorucolo, cenciaiuolo, operaio... ecc... uno shilling per unità. I
banchieri, 100 Sterline per unità... Giustizia... Certe superpopolate professioni come
medici, avvocati, diverrebbero fuori prezzo !... D’altronde le matricole sarebbero
annuali, come per le biciclette... Bisogna decidersi... Fare qualcosa !
Il mio editore m’ha fatto avere, in questi giorni, per mia istruzione personale,
un rapporto della Confederazione Generale del Lavoro sulla crisi del libro in Francia.
Documento molto sostanziale, in cui si dibattono i pro e i contro... al punto che, alla
fine del capitolo, ci si domanda quel che si potrà decidere dopo tanto
« capracavolismo ». Nulla ! Il contrario ci avrebbe sorpreso... Pure, un breve
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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passaggio, in fondo a tutto questo miscuglio di lagnanze anodine, risveglia di colpo il
lettore... Allegria !... Vi sono cifre che, finalmente, dicorro qualcosa. Cito :
« Media annuale spesa in alcuni paesi, per abitante. per l’acquisto di libri (sola
base di paragone possibile) :
Stati Uniti : 25 franchi a testa ;
Germania : 20 franchi a testa ;
Inghilterra : 10 franchi a testa ;
Belgio : 3,50 a testa ;
Francia : 0,50 a testa ».
Ecco quel che ci fa piacere ! E che viene, con la massima semplicità, a rivelarci
tutta la crudità del problema... Nell’insieme e in particolare... Nessun dubbio
possibile : cifre... Accettiamo il fatto per quel che vale... Più divertente che tragico...
Ma rispondiamo nettamente, come menzogne ingiuriose e ripugnanti, le spiegazioni
che ci vengono proposte accademicamente, addormentatrici, ossia che il cinema, la
radio, gli sports, i periodici... ecc. ecc... sono responsabili della crisi... impediscono ai
Francesi di leggere, di pagarsi dei buoni autori... Sfacciate fesserie... Gli Stati Uniti,
la Germania, l’Inghilterra possiedono dieci volte più di noi questi generi di
distrazioni ! Eppure, guardate come continuano a leggere...
Duhamel l’addormentatore, scosso da tutto il rumore che si fa attorno al libro
in Riviste e Congressi, viene a sua volta a cincischiare, a saputellare un po’, a
vaselinare qualche aggettivo pertinace, ad avverbializzare l’agonizzante. Non si
lascia sfuggire l’occasione per fornirci ancora un magnifico libro. Duhamel si china
sul malato, per duecento pagine ben curate, abbandonandosi a sfoghi di tenerezza... e
virtuosismi stilistici... « Ah ! Ah ! – si domanda. – E’ un disastro ! Che crisi, signori
miei !... Alla fine ci si stanca... di non essere più chiesti... Dove dunque finisce il
denaro dei clienti ?... Dove si disperdono le monetine dei nostri clienti, dei nostri cari
clienti così misurati così fini, cosi francesi, così sottili, così ricchi di sfumature ?...
ecc. ecc... ». Ma, Duhamel, caro illustre, non procuratevi un mai di capo ! La risposta
è semplice, chiara, elementare : il loro denaro finisce nell’alcool ! Via, rimettiamoci
gli occhiali, ammiriamo un altro passaggio del grazioso rapporto « L’alcoolismo in
Francia »... molto eloquente, sostanziale anche lui... « La Francia è. il paese più forte
consumatore d’alcool del mondo intero... 21 litri e 300 di alcool puro, per abitante...
al l’anno... (contando anche i distillatori proprietari, questa cifra si eleva a 26 litri a
testa circa)... Gli altri popoli d’Europa hanno tutti una consumazione molto
inferiore... Di un quarto, della metà, di tre quarti... L’Italia 14 litri e 84, la Spagna 14
litri e 80, il Belgio 9 litri e 27, la. Svizzera 8 litri e 87, l’Austria 5 litri e 64,
l’Inghilterra e l’Ungheria 4 litri e 89, la Cecoslovacchia 4 litri e 52, la Germania 3
litri e 85, l’Olanda 3 litri e 5, la Svezia 2 litri e 99, la Danimarca 2 litri, l’Islanda 2
litri e 77, la Norvegia 1 litro e 81. Se il consumo di bevande distillate è diminuito
dopo la guerra di circa 1/4 (3 litri d’alcool per abitante invece di 4), questa
diminuzione è stata largamente compensata da un aumento della consumazione del
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
69
vino che era prima del 1900, di 35 milioni d’ettolitri annui circa, e che è diventata di
50 milioni di ettolitri annui circa... ».
« E’ dunque sbagliato sostenere che l’alcoolismo diminuisca in Francia; anzi,
aumenta, ma è ora prodotto più sovente di prima dalle bevande fermentate...
L’abitudine di bere ha guadagnato anche gli ambienti femminili. E certe abitudini
alcooliche sono diventate particolarmente tiranniche, per esempio quella
dell’aperitivo ». (P. Rieman)
Voi vedete dunque che in Francia sappiamo ancora stare allegri... In fatto di
stomaco, è dunque assolutamente ufficìale, tangibile, palpabile, che il Francese non
teme nessuno... Si dimostra col cronometro a litro, a botte, come si vuole, ch’egli è il
campione universale dell’alcool !... Fulmineo, imbattibile... Lettore miserando, può
darsi, ma insorpassabile bevitore... Non è nemmeno il caso di rivaleggiare...
Nemmeno l’Inglese, che si cita come il tipo dell’inveterato ubriacone, non resiste alla
prova. Che bluff ! Che pretesal E’ provato :nessun nordico, nessun negro, nessun
selvaggio e nessun civilizzato, può cimentarsi nemmeno da lontano col Francese, per
la rapidità, la capacità di assorbimento vinicolo ! Solo la Francia potrebbe battere i
propri massimi in merito ! Sono d’altronde press’a poco i soli massirni ch’essa possa
ancora battere. Ma in questa prova è, « uori concors » « rírna class ». Negli altri
sport, di muscoli, di respiro, il Francese si riserva, si risparmia... Non si’ mostra mai
molto ardente, molto in forma... Lui così brillante nella vita, negli stadi non brilla
più... Che il Francese odii la lettura ? Lo si può ben comprendere, giustificare e
persino citare come una nota di originalità... Ch’egli preferisca le chiacchiere ai testi,
la retorica labiale all’arte di decifrare i paragrafi... E perché no ?... Dove sta il male ?
Ma ch’egli si mostri, senza mai venir meno in nessuna occasione e da circa 50 anni,
così piattamente, così infallibilmente ultimo, infantile, in qualsiasi sport, cosii
oggetto di risate in tutti gli stadi dell’universo, questo, pur essendo un’originalità se
si vuole, è nello stesso tempo tenacemente umiliante. Questa enorme, infinita
quantità d’insuccessi sportivi turba un po la sicurezza, la naturale vanagloria del
popolo francese. Dinanzi a tutte queste disfatte regolari, imponenti, immancabili, i
suoi capi sospirano un po’. Le masse diffidano... meditano... Ma perché meditare ?...
La risposta sta là, clamorosa, sola - se posso dire - da tutte le parti : alcoolismo !
Questo preambolo non è vano, ci mette in presenza di un altro piccolo re di
Francia, monarca a sua Volta, secondario, vassallo, fedele vízir del gran re ebreo...
vecchio eroe, questo, dell’abbrutimento delle masse, grazie ai banchi di mescita, le
chiacchiere e l’alcool artificiale.... Il Re Bettola possiede, anche lui, tutti i diritti, per
un accordo assolutamente intanginbile, afi’immunità completa, al silenzio totale, a
tutti gli íncoraggiamenti, per l’esercizió del suo formidabile traffico d’avvelenatore e
d’assassino... Nulla può turbarlo : la stampa, la radio, i Prefetti, lo Stato intero gli
sono interamente sottomessi, ai suoi ordini, solleciti, sfrenati per meglio servirlo... I
tre leoni ruggenti della pubblicità contemporanea, al di sopra di tutti gli altri pifferi,
sono Cinema l’abbrutente e Vinico l’avvelenatore. Sfiorare gli incredibili privilegi
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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dell’alcoolismo, ecco il solo delitto rapidamente punito in Francia... La Francia è
interamente venduta, fegato, nervi, cervello, rognoni, ai grandi interessi vinicoli. il
vino, veleno nazionale !... La bettola sporca, addormenta, assassina, imputridisce la
razza francese come l’oppio ha rovinato, liquidato completamente la razza cinese...
l’haschisch i Persiani, la coca gli Aztechi...
L’Ebreo, quando gli si domanda di fare un po’ vedere le sue carte, si dichiara
istantaneamente vecchio alverniate laborioso provenzale, corso... Il pierato, pure,
possiede solo virtù, referenze unanimi, supremamente favorevoli, promulgate a
miliardi annuali... Il vino è soltanto inottensivo, anti-rachitico, igienico, digestivo,
antisettico, fortìficante, carburante dellIntelligenza (il popolo più spiritoso del
mondo) e, per di più, panacea di « lunga vita »... Ma la mortalità francese rimane,
malgrado questo, una delle più elevate del mondo...
Francia 115,7 (per 100), Inghìlterra 11,7, Germania 11,8, Belgio 12, Spagna
15,6, Irlanda 14,4, Grecia 15,5, Svezia 11,2, Svizzera 12,1, Norvegia 10,2, Australia
9,5, Nuova Zelanda 8,2.
Sotto questo aspetto, come sotto quasi tutti gli aspetti, malgrado le tonnellate di
immonde adulazionì che ogni mattina la stampa demagogica ci riversa a piene
colonne, la Francia rimane uno dei paesi più arretrati del mondo... Cifre alla mano...
Rendiamo però giustizia al vino. Nulla saprebbe sostituirlo per spingere le
masse al delitto e alla guerra, per abbrutirle al grado voluto. L :anestetico morale più
completo, più economico che si conosca, è il vino ! e di prima forza !. « Uno squillo
di tromba ! e i francesi voleranno tutti alle frontiere ! », pretende Gutman. Ha
ragione, Gutman, vede esatto. « Dopo aver bevuto ! », aggiungiamo. Lo squillo di
tromba non basta ! Il cuore da leone è il « vino a volontà »... La trombetta squillante
è la musica, l’anima del vino...
Senza partito preso, trovo che le elezioni della sinistra si fanno ancor di più al
bistrot che le elezioni della destra. Mai i bistrots hanno conosciuto un’affluenza
paragonabile a quella che vale loro la legge delle 40 ore settimanali... Il popolo ? Mai
tanto riposo, mai tante sbevazzate... Mài gli affari deì caffettieri sono andati così
bene, mai i grandi aperitivi hanno conosciuto tanta prospeirità. Guardate un po’ il
materiale dei caffè... Che lusso ! Una perpetua Festa Nazionale.... Mai la pubblicità
dei vini e alcoolici è stata così sfrontata, così insolente... L’arroganza dei grandi
nettari ha raggiunto il colmo... Che rischiano ? Nulla !... 1 350.000 bistrots di Francia
han sostituito tutto nella vita delle masse... la chiesa, i canti le danze popolari, le
leggende... Il popolino, la folla dei più poveri, è condotta, trascinata al banco come il
vitello all’abbeveratoio.... macchinalmente... il primo arresto prima del macello... Il
popolo non sente più bisogno che di nuovi bistrots.. « più riposo e più bistrots ! ».
Le biblioteche ?... Domandate un po’, se le si frequenta di’ più da quando è
stata applicata la legge delle 40 ore... E’ stata persin tolta l’idea al popolo, ch’egli
potrebbe forse ricrearsi un po’, distrarsi in altro modo che bevendo... cronicamente...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Il centro spirituale, il focolare di spirito, d’attrazione, la potenza, la catalisi del
villaggio non è più la chiesa, né il castello, né il municipio... E’ l’osteria... Che
guadagno spirituale... e nelle città, il caffè più il cinema... l’abbrutimento è
completo... I 350.000 bistrots di Francia, guarda-ciurme complimentosi e dolciastri
del piccolo popolo operaio, sono 350.000 volte più temibili, inamovibili, meticolosi
che tutti gli altri tiranni evidenti, precedenti, padroni, castellani, gendarmi...
Impossibile il paragone... Essi dissanguano e vuotano il popolo alla base...
Che hanno fatto, che hanno tentato di fare i nostri immensi umanitari ? I nostri
grandi fratelli dolorosi ? Questi « infiniti partecipanti » a tutte le sofferenze del
popolo, per liberare questo popolo dal suo più intimo, più implacabile, più insaziabile
carnefice, l’alcool ?... Assolutamente nulla... Anzi !
Che hanno fatto i nostri frementi dissipatori di tenebre per respingere un po’
questo alcool che ci fa morire ?... Ah, sarebbero ben presto dispersi dal più rumoroso
temporale che sia mai solfiato nei porcili di Lucifero, se osassero dire una sola
parola ! Che hanno tentato i nostri grandi rivoltati, i nostri mirifici persecutori delle
iniquità, per rendere un po’ sana la strada ?... Per scuotere, sia pure soltanto un po’,
l’a più schifosa, la più vile, la più bassa di tutte le dittature, quella dei 350.000
bistrots ?... tutti rilucenti, pieni di specchi... intenti a spillar denaro, a rovinar la
salute, sotto la piena protezione dei poteri pubblici ?... Tutta la distesa del nostro
territorio è solo più una formidabile impresa di abbrutimento, una gigantesca cloaca
di alcool e di vinaccia... Nessuno è al corrente ?... Nessuno se ne accorge ?... Il
Francese è consegnato, mani e piedi legati, ai grandi industriali dell’alcoolismo, ebrei
o no... La crociata della moralità pubblica, dell’igiene generale e di simili fandonie,
va a far chiudere due o tre bordelli in provincia... ma impunemente, a due passi di lì,
vi si rifila la follia, fi delitto, l’incretinimento a pieni bicchieri, sulla lunghezza di
350.000 banchi di mescita, e tutti son contenti, nessuno protesta... Che porcheria
d’ignobili ipocriti !
D’altronde, tutti i nostri youtres del grande socialismo (quelli che bevono assai
poco) si mostrano in pratica, nella cucina polifica, solidali a fondo con l’alcoolismo,
strisciano naturalmente verso i bistrots per farsi accettare, votare, portare in trionfo...
Precauzioni, omaggi e riconoscenza... La loro seconda circoncisione... Il
Mezzogiorno chiacchierone, sbafatore e vanitoso, è un eccellente terreno per i nostri
ebrei. Molto accogliente. « Le bong vaing de nos pères ! »1. I nostri padri che,
sempliciotti, bevevano solo, in verità, innocenti birre, familiari e innocui vinelli. Mai,
i nostri vecchi, hanno sospettato dall’esistenza stessa dei nostri terribili stomaci, dei
nostri veleni farciti, di questi vetrioli d’etichetta, dei nostri Elixir da Manicomio, di
cui ora i banchi e gli scaffali del popolo sovrano sono pieni, abbondano e rigurgitano,
sotto lo sguardo soddisfatto dei suoi grandi apostoli. La Bastiglia ?... Uno
scherzetto !... Ma guardate tutt’attorno della piazza attuale, dove un giorno sorgeva la
Bastiglia !... Tutta la sfilata di bistrots... Ognuno di essi vale centomila Bastiglie !...
1 « Il buon vino dei nostri padri » (pronuncia del Mezzogiorno della Francia
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Il popolo sovrano ?... Ma dal ‘93, il sovrano è l’alambicco ! Un sovrano ch’è
rimasto ! E che rimarrà sempre !... Non una misura, non un editto, non un decreto, da
quel famoso giorno, che non sia stato meditato, promulgato, concepito, alla gloria per
la gloria, per l’impunità, l’insolenza, la perfetta prosperità del bistrot !... Noi
abbiamo visto il colmo !... Noi abbiamo visto un ministro, e dell’Istruzione Pubblica,
spingere, con formali circolari, alla consumazione del vino in tutte le scuole
francesi !... Per paura che non ci si pensi abbastanza !... Sollecitare i maestri, con
vive esortazioni, a fare nelle loro classi grandi elogi dell’alcool,... la fabbricazione di
più numerosi epilettici, insomma, per ordine sovrano.
O governo del popolo per il popolo, grazie all’alcool !
O Idra dell’ignoranza !
In un paese in cui, notiamolo bene, il 50% dei coscritti sono eliminati, riformati
ogni anno per diverse ragioni rachitiche dal Consiglio di Revisione sempre più
preoccupato di mantenere gli effettivi e di trattenere sotto le armi il maggior numero
di giovani possibile... il 505% (della popolazione francese, grazie al vino, è dunque
caduta al rango di un rifiuto fisìologico. Questa imbìbizione, questo massacro
alcoolico della razza intera non è d’altronde una delle minori cause dello sfacelo
generale,.. di questa grande anemia, sterilità, banahtà, noia, di questa mancanza di
ogni ispirazione, di questo effeminamento, smidollamento, di questo chiacchierio a
vuoto, meschinamente vendicativo, miscuglio di tare fastidiose e notevoli, di cui da
circa cento anni sembra gravata tutta la produzione intellettuale francese... Gli
intellettuali, dopo il popolo, hanno perso press’a poco ogni significato, ogni potenza,
ogni iniziativa, ogni vera musica... Velleitari rinchiusi in una carne profondamente,
fatalmente alcoolizzata, diluita nella vinaccia... Il dramma abituale della
degenerazione mentale e fisica delle razze alcooliche e condannate. 1 grandi Ebrei
del fronte popolare, perfettamente al correnie, non si sbagliano... Stabiliscono i loro
quartieri generali nei grandi dipartimenti vinicoli... Sanno che una reíìzione in
Francia non può tenere, non può durare se non nell’enorme imbibizione, nel
colossale abbrutimento vinaiolo di tutti gli individui, bambini compresi... ereditario...
Il Francese è attualmente il solo essere vivente sotto la calotta dei cieli, animale o
uomo, che non beve mai acqua pura... E’ talmente invertito nei suoi gusti che l’acqua
ora gli sembra un tossico... La allontana come un veleno. In qua] modo i Cinesi
furono in definitiva assolutamente abbattuti, conquistati, annientati, disciolti,
schiacciati ? Con l’oppio... E i Pelli-Rosse ? essi che sconfiggevano così
splendidamente gli Yankees ovunque li incontrassero, da chi furono finalmente
ridotti in schiavitù. Dal brandy !... E i negri ?... Tutti i colonizzabili in generale ?.
Dal tafià !... dal veleno più. popolare all’epoca della. conquista... Nulla di più
semplice...
I Francesi subiranno la loro sorte, saranno messi un giorno in salsa vitiaccia...
Lo sono già. Non è possibile sbagliarsi... ri conquistatore deve essere sicuro dei suoi
schiavi in ogni luogo... che siano sempre nelle sue mani, solidamente sottomess~...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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deve essere sicuro di poterli lanciare, nel giorno voluto... perfettamente inebetiti...
docili sino alle ossa... avviliti di servitudine... nel più fragoroso, ruggente forno a
carname... senza che essi recalcitrino, senza che un solo pelo di questo gregge si rizzi
per esitazione, senza che il più furtivo sospiro di lamento s’innalzi da questa orda... Il
bestiame, d’altronde, sale ammirevolmente bene tutti i calvari che gli vengono
presentati, sale al forno crematorio, da solo, semplicemente sospinto dalle esortazioni
e dalle urla del loggione. Questo miracolo è diventato banale, ha luogo ogni giorno...
ma tutto si svolge meglio, più spontaneamente, più vertiginosamente, quando gli
organizzatori possono ancora preparare meglio il grande sacrificio grazie a qualche
filtro, a qualche magia chimica, a qualche solido, costante, economico veleno dei
nervi... che per noi, Francesi, corrisponde all’alcool... Allora, tutto fila da solo !
Questo camaio diventa un Paradiso... si guadagna in tutto e su tutto, in superficie e in
profondità... Da un lato, l’ammazzatoio... lo si agghinda, lo si prepara... dall’altro
lato, si distilla a tutto andare... le banche sono felici, si lavora, in fretta, si filtra, a
grande velocità... L’istinto fa il resto... Sempre là, presente, rannicchiato, l’istinto,
immancabile, incancellabile, l’istinto della Morte... in fondo agli uomini, in fondo
alle razze che stanno per scomparire, l’istinto di cui non si parla mai, che non parla
mai, il più tenace, il più solido, impeccabile, l’istinto muto... Lui, che non è mai
ubriaco, attende, attende... Quanti manifesti ! Quante promesse ! Quante euforie !...
La demagogia vinicola tuoneggia, esplode... E’ la fiera ! Il gran carnevale del verbo
mentire... Ascoltate questi inservienti della tortura quante menzogne dicono davanti
alle loro vittime...
- Che vuole ? Che esige il popolo francese ?
- Del lavoro ! E del pane !...
Ma no ! Ma no !... E voi lo sapete benissimol Meglio di qualsiasi altro !... In
una famiglia operaia francese si compera molto più vino che pane o latte... L :alcool
e il tabacco costano al popolo molto più caro del nutrimento. Confessatelo dunque !
Wendel ! Wendel ! Mercante di cannoni ! O ipocrisie ! 0 esagerate imposture !
lo conosco cento distillatori, cento volte più criminali di Wendel !... che uccidono
ogni anno cento volte di più di tutti i Wendel della terra... E i loro affari sono motto
più solidi, molto meno minacciati di quelli di Wendel !... Ma essi – e voi lo sapete –
tengono in mano tutta la lista dei vostri elettori e voi chiudete le vostre puzzolenti
boccacce di torvi istrioni, perché avete una fifa maledetta dei distillatori vostri
padroni... Guardate un po’ le loro « azioni »... ! I loro aumenti di capitale !... Li avete
forse sfiorati di un solo accenno di rigore ?... No, non siete così imbecilli !... Essi
sono i beníamini del regime, di tutti i regimi e di quello che voi preparate. Questi
pretoriani del veleno possono sempre aspettare, come gli Ebrei, sotto l’olino, con le
loro « permanenze al bistrot », in grande serenità, la fine delle vostre pagliacciate,
delle vostre mascherate, delle vostre sconvolgenti fesserie... Essi sanno che cosa vale
la misura di ogni rivoluzione... Essi le hanno pesate tutte in botti e barili... sanno che
senza di essi, ogni autorità in Francia cadrebbe, senza ricorso, senza appello... Sanno
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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che non si potrà mai fare a meno di loro... Son loro che fanno scivolare i vostri
elettori alle urne, sono loro che fanno bollire il sangue dei vostri soldati. Senza
bístrots, voi non siete nulla; con i bistrots voi siete tutto... Domani, fatta la
rivoluzione, la « comunista », si vedranno più bistrots che mai su tutto il territorio...
« La Francia libera, titubante, schifosa e felice ! ».
Per quanto vani, limitati e frivoli voi possiate essere... vi sono lezioni della
Storia che si ricordano... voi ricorderete certamente che lo Czar ha pagato duramente
i suoi ultimi ukases, i suoi decreti contro la vodka. Sono stati ì suoi propri editti a far
vacillare lo Czar, a farlo precipitare dal trono e finalmente a farlo macellare in una
cantina di Siberia... più di quanto non abbiano fatto tutte le chiacchiere dell’ebreo
Ulianov-Lenin. Stalin, lui, non è così stupido... Lascerà sempre, malgrado tutto,
qualche rublo ai suoi moujiks perché possano in qualunque modo, ubriacarsi,
malgrado tutte le loro miserie. Chi non e sempre più o meno sbronzo, ossia, come
dicono i francesi « tra due vini », non sarà mai, né qui né laggiù, che un pallido
cittadino, fesso puntiglioso, cattivo compagno e soldato dubliio. Sarà un uomo
equivocio, tutto saturo di diffidenza, un anarchico pieno d’acqua, che bisognerà
forare.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Con il riscatto, che versate agli
Ebrei, ai vostri padroni, banchieri
internazionali, domani grandi Commissari
del Popolo, avreste di che vivere, lavorare,
due giorni su tre.
CÉLINE
Ancora una spudorata menzogna, un credo per teste avvinazzate, una sporta
d’infamia, l’« Internazionale proletaria » ! In tutto il mondo, non esiste che una sola,
vera internazionale, è la razzista tirannia ebrea, bancaria, politica, assoluta... Quella
sì è internazionale ! Lo si può dire ! Senza interruzione, senza debolezze, totale, da
Hollywood, da Wall-Street, da Washington (Roosevelt non è che lo strumento dei
grandi ebrei Morgenthau, Loeb, Schiff, Hayes, Barusch e consorti) a Mosca, a
Vancouver... Un’intemazionale integrale, intricata, intrigante, inflessibile, sinuosa,
dorata, affarista, sospettosa, criminale, angosciata, insaziabile, sempre in agguato,
mai soddisfatta, mai stanca, mai sonnolente... L’« Internazionale » degli Ariani degli
operai, è soltanto una canzone, nulla di più... Bisognerebbe che il popolo si
strappasse, violentemente, furiosamente, la trave dagli occhi, per rendersi conto che
la sua « Internazionale », il suo sbraitato ritornello, si riduce ad un’altra fandonia, a
un altro disco ben contorto, ben gonfiato, all’enorme, fantastica mistificazione dei
caporioni... Ancora una truffa di youtres !... L’« Internazionale dei proletari » è vera
come è vero l’asino che vola... L’Internazionale operaia è prestigitazione, impostura
social-gigantesca del grande avo dei « Marx Brothers », il primo di questo nome...
l’Irsuto, per fregare i lessi Ariani. Ah, è ottimamente riuscita ! Agli Ebrei, gli ori e le
bistecche, ai fessi Ariani prigione e canzoni !... ciascuno la sua specialità... il suo
destino...
Un clamore : l’Intemazionalei Un canto per ubriachi, un lamento per
prigionieri. Ma no ! Non esiste fraternità operaia attraverso il mondo come non
esistono Ebrei in prima linea... Esiste il contrario ! E’ talmente evidente da un lato
all’altro del pianeta... I popoli anelantí a distendersi, a raggiungersi al disopra delle
frontiere maledette... Poveri sventurati, impediti di serrarsi Cuore contro cuore dai
cattivi capitalisti... Spaventosa fandonìa ! Svergognata impostura !... Nulla più
assolutamente contrario alla realtà !Nei congressi, certo, senza dubbio ! Nelle
chiacchierate e nelle verbose retoriche dei meetings operai, certo si fraternizza ? Tra
« delegati » bene in vena, in gamba, disinvolti, certo si urlano simili fesserie, sino ad
estinzione della voce ! Che si rischia ? Si beve ! si ribeve si promette ! Ah ! ah !... il
bel ritornello !... I pescicani, qui... i feroci mangioni, là... ma in pratica ? Signori e
Signore ?... Una volta tornati a casa gli stessi, esattamente gli stessi venduti come
accorrono alla Polizia per esigere, supplicare che si rinforzino le restrizioni, che si
controlli l’immigrazione, che si dia ancora un giro di vite... Allora, Signori e Signore,
Più nessuna frase, più nessun sospiro !... Più nessun tremolo ! Ma realtà ! direttive
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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molto egoíste, molto canagliesche, molto formali... La croce addosso ai poveri
diavoli ! A quelli che vorrebbero dividere tra i popoli le ricchezze del suolo,
organizzare la giustizia, la ripartizione !... Tutti questi cani magri, erranti, affamati...
al largo ! al largo, per Dio ! E poi in prigione ! Ecco il linguaggio concreto dei
delegati fraternizzanti, dei più opulenti « rade-unionist », una volta’ehe son tornati a
casa...
Le patrie non esistono più ! Ma i buoni standards d’esistenza, non sono mai,
tanto esistiti... Altrettanti paesi, altrettanti standards d’esistenza e ferocemente difesi
da quelli che ne approfittano... e febbrilmente invidiati da tutti quelli che crepano di
fame... E’ la guerra profonda, permanente... sorda... inconfessabile... tra tutti i
proletariati... una guerra non meno feroce dell’altra... tra gli standards più bassi e gli
standards più alti... Gli standards hanno frontiere e reticolati ve lassicuro, ancor più
che le Patrie... Andate dunque a provare, cari proletari, tornitori parrucchiere
modísta, dattilografa, imbianchino, a guadagnarvi la vita agli Stati Unìti... in
Inghilterra in Svezia, in Olanda... così, semplicemente... a godervi un po’ di alto
standards d’esistenza (ossia a sgobbare un po’ meno pur guadagnando un po’ di
più)... vedrete come vi faranno correre ? e subito, senza discussioni !... eliminato a
grandi bastonate come uno sfacciato purulento rognoso ! Oh, sarebbe bello da;
vedersi !... oh, è ben morta, è triste constatarlo, la fraternítà operaia ! se pure è
esistita ! Appena si esce dalle formule, che ci si presenta con faccia infarinata,
ingenuo credente, per gustare i frutti della promessa, reccellente cosa fraterna, tanto
vantata, tanto urlata, la grande partecipazione di cui si parla tanto in tutti i congressi,
a tutti gli echi del mondo, vedrete come le cose cambiano... Non vale la pena
d’insistere ! Questa adorabile fraternità è pura retorica, non esìstel... Vi si fa vedere,
appena passata la frontiera, una prigione implacabile, un bastone imbottito dì ferro
che vi farà tosto rientrare nella nicchia da cui siete uscito... pazzo unpertinente !...
Niente pietà !... niente geremìadi !... nella pratica degli schiavi, ad ognuno la propria
galera... La zattera su cui si è nutriti meglio non accoglie i fuggiaschi delle altre
ciurme !... quelli che vengono a nuotare attorno alle buone zattere, sono respinti !... a
grandi colpi di coltello in piena faccia ! Vadano dunque in fondo, affoghino pure,
questi schifosi !... Ah, è ben organizzata la difesa delle frontiere demociatichel
Nessuna pietà ! Nessun errore ! Nessun profittatore ! Ogni popolo per sé ! Ci si
difenderà col coltello, con le bombe, se è necessario ! Sulla porta di ogni paese sta
scritto, in nero su rosa... la bella accoglienza che vi attende, o proletari di tutto il
mondo ! « QUI, E’ COMPLETO »... Ecco !... Non immaginatevi per spiegarvi
questo fenomeno, che siano in modo speciale i « pezzi grossi », le « duecento
famiglie » che respingono i poveri diavoli di altri paesi... Essi, anzi, avrebbefo tutto
da guadagnare... la mano d’opera costerebbe meno cara... i clienti più numerosi...
Sono purtroppo, in ogni paese, i proletari ferocemente trincerati dietro i padroni,
sindacati, organizzati, a difendere la loro zattera... il loro standard, la loro radio, il
loro frigidario, la loro automobile, il loro abito da sera, il lusso insomma (quasi
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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sempre a credito) con tutti i mezzi della forza e della cattiva fede... combattendo
rimmigrazione con una polizia intrattabile. Bisogna demolire tante fandonie
affettuose che si raccontano a tutto spiano, nei meetings. Qualunque tradunionista
inglese, americano, danese ecc... è infinitamente più carogna verso i lavoratori
« magri » degli altri paesi, di tutti i padroni possibili e immaginabili, riuniti insieme.
La puzzolente ipocrisia di questo immenso adescamento sentimentale-massonico, di
questo infernale cicaleccìo sulla fraternità di classe, costituisce la più schifosa
commedia dell’ultimo secolo... Tutte queste frontiere contratte di fronte a noi,
provano assolutamente il contrario in fatto di soldi, la sola cosa che conta,
operaiamente parlando. Mai i proletari « favoriti » non sono stati così fortemente
attaccati ai loro relativi privilegi parficolari... Quelli che detengono nelle loro
frontiere abbondanti ricchezze del suolo, non hanno alcuna voglia di dividere. « a
natura non ha frontiera ! ». Bellissimo ! Essa intanto ha meravigliosamente dotato
certi territori di tutte le ricchezze del inondo mentre ad altri lascia, come sola fortuna
apprezzabile, pietre e colera. Le frontiere sono venute da sole, in modo naturale... Gli
uomini -si danno un daffare terribile, ci tengono a queste ricchezze del suolo più che
all’onore... Le difendono, si suol dire, come la pupilla dei loro occhi... contro ogni
ingerenza; contro ogni genere di suddivisione con i proletari dei paesi poveri, con i
figli della sfortuna, che non sono nati sul petrolio... Tutto il resto sob solo
chiacchiere, pagliacciate, marxisterie. Mai si è visto la ricca « Trade-Union » inglese
presentare ai suoi Comuni qualche simpatica proposizione d’accoglienza in favore
dei disoccupati specialisti belgi francesi, giapponesi, spagnoli, italiani valacchi, i
« fratelli di classe » nella necessità. Mai !... Né si sono visti i sindacati americani
domandare che si allarghino un po’ le « aliquote » d’immigrazione... Mai ! Anzi !...
Per i proletari ricchi, gli altri non hanno che da sbrogliarsela oppure crepare nel loro
fango... né più né meno... E’ meritato... Sono nemici, nemici della stessa « classe »
sulla terribile questione del companatico... Ognuno per sé !... Galeotti senza dubbio !
Tutti ! Ma non bisogna confondere certe galere con certe altre !... Quelle che tirano
faticosamente innanzi a forza di remi altre che filano velocemente grazie alla nafta,
quelle a vela, quelle a vapore... C’è differenza, dappertutto ! Sfumature essenziali...
Nessun transfuga !... Nessun strattagemma !... Quelli che devono restare,
resteranno... Non si tratta di un « Esercito della Salvezza » !... Solide bastonate,
solide coltellate per quello che non capisce... Solo gli Ebrei possono in ogni ora, in
ogni istante, penetrare, filtrare, installarsi.,,in tutti gli Stati del mondo... ovunque
godono esattamente degli stessi privilegi che avevano i cittadini romani di altri tempi
attraverso tutto l’Impero... Gli Ebrei sono in casa loro dappertutto... Gli Ebrei, « civis
devorans » non si arrestano mai, continuano a ‘ salire verso la cuccagna, sempre e
ancora, su nuove distese... arrivano in forti bande, camuffati, sinuosi, intriganti,
avidi... banchieri, musicisti, pellegrini, cugini, cineasti, ministri. Potenze equivoche...
sono subito adottati, adattati, accarezzati, lisciati, amati... Sono i signori del mondo...
Nulla di più normale... Se la spassano, appena arrivati... Ma noi, semplici poveri
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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diavoli sgobboni, lavoratori logorati, raccomandati soltanto dalle nostre mani e dalle
nostre piccole astuzie... che ci andiamo a fare, noi, nell’avventura ?... così lontani dai
nostri campanili ?... L’Ariano conta così poco alle barriere dell’immigrazione !...
D’un solo colpo, gli si faranno perdere tutte le sue illusioni, le sue « umanità »
proletarie... Alla prima dogana, sarà scosso brutalmente, espulso, cacciato via,
annientato. Non avrà ancora gettato urìo sguardo sulla terra promessa che già sarà
assalito, respinto, impacchettato, ricacciato in fondo al suo corpo... Imparerà, quel
fesso, a ripetere ritornelli e cose che non può capire... Mai le frontiere, i porti, sono
stati per gli Ariani così ferocemente interdetti, sbarrati da regolamenti assolutamente
esclusivi, da prescrizioni draconiane, da lazzaretti e da gendarmi... Ammende,
interrogatori, visite di bagagli, quarantene schifose... tutta una serie di umiliazioni
poliziesche e profilattiche, tutti gli armamenti della buona guerra contro.i cenciosi
che arrivano... bisogna respingerli, toglier loro per sempre l’idea di ritornare... di
ripetere lo scherzetto... guarirli dall’avventura... vadano ad imputridire altrove !... E’
la legge dei paesi forti... Le « aliquote » spietate proteggono bene tutti gli Stati dove
la vita è un po’ meno dura, contro l’invasione dei mendicanti... il « roletario
possident » contro l’invasione degli affamati che vengono a lamentarsi alle
frontiere... a girare attorno al piatto di minestra...
Solo la Francia riceve tutto... ossia tutto quello che i conquistatori ebrei
trascinano al loro seguito...
Evidentemente, il bravo youtre, lo straccione, provvisto d’una sola camicia,
che esce giusto giusto dal suo souk... dal fondo del suo ghetto rumeno... trova una
seria differenza, uno strano cambiamento, quando vede la Place Pigalle... Tutti quei
negozi, quei torreriti di lampadine. quelle piramidi di oggetti... ne ha gli occhi
storditi... tutte quelle graziose ragazzine dalle labbra provocanti... oh, gli piacciono
enormemente... Si trova, da un istante all’altro, estasiato, entusiasmato, istupidito...
lui che da quattordici secoli non ha cessato di trasalire tra un colera e l’altro, tra un
tifo e trentasei massacri, di lasciare il sangue della disfatta attraverso le steppe e i
pogroms... trova questo paese ampiamente aperto, graziosamente, follemente
delizioso... Non bisogna stupirsi ch’egli deliri... che si prenda rapidamente per un
pascià... Ma bisognerebbe che da parte nostra non si sragionasse... che si dichiarasse :
to’ è vero !... La realtà è assai diversa !...
La Francia non è un paese ricco, oh no !... E’ un pae ! povero, assai, un paese
di piccole risorse, di piccola economia, un paese naturalmente avaro, e stretto di
maniche. Un suolo che non può dare né petrolio, né rame né cotone, che permette in
tutto e per tutto solo una mediocre agricoltura, non è un suolo ricco !... E’ un paese
dal suolo povero per poveri... Un paese dove si deve faticare, sgobbare,
semplicemente per vivere. Soprattutto a causa dell’enorme decima che noi paghiamo
ai nostri parassiti ebrei, nazionali e internazionali (i 3/4 dei nostri redditi, press’a
poco). Se i nativi non filano più che dritto, rischiano di saltare i pasti. E’ la legge dei
suoli poveri. E’ così che si presentano : né più né meno... « L’essenziale della nostra
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esistenza, le nostre materie prime (salvo il vino, ahimè !), bisogna che noi ce le
procuriamo fuori. Queste condizioni economiche ci rendono perfettamente tributari
all’estero... La « terra benedetta da Dio » esiste come esistono i pesci nell’aria... Le
regioni benedette da Dio sono l’America,, l’Inghliterra e Colonie, gli Scandinavi a
causa della loro situazione, l’Olanda e alcuni altri, i cui proletariati « ipso facto » non
hanno più alcuna voglia di condividere le loro risorse natali con i poveri diavoli di
qui... Anzi, e come ci sfruttanol E senza pietà ! E come si tengono dietro i loro
Ebrei... come un sol uomo... Come schiavi privilegiati, sulla buona galera... Non
bisogna mai confondere...
Ogni buon proletario inglese si sente perfettamente felice, solidale a fondo con
i Lords su questo punto : che 300 milíoni di Indù a pezzi e altri poveracci del genere
gli fanno molto piacere... mezzi-animali, mezzi-umani, sparsi in tutte le colonie
coolies, antropofagi, disperati... egli, buon proletario inglese : è perfettamente
d’accordo sul fatto che tutti quei miserabili di laggiù crepino di fame, si rovinino, si
ammazzino, si logorino per lui... Essi frugano le miniere, lavorano nelle risaie,
rastrellano le pampas, per procurargli i suoi comodi... Su questo punto, è spietato !...
Egoista !... « Britannico, anzitutto ! ». Non li trova per nulla suoi « fratelli di pena »
Non ha alcuna voglia di condividere né con me, né con loro... né con voi... solo con i
suoi « britannici » e i suoi Ebrei... Trova che la conquista dei deboli rappresenta
parecchi vantaggi... E’ l’ipocrisia puritana, voi non la conoscete ancora,... essa è
ripresa dai sindacati... poi, in più « alto loco »... Se volete divertirvi, tentate dunque
l’esperienza... presentatevi un po’ agli uffici di collocamento, agli « Alien offices »
(dal latino alienus = pazzo) di qualsiasi porto della costa... a Dover, a Folkestone... o
altrove... Andate un po’ a informarvi se potete sbarcare... per cercare a Londra un po’
di lavoro... Se non avete mai ballato il valzer in vita vostra, lo imparerete subito, in
un istante... Sarete soffiato via, volatilizzato nell’atmosfera, talmente avrete
provocato la loro violenta indignazione... La stessa cosa per l’America, la Svezia,
l’Olanda, i porti argentini, Cuba, il Canada,... Honduras... dappertutto dove c’è di che
cavarsela, in tutti i buchi dove c’è qualcosa di mangiabile... Non vi si aspetta...
Se volete petrolio, cotone, rame, o proletarii di casa mia, miei amici bisogna
anzitutto ungere un po’ e seriamente i compagni . i proletari di fronte... dall’altro lato
della frontiera... le chiacchiere umanitarie in quel momento non servono più !...
Bisogna anzitutto pagare la decima al vostro fratello di classe, più favorito di voi
dalla nascita, dal suolo, dalla fortuna... E’ nato laggiù, su un pozzo di petrolio, ciò ha
una certa importanza... Eccome ! E tanto meglio per lui ! Non ti regalerà mai un
pezzettino della torta che sta mangiando... Aspetta la tua decima... allegramente ! Tu
potresti crepare ‘ di necessità... in quel momento, egli diventa insensibile... I suoi
« comodi » non hanno orecchie... la divisione dei beni della terra non va più in là dei
bei discorsi... In pratica, i fratelli di classe, appena terminati i meetings, appena
rientrati dietro le loro dogane, diventano perfettamente patrioti... e per impedirti di
scocciarli, divengono solidali, affinché tu crepi fuori della porta... Anche se hanno
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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della merce in più, da non più sapere dove metterla, preferiscono distruggerla
piuttosto di regalartela... Ciò farebbe abbassare i loro prezzi, il loro standard di vita,
la loro decima sul tuo capo, la loro stanza da bagno... Tutto ma non questo !...
Divengono spaventosamente patrioti appena la loro stanza da bagno è minacciata...
Giù le mani !... Indietro !... Fuori di qui ! Calamità pubbliche ! Morti di fame,
pidocchiosi, straccioni !... Ecco come vi ricevono !... Ora, ne siete informati !...
Immensamente disposti a condividere ! Umanitari a perdita di vista, raddrizzatori di
torti ! Sì, finche’ non costa nulla, non la più piccola inezia di comodità, di letto, della
supereterodina... oppure.. oh, allora si arrabbiano diventando idrofobi !... Non c’è di
che prendersela, di che gridare allo scandalo, è umano, è naturale ! Soltanto, bisogna
ricordarsi che siamo un paese « ributari », per le materie essenziali, per le materie
indispensabili alla vita di tutti i giorni... e che se ci si mette a funzionare a casaccio, a
credito, fidandosi della Provvidenza degli uccelli, allora, cari miei !... Che imprevisto
risveglio, quando ci si lascia trascinare dall’assurdo, quando si oltrepassano i mezzi,
quando ci si mette a consumare le riserve !... La fatalità vi aspetta... e con lei non si
schérza... Le cose possono complicarsi... peggio di quanto si sia mai visto !...
Trovarsi un bel mattino con le catene ai piedi, talmente pesanti che si diventa gli
schiavi di tutti gli altri, questa volta sul serio... di tutti gli Inglesi della terra, dei
Brasiliani, dei cow-boys, di tutti... e, sempre di più, degli Ebrei... diventa un bagno
infernale... si cade automaticamente nel rango dei coloniali, cafri, bantùzuzù. Tutta la
miseria dei sotto-schiavi che lasciano le loro ossa un po’ dappertutto, nei deserti,
sulle pianure, sui ghiacciai... per permettere ai signori di lassù, borghesi e operai, di
non patire troppo i tempi duri... alla stagione sportiva di cominciare alla data
stabilita... ai loro magnifici cani di non soffrire troppo la crisi... ai gattini di avere il
loro scodellino di latte.. agli sportivi di non buscarsi troppa grippe né troppo catarro
durante la stagione di foot-ball... alla pioggia di essere accompagnata da stoffe di
prim’ordine, da whiski a duecento franchi il litro, da tutte le comodità.
Stavo parlandovi di certi affari professionali a proposito della crisi del libro...
poi, mi sono interrotto... riprenderò un po’... Questo vi svagherà...Il « libro » non è
una cosa seria... e un soggetto accessorio... un divertimento, spero... Tutti parlano di
« letteratura »... Quindi, a mia volta, posso permettermi di esprimere il mio parere...
Mi ricordo, a questo proposito, d’una serie di articoli che mi son sembrati
molto divertenti... articoli delle « Nouvelles Litteraires »... (quando voglio irritarmi,
le compero)...
Yves Gandon, sedicente critico, annato d’una forte spazzola per lucidare;
passava in rivista, e con quanta cura ! per l’ammirazione dei lettori, alcuni sceltissimi
testi di qualebe grande contemporaneo... L’astuzia del commentatore, la sua
ammirevole prodezza, consisteva a sottolineare tutta la grazia, i fini artifici, le
pertinenti sottigliezze, tutti i sortilegi di questi Maestri, le loro indicibili magie,
grazie all’analisi intuitiva, molto proustiana, di alcuni testi ripieni in modo
particolare di genio. Bisogna, impresa, devozione d’un’estrema audacia ! d’una
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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rischiosa delicatezza ! Tremante, il commentatore si arrischiava ancora più lontano...
ma sudando d’angoscia ! sino al Santo dei Santi ! sino al Tesoro stesso ! sino allo
Stile ! al riflesso di Dio ! sino ai fremiti della Forma in questi Messia della Bellezza !
E dopo quali religiosi avvicinamenti !... quale lusso di preamboli !... quali delicati
deliqui !... Ah, se mi trattassero a questo modo, come diverrei impossimbile !
Guardiamolo lavorare, Gandon... ora esita... tutto in estasi... per poco non
sviene... le parole stanno per mancargli... Ansimante, ci domanda se possiamo ancora
seguirlo... sopportare tanti splendori... Ne siamo degni ?... Egli stesso che credeva di
conoscere tutto... ne è turbato... si faceva un’idea confusa della distesa immensa,
della profondità di questi stili !... presuntuoso ! Non conoscere nulla !... conoscere
appena le primizie !... In questo castello dalle mille ed una meraviglia... Gandon è
titubante... esitante... trema... tragedia !... tragedia !... oh, squisite cascate d’indicibili
ornamenti !... o passaggi sublimi, sempre più sublimi !... in fontane vertiginose... o
testi magici che si rivelano gocciolanti d’infiniti apporti estetici !... di Messaggi
travolgenti... d’inapprezzabili gemme stilistiche !
E’ troppo ! Tanta perfezione parolaia !... per un solo adulatore !... è la
dannazìone !... noi soffochiamo per lui !...
O delizie letterarie assassine !... O inchiostrati, omicidi diletti frasiformi !... O
parossismi atroci !
Ma il Gandon non appartiene alla razza degli officianti approssimativi... che
lanciano testi sfumati... No, è un giansenista... il tepore lo spingerebbe al delitto...
vuole la vostra salvezza solo grazie all’estasi... e non una estasi di dormiente...
un’estasi palpitante !... trasfigurante !... Ah ! ci esorta. raccogliete’ questa
sfumatura... ammirate questo impagabile giro di frase... questo zéfiro... questa onda
iridata... l’avete vista ?...
Non vorrei certamente ritornare sullo sforzo di Candon, sulle sue apprensioni,
per fare il maligno, l’ateo bilioso, il vandalo, il denigratore per sistema e per
sadismo... Non è il mio genere, la mia intenzione... Ma, dal momento che nelle
Lettere non v’è nulla di grave e che si può dire quel che si pensa... Ebbene... io non ci
trovo proprio nulla in quello che Candon ammira tanto !... Dovrei averne vergogna...
Ma ho bel spalancare gli occhi, proprio non ci vedo nulla... oppure la mia vista
dev’essere opaca... Devo essere vagamento infermo... Ai miei sensi ottusi, quegli
autori là si rassomigliano tutti... ferocemente, tanto sono insignificanti... Un po’ più o
un po’ meno di boria, di pagliaccismo, di parolismo, di velleità... E tutto quel che ho
potuto scoprire...
Sì, ho visto che cercano piccoli e grandi effetti, che fanno mille sforzi per far
« levare » un po’ la loro pasta su queste scipitaggini... ma la pasta non li « leva »
mai... Si ha bel pretendere il contrario, è così... è fallito... non val nulla...
E più si sforzano, e più suonano falsi, artificiosi, in tutti i loro organi e
tamburi... Non sono più abbastanza viventi per generare altro che storie vuote,
insipide, che non stanno in piedi... Sono gravidanze nervose, pretensiose, autoritarie,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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suscettibili, deliranti d’orgoglio... Ma le ossa midollari sono vuote... Fanno molto
rumore, queste ossa... ma non danno più midollo... nessuno ci ha colpa, eppure quegli
autori se la pigliano con tutti... Essi parlano di creazione come le donne frigide
parlano continuamente di cose sessuali all’infinito, cinciscianti, idiote, viperine,
moralizzanti. Non hanno mai vibrato, i grandi artisti dei nostri grandi stili... Sono
pessimi scrittori quelli che passano il loro tempo a giudicare, analizzare, modificare
gli affari del sesso e delle arti... Sono le peggiori scorie del libro... quelle che ci fan
venire la barba... una barba interminabile, con le loro risorse stilistiche... Uno stile,
questi autori ?... Ma no ! non hanno mai avuto stile ! non ne avranno mai !... il
problema li sorpassa. Uno stile è una emozione, anzitutto e soprattutto !... Essi,
invece, non hanno mai avuto emozioni... dunque, nessuna musica...
Non è colpa loro... non ci han colpa, questi grandi scrittori... Sono votati, sin
dall’infanzia, sin dalla culla per così dire, all’impostura, alle pretese, agli arzigogoli,
alle imitazioni... Sin dai banchi di scuola, hanno cominciato a mentire, a pretendere
d’aver personalmente vissuto ciò che leggevano... a considerare l’emozione « letta »,
le emozioni di seconda mano, come emozioni personali !... Tutti gli scrittori borghesi
sono originariamente degli impostori !... ladri di esperienze e di emozioni altrui !...
Sono partiti verso la vita sulla carrozza dell’impostura !... Continuano.... Hanno
cominciato la vita con l’impostura... con gli studi classici... con questo ‘seminario
massonico, incubatrice di tutti i privilegi, di tutte le soperchierie, di tutti i simboli...
Si sono sentiti superiori, nobili, « chiamati » speciali, sin dal sesto anno della loro
età... Tutto un mondo emotivo. tutta una vita, tutta la vita, separa le scuole comunali
dagli studi classici... gli uni andranno sempre di pari passo con l’esperienza, gli altri
saranno sempre istrioni... Non entreranno nell’esperienza che più tardi, per la grande
porta, da signori, da impostori... Hanno fatto la strada in auto,... i ragazzi delle
comunali, invece, sui loro piedi... gli uni hanno « letto » la strada, gli altri, invece,
l’hanno ben conosciuta, sottomessa ai loro passi... Un uomo è terminato,
emotivamente parlando, verso il dodicesimo anno di età. In seguito, non farà che
ripetersi... sino alla morte... La sua musica è fissata una volta per sempre... nella sua
carne, come su una pellicola di film... quel che conta è la prima impressione...
Infanzia di piccoli borghesi, di parassiti e di minchioni, sensibilità di parassiti, di
privilegiati sulla difensiva, di gaudenti, di piccoli preziosi, manierati, artificiosi,
emotivamente scossi da lussazioni viziose sino alla morte... Non han mai visto
nulla... umanamente parlando... Hanno imparato l’esperienza sulle traduzioni greche,
la vita sulle versioni latine... tutti questi prodottucoli borghesi sono falliti sin
dall’inizio, emotivamente pervertiti, secchi, aridi, marinati...
Non faranno che « pensare » la vita... non la « proveranno » mai... nemmeno in
guerra... nella loro pellaccia di « preziosi », di spavaldi sornioni... Incrostati
selerotici, untuosi, imborghesiti, superiorizzati rincoglioniti sin dalle loro prime
composizioni, conservano per tutta la vita un manico di scopa nel sedere, la pompa
latina sulla lingua... Entrano nell’insegnamento secondario, come le piccole cinesi
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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nei minuscoli baldacchini : ne usciranno emotivamente mostruosi, amputati, sadici,
frigidi, frivoli e scaltriti... Comprenderanno soltanto più le torture... l’arte di farsi
« suggerìre », gli uni dagli altri, le sintassi, gli avverbi... Non avranno mai visto
nulla... non vedranno mai nulla... A parte le torture formaliste e gli scrupoli retorici,
resteranno sempre ottusi, impermeabili alle onde vive. I genitori i maestri li hanno
votati, sin dalla scuola, ai simulacri di emozione, a tutte le sciarade dello spirito, alle
imposture sentimentali, ai giochi di parole, alle estasi equivoche... Rimarranno
sempre rimbacuccati, sostenuti, solennemente pedanteggianti, convinti, esaltati di
superiorità, cicalanti le loro latino-fesserie, gonfi di vuoto bizantinismo, di buffo
« classicismo », di falsa umanità, d fantasioso orpellismo, di affettato
cincischiamento di formule, abbrutenti tamburini di assiomi... classicismo brandito
attraverso le età per l’incretinimento dei giovani, brandito dalla peggiore cricca
vanitosa, verbosa, sorruona, politicaia, teorica, tarlata, approfittatrice, inestinguibile,
insinuante, incompetente, eunucoidale, disastrogena, la peggiore cricca
dell’Universo : il Corpo Stupido-insegnante...
Le versioni latine, il culto dei, Greci, le fandonie pretensiose avranno sempre
ragione, nello spirito dello studente, contro l’esperienza diretta, le emozioni dirette,
di cui abbonda la vita semplice e vissuta attraverso i rischi personali... E’ moralmente
invertito, lo studente, sin dall’inizio dei suoi studi classici e questo è più grave dei
primi onanismi e di altre inversioni... La vita è un immenso bazar in cui i borghesi
penetrano, circolano, si servono... ed escono senza pagare... Solo i poveri pagano... il
campanello del registratore-cassa... è la loro emozione... I borghesi, i ragazzi piccoloborghesi,
non hanno mai avuto bisogno-di passare alla cassa... non hanno mai
conosciuto l’emozione... l’emozione diretta, l’angoscia diretta, la poesia diretta
inflitta sin dall’età più giovane dalle condizioni di povero... Hanno soltanto provato
emozioni liceali, emozioni libresche o familiari e poi, più tardi, emozioni
« distinte »... ossia « artistiche »... Tutto quello che elaborano in seguito, nelle loro
« opere » è soltanto un rabberciamento di cose prese a prestito, di cose viste
attraverso un parabrezza... un paraurti... o semplicemente rubate nei fondi delle
biblioteche... tradotte, aggiustate, trafficate dal greco... rimasticature classiche... Mai,
assolutamente mai, un accenno di umanità diretta... Fonografi... Sono evirati di ogni
emozione diretta, votati al chiacchierio infinito sin dalle prime ore dell’infanzia...
Tutto questo è biologico, implacabile... nulla da dire... Il loro destino di piccoli
borghesi ariani, quasi sempre generati, covati dalle famiglie, dalla scuola,
dall’educazione, consiste anzitutto a insensibilizzarli dal lato umano. Si tratta
anzitutto di farne degli astuti degli impostori, dei cagnolini, dei privilegiati, dei
frigidi sociali, degli artisti della « simulazione ».
La lingua francese finemente francese « disadorna » s’adatta benissimo a
questo gioco. Anzi, per questi piccoli evirati emotivi, essa si trasforma in una specie
di corsetto che è loro indispensabile... li sostiene, li assicura, fornisce loro gli
eccitanti necessari e tutte le sciarade dell’impostura... di quella « serietà » di cui essi
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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hanno imperiosamente bisogno, e senza la quale rischiano di sprofondare nel nulla...
Il bello stile « pertinente » !... Una trovata meravigliosa per equipaggiare questi
frigidi, questi rapaci, questi impostori !... Esso li dota d’una lingua esatta, del veicolo
provvidenziale, accomodato, meticoloso... ecco il rifugio impeccabile del loro
vuoto... il camuffamento ermetico per tutti gli insignificanti... « Lo stile ! »... rigida
montatura d’impostura senza la quale essi si troverebbero letteralmente sul lastrico,
istantaneamente dispersi dalla vita brutale... dato che non hanno, di proprio, nessuna
sostanza, nessuna qualità specifica... nessun peso, nessuna gravità... Ma col loro fiero
corsetto tutto bardato di formule, di referenze, di cose prese a prestito, essi possono
ancora, e in che modol, impersonificare i loro ruoli, i ruoli più monumentali della
farsa sociale... così mirificamente fruttuosa per gli eunuchi... Ed è sempre il falso,
l’imitato, l’artificiogo, la robaccia ignobile e vuota che si impqne alle folle... sempre
la menzogna ! mai l’autentico !... A cominciare da quel momento, la partita è vinta !.
Il « francese » degli studi classici, il « francese » decantato, francese filtrato, ripulito,
francese strofinato (modernizzato naturalista), il francese minchione, il francese alla
montaigne, alla racine, francese ebraizzato per lauree, francese d’Anatole France il
giudaizzato, il francese accademia goncourt, il francese schifoso per l’eleganza,
manierato, orientale, untuoso, vischioso come lo sterco, è diventato l’epitaffio stesso
della razza francese. Il cinese per mandarini. Non occorrono emozioni dirette per il
cinese-mandarino come non ne occorrono per esprimersi nel francese-studi-classici...
Basta pretendere. E’ il francese ideale per uomini meccanici, per Robots. L’Uomo
vero, idealmente spoglio, quello per cui tutti gli artisti letterari di oggi sembrano
scrivere, è un Robot. Si può fabbricare, notiamolo bene, lucido, con linee semplici,
laccato, aerodinamico, razionalizzato quanto si vuole, perfettamente elegantissimo, al
gusto del giorno. Il Robot dovrebbe occupare tutto il centro del Palazzo della
Scoperta... E’ lui lo scopo realizzato di tant sforzi civilizzatori, razionali...
ammirevolmente naturalisti e obbiettivi... (tuttavia, un Robot colpito d’alcoolismol...
Solo aspetto umano del Robot dei nostri giorni)... Dal Rinascimento in poi, si tende a
lavorare sempre più appassionatamente all’avvento del Regno delle Scienze e del
Robot sociale. Il più spoglio... il più obbittivo dei linguaggi è il perfetto giornalistico,
obbiettivo linguaggio Robot... Ci siamo arrivati... Non occorre più avere un’anima
per esprimersi umanamente... Quanti volumi ! Quante scorie ! Quanta pubblicità !
Qualunque sciocchezza robotica trionfa !... Ci siamo arrivati...
Tutti questi scrittori che mi sono vantati, che mi si prega d’ammirare... non
avranno mai, è evidente, la minima sfumatura di emozione diretta. Essi operano
come « misuratori » manierati sino al momento in cui lavoreranno unicamente come
minatori, senzapiù preoccuparsi del resto... Forse alrultimo momento, al momento di
morire, risentiranno una piccola emozione autentica, un leggero fremito di dubbio...
Ma non è sicuro... Il loro famoso stile spoglio, neo-classico, questa corazza
luccicante, intarsiata, costruita strettamente su misura, spietata, impeccabile, che li
riveste contro ogni effrazione da parte’ della vita, una volta terminati gli studi,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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impedisce loro - sotto pena d’essere immediatamente disciolt~ riassorbiti dalle onde
vive - di lasciar penetrare queste onde vive nell’interno della loro carcassa"... Il
minimo contatto emotivo diretto col torrente umano ed eccoli morti !... Stavolta,
senza tante chiacchiere... Essi si muovono nel fondo della corrente, come nel fondo
di un fiume troppo pesante, sotto un enorme peso di accarezzanti tradimenti,
sordamente, avvolti in scafandri, meravigliati e impasticciati da centomila
precauzfoni ! Non comunicano con l’esterno, se non per mezzo di microfoni.
Pontificano in stile « pubblico », impeccabile, verso e contro tutto, saltimbanchi,
indovini comuti... Crescono con la loro corazza... Crepano con la loro corazza, nella
loro corazza, stretti, bendati, insaccati, abbottonati, rinserrati, lucidati, brillanti
Robots, scafandri striscianti sotto l’immane peso di quell’equipaggiamento provvisto
di diecimila tubi e fili; quasi immobili, quasi ciechi, a tastoni, essi strisciano verso il
grazioso scopo luminoso delle loro esistenze, in fondo a tutte quelle tenebre... la
Pensione... Dagli interstizi delle loro armature di Robots d’eccezione, escono
soltanto fragili bollicine d’aria che con infiniti, ghi glu risalgono verso la superficie.
Non li si felicita mai di essere finalmente riusciti un giorno a spezzare il loro
straordinario involucro metallico; anzi, del fatto opposto, di essere cioè riusciti a
infagottarsi sempre più pesanteniente, ad ingusciarsi sempre meglio, a
sovraccaricarsi d’altri schiaccianti apporti « culturali »... e di conservare ancora,
malgrado questo, nel fondo delle loro tenebre, una possibilità di gracili
gesticolamenti... artifizii scherzosi astuzie affettate, reticenze equivoche, dette
« finezze di stile ».
Una volta risaliti nei loro « soffici gabinetti da lavoro », all’altezza della
camomilla, l’angoscia - li prende, li attanaglia a lungo, assai a lungo, strangolati,
lividi, ossessionati dal ricordo di quei glauchi infiniti, di quegli abissi. Ne descrivono
con sperdute reticenze tutti i mostri che hanno intravisti... gli altri mostri... Si
rialzano sempre molto male... sfiancati, doloranti, sotto le carezze della lampada, da
queste boyscoutterie tragiche, da queste discese alle origini. Devono in seguito
« operare » assai laboriosamente, tra contrazioni e spasimi, per riuscire a dissipare
questi terrori, a cullarli, a deporli sulla carta, a farli aderire, inolli, tepidi e neri, sulla
carta bianca... Quanto amooore e ancor sempre amooore per permettere a questa loro
fetida ventata interiore, lungamente accarezzata, di alleggerire un po’ le loro trippe...
Tutta rattenta affezione, così vigilante, di una famiglia commossa, perché la loro
colica si attenui, il loro mal di denti si calmi... L’amore, il più grande Amore, questa
risonanza di vuoto, la grande eco d’anima vuota... Perché vengono dunque a
infettarci coi loro romanzzi, questi castrati ? con i loro simulacri emotivi ? Dato che
sono una volta per sempre, opachi, ciechi, mutilati, sordi ? Perché non si limitano
unicamente alla descrizione, ossia al rabberciamento di quanto hanno letto nei
libri ?... Perché non fanno strettamente carriera nel Baedecker divertente, nel
goncourtismo descrittivo, nel rovistamento ad ogni costo, nel neo-zolaismo, ancora
più scien tifi co-giudeolatra, dreyfusardo, liberatore ? La loro fatalità insensibile
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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robotica li vota tutti, una volta per sempre, alle rigide valutazioni, alle descrizioni,
alla misurazione dei sentimenti, alle smorfie, ai movimenti d’insieme, agli opuscoli
sul turismo, alle classificazioni, alle spiegazioni per fotografie, al sottotitoli
pubblicitari, alle riote mafginali sugii avvenimenti... Fuori di questo, sono secchi...
Non possono rischiarsi nella minima riproduzione emotiva senza commettere sbagli
atroci. La rabbia vi piglia quando li vedete diguazzare, impantanarsi, appena si
avventurano nelle espressioni dei sentimenti più naturali, più elementari... Una
disgustosa catastrofe !... Indecenti, grossolani, fiatulenti, essi si seppelliscono
istantaneamente sotto una valanga di fesserie e di oscenità. Alla minima incitazione
sentimentale, essi si gonfiano, esplodono in mille escrementi infinitamente fetidi...
Non esiste più che un rifugio per tutti questi Robots saturi di obbiettivismo : il
surrealimo. Là, non c’è più nulla da temere ! Nessuna emotività è necessaria !
Chiunque può rifugiarsi e proclamarsi genio... Qualunque evirato, qualunque fesso,
qualunque ebreo in delirio d’impostura, si porta da solo alle stelle. Basta una piccola
intesa, assai facile a concludersi, col critico, ossia tra Ebrei...
Magnifico trucco ebreo !... Idem per la critica ebrea !... D’un sol colpo, si sale
al disopra di ogni giudizio ! Di tutti i testi umani... E più l’autore sarà castrato,
impotente, sterile. pretenzioso, impostore, scocciatore, faccia tosta, e più avrà genio e
fantastico successo... (pubblicità ebrea : su ordinazione, ben inteso). Molto
semplice ! Miracolo !... Il Rinascimento aveva magnificamente preparato, col suo
fanatismo ebraizzàto, col suo culto prescientifico, questa puzzolente evoluzione
verso tutte le bassezze. Questa promozione catastrofica di tutti i castrati del mondo
verso il regno delle Arti... Il Naturalismo, manifesto culturale degli « inservienti di
laboratorii massonici », ancor più armato di positivismo che il Rinascimento, ha
elevato questa stessa gigantesca sciocchezza, questo stesso calamitoso pregiudizio
all’ultima potenza. Questo baccano non ha trovato sorde le orecchie degli Ebrei...
Gli Ebrei, sterili, vani, saccheggiatori, mostruosamente megalomani, terminano
ora, in piena forma, sotto lo stesso stendardo, la loro conquista del mondo, lo
schiacciamento, l’avvilimento, l’annullamento di tutte le nostre arti essenziali.
istintive, musica, pittura, poesia, teatro... - « Sostituire l’emozione ariana col tam-tam
negro... ».
Il surrealismo, prolungamento del naturalismo, arte per Robots astiosi,
strumento di díspotismo, di truffa, d’impostura giudaica... Il surrealismo,
prolugamento dei naturalismo imbecille, ferula di eunuchi ebrei, è il catasto del
nostro fallimento, emotivo... la misurazione della nostra fossa comune... della fossa
dei cretini, idolatri. Ariani, cosmici chiacchieroni e cornuti... Alla porta del
surrealismo, frementi d’impazienza, d’obbiettivismo, di arte disadorna, tutti i nostri
scrittori non si arrestano più nella frenesia di spogliarsi della loro ultima sostanza. Se
si affannano ancora un po’, se si lanciano ancora nei virtuosismi fantastici, se
tendono all’idealismo, alla poesia, eccoli allora così fatalmente disadorni che, dopo
tante analisi, si trovano in atto di surrealizzare... con accumulazione di vuote
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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frenesie, di sirmilacri para-simboliei, di frenetiche, fraudolente sureccitazioni...
Sonaglil Tutti sonagli ! Vilissimi sonagli ! per bestie arrabbiate !
Tutte queste storie, questi stili, queste pose, queste grazie provengono dalla
testa e dalla scuola... Mai dalla vita... Sono altrettanti alibi, pretesti d’arrivismo,
consolidamenti di carriera, petulanti pretesti accademici ornamenti per funerali...
Letteratura contemporanea, catafalco in rovina, cadavere senza domani, senza colore,
senza orrore, più ripugnante, mille volte più antipatico della verde, franca, ronzante,
colante carogna... letteratura, insomma, assai più morta della morte stessa...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Quando i Francesi fonderanno una
lega antisernita, il Presidente, il Segretario e
il Tesoriere saranno ebrei.
CÉLINE
Dato che tutti i nostri grandi autori, quelli che danno il « la », che formano la
legge del bon ton, escono dalla scuola delle lingue morte, dato che hanno imparato
sin dall’infanzia a ingrassarsi con la buona alimentazione mista, perfettamente
sterilizzante, radici greche, pergamene, manierismo, spiluccamenti di Dizionarii, essi
non sono più da temersi, svirilizzati come sono di fronte alla vita. Nulla
d’imprevisto, di sconcertante, potrà mai più sprizzare da questi eunuchi. Finiti,
definitivamente liquidati. Saranno unicamente fanciulli pretensiosi, votati alle cose
defunte, rigorosamente amorosi, appassionati di sostanze mummificate. Prenderanno
tutta la loro esperienza nei trattati accademici, le ceneri psicologiche, da salotto, le
« preparazioni » medicamentose. Sin dall’allattamento sono votati all’esistenza per
sentito dire, alle emozioni supposte, alle fini imboscate per inganni letterarii, alle
incubatrici in cenacoli, biblioteche, Borse, Istituti o Deputazioni, Ministeri, dove
tutte le carni delicate, infinitamente preservate, troveranno per tutta l’esistenza le
comodità e la sicurezza del nido familiare. Essi si preservano così, una volta per
sempre, da tutti gli urti della vita di fuori, della vera vita, da tutte le catastrofi che
possono vaporizzare in un solo istante tutti i grandi fanciullini d’Arte e
d’Amministrazione, appena si arrischiano un po’ all’aria aperta... al gran vento del
mondo. Bisogna arrendersi all’evidenza : la maggior parte dei nostri autori non sono
mai stati svezzati, rimangono attaccati per tutta la vita a problemi per lattanti, da cui
si staccano solo poco per volta, con infiniti scrupoli, con interminabili reticenze dette
« opere di maturità... ». Finiscono tutti nel rimbecillimento e nella morte senza aver
prodotto altro, durante tutta la carriera, che bollicine iridate e frammenti di lessico,
masticati e rimasticati mille volte, risucchiati, trasformati in pallottoline, in sorprese,
in rebus. Raggiungono il massimo dei loro sogni se, pure vagendo, riescono ad
acciuffare il bicorno e lo spadino di accademico... e soprattutto se, colmo dei colmi,
riesce a far incidere la bella, vuota epigrafe da eunuco : « In questo mondo , tutto è
già stato detto... ». Un tale ammasso di nullità, militante, implacabile, una tale
gigantesca pagliacciata di tutte le paure infantili, travestite, pompose, fa il gioco,
realizza i piani e le astuzie degli Ebrei. Dal momento che questi balbuzienti, che
questi pontificanti in fascia sono incapaci di risvegliare il gusto delle masse per
l’emozione autentica, ebbene dàlli sotto con le « traduzioni » !... Perché aver
scrupoli ?... Standardizziamo ! Il mondo intero ! sotto. il segno del libro tradotto ! del
libro piatto, insipido, obiettivo, descrittivo, pomposamente robot, chiacchierone,
vanaglorioso e nullo. Il libro per spettatorie di cinema ebreo, per amatore di teatro
ebreo, di pittura ebrea, di musica giudeo-asiatica internazionale. Il libro spegnitoio di
spirito, d’emozione autentica... il libro per l’oblio, per l’abbrutimento del goyim che
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
89
gli fa dimenticare chi è, la sua verità, la sua razza, le sue emozioni naturali... che gli
insegna ancora meglio il disprezzo, la vergogna della sua razza, del suo fondo
emotivo... il libro per il tradimento, per la distruzione spirituale dell’indigeno, per il,
perfezionamento dell’opera così ben cominciata col film, la radio, i giornali e
l’alcoolismo.
Dal momento che tutti i nostri autori si.accaniscono a scrivere in modo sempre
più « disadorno », banalmente, tepidamente, insignificante, insensibile, esattamente
come nelle « traduzioni »; dal momento che, allevati nelle lingue morte, vanno
naturalmente verso il linguaggio morto. le storie morte, lo svolgimento delle bende
delle mummie; dal momento che hanno perso ogni colore, ogni sapore, ogni scatto o
tono personale, di razza o lirico, non occorre più aver soggezione ! Il pubblico
prende tutto quel che gli si dà. Perché non sommergere definitivamente, in un
supremo sforzo, il mercato francese sotto un torrente di letteratura straniera,
perfettamente insipida ?... La critica ebrea (o per lo meno ebraizzata, in tutte le
rubriche, destra o sinistra) prepara, organizza le importazioni... La critica ebrea, pure
così balorda, cosil prosaica, così ottusa per quanto non rientra nelle sue diatribe
abituali, diventa irriconoscibile a forza di anglomania, di entusiasmo per le più
grandi fesserie dell’anglo-giudeo-sassonia. Essa si mette a vaticinare, fremente di
riconoscenza, essa così naftalinizzata, così pantofolaia... essa trasalisce
improvvisamente iperbolica sotto il soffio delle correnti internazionali... Non la si
riconosce più ! Magia !... Che succede ? Gli aggettivi le mancano per vantare ancora
meglio le « tenerezze ammirevolmente reticenti » degli autori nordici... le loro
palpitazioni cosi meravigliosamente ellittiche, i loro tesori di profondità supervirtuali...
I nostri più gallonati pontefici, naturalisti, teatrolibristi della prima ora, si
lanciano a balbettare intenerimenti d’ogni sorta alle rappresentazioni di « Miss
Baba »... Ne ritornano tutti vibranti di squisiti fervori... non fioriscono più che in
epiteti zuccherati sulla campagna inglese in primavera... Questo per la poesia... Ma
se si tratta di psico-drammi, oh allora, non giurano più che sulle audacie dell’ultratravolgente,
geniale Lawrence... il coraggio inaudito dei suoi messaggi sessuali... (un
povero organo maschile di guarda-caccia per 650 pagine)... delle sue premonizioni
rinnovatrici del mondo... delle sue torture d’ispirazione... delle sue sofferenze transmidollari...
dei suoi rovesciamenti matrimoniali... Insomma, tutta la salsa ebrea, il
baccano pubblicitario, intimidatorio, hollywoodiano, che fa tanto più effetto sui fessi
in quanto questa merce è insipida, vuota, sfacciata, catastrofica.
Dal momento che gli Ebrei decidono, promulgano e fanno ammettere, una
volta per sempre, che in ogni opera d’arte si può ormai sopprimere l’emozione, la
melodia, il ritmo vivente (sole note di valore autentico), la confusione regna e
trionfa; la pubblicità, l’impostura sostituiscono tutto, s’istallano, prolificano
istantaneamente. Esse attendono soltanto questo mornento ebreo per invadare,
cancellare, rimpiazzare tutto. Noi siamo arrivati a questo punto ! E allora, avanti con
le descrizioni piatte, con i falsi sessi, con gli sfintesi molli, con i falsi seni, con tutte
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
90
le porcherie dell’impostura ! Esse divengono subito lecite, ufficiali, preponderanti,
dogmatiche, dispotiche, intrattabili... La dittatura delle larve è la più soffocante, la
più sospettosa di tutte. Dal rriomento che esse governano, tutto puo essere violato,
insudiciato, camuffato, trafficato, distrutto, prostituito... Qualunque insostenibile
fesseria può diventare da un istante all’altro l’oggetto di un culto, scatenare tifoni
d’entusiasmo... è solo più una banale questione di pubblicità, di stampa, di radio,
ossia, in definitiva, una questione di politica e di denaro, ossia di ebraismo.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
91
Ci si crede fatti fessi di un
centimetro, invece lo si è già di parecchi
metri.
CÉLINE
Il povero mercato librario francese, già tanto rinsecchito, perseguitato, in
pericolo, si trova ora schiacciato dai romanzi, dai romanzi d’appendice dei signori e
signore Lehmann, Woolf, Vicky Baum... Ludwig... Colien... Davis... tutti ebrei e
tutte ebree... tendenziosi, nulli, plagiari, camuffatori, sornioni, viziosi, sprezzanti,
voraci, piagnucolosi o umoristi, l’uno più dell’altro. Tutti annunciati, lanciati.
Consacrati, gonfiati a gran forza di giurie, di cenacoli internazionali ebrei... (premi
ebrei internazionali di Letteratura)... introdotti in Francia da agenzie ebree... adottati
entusiasticamente dai giornali ebraizzati (lo sono tutti)... Grandi cocktails ebrei.
Campí-Elisi... cocaine... amori... pervertimenti ebrei... Se gli autori tradotti non sono
tutti ebrei, sono per lo meno ebraizzati. Sposi di ebree, pro-giudei, devotamente,
insaziabilmente... Tutti gli i agenti letterari, gli impresari della letteratura e di ogni
espressione artistica, sono ebrei. 1 direttori, le vedette, i produttori e tra poco tutti i
sedicenti creatori del teatro, del film, della radio, della canzone, della danza, della
pittura saranno ebrei. Il pubblico – ossia l’orda degli ariani pacchiani e alcoolizzati
(provincia, città, campagne) – si satolla indistintamente della produzione dei signori
Sacha Guitry, Bernstein, Maurois, Coeteati... i nostri gagà ingoiano i Dos Passos, i
Sinclair Lewis, i Mauriac, i Lawrerice, le Colette... stessa salsa, stesso ungimento,
stesso insignificante cicalio, stesso abbrutente ronzio... Tradotti o non tradotti, essi
rimangono assolutamente identici a se stessi... stesso gonfiamento, stessa
minchioneria,... stesso stambureggìamento, stessi trucchi, stessa inutilità, stessa
insensibìlità, stessa svalorizzazione, stesso fallimento. Per il trionfo di queste
sciocchezze, la critica ebrea, evidentemente, carica a fondo (essa esiste solo per
questo), insiste, incensa, pontifica, acclama, proclama... Nello stesso tempo
perseguita e scaraventa agli inferni, ai peggiori supplizi, i rari mascalzoni, gli ultimi
dubbiosi, i supremi avanzi di iconoclasti, che si permettono, qua e là, di gettare un
po’ d’acqua fredda su questi bolloìí... di non trovare assolutamente, radicalmente,
trasfiguratamente divino tutto quanto è ebreo.
Non bisogna credere ch’io mi smarrisca, ch’io sragioni così per puro piacere,
ho fatto un piccolo giro, ma tomo subito al mio soggetto... In questo nauseante
gocciolio, in questa sdolcinata fraseomania, tutta composta di filamenti ammuffiti, di
cespugli, di ricciolini retorici, gli Ebrei non rimangono inattivi... Essi prosperano a
meraviglia. Tutte le decadenze, tutte le epoche in putrefazione abbondano di Ebrei, di
critici e di omosessuali. Gli Ebrei attualmente sono nei migliori posti, nelle finanze,
nella politica e nelle arti. Vermicolari, persuasivi, vischiosi, invadenti più che mai,
corrono dietro ai Proust, ai Picasso, ai Sacha Guitry, ai Cézanne... si rovesciano in
crescentì maree, sommergono tutto... All’arrivo degli Ebrei corrisponde la suprema
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Riforma, la suprema fregatura degli Ariani... La messa-in-ghetto degli Ariani non
potrà tardare... sotto la ferula negra. Essa coincide con l’avvento della grande Arte
Ebrea, dell’arte robot – surrealista – per indigeni robotizzati. La « tecnica » di questa
conquista del mondo da parte della setta ebraica, della consacrazione
dell’imperialismo ebreo, la apoteosi dell’Ebreo, spirituale e materiale, non ha nulla di
occulto, di segreto. Tutti possono ammirarla... Essa si svolge sotto le nostre finestre...
Basta sporgersi un po’...
Una buona standardizzazione letteraria internazionale, ben avvilente, ben
abbrutente, arriverebbe in questo momento proprio a tempo per completare l’opera
d’insensibilizzazione, di livellamento artistico che gli Ebrei hanno già compiuto in
pittura, musica e cinema. A questo modo, il cielo della robotizzazione internazionale
sarebbe perfetto. Il serpente ebreo avrebbe finalmente, secondo gli oracoli, faito il
giro della terra, dopo aver lacerato, sporcato, pervertito, incarognito ogni cosa al suo
passaggio, beninteso in salsa demagogica, pacifista, progressista, affrancatrice,
massonica, sovietica. L’Ebreo in questo mondo teme soltanto l’emozione autentica,
spontanea, ritmata su elementi naturali. Ogni lavoro non sofisticato, non contraffatto
sino alle midolla, sino alle corde supreme, provoca nell’Ebreo le più feroci reazioni
di difesa. Fiuta immediatamente il rischio, il castigo della sua cosmica, fenomenale,
cataclismica impostura. L’Ebreo ha paura dell’autentico come il serpente ha paura
della mangusta. Il serpente sa che la mangusta non scherza, ch’essa può strangolarlo.
L’autentica sola bilancia per pesare l’Ebreo a peso di porcheria e di soperchieria.
Saccheggiare, rubare, pervertire, abbruttire, tutto quello che trova, pudore,
musica, ritmo, valore, ecco il dono dell’Ebreo, la sua antica ragione di essere. Egitto,
Rorna, Monarchie, Russia, e domani noi, tutto ci passa. L’Ebreo macera le piccole
letterature come i grandi Imperi, a forza di veleni, plagi, incanti, truffe. L’Ebreo non
ha molte capacità, ma quella di orientamento per quanto egli può afferrare, per
rientrare nel suo paniere, nel suo sacco dei malefizi.
Il resto, tutto quello che non può assorbire, pervertire, inghiottire, sporcare,
standardizzare, deve scomparire. E’ il sistema più semplice. Egli lo decreta. Le
banche lo eseguiscono. Per il mondo robot che ci preparano, basteranno pochi
prodotti, riproduzioni all’infinito, simulacri inoffensivi, romanzi, professori, generali,
vedette, il tutto standard, con molto tamtam, con molta impostura e con molto
snobismo... L’Ebreo tiene in mano tutte le leve di comando, aziona tutte le macchine
per standardizzare, possiede tutti i fili, tutte le correnti... e domani tutti i Robots.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
93
Che volete ch’io speri tra tutti questi
cuori imbastarditi, se non di vedere il mio
libro gettato nelle spazzature ?
D’AUBIGNÉ.
Lo standard in ogni cosa è la panacea dell’Ebreo. Più nessuna rivolta da
temere da parte degli individui prerobotici che siamo... i nostri mobili. romanzi, film,
vetture, linguaggio, l’immensa maggioranza delle popolazioni moderne, tutto è già
stato standardizzato. La civiltà moderna è la standardizzazione totale, anime e corpi,
sotto gli Ebrei. Gli idoli standard, nati dalla pubblicità ebrea, non possono mai essere
pericolosi per il potere ebreo. Infatti non si sono mai visti idoli così fragili, così
friabili, cosi facilmente e definitivamente dimenticabili, in un istante di sfavore.
L’educazione delle folle è guidata dall’Ebreo.
Idoli politici, scientifici, artistici ecc. costruiti pezzo per pezzo dagli Ebrei.
Tutte queste vedette : scenaristi, musicisti, tutta questa robetta moderna, tutti questi
saccheggiatori e scopiazzatori, angosciat; dalla preoccupazione di bluffare, di piacere
e di mentire, prostituiti sino alle fibre, sono creati, distrútti, cancellati secondo i
capricci dell’oro e della pubblicità del momento. Questi pretesi immensi creatori
sono soltanto fantocci imbecilli, virtuosi ventriloqui, ebrei o no, che i loro padroni, i
potentati dell’alto giudaismo, i saggi, lasciano sfilare, piroettare attraverso il mondo
per abbagliare, anestetizzare i loro avviliti coloniali. Sino al momento in cui stanchi
delle loro smorfie, tagliano i fili di questi burattini, lasciandoli caderé_nel nulla.
Questo non produce nemmeno un vuoto, dato che non c’era nulla. Gli autori di falso,
di robaccia, di artificioso. di strombazzamenti moderni, tutta l’arte moderna sotto
camuffamenti surrealisti, in salsa dramma, urooristica o farsa, non saranno mai
pericolosi per i loro tiranni ebrei. Privi di ogni emozione diretta, questi clowns non
possono risvegliare nulla nelle masse. Saranno soltanto impiegati, servitori,
leccapiedi, schiavi del dispotismo ebreo. Per uno di questi pagliacci che muore, cento
altri si precipitano per recitare al suo posto, più vili, più servili, più ignobili ancora...
1 grandi lupanari dell’arte moderna, gli immensi bordelli hollywoodiani, tutte le
galere dell’arte robot, non mancheranno mai di saltimbanchi depravati...
L’arruolamento è infinito... Il lettore medio, l’amatore corrotto, lo snob artificioso, il
pubblico insomma, l’abbietta orda divoratrice di cinematografo, gli abbrutiti-radio, i
fanatici vedettisti, questo internazionale, prodigioso, abbaiante brulicame di
chiacchieroni cornuti ed alcoolizzati costituisce, attraverso città e continenti, la base
calpestabile, l’humus magnifico. il terreno meraviglioso, sul quale tutti gli sterchi
pubblicitari ebrei potranno risplendere, sedurre, affascinare. Il pubblico moderno,
abilmente disgustato dalla scienza, dall’obiettivismo e dagli Ebrei, di ogni autentica
emozione, invertito sino alle midolla, domanda solo di satollarsene...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
94
Il negoziante cristiano fa da solo il
sito commercio ; ogni casa è in certo qual
modo isolata ; mentre gli Ebrei sono ceme
particelle di argento vivo : alla minima
pendenza, si riuniscono in blocco.
(Richiesta dei sei Corpi di
Mercanti a Luigi XV).
Non è inutile di ritornare su questo argomento. Dicevamo che ogni articolo da
standardizzare – vedetta, scrittore, musicista, uomo politico, reggipetto, cosmetico,
purgante – deve essere essenzialmente ed anzitutto tipicamente mediocre.
Condizione assoluta. Per imporsi al gusto, all’ammirazione delle folle più abbrutite,
degli spettatori, degli elettori più sdolcinati, dei più stupidi accetta-frottole, dei più
scemi, frenetici declamatori del Progresso, l’articolo da lanciare dev’essere ancor più
fesso, più spregevole di tutti questi individui messi insieme. Questa specie di cretini
scientificolatri, materialistici, prolifici, pullula dopo il Rinascimento... Si farebbero
uccidere per il Palazzo della Scoperta... Quanto alle produzioni letterarie
« standardizzabili » desiderate da questi neo-bruti, i « capolavori » anglo-sassoni
moderni ne rappresentano assai bene l’abbacchiante livello. Che esiste di più
abusivo, in fatto di predicante fesseria, a parte alcuni films, di un romanzo
pretensiosamente letterario, tipo Lawrence, Hardy, Chesterton, Lewis e
compagnia ?... Ve lo domando !... Di più artificioso, di più inutile, di più
stupidamente belante ?... di più cretinescamente vizioso ?... di più caotico per
importanza dei romanzi dei Dos Passos, dei Faulkner, dei Cohen e soci ?... Scipitezze
montate in aspetto « forza », esagerazioni gratuite montate in aspetto « delirio »,
rifrittura dei nostri più vieti, dei nostri più dimenticati naturalisti, assieme travestite e
riservite in salsa « gangster »...
Li conosco un po’ tutti, questi eminenti personaggi dell’arte ebraica anglosassone,
« dannati » di Bloomsbury, neomurgeriani del « Villaggio », cricca di
piccoli servitori di Ebrei, impostori estetiformi... la- più scalcinata accozzaglia di
mistificatori,, di. fantocci cocaino-letteraxii, riuniti per sbavare, per contorcersi, sotto
la calotta delle ebree pisciatrici di romanzi. Tutti questi delicati intirizziti alla Wilde,
tutti questi piccoli dervisci camuffati alla Frankenstein persistono nella loro
buffonata, salsa « lirismo », o salsa « potenza » soltanto grazie all’arroganza,
all’enormità della pubblicità ebraica e alla cretineria congenita degli snobs ariani.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
95
L’Ebreo non vive del suo lavoro, nia
dello sfruttaìneiìto del lavoro altrui
ROCHEFORT.
Mi sembra alquanto difficile sorprendere questi piccoli truffatori in flagrante
delitto... fuorché quando cercano di « trasporre », di « lincizzare »... Copiare,
plagiare, come vi si buttano !... Le nostre biblioteche stridono, gemono a forza di
essere saccheggiate per dritto e per rovescio... Ma « trasporre » direttamente la vita è
un altro paio -di maniche !... I buoni sogni sorgono solo dalla verità, dall’autentico...
quelli che nascono dalla menzogna non hanno mai né grazia né forza... Chi se ne
preoccupa ?... Il mondo non ha più melodia... E’ ancora il folklore, gli ultimi
mormorii dei nostri folklore, a cullarci un po’... Dopo, sarà finito... La notte... e il
tam-tarn dei negri. I buoni sogni vengono e nascono dalla carne, mai dalla testa.
Dalla testa escono solo menzogne. La vita vista dalla testa non vale di più della vita
vista da un pesce rosso.
La sola difesa del bianco contro il robotismo, e senza dubbio contro la guerra,
contro la regressione all’epoca delle caverne e peggio ancora, è Writorno al ritmo
emotivo suo proprio. I circoncisi Ebrei stanno evirando l’Ariano del suo ritmo
emotivo naturale. Il negro ebreo sta facendo cadere l’Ariano nel comunismo e
nell’arte robot, nella mentalità obbiettivista di perfetti schiavi per Ebrei. (L’Ebreo è
un negro, la razza semita non esiste, è un’invenzione massonica, l’ebreo è solo il
prodotto di un incrocio di negri e di barbari asiatici). Gli Ebrei sono i nemici nati
dall’emotività ariana, non la possono soffrire. Gli Ebrei non sono emotivi... sono figli
del Sole, del deserto, dei datteri e del tam-tam... Non possono fare a meno di odiarci
a fondo... con tutta la loro anima di negri... Le nostre emozioni istintive, essi le
detestano... Emigrati, fissati sul nostro suolo, saccheggiatori, impostori, spaesati, essi
scimmiottano le nostre reazioni, gesticolano, ragionano, si perdono in mille sforzi
cerebrali prima di cominciare a vagamente comprendere quello che un Ariano, non
troppo abbrutito, non troppo alcoolizzato, capisce a volo, in venti secondi...
emotivamente, silenziosamente, direttamente, impeccabilmente.’ Lo Ebreo non
assimila mai : imita, insudicia e detesta. Non può abbandonarsi che a un mimetismo
grossolano, senza prolungamenti possibili. Gli Ebrei, i cui nervi africani sono sempre
più o meno di zinco, possiedono una sensibilità assai volgare, per nulla elevata nella
serie umana; come tutto quanto prúiene dai paesi caldi, egli è precoce, tirato su alla
svelta. Non è fatto per elevarsi molto, spiritualmente, per andare molto lofitano...
L’estrema rarità dei poeti ebrei, d’altronde tutti risucchiatori di lirismo ariano, ce lo
prova... L’Ebreo, nato astuto, non è sensibile. Salva le apparenze unicamente a forza
di continue buffonate, simulacri, smorfie, imitazioni, parodie, pose, trovate
filmistiene, bluff, arroganza. Nella sua carne stessa, per provare le emozioni, non
dispone senon di un sistema nervoso di negro, un sistema dei più rudimentali, ossia
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
96
un equilibrio di primitivo. L’ebreo negro meticizzato, degenerato, sforzandosi
nell’arte europea, mutila, massacra e non aggiunge nulla. Sarà costretto, un giorno o
l’altro, a tornare all’arte negra, non dimentichiamolo mai. L’inferiorità biologica del
negro o del semi-negro sotto i nostri climi è evidente. Sistema nervoso spacciato,
espiazione della precocit’, egli non può andare .molto lontano... L’adolescenza negra
e assai breve... Un negro è « formato » a quattro anni. L’Ebreo è ansioso di
raffinamento; è un’ossessione per lui attorníarsi d’oro e di oggetti preziosi, « fare il
raffinato ». Ora, non è mai intimamente raffinato, somaticamente raffinato. E’
impossibile. Ho vissuto a lungo con i negri, li conosco. Smorfie. Occorre al negro
come all’ebreo molta indoratura, molto tamburo tam-tam, pubblicità, perché si
risvegli... Non capisce se non la grancassa o la stridente tromba araba... Passa
attraverso le sfumature, salta, galoppa, cade, fa i suoi bisogni sulle violette appena lo
si lascia libero nei giardini, come un cane male allevato... E dire che noi siamo
diventati gli schiavi sottomessi di questa razza di bruti spaesati ! Malgrado tante
contorsioni e buffonate, l’Ebreo rimane più tam-tarn che violino... disastrosamente
impenetrabile a tutte le onde dell’intuizione, agli entusiasmi impersonali... uno
sciocco avido, follemente preténsioso e vano. E poi. colmo della sfacciataggine, si fa
critico.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
97
Ai miei funerali voglio la fanfara di
Tel-Aviv e i « Cadetti » della via Triangolo.
CÉLINE.
Dio solo sa come l’Ebreo cerca di pulirsi, di raffinarsi « arianamente » per
poter meglio ingannarci, impaniarci. Malgrado questo gigantesco lavorìo, rimane
dopo tanti secoli l’insorpassabile gaffeur dei cinque continenti. -
E’ difficìlissimo scoprire tra i più abbrutiti, alcoolizzati, sottomessi,
rinunciatari Ariani, un individuo che possa essere paragonato, in fatto di gaffes, al
più raffinato degli Ebrei. In tutte le circostanze più delicate, voi riconoscerete l’Ebreo
dal fatto che si precipita letteralmente per poter commettere una gaffe. Si tradirà
immediatamente, impantanandosi sui due piedi, e che piedi ! (di afro-asiatico, figli
della sabbia). E’ normale che ci odi, sia per il nostro senso emotivo spontaneo, per la
nostra sensibilità ariana, per il nostro lirismo ariano, per la nostra umanità diretta, sia
per tutte le altre ragioni messe insieme... Questa nostra superiorità biologica lo
offende intimamente, lo umilia, l’irrita al massimo, lo infuria più di tutte le resistenze
ponderabili ch’egli può intuire... Ansioso di poter commettere delle gaffes, egli
raddoppia subito la sua tirannia. Ma dopo la grande « standardizzazione », l’Ebreo
sarà tranquillo, le gaffes non conteranno più... Chi se ne accorgerà ?... Non certo i
Robots ! Evviva la Libertà ebrea gaffeuse !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
98
Perché non avrei il diritto, nel mio
paese, di urlare che non mi piacciono gli
Ebrei ? I massoni hanno forse scrupoli
quando conducono una guerra a morte
contro i preti ?
CÉLINE.
Parlandovi di queste cose di traduzione, di edizione, mi sono riscaldato tiri
po’... Oh, non credetemi geloso ! Sarebbe conoscere male la mia perfetta
indipendenza. lo me ne strafotto degli Ebrei. Essi possono rendermi la pariglia come
vogliono, a destra o a sinistra, al centro o di traverso. Personalmente mi scocciano
poco, quasi nulla. Si tratta invece di un conflitto puramente ideologico.
Certo, io osservo che grazie all’intromissione degli Ebrei, editori, agenti,
pubblicisti, ecc., sotto l’influenza dei films ebrei aggressivi, corrompenti,
putrefacenti, della politica ebrea in.somma, delle consegne ebree, occulte o ufficiali,
la piccola produzione francese, già così magra e poco raggiante, sta definítivamente
morendo... Gli Ebrei devono schiacciare tutto, è inteso ! Ma la vita non è cosi lunga
né così allegra che questi fatti v’impediscano di dormire. E poi, se vogliamo essere
giusti, gli Ebrei furono sempre aiutati nella loro opera di distruzione, di asservimento
spirituale, dal manierismo « stile nobile, rinascimento », e in seguito pusillanime,
borghese, ufficiale, insomma da tutta la consorteria accademica, puristica,
disperatamente ottusa, che fa soccombere le nostre arti dette francesi.
Quel che più ci esaspera negli Ebrei, quando si esamina la situazione, è la loro
arroganza, il loro spirito di rivendicazione, la loro eterna martirologia perseguitante,
il loro tam-tam. In Africa, presso gli stessi negri, o loro cugini, nel Carnerun, ho
vissuto per anni, solo, in uno dei loro villaggi, in piena foresta, sotto la stessa
capanna, bevendo alla stessa bottiglia di zucca. In Africa, erano brava gente. Qui, mi
seccano, mi fanno schifo. Al Camerun, diventano insopportabili solo nei momenti di
luna piena, con il loro tam-tam... Ma le altre notti, vi lasciavano dormire
tranquillamente, in tutta sicurezza. Parlo di quel paese « pahoin », il più negro dei
paesi negri. Ma qui, ora, in Francia, con o senza luna, sempre tam-tam !... Negri per
negri, preferisco ancora gli antropofagi... e poi, non qui... a casa loro... In fondo, mi
procurano una sola seccatura, una seccatura estetica, non mi piace il tam-tam...
Quanto a sbarcare il lunario, Dio mio ! mi sarebbe straordinariamente facile
cavarmela... Potrei permettermi il lusso, non solo d’ignorare tutte queste turpitudini,
ma di profittare, eccome, grassamente, magnificamente, di questa invasione... Mille
modi, mille precedenti ! Mi sarebbe facile, tra l’altro, se si considerano le mi
attrattive, i miei vantaggi fisici. la mia solida situazione pecunaria, di sposare senza
tante storie una ebreuccia ben a posto... con buona parentela... (ne vengono sempre a
girellarmi attorno, a tastare un po’ il terreno...); farmi, grazie a questo fatto
naturalizzare « un pochíno ebreo »... Prodezza che rende molto in medicina, nelle
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
99
Arti, nella nobiltà ` nella politica... Passaporto per tutti i trionfi, per tutte le
immunità... Tutte ‘ste cose, siamo d’accordo, sanno un po’ di chiacchiere...
storielle !... Cicaliamo !...
Abbiamo notato che gli Ebrei sembrano aver scelto l’inglese.come lingua di
standardizzazione universale (e dire che, per poco, avrebbero optato per il
tedesco !)... Non è forse divertente, a questo proposito, osservare come i giovani
ebrei delle migliori famiglie (Ebrei francesi compresi) vadano quasi sempre a Oxford
per terminare gli studi ? Finishing touch ! La suprema vernice ! Se volessi, se le
circostanze mi obbligassero, potrei forse scrivere i’ miei libri in inglese. E’ una corda
per difendermi, una cordicella del mio arco. Non dovrei lagnarmene... Ma nessuno
mi ha regalato l’arco !... Avrei tanto desiderato che nella vita mi si facesse qualche
regalo !... Tutto sta qui... Per il momento, preferisco ancora scrivere in francese..
Trovo l’inglese troppo molle, troppo delicato, troppo sciocchino... Ma se
occorresse... D’altronde, gli Ebrei anglo-americani mi traducono regolarmente... altra
ragione... e mi leggonol... Non siamo molto numerosi, tra gli autori francesi, quelli di
« classe internazíonale ». Ecco il più triste. Cinque o sei, credo... tutt’al più... E’
poco... troppo poco !... L’invasione a sens unico mi scoccia !...
Gli editori giudeo-anglo-sassoni, molto al corrente della fabbricazione
letteraria, li riconoscono subito i romanzi standard !... Ne fanno fabbricare altri
esattamente simili, ogni anno, a migliaia, in casa propria... Non hanno che da fare
delle « repliche », adornarle con altri posticci... Personalmente, mi sarà possibile
difendermi ancora per qualche tempo, grazie al mio genere incantatorio, al mio
lirismo violento, vociferante, da anatema,... in questo genere molto speciale, ebraico
sotto un certo aspetto, io riesco meglio degli Ebrei, do’ loro delle lezioni... Questo mi
salva. Presso gli Ebrei degli Stati Uniti, io passo per uno spirito forte. Purché la duri !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
100
Noi ordiniamo che ogni Ebreo
maledica tre volte al giorno tutto il Popolo
cristiano e preghi Dio di sterminarlo con i
suoi re e i suoi principi.
IL TALMUD.
Per caso , l’altro giorno, mi è capitato sottomano un giornale che non
conoscevo : « L’Universo Israelita » del 15 novembre 1937... Abbiamo torto a non
leggere regolarmente « Lo Universo Israelita ». Un solo numero di questo giornale ci
insegna assai più, in fatto di cose essenziali alla maTcia del mondo, di tutta la nostra
stampa traditrice, per schiavi, -durante un mese intero.
Così noi leggiamo : « L’arte di Habimah. All’Esposizione 1937 ».
Voi vedete com’è istruttivo...
« L’arte, in generale, può essere divisa in due categorie : arte nazionale e arte
internazionale...
« Alla prima, appartengono principalmente gli artisti della parola : poeti,
oratori, attori...
« Alla seconda, i pittori, gli scultori, i musicisti, i cantanti. Il campo degli
artisti della parola è limitato : si estende su questo o quel paese, talvolta si prolunga
anche sul paese vicino. In altri termini, gli artisti della parola sono organicamente
legati alla loro terra, e solo il loro popolo li conosce, li comprende, li apprezza nel
loro giusto valore.
« Meglio situata si trova l’arte internazionale : i suoi rappresentanti sono amati
dal mondo intero, dappertutto si trovano in casa propria, per essi tutti i popoli hanno
occhi ed orecchi. Gli esempi non mancano. Picasso e Chagall, Rodin ed Epstein,
Duncan e Fokine, Menuchin, Heifetz, Chaliapin...
« Talvolta, alcuni grandi artisti della parola rompono le barriere della loro
lingua e del loro paese e divengono internazionali, come la Duse e Sarah Bernhardt.
Ma questo succede raramente; occorre possedere un valore straordinario, prodigioso,
una situazione particolare, una rara enegia, una lingua universalmente conosciuta.
« Vachtaorgoff, questo geniale regista russo-armeno - e in certo senso anche
ebreo – si è creato un metodo nuovo. Non ha voluto attendere che il grande, il
grandissimo artista fosse nato : lo ha forgiato egli stesso, gli ha comunicato un’anima
vivente. Vi è riuscito soprattutto perché ha saputo unire tutti i valori della parola in
un magnifico insieme, tutti i temperamenti artistici in un solo ritmo, con le qualità
degli uni supplisce alle deficienze degli altri. Per di più, egli ha incorporato in ogni
lavoro teatrale tutte le arti possibili : musica e pittura, cori, danze e canti. Non l’ha
fatto in modo meccanico, ma organico, come la religione nelle sue estasi di preghiera
e di fede.
« La lingua della Bibbia, per quanto bella ci appaia sulle labbra degli artisti di
« Habimah », vi ha un ruolo minimo.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
101
« Non invano numerosi teatri si sono messi a imitare « Habimah ». Hanno
intravisto la colomba dell’Arca di Noè, l’annunciatrice di un’espressione
internazionale per gli artisti della parola, questi emissari spirituali che creano legami
tra i popoli meglio di qualsiasi rappresentante diplomatico. Per queste ragioni noi
dobbiamo tutti salutare « Habimah » e ì suoi artisti, in occasione della loro nuova
venuta a Parigi, e contribuire al loro successo morale e materiale. Nessuno meglio di
« Habimah » saprebbe parlare per noi al cuore dei popoli stranieri che non ci
conoscono o che non vogliono conoscerci ».
o o o
Ci comunicano :
Praga :
« L’Agenzia telegrafica ebrea ci fa sapere che il Sig. Léon Blum, vicepresidente
del Consiglio, che rappresentava il governo della Repubblica Francese ai
funerali del Presidente Masaryk, ha approfittato del suo soggiorno a Praga per
visitare la vecchia e celebre sinagoga Altneuschul. Il Sig. Lèon Blum, che era
accompagnato dalla moglie e della figlia, è stato ricevuto alla sinagoga dal presidente
della comunità ebrea di Praga che gli ha dato il benvenuto in francese e in ebraico ».
Palestina :
« Il Consiglio Municipale di Tel-Aviv ha deciso di dare ad una via della città il
nome del Presidente Masaryk ».
(Il Presidente Masaryk, malgrado tutte le sfacciataggini giornalistiche,
detestava la Francia. Gran principe della massoneria in Europa Centrale, egli doveva
il suo potere all’ebraismo massonico e filo-comunista. Credeva soltanto nella cultura
giudeo-inglese. Ha preparato con tutte le sue forze, d’accordo con Benes, l’avvento
del giudeo-bolscevismo in Europa. La Cecoslovacchia non è che una cittadella
avanzata del Kremlino in Europa).
Vienna :
« Su domanda del governo ungherese, le autorità di Vienna hanno arrestato il
Dott. Buxbaum, di Gerusalemme, delegato al recente congresso dell’Agudath Israel,
a Marienbad.
« l governo ungherese domanda l’estradizione del Dott. Buxbaum che, nel
1919, avrebbe fatto parte del governo di Bela Kun. Era stato condannáto a morte dal
tribunale militare, dopo la fine del regime comunista, ma gli riuséì di fuggire e di
rifugiarsi in Palestina.
« Il console britannico a Vienna ha protestato contro l’a, resto del Dott.
Buxbaum, cittadino palestiniano ».
PICCOLE CRONACA
Palestína :
« Il K. K. L. rimane il grande acquirente fondiario del Focolare nazionale
ebraico, poiché nel 1937 ha comperato 20 mila dunams di terra, sui 25.000 acquistati
dagli Ebrei.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
102
« Malgrado gli ostacoli, il K. K. L. conta di poter comperare quest’anno, per un
mezzo milione di sterline. Le offerte non mancano, dato che lo sciopero è stato
disastroso per l’economia araba. Cosicché gli Arabi sono disposti a vendere tutto
quello che possono.
« Sedici anni fa, il Keren Kayemeth possedeva soltanto 20.000 dunams di
terra. Oggi, noi ne abbiamo oltre 400 :000. Abbiamo realizzato la riforma fondiaria
che consiste nel nazionalizzare il suolo e ci siamo riusciti magnificamente ».
L’Esercito :
« Apprendiamo col più vivo piacere la nomina del Medico Generale Worms,
professore aggregato, attualmente direttore dei Servizi Sanitari del 1 Corpo
d’Armata, a direttore della Scuola Sanitaria Militare di Lione; e gli porgiamo le
nostre più sincere felicitazioni ».
°°°
Ogni numero dell’« Universo Israelita » contiene altrettante informazioni
preziose. Inutile leggere i nostri giornaletti indigeni, addormentatori, divagatori,
sorníonamente frivoli (per ordine). L’« Universo Israelita » li sorpassa, li riassume, li
donúna dall’alto, da lontano. Esso ci dà le vere notizie del Mondo e della Francia.
Sempre nell’« Universo Israelita » del 19 novembre 1937 :
« L’avv. Cernoff ha fatto, domenica 7 novembre, in presenza dei membri di
« Chema Israel », un’importante conferenza su « Il giudaismo fonte di giustizia e di
morale »... 1 nostri lettori conoscono l’avv. Cernoff, uno dei luminari del foro
parigino e del diritto penale finanziario, storico, sociologo scrittore... ed eccellente
ebreo (testuale !). L’avv. Cernoff si è sempre occupato con comprensione e simpatia
dei problemi ebrei... » ecc. ecc... ».
Che ci rivela dunque l’avv. Cernoff in questa « importante » conferenza ?...
« Che è assurdo e criminale volere identificare il giudaismo col bolscevismo, una
dottrina di calma e di evoluzione con una dottrina di violenza e di rivoluzione... ».
Si può essere più sfacciati ?
Che ci racconta ancora l’avv. Cernoff ?
« La rivoluzione bolscevica del 17, alla quale hanno preso parte, tra gli altri,
alcuni ebrei debraizzati... ». Magnifico ! Sublime ! Acciuffate qui l’Ebreo in
flagrante delitto di discolpa, di obliqua propaganda comunista... « Alcuni ! »...
« Debraizzati »... Delizioso ! Adorabile ! Supremo !... Da crepar dal ridere !. Ma il
primo consiglio dei Commissari del Popolo nel 1917 venne intIeramente costituito da
Ebrei... E da quella data nulla ha cambiato !... Avv. Cernoff lo sa benissimo !...
« Debraizzati ? »... Ma il Comintern è il giudaismo stesso !... Il Concistoro più
esecutivo !... più ardente, più intransigente, più sanguinoso che sia mai esistito nel
Pianeta !
Poiché trattiamo della Rivoluzione del 17, si presenta una eccellente occasione
di parlare un po’ del famoso Felice Warburg... il gran banchiere ebreo di New York,
capito ?... il genero di jacob Schiff, capo della famiglia Warburg, della cricca Loeb,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
103
Barush, Hanauer ecc... Warburg che sovvenzionò Trotzky (15 miliardi poi 200
miliardi), Parvus, Lenin e tutti gli altri per rivoluzionare la Russia nel 1917. Era forse
anche lui « debraizzato » ?... Faceva forse parte di quegli « alcuni » ebrei... ?
Non pare... E’ morto proprio recentemente a New York, il 20 ottobre scorso,
questo potentissimo Felice Warburg, vero istigatore, creatore del Comunismo in
Russia... (tranquillizzatevi, la famiglia Warburg non è ancora estinta)... Che cosa
apprendiamo a proposito di questa morte ?... Che tutte le sinagoghe del mondo intero
risuonano, ronzano di preghiere per il riposo della sua anima... Solenni servizi
funebri succedono a solenni servizi funebri... A Parigi, il 31 ottobre, Léon Brainson,
presidente delrO.R.T. (la grande opera ebraica)... Rothschild, Bodenheimer, Bader,
Weill ecc... si sprofondano in lamentazioni... ralto giudaismo è in lacrime... il basso
giudaismo pure... Tutta la tribù attorno ai rabbini per piangere la perdita del grande
Patriarca ebreo, americano-sovietico-miliardario... Elogi funebri grandiloquenti...
Elogi funebri degni di un grande monarca... Luigi XV non è stato che un piccolo re
in confronto di Felice Warburg di New York... Suvvia, tendete il pugno !... Il segno
di croce ebreo !... Come nelle sinagoghe !... Per l’anima di Felice Warburg... per la
sua felicità completa.
Non vorrei, per quanto il mio parere può valere, creare dispiaceri attorno a
me... Si trova sempre qualche eroe tra tanti velleitari, invertiti, in salsa Proust, Gide,
Bordeaux... Il loro merito è immenso, tanto più in un paese dove il lettore si rivela
sempre più raro... Ecco dunque una falange veramente stoica, che diminuisce ogni
giorno di più, che finisce col soccombere nelle basse bisogne del giornalismo e della
radio... Legata dagli youtres alla galera delle litanie ebree per masse avvinazzate...
D’altra parte, lo dico subito, sarebbe sbagliato credere che io mi atteggi a
modello ch’io desideri essere copiato... Certo, ho la mia piccola musica personale, e
con i tempi che corrono non sono numerosi quelli che possono dire altrettanto...
Diventano sempre più rari a causa della meccanica, della fatica cerebrale, della
frenetica castrazione obbiettivista... Questo non impedisce di essere gelosi... La
gloria è per gli altri, non per me Sarei inetto su questo punto... lo grido per principio.
Ecco tutto. Non mi piacciono l’importanza, le faccie false. Tutti questi individui che
s’istallano in casa nostra, mi urtano, mi scocciano.Se ho il diritto. So in modo,preciso
che l’arte Gidiana, dopo l’arte Wildiana, dopo l’arte Proustiana, fanno parte
dell’implacabile continuità del programma ebreo. Condurre tutti i goym
all’inversione. Contaminare accuratamente la loro élite, la loro borghesia, con
l’apologia delle inversioni, degli snobismi, delle vanità, smidollarli, ridicolizzarli in
tal modo che alla minima scossa del proletariato – che gli Ebrei avranno
peAttamente, meticolosamente eccitato a tempo, infarcito di odio e di invidia –
questa pretesa élite precipiti in fondo alla cloaca... Una buona caccia al sangue e i
conti saranno regolati !...
Torniamo a quel che umilmente mi riguarda. Io non sforzo nessuno a
comperare i miei libri. Tutta la critica è in allarmi, di fazione alla porta di ogni
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
104
libreria per impedire cfìe mi si comperi. L’eventuale lettori si trova accuratamente
avvertito dalla critica ben ebraizzata (di destra come di sinistra, lo ripeto),
eternamente virulenta per buttar giù la mia mercanzia. Anche i libra in generale, mi
sono ostili... Hanno i loro gusti, gusti di Francesi meschini... essi deplorano...
Fessi !... Ah, se io avessi voluto urlare con gli « mancipatori ». come m’è stato tante
volte proposto !... Otto giorni prima dell’uscita del mio libro « Morte a credito », non
un solo giornale di sinistra si è astenuto dal venirmi a offrire, per mezzo di un inviato
speciale, articoli in favore... colonne intere... e a che prezzil... Otto giorni dopo, che
disastro !... Immondi buffonil... Come son fessi e vili. Per me è indifferente che non
mi si comperi più. Conosco duecento altri modi e meno faticosi per guadagnarmi il
mio piatto di zuppa !... Tutti quei rospicciattoli mangeranno rifiuti quando io saprò
ancora offrirmi selvaggina... Ah, se avessi urlato come loro, come mi avrebbero
trovato interessante ! Un leone ! Un profeta ! -Insorpassabíle !... Ah, come mi
avrebbero definito : Una delle Voci del Mondo !. Ah, se potessero correre alla stessa
velocità di quella con cui io li mando a farsi benedire, come guadagnerebbero il
Grand Prix !... Ma che importanza hanno tutte queste chiacchiere ?... Io sto.
divagando...
Tra i miei colleghi, ve ne sono alcuni ammirabili. Non li cito tutti, non voglio
storie... Ecco, per esempio, Simenon, quello dei « Pitard », se ne dovrebbe parlare
tutti i giorni !... Marcel Aymé scrive novelle meglio di Maupassant. I
« Conquistatori » di Malraux, a parer mio, sono un capolavoro ! Evidentemente, ora,
la stampa ebrea li gonfia a pieni polmoni. Sono gli inconvenienti del mestiere, Elia
Faure, benché mezzo youtre, mezzo massone, m’appassiona, fuorché quando parla
d’amore; allora sragiona a tutto andare, si mette a soppesare intere tonnellate di
gaffes, come quasi tutti gli ebraizzati, quando si lanciano nel sentimento. Mi piace
assai Lenôtre. Mi piace Dabit delle « Villa Oasis » pur cosil poco nota... Paul
Morand (quando non cerca di fare del romanzo, dell’emozione) mi pare sia un
rigoroso modello di scrittore. E Mac Orlan ! Aveva tutto previsto, tutto messo in
musica, trent’anni prima. Se potessi, farei la raccolta di tutti i suoi « Disegni
animati »... Tanto per dirvi che non sono per nulla delicato... Mi piacciono tutti i
generi, nessuno mi sembra inferiore, a condizione che la materia sia organica e
organizzata, che il sangue circoli, dappertutto, attorno e dentro, che il cuore respiri
coi polmoni, che si regga insomma, che il libro si muova, con un punto di catalisi ben
vivo, il più vivo possibile, al centro, ben nascosto, nel fondo delle carni, che non ci si
inganni, che palpitì~ che non ci sì venga a vantare un povero cadavere tra fruscii di
chiacchiere... Tutti i truffator~ i velleitari tipo « genio », gli inorganici, mi dan voglia
di vomitare. Darei tutto il Proust di questo e dell’altro mondo per un « Brigadiere,
voi avete ragione », per due canzoni di Aristide Bruant... Ah, se ci si mette a delirare.
bisogna avere davvero la febbre... non bisogna far finta... Preferisco ancora Claude
Farrère a dodici o tredici falsi monetari... Per mio conto personale, devo molto a
Barbusse, a Daudet di « Sogno risvegliato ». Tra i pittori, Vlamink mi sembra quello
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
105
che più si avvicina al mio ideale... con Gen Paul e Mahé... Non bisogna immaginarsi
che tutti costoro.siano poeti o lo siano stati... Sarebbe un errore fatale ! Può darsi, che
mi detestino... o che, in vita, m’avrebbero detestato... Gran parte di essi, non li ho
mai visti. Non ci tengo per nulla a vederli, né a piacer loro... Solo i parrucchieri della
vita, i prostituti, ci tengono a piacere... Più si è odiati, io trovo, e più si è tranquilli...
Questo semplifica molte cose, non val più la pena di essere ben educati, io non ci
tengo per nulla a essere amato... Non ho bisogno di « enerezz »... E’ come’l’onestà,
la probità, la virtù... Quali sono i muri del mondo che sentono parlare più sovente di
queste cose ?... Sono ; muri di un gabinetto di Giudice istruttore... Quali sono le
arene dove si vocifera di più in nome di tutte le Libertà ? della Francia ai Francesi ?
di abolizione delle ingiustizie e dei privilegi ?... Quelle del comunismo, piene zeppe
di Ebrei deliranti di razzismo e di voracità... Torniamo ai nostri cari niontoni...
Divago come una vecchia portinaia... In materia di « letteratura », io non poso
dunque a modello, oli no ! Mi hanno enormemente copiato, certo, senza dir nulla...
senza divulgare... era fatale... Qua e là, un po’ dappertutto e in parecchi altri paesi...
Quelli che mi copiano forzatamente mi detestano, mi sputano addosso appena
possono, e più di tutti gli altri messi insieme... Sono padre di numerosi figli,
magrolini, che fanno i prodi anselmí in nome mio, i piccoli ispirati, i piccoli
febbricitanti profeti, à destra, al centro e soprattutto a sinistra. Non voglio disturbarli,
sono discreto per natura, i padri sanno che bisogna ritirarsi in ombra, che ai figli
piace di fare un po’ i gradassi... Non voglio disturbare, arrivare tra di loro come un
rompiscatole... Sento persino per essi, lo confesso, un po’ di tenerezza ben
comprensibile... Vorrei poter loro passare un po’ di glicero-fosfati perché si
rinforzino le ossa... perché abbiano un’armatura più solida... In generale, sono molti,
puzzano ancora di scuola, di chiacchierii, mancano di fegato. Mi fanno pena al
guardarli... Per poco li rinnegherei... E’ scocciante, insomma, che non abbiano
piuttosto continuato a scrivere in ben educato stile goncourtiano... Ben educati come
un carnefice... Se si è avuto il tempo per studiare cosii bene l’aggettivo « ben
educato », quando esso sale alla penna, vuol dire che si è già secchi come una
bastonata. Credetemi, ne ho fatto sovente l’esperienza. La nostra bella letteratura
neo-classica, goncourtiana e proustofila non è che un immenso parterre di scemenze
disseccate, una duna infinita di ossicini agitati. Per riuscire nella franca grossolanità,
non basta, sarebbe troppo facile, invocare lo sterco ogni volta che non sí sa più che
dire. Certi romantici e classici, quando cominciavano a impappinarsi, a perdersi su
un terreno traditore, invocavano il Padre Eterno alla riscossa. Lo imponevano. E
zitti ! Accettatelo ! Veneratelo ! Per ben riuscire nel « volgare », è indispensabile che
tutto l’istinto vi ritenga, che tutto vi allontani... sembra paradossale... dagli
avvoltolamenti osceni... dai vili abbandoni del comune... dalla materia morta... da
ogni immondizia... Che tutto, invece, vi richiami dispoticamente verso la vita, verso
il fluido, verso la danza...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
106
La grossolanità non è sopportabile se non nel linguaggio parlato, vivo,... e
nulla è più difficile del dirigere, dominare, trasporre la lingua parlata, il linguaggio
emotivo, il solo sincero, il linguaggio comune, in lingua scritta, di fissarlo senza
ucciderlo... Provate... Ecco la terribile « tecnica » che rompe le gambe a quasi tutti
gli scrittori, mille volte più difficile dello stile detto « artistico » o « disadorno »
« standard » manìerato, ricalcato, quale s’impara a scuola sulla grammatica. Rictus,
che si cita volentieri, non ci riusciva sempre, oh no ! Era costretto a ricorrere alle
elisioni, alle abbreviazioni, agli apostrofi... Trucchi !... Il campione del genere è
Villon, senza dubbio. Montaigne, pieno di pre ‘ tese a questo riguardo, scrive
esattamente all’opposto, in ebreo, con molti arabeschi, quasi come un predecessore
di Anatole France o di Proust...
Appena ci si sente un po’ « comuni », nella fibra e nell’intimità, la miglior cosa
da fare è di votarsi alle belle maniere, di fare carriera nello « stile disadorno » con
elegante concisione, con delicata sobrietà, finemente tremolante, uso Colette. Tutti
gli « stili perfetti » allora vi appartengono !...
Più nulla da temere nei vostri slanci !... Voi non sarete mai preso in fallo... Il
mondo cosi pantanoso, così sporcaccione, così basso di sedere, per il medesimo usa
soltanto dei foglietti sterilizzati... Che distinzione !... La sola, in verità. Per questa
unica ragione, voi osserverete che le dame si affannano, tremano, trasaliscono alla
minima grossolanità... Esse, pur sempre così vicine alla scopa, sempre così persone
di servizio per natura, appena scrivono, si lanciano nello stile più prezioso, più
raffinato, più orchidea... Esse pigliano a prestito soltanto da Musset, Marivaux,
Noailles o Racine... le loro seduzioni, i loro travestiiiienti... Supponiamo che si
lascino andare... oh, allora ! Eterni dei ! Sarebbe veramente la fine del mondo !...
Pure, scrivere di sterco, di deretano, di questo o di quell’attributo sessuale, non ha in
sé nulla di osceno né di volgare. La volgarità comincia, Signori e Signore, col
sentimento. Tutta la volgarità, tutta l’oscenità ! col sentimento ! Gli scrittori e le
scrittrici di oggi, ebraizzati, addomesticati sin dal Rinascimento, virtuosizzano,
frenetizzano nel « delicato », nel « sensibile », nell’» umano », come dicono... Per
questo, nulla sembra loro più convincente, più decisivo, del racconto delle prove
d’amore... dell’Amore... per l’Amore... a causa dell’Amore... tutti i bidets lirici,
insomma...
« Che cos’è che entra duro ed esce molle ? ». Ecco un bell’indovinello... Quelli
che sanno, rispondono : il biscotto !. I films sono la stessa cosa... Cominciano duri e
finiscono molli... in sugo « sentimento ». Le folle se ne rimpinzano, ‘è la loro felicità,
la loro ebbrezza. Non ne hanno mai a basta ! Non costa mai troppo ! La letteratura,
d’altronde, li prepara ad apprezzare tutta questa porcheria. La letteratura si inette al
livello dei più avvilenti soggetti di cinematografo. Essa vegeta solo più a questa
condizione, non sa come ebraizzarsi di più, come piacere di più, come infangarsi di
più, come aumentare ancora la dose di sentimentaleria... Lo spirito « bancario »,
insomma !... Lo spirito del buffone Tabarin (1630, è già ebreo)... Nel prossimo atto,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
107
si ammirerà la pulce sapiente ! Signori e Signore, il popolo vi manderà al diavolo,
uno di questi giorni !... E allora tutti in prigione !. e Robots, per Dio !... e sempre
avanti col surrealismo !... Il trucco dell’arte moderna è ancor più sìmplice !... Ve lo
spiegherò a gratis... Fotografate un oggetto, un oggetto qualsiasi, sedia, parapioggia,
telescopio, autobus, e poi ritagliatelo in « puzzIe »... Sparpagliate i pezzetti su un
immenso foglio di carta, verde, crema, arancio. Poesia !... Avete capito ?... Quando il
robot vuole della poesia, lo si rimpinza... Per il momento, siamo soltanto al primo
stadio della decrepitezza naturalista, manierata, cosmeticizzata, napoletanizzata,
persuasiva, adulatrice, vociante. Attendete qualche mese !... Avrete l’arte robot !... Si
corrompe lo schiavo ariano, lo si prepara in mille modi... Se un Ebreuccio arriva,
detentore di un nuovo modo di minare, di rincretinire ancora di più l’Ariano, ancor
più intimamente... il suo avvenire è assicurato... E quale avvenire !... Quale
sfolgorante contratto !... A Hollywood bastano tre settimane di intensa pubblicità
mondiale per trasformare il più mingherlino, sofistico, rancido, ulceromatoso di
piffero ebreo in sorprendentissima Fenice... per rincarnarlo Michelangelo +
Rembrandt + Pico della Mirandola !... L’Ebreo è all’origine di tutto il
cinematografo... ai posti di comando, Hollywood, Mosca, Billancourt... Meyers su
Meyers... Korda, Haes, Zukor, Chaplin, Paramount... Fairbanks... Ulmann... Cantor...
ecc. ecc... E’ in mezzo alle sale-circuito, nelle redazioni... nelle critiche... alla cassa...
dappertutto... Quel che viene dagli Ebrei torna agli Ebrei... Automatico....
Inesorabilmente... Al loro passaggio, hanno fatto man bassa su tutto, portano via tutta
la sussistenza spirituale di quei fessi Ariani abbrutiti. Come. hanno bene insegnato
alle folle, gli youtres della pellicola, l’oscenità sentimentale ! tutte le « arezze e le
confessioni » !... Il modo di deporre lunghi baci !...
Il teatro precipiterà una sera, tra poco, tutto intero, nel cinema... nella fossa
comune, nella gigantesca fognatura ! nell’Attrazione Universale ! nell’arte mondiale
ebrea. Voi osservate come la corrente delle vedette (tutti grandi geni, evidentemente,
teatrali e cineasti) diventa sempre più intensa, sempre più animata, in questi ultimi
tempi, tra Hollywood, Mosca e le capitali europee... Questi « artisti » viaggiano
soltanto in servizio comandato... Partecipano tutti alla grande colonizzazione
mondiale voluta dal cinematografo. ebreo... Ognuno apporta a Hollywood il suo
piccolo tradimento personale, le sue piccole informazioni intime, le sue piccole
vigliaccherie, infinitamente ansioso di piacere sempre più ai Ben Mayer, ai Ben
Zukor... frementi di poter loro apportare ancora una particella emotiva, rubata alle
arti autoctone, alle arti ariane, per facilitare ancora di più il passaggio della putrida,
filmata mercanzia ebrea... Piccoli segreti di penetrazione... Tutto questo
puntualmente retribuito... un traffico abbietto... Ebrei di tutte le smorfie, unitevi !... il
vostro colpo è fatto !
Altro traffico parallelo, per le apprendiste vedette, tra l’Europa e Hollywood.
Traffico delle più belle, delle più desiderabili giovani Ariane, assai docili, ben
selezionate dai Khedivé negroidi ebrei di Hollywood... Registi (?), scrittori (?)...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
108
macchinisti... banchieri assortiti... Tutti i vizi dell’universo ebreo... Non si tratta più
della tratta delle bianche verso Buenos-Aires... si tratta del viaggio verso la
California, dell’alto lusso... Quanto c’è di meglio nel gregge, assolutameunte di
prima scelta... Tu non hai ancora sedici anni... Vuoi far carriera ?... Vuoi essere
adulata ?... Dimmi ?... Vuoi essere la Regina dell’universo ebreo ?... Aspetta... Credi
che basti esser bella ?... Credi ai giornali di cinematografo ?._ Oh, non è ancora
finito !... Vuoi essere promossa regina, piccola canaglia ?... Favorita mondiale ?
Benissimo ! Allora devi piegarti al signor Levy-Levy, detto Samuele l’Abissino,
detto Kalkenstein, detto Ben Cinema... Oh, basta con le parole ! Ed ora, il turno di
un’altra ! Va pazzo soprattutto di « iond », il signor Kalkenstein, Ben Cinema... come
tutti i negri... Possiede, care aspiranti, tutte le vostre fotografie allineate sul suo
tavolo direttoriale... Il Parco dei Cervi ? Abdul-Hamid ? Rio de janeiro ? Robetta da
primitivi ! Hollywood fa ben meglio !... una selezione assai più fine... più astuta, più
razionale... Prefazione della grande Riserva delle più belle bianche per gli Ebrei,
esclusivamente. La. selezione francese dei germogli di bellezza si trova in particolar
modo adocchiata dagli sciacalli ebrei di California. Una magnifica riputazione di
mondane precede le Francesi dappertutto... Il nababbo giudeo-canacco di Hollywood,
uscito tardi dal suo ghetto... vuole... è naturale, è il re... rendersene conto...
Ho conosciuto uno di questi pascià... era splendido nel suo genere... d’altronde,
è morto, diremo così, sul lavoro... Dal momento del suo arrivo in Francia non la
smetteva più sino al momento della partenza... Collaudava personalmente tutte le
aspiranti vedette... Soltanto Ariane e piccole borghesi... l’Ambizione !... E
quell’Abissino era orribile al massimo ! brutto, vecchio, sporco, pesante e fesso, una
vera sozzura, sotto tutti gli aspetti... un vero rifiuto di ghetto. Mai incontrava
resistenza !... Se le pappava tutte !... con la speranza, col miraggio ebreo, con le
buone paroline !... Ah, don Giovanni ! che abile parlatore !... Teneva un taccuino per
notare le sue conquiste... talvoltá 25 in un mese... Era sadico come trentasei gatti
persiani... Ogni tanto, l’avventura finiva male, succedevano storie, il padre o i fratelli
intervenivano... Ma i pascià sono protetti... Quello là aveva persino, addetto
specialmente al suo servizio, un vero commissario di polizia, incaricato di vigilare
sulla sua persona per cavarlo d’impaccio... quando le cose si complicavano... La
polizia interveniva. Si risvegliava persino, di notte, il Prefetto nella sua Prefettura,
perché desse ordini... di ricondurgli le pecorelle quando esse scappavano...
assolutamente come sotto Luigi XV... Servono a qualcosa, le nostre imposte... Ma
non vorrei montarvi la testa, non vorrei che a vostra volta vi credeste pascià... C’è
un’enorme differenza !... Il « Buon Piacere » sussiste, certo... ma non sono più gli
stessi che ne approfittano... Non biogna confondere... Voi, fessacchiotto di Ariano,
riceverete una sonora lezione se vi pigliasse il gusto di darvi, a vostra volta, delle arie
di satiro ! nemmeno per la quarta parte ! nemmeno per un decimo ! ve ne farebbero
subito passare la voglia !... Non avreste nemmeno il vantaggio d’essere inviato alla
Bastiglia ! Andreste dritto, dritto alle prigioni segrete... Oh, scandalo ! sozzura
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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indigena ! brutto macaco ! cagnaccio infetto !... alla cuccia !... Queste cose si
capiscono solo come ragazzate, passatempi di conquistatori, distrazioni di Khedivé.
Bagattelle ! L’opera seria non ne risente. Al contrario !... Il programma talmudico
non patirà ritardi ! L’erotica fa parte del programma. Capitolo intimo.
Quanto ai principi generali, essi sono intangibili. Osservate che tutti i films
francesi, inglesi, americani, ossia ebrei, sono infinitamente tendenziosi, dai più
benigni ai più amorosi... dai più storici ai più idealisti... Esistono e si propagano solo
per la più grande gloria d’Israele... sotto diverse maschere : democrazia, eguaglianza
delle razze, l’odio dei « regiudizi nazionali », l’abolizione dei privilegi, la marcia del
progresso ecc... la valanga delle chiacchiere, democratiche, insomma... il loro preciso
scopo è di abbrutire sempre più l’ariano... di condurlo al più presto a rinnegare le sue
tradizioni, i suoi disgraziati tabù, le sue « superstizioni », le sue religioni,... a fargli
rinnegare il suo passato, la sua razza, il suo ritmo : a vantaggio dell’ideale ebraico.
Di far nascere in lui, grazie al film, il gusto ben presto irresistibile per tutte le cose
ebree che si comperano, per la materia, per il lusso, e persino per le verghe e le
catene, che, colmo !, l’Ariano stesso paga, strada facendo, con un esorbitante
« supplemento ». Persino per l’apparato che lo rende schiavo e l’abbrutisce.
Voi noterete che nei films, PEbreo, in quanto « personaggio ebreo » non
appare mai ai nostri occhi se non come « perseguitato », commovente personaggio
schiacciato dalla malignità delle cose, dalla sfortuna... e soprattutto dalla brutalità
degli Ariani... (vedi Chaplin)... « Piagnucolare nutrisce ! ». E bene !... L’umorismo
ebreo è sempre unilaterale, sempre diretto contro le istituzioni ariane. Non ci fanno
mai vedere l’Ebreo avido, vorace, larvale, avvoltoio, arrogante, quale sa trasformarsi,
fregolinizzarsi continuamente, nella vita di ogni giorno, secondo i bisogni della
conquista. Pure, che campo prodigioso per lo spirito degli umoristi ! analizzatori,
satirici, virulenti raddrizzatori di tutti i torti, fanatici giustizieri, fini bersagliatori
dell’iniquità ! Quale manna ! Quale ultra-sorprendente mater-iale di imprevisti !
d’incredibili trovate sceniche ! tutta questa gigantesca calata di topi youtres
sull’universo, insaziabili, voraci, deliranti, arrabbiati, muniti di un vírus che annienta
il mondo !... sotto i nostri occhi... quale ciclone universale !... Dal grottesco nel
cataclisma alle più strazianti scene di orrore !... Dalla Russia subcarpatica ai deserti
americani !... Il mondo in tortura !
Strano ! Al momento di avvicinarsi a questi paraggi ínfernali, di occuparsi del
proprio problema, del proprio destino, l’Ebreo, il Djibouk delle arti, Pebraizzato
esita, sfugge, scompare... Più nessuno !... Al momento di affrontare la più reale, la
sola questione umana del momento, di pungere un po’ questo bubbone : la Congiura
ebrea, la sua infiltrazione, l’accaparramento delle leve di comando, la trama
insomma della demiurgica, apostolica ebraica... più nulla ! Più nessun ebreo !...
Queste folgori di humour, questi spietati scalpelli, questi drammaturgi super-vibranti,
s’inteneriscono... questi extra-lucidi si impappinano... questi travolgenti superanalizzatori
si mettono a scherzare, tutta la cricca super-artista youtre ondeggia,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
110
schiva, bara, va, ritorna, piroetta, s’arrangia in definitiva per correggere, ritoccare,
confondere, abolire, lacerare ancora una volta la buona vecchia carogna borghese
(sempre nazionale), la vecchia carne dissoluta, fetida, stanca di marcire... E per una
volta ancora ci servono i « privilegi della nascita »... i « pregiudizii nobiliari », le
« gelosie criminali », gli « amori » contrariati... i superamori della cinquantina... gli
scrupoli disastrosi, le viete tradizion~ le perversioni dell’ereditarietà, l’imbecillagine
degli industriali ariani... le menopause del Genio... ecc. ecc... insomma tutto il teatro
di Bernstein... internazionale... i vecchi ciarparni fuori uso, la fiera dei fantasmi
abusivi, slavati, rifritture di vecchie ricette drammatiche... Tutto assolutamente
vuoto, grossolanamente inattuale, artificioso, truffa urlante... Sempre contro le « 200
famiglie » di ricchi ariani...
Ma chi viene a raccontarci le porcherie autenticamente ebree delle 500.000
famiglie sfrenatamente ebree, accampate sul suolo francese ?... Lo spaventoso
progredire della orda ebrea mondiale ?... Nessuno... Il nostro strangolamento
pregressivo ?... Eppure, ecco il vero dramma ! Nessun altro dramma esiste in
confronto a questo !...
Non ho esitato, per conto mio, a scagliarmi con tutte le inie forze contro la
borghesia. Questo lo faccio meglio di un Ebreo, as-sai meglio, in piena conoscenza
di causa... Ma ad ognuno il proprio turno di ricevere sferzate d’ortiche !... Ora, vorrei
che appunto fossero gli Ebrei a pigliarne a sazietà ! Le meritano ! Eccorne !... Che
attendono per lanciare i loro strali i supervibranti violoncellisti dell’humor e della
tragedia ?... Spietati, meticolosi, sfrenati, sotto tutti i cieli, per svelarne gli errori e le
piaghe, fanatizzati dalla minima pustola sociale, eroi capacì di riversare scrofole
torrenziali... ora che governano... come mai li vedo taciturni, pieni di spirito ?... Che
sorpresa ! Che delusione ! Nell’humour come alla guerra, quelli che comandano
devono sapersi esporre in prima linea. E’ elementare ! Giustizia immanente ! Il
magnifico Luigi XIV (e tutta la sua corte era piena di canaglie !) ne sentiva di quelle
ben pepate e di tutti i colori, sul proprio conto ! E si gloriava di ascoltarle. I nostri
Ebrei invece sono più meschini. intolleranti. suscettibili, cattivi giocatori... Aspetto
sempre qualche commedia sostanziale, un’opera veramente dell’epoca, dei nostri
Bernstein, Verneuil, Achard, Passeur, Deval, jouvet, Sacha Guitry e soci... che ci
mostri gli Ebrei nel loro grande lavoro di asservimento, di conquista, di penetrazione.
Come devono essere ben informati ! E’ il momento di essere obbiettivi ! sfolgoranti !
realisfi !... con o senza perifrasi !... ciascuno secondo il proprio temperamento ! il
proprio umore ! le proprie predilezioni ! Mostrarci senza tanti complimenti l’Ebreo
intento a portarci via il nostro denaro... a farsi bello grazie alla nostra fesseria.
Scommetto, questo non lo si vedrà mai !... E nemmeno in film ! e nemmeno nelle
canzonette !... Al tragico ? Al rocambolesco ? Decisamente, il famoso humour
ebreo... l’obbiettivismo spinto... l’analisi spintissimá... l’arabesco ideologico... la
profezia modernizzata... tutte queste meraviglie, tutte queste verità servono
unicamente per l’Ariano : analisi dell’Ariano... polverizzazione dell’Ariano... Mai
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
111
per l’Ebreo... Tutti i films ebrei sono infarciti di oltraggi per l’Ariano, di adulazioni
per l’Ebreo... E’ la regola... Esaminate da vicino, cari cornuti... come tutti questi
Marx, questi Chaplin, questi cantor... ecc... ci pigliano ben bene in giro... Se ci fanno
vedere un Ebreo in teatro, in un film, in un music-hall (tutti i music-halls sono ebrei),
in quanto ebreo, ebreo confesso, allora scommettete a colpo sicuro ! Ve lo serviranno
sotto una forma infinitamente idealizzata ! commovente ! simpatico, spiritoso, votato
corpo ed anima per il riscatto delle nostre innumerevoli depravazioni, dei nostri
sanguinolenti eccessi, delle nostre fantasie di pitecantropi incurabili, di inveterati
massacratori... Egli si offre... e noi, bruti, lo laceriamo !...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
112
Nei films (tutti ebrei), quanto è
grottesco, delitto, imbecillità è per noi; i
ruoli simpatici, la Gloria, la Finezza, lo
Spirito, la Bontà, la Bellezza, l’Umanità,
sono per gli Ebrei.
CÉLINE
Ogni piccelo Ebreo nascendo trova nella culla tutte le possibilità di una bella
carriera di metteur en scène, di grande attore, di grande rabbino, di grande canaglia,
di grande banchiere... Se qualche audace non-ebreo si avventura nel cinema. dovrà
dare prove di servilità assoluta. Se riesce a farsi tollerare, ammettere tra gli Ebrei,
bisogna che continuamente aggiunga buone dosi di genio, di ebraizzamento... senza
arresto e senza fine... ch’egli si faccia abbindolare e così profondamente... ch’egli si
pieghi... offra tutto se stesso, per poterli amare tutti nello stesso tempo... Bisogna che
i suoi films gocciolino letteralmente d’ideologia messianica e di humour supertendenzioso...
Se non riesce a dare cento e centomila prove di strisciamento bavoso,
vischioso, irrefutabile, non andrà a Hollywood ! Non potrà mai salire le cime della
carriera... Non conoscerà mai Ben-Cameraman, il Supremissimo in persona... la
« erusalemme vivent » dei nostri giorni... di cui noi, Arianì, adoriamo tutti i
messaggi, grazie ai miracoli della luce... ai Messaggi in cui ci ordina di restare in
ginocchio... di pregare... di attendere... buoni e docili... Attendere di essere tutti
infornati.... inculati ognuno al prqprio turno... ve ne sarà per tutti... è l’Ostia di
Hollywood. Gerusalemme Ben Yiyi !... In questa attesa. si versa tutto il denaro per la
questua... si rimasticano le nostre « speranzielle » per tutto quello che ci
occorrerebbe avere nei nostri portafogli così vuoti... così tristi... Ma, consoliamoci,
pensa a noi ` Ben Yivi... è laggiù per la nostra felicità... E’ già Dio !
In altri tempi, i nobili mantenevano un teatro nei loro castelli. Recitavano
commedie in famiglia : pubblico, attori, autori, tutti appartenevano alla famiglia.
Oggi, i teatri parigini sono ancora teatri di famiglia, funzionano secondo gli
stessi principi, tutto vi è ebreo : pubblico, attori, autori, critici... Appartengono tutti
(music-halls corripresi) alla grande famiglia ebrea... le commedie anche... oppure
sono talmente aggiustate, contraffatte, ebraìzzate... tendenzìose... « silenziose »... che
diventano per forza ebree. Eccoci dìínque tornati al teatro di famiglia, per una certa
« categoria sociale », per i grandi profittatori del momento, per ì nostri padroni
ebrei... Il successo del lavoro teatrale che si recita dipende interamente dagli ebrei,
esso è alimentato, sostenuto, propagato dalla consorteria ebrea : gioiellieri, alta
moda, banche, gagà, pellicciai, lenoni... ecc... Se per caso penetrate in uno di questi
teatri (d’avanguardia o di retroguardia),’ vi troverete una strana atmosfera equivoca...
straniera... Ma no. sarete voi lo strano... lo straniero... Voi non sarete mai veramente
interessato dagli spettacoli... Non vi toccano.-. Non parlago la vostra lingua... Vi
troverete a disagio... Un certo snobismo, una certa arroganza vi daranno sui nervi...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
113
un certo tono mellifluo vi allarmerà, una certa insistenza tendenziosa... oscenità
sentimentale... un certo orribile cattivo gusto... un certo ritmo... vi irriteranno...
Questa gente parla in uno strano modo specioso, reticente... a tratti predicante... poi
impappínantesi,.. questi attori si comportano in modo altrettanto -strano... bottegaio...
han sempre l’aria di vendere... non si sa che... dell’amore ?... del sentimento ?... di
vantare qualche articolo ?... Per Dio ! Ma voi siete in un suk !... In un « Teatro di
famiglia » ebreo. Voi siete un intruso... E i « Teatri per Mass » ? (ancora più ebrei di
tutti gli altri teatri) malgrado tutti i loro anatemi, le loro declamazioni, le loro
angoscie, non sfuggono alla grande regola del giorno : « Teatri per famiglie ebree »,
creati, concepiti, sovvenzionati per la virulenta, forsennata difesa degli interessi
mondiali ebrei, delle privilegiate famiglie ebree, della grande famiglia ebrea (contro
di noi).
Strettamente « familiari ed ebrei » questi teatri detti popolari, comunisti... e di
qui la ragione dei terribili fiaschi, ineluttabili, molto facilmente prevedibili, in Russia
come in Francia : Teatri del Boulevard, Teatri di Cultura... stessa salsa... stessa
preoccupazione... stessa missione !
Questi teatri di famiglia possono veramente interessare solo le famiglie ebree, i
nostri potentati negroidi, ossia i loro parassiti, le loro sgualdrine e i loro clienti,
framassoni e altri traditori... In tutto simili agli spettacoli speciali che Grimaud de la
Reynière montava nel suo castello di Passy. Essi interessavano soltanto lui, la sua
famiglia, la sua cricca, le sue sgualdrine, i suoi fittavoli e gli altri grandi parassiti,
infinitamente gaudenti, satrapi stravaganti che pensavano tutti press,a poco allo
stesso modo sulle questioni essenziali e sui modi di divertirsi.
Quando Lord Sarnuel, visconte ebreo inglese, capo del partito liberale, ci
dichiara a bruciapelo : « La Francia è la prima potenza interessata nel
Mediterraneo », noi comprendiamo perfettamente quel che vuole dire Sua Grazia :
« Tutta la Francesaglia ai posti di combattimento ! Tutta la carne da cannone sul
ponte ! ». In fondo, si tratta di intenderci bene, una volta per sempre. Léon Blum,
razzista implacabile, pacifista sanguinario, pensa anche lui soltanto alla nostra morte
e non ce lo -nasconde. Egli precisa assai chiaramente le parole di Sua Grazia Samuel.
Mette i puntini sugli i. In uno stile d’altronde molto semita, ramificato, inviluppato,
negroíde, prezioso, reticente, untuoso, super-duhamelizzato, scíropposo, un vero
« passo scelto » d’Harach-lucum, quello che i francesi negrificati degli studi classici
chiamano Bello Stile. Oh, come scrive bene, il nostro Blum ! Com’è intelligente !
Ah, l’Oriente ! Ecco quel che ci sussurra Blum : « li impegni internazionali sono
annullati o messi in scacco se le potenze che li hanno firmati non sono decise ad
andare sino in fondo. D’accordo. ma andare sino in fondo vuol dire accettare il
rischio di una guerra. Bisogna accettare il rischio di una guerra per preservare la
Pace ».
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
114
Non si direbbero due ladroni, due chirurghi ebrei associati, Samuel e Blum,
d’accordo per spingere il paziente verso la tavola operatoria... per persuaderlo a
lasciarsi taglizzare ?...
Piccolo particolare divertente, conoscete il ritmo dell’invasione ebrea a Parigi ?
Prima del 1789 500 ebrei
Nel 1800 4.000 »
Nel 1830 10.000 »
Nel 1848 18.000 »
Nel 1870 30.000 »
Nel 1914 90.000 »
Nel 1936 400.000 »
°°°
Altro particolare pittoresco,. notiamo che sotto FilippoAugusto, gli Ebrei
furono proprietari della metà di Parigi e vennero cacciati dal popolo stesso, tanto si
erano resi odiosi con le esazionì, con la pratica dell’usura. Furono di nuovo Nanditi
sotto Luigi il Bello, Carlo VI, Luigi XII, Luigi XIV. Finalmente Luigi XVI, minato
dalla democrazia, piu’ debole dei suoi predecessori, pagò con la sua testa la
resistenza degli altri re agli Ebrei. In questa storia, la democrazia, la liberazione dei
popoli non c’entra...
°°°
Sapete – è assai piccante – quel che rispondeva il nostro grande patriotta
Poincaré (sposato con una ebrea) ai rappresentanti di un’importante società
finanziaria, venuti per pregarlo di difendere i loro interessi contro i Rothschild ?
« Signori, spero non ci penserete sul serio !... Già una volta ministro delle
finanze, posso essere di nuovo da un istante all’altro chiamato a ricoprire una carica
importante... e basterebbe una parola del Barone Rothschild... ».
°°°
Tardieu, il nostro grande neo-puritano, dev’essere di que’sto parere anche lui...
Eccome ! Ne è convinto ! Figuratevi ! Nemmeno lui non ci parla mai degli Ebrei !...
Chi si mostra abbastanza pazzo per inimicarsi le banche ebree, può dire per sempre
addio al Potere, a tutti i Poteri ! anche ai-Poteri camuffati !... Diversioni ! Finte !
Morfina !... In fondo a tutte queste politiche esiste una sola cosa seria : la congiura
mondiale ebrea... tutto il resto son solo chiacchiere, storielle, bomboncini,
caramelle...
°°°
Malgrado le apparenze e le smargiassate della Storia, i Francesi non hanno mai
avuto il senso nazionale. Hanno fatto numerose guerre, lunghe e sanguinose, tra di
loro e contro . il estero, ma quasi mai per conto loro, sempre per l’utile di una cricca
straniera. Successivamente colonia romana, poi italiana, durante secoli... spagnola,
inglese, tedesca... ora colonia ebrea, la Francia si offre in realtà alla banda più astuta,
più sfacciata di gangsters del momento, che la curvano, la beffano e la dissanguano...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
115
°°°
La Francia è una nazione femmina, sempre disposta a cambiar d’idee.
Ascoltate le prostitute come chiacchierano a vuoto sulle curve del marciapiede, in
tutti gli angoli dei vespasiani... ciarlano, parlano di inezie sino ad averne il disgusto...
si arrabbiano per sciocche meschinità... ecco, esse, rappresentano la « era Franci »...
La Francia, come queste prostitute, discende ogni anno più in basso, nell’ordine dei
magnaccia e nell’ordine dei pettegolezzi. Esaminatele bene, nel loro ambiente,
questo vecchie prostitute : finiscono tutte in mano ai negri, ben contente, ben
alcoolizzate, ben soddisfatte, ben battute... La Francia è vicina a questo momento !
Al momento del negro.
°°°
Ogni Francese che prende il potere, si sente perduto senza stranieri, senza
ordini dell’estero. Si affretta subito a vendersi, è la sua prima preoccupazione...
Noi non abbiamo mai avuto un re, un presidente del Consiglio, un
convenzionale, un « capo » che non fosse almeno due o tre volte venduto ad una
potenza estera. In definiti~a, alla camarilla ebrea.
°°°
Parliamo di cose meno gravi. Conoscete questa predizione di Dostoievsky
(dopo la Comune del ‘71) : « Quando tutte le ricchezze dell’Europa saranno
dissipate, ci rimarrà la Banca degli Ebrei ! » ?
°°°
Parliamo ancora di guerra.
Sapete perché, nella grande ecatombe 14-18, gli Ebrei ebebero solo 1.350
morti ? Voglio spiegarvelo : perché l’Ebreo Abrahami, detto Abrami, cittadino turco,
originario del ghetto di Costantinopoli, fu durante tutte le ostilità Sotto-segretario di
Stato nel ministero francese degli Effettivi. Molto semplice ! Venne ampiamente
assecondato dall’ebreo Rheims, colonnello direttore del Reclutamento nel
Dipartimento della Senna. Cosii sia !
°°°
Non basta ! Sapete ‘perché la nostra Giustizia Militare, sino all’ultimo giorno
della guerra, si mostrò così implacabile, feroce, repressiva, verso il soldato semplice
francese ? Perché la Giustizia Militare era agli ordini del signor Isaac Israè], rivinèita
di Dreyfus, sotto-segretario di Stato, con Mandel-joroboam Rothschild, figlio del
vero re di Francia, come dittatore effettivo presso il burattino Clemenceau.
Ammirevole distribuzione di lavoro. Il generale Mordacq, ebreo, direttore del Gran
Quartiere. Ecco l’ammazzatoío ariano al completo...
Quanto al Registro dei Reclami !...
Non lasciamo ancora la guerra. Sapete che tutte le guerre, e non solo l’ultima,
sono state premeditate dagli Ebrei; regolate in anticipo, come carta da musica ? E’
divertente osservare da vicino i pìarticolari di questa impresa. Di ritrovare le parole
ebree (anche nell’antichità) profetiche. Il profeta Daniele (Levitico XXVI) non
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
116
predicava forse per l’anno 1914 « la grande Bufera mondiale, l’inizio della fine degli
imperi goy ?». Chiacchiere di un illuminato ? Senza dubbio...
°°°
Fatto più serio : sapete che lo studente Princip, l’assassino di Seraievo, a cui
recentemente hanno elevato una statua a Belgrado, era ebreo ?
°°°
Conoscete integralmente la risposta di Guglielmo II, durante la guerra, alla
superiora dell’Abbazia di Mendret (Belgio) ?
« No, Signora, non ho voluto la guerra, il responsabile non sono io. La guerra
mi è stata imposta dagli Ebrei e dalla Massoneria ».
°°°
Una recente, tardiva eco della « Grande Illusione » :
Dichiarazione di Lloyd George alla Camera dei Comuni, il 19 giugno 1936, sul
problema palestiniano : « Nel 1917. lo esercito francese si rivoltava, l’Italia era
scossa, la Russia era matura per la rivoluzione e l’America non si era ancora
schierata dalla nostra parte... Da ogni lato, ci informavano ch’era d’importanza
vitale, per gli Alleati, davere l’appoggio della Comunità ebrea ».
E questa guerra cino-giapponese ? Appartiene alla stessa specie di tutte le
guerre del pianeta. Rappresenta uno degli atti del Conflitto Mondiale nel Teatro
Giallo, della lotta a morte tra ebrei e anti-ebrei. Tra pochi secoli, non esisterà più né
tempo, né spazio, né popoli per occuparsi d’altro che del Conflitto : Ebrei contro
anti-Ebrei...
°°°
Sono i libri degli Ebrei che vi mettono meglio al corrente sullo stato delle
rivendicazioni ebree, sulla temperatuta del loro odio e del loro razzismo. Leggiamo
nel libro del professore ebreo Arturo Ruppin, professore di sociologia all’Università
ebraica di Gerusalemme : « Se è vero, come i Nazi pretendono, che il posto preso
dalla minoranza ebrea nella vita culturale ed economica germanica era insopportabile
ai Tedeschi non ebrei non è, inen vero che il modo usato dal governo tedesco per
risolvere il problema, con un totale disprez~ zo dei diritti degli Ebrei, costituisce un
vero oltraggio. Quando Napoleone I volle risolvere il problema degli Ebrei in
Francia, convocò il Sinedrio a cui sottopose un certo numero di questioni... ».
To’ ! To’ ! Avete sentito ‘sto furbacchiotto ? Questo professore Arturo
Ruppin ! com’è divertente ! col suo Sinedrio ! Ma fu.esattamente il Sinedrio a far
saltare Napoleone. Non Wellington ! Non Nelson !
No, Napoleone non sarebbe morto a Sant’Elena,
se Napoleone non avesse « sinedrizzato ».
Sinedrio ! E’ stato il maggiore artefice della disfatta napoleonica. E’ grazie al
Sinedrio, questo grande Concistoro ebreo, che venne selvaggiamente sabotato il
supremo tentativo d’unificazíone ariana dell’Europa...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
117
°°°
Quel che nelle riviste diplomatiche s’intitola « la grande tradizione inglese »,
non è altro in realtà che la politica ebrea mondiale (come il famoso ottimismo detto
anglo-sassone non è in realtà se non l’ottimismo ebreo, il loro canto trionfale di negri
esultanti), Sempre, gli Ebrei hanno minato, rovinato, insudiciato con i loro intrighi, e
quali intrighi !... ogni serio tentativo di federazione europea. Ogni tentativo è fallito,
a causa degli Ebrei...
Gli ebrei, in fatto di unificazione dell’Europa e del Mondo, vogliono sentir
parlare soltanto della loro unificazione ebrea, sotto i talloni ebrei, l’Impero Mondiale
tirannico ebreo...
°°°
E quest’altro brano dello stesso autore, Ruppin, non vi fa -riflettere ? Vi spiega
un po’ l’implacabile marcia verso il ghetto, la nostra stavolta ! « Nel Medio-Evo,
quando la vita economica si basava sul sistema delle ghilde (corporazioni ariane), era
considerato come disonesto il cercare un bersaglio molto elevato, poiché si sarebbe
attentato alla sicurezza degli altri membri della corporazione. Ma l’Ebreo, escluso
dalle ghilde, vedeva attorno a sé, non dei colleghi, ma dei rivali in quanti
esercitavano la sua stessa professione. Era continuamente in conflitto con lo spirito
dell’organizzazione delle ghilde. Il suo modo di trattare gli affari sembrava
immorale, biasimevole, dal punto di vista adottato nel Medio-Evo. Rimangono
vestigia di questo modo di vedere nel codice professionale dei medici e degli
avvocati, ai quali è severamente proibito di sollecitare malati o clienti. In materia di
commercio, questa concezione è totalmente scomparsa col sistema delle ghilde. I
metodi commerciali degli Ebrei si trovano riabilitati dall’adozione generale che ne
venne fatta; la ricerca del guadagno e la libera competizione divennero la base del
sistema capitalista. Gli Ebrei guadagnarono immediatamente una posizione
importRnte nella banca, industria e commercio, migliorarono ed allargarono i loro
affari, raggiunsero il primo rango nelle professioni liberali e riuscirono ad assicurarsi
un’esistenza migliore e priva di ansietà. Sovente, giunsero anche alla fortuna e,
talvolta, sino alla grande opulenza ».
Vi dice tutto, il signor Ruppin : e perché la vostra stampa è muta e perché vi
trovate così in basso nella melma e perché ne sarete soffocati... Giudaicamente
soffocati. Perché finirete nell’inferno ebreo. D’altronde, l’Ebreo Kurt Munger nel suo
libro « La Voce di Sion » ve lo annuncia :
« Sarà impossibile sbarazzarsi di noi. Noi abbiamo corroso il corpo dei popoli,
noi abbiamo infestato e disonorato le razze, spezzato il loro vigore, putrefatto tutto,
con la nostra civiltà muffita ».
°°°
Volete sapere come l’Ebreo Leone Trotzky, creatore dell’Esercito Rosso, tratta
nel suo libro « La mia vita » i soldati di questo esercito ? « Scimmie senza coda, fiere
della loro tecnica, che pretendono essere uomini ».
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
118
°°°
Voi immaginate certankente che se i Sovieti avessero voluto uccedere Trotzky,
l’avrebbero già fatto da molto -tempo ! Se egli li avesse veramente scocciati ?...
Trotzky ! Un compare !... Rappresenta il Diavolo in questa farsa... L’inviato di Stalin
lavora nell’« esportazione » ecco tutto... (quardo non servirà più sarà eliminato).
Voi conoscete forse di nome « L’Adunata Universale per la Pace »... ?
Creazione dell’Unione Sovietica finanziata dall’U.R.S.S., schema di un vasto fronte
popolare internazionale ? Sapete come il dottor Temple, arcivescovo anglicano
(ebreofilo) di New York ha parlato nell’ultima adunata ?... In questi terinini :
« Sarà forse necessario che scoppi una nuova terribile guerra per ristabilire
l’autorità della Società delle Nazioni. Occorrerà forse che la generazione attuale e
quelle future siano decimate, sacrificate, in una nuova guerra mondiale, perché la
lega ginevrina ne esca rinforzata... cosi come l’ultima guerra fu indispensabile per la
sua creazione... ».
To’ ! To’ ! Anche i protestanti ? Ottimo scherzo ! Il protestantesimo non è che
una cappella` del più grande ebraismo. Il protestantesimo deve tutto all’ebraismo,
anzitutto la sua « Riforma ». Il Patto universale anglo-ebreo riposa sul
protestantesimo. Religione di transizione. Quando per strada, vi chiederanno l’obolo
per l’» dunata Universal »... saprete di che’si tratta...
°°°
Più vicino a noi e assai meno grave, sapete perché l’Accademia Francese
subisce una nuova raffica di satirici, velenosi attacchi ? Perché i libellisti e i
dernolitori della sinistra si accaniscono,* nelle loro riviste e satire, a mostrarci gli
Accademici più incontinenti, più smidollati che mai ?... Perché le grandi feste ebree
del ‘37 sembravano suonare la campana a morto per l’Accademia ?... Perché i
giornali l’abbandopano ?’ Perché il suo conto è bell’e liquidato... Ah, perché essa,
non si è affrettata, quand’era ancora in tempo, ad attirare in. casa propria Bernstein,
Maurois, Picasso, Sacha Guitry, Colding, Francis Carco, tutti gli Alexandre, i
Sarnuel, i Leo, che aspettavano, e qualche militare ebreo per colorare un po’
l’assortimento ? si sarebbe salvata di giustezza. Ora, è troppo tardi ! I suoi mesi sono
contati ! Vecchia toeletta, vecchia guardaroba impertinente, voi sarete rasa a terra ! E
per la prima !
Osservate com’è divertente, tutte le piccole accademie si affrettano a fare il
loro piano di youtre, a dare ulla grande youtrerie centomila prove di sottomissione
strisciante... di comprensione assoluta... di fai-si ben wderc da Roffischild... di
ebreizzarsi in modo da corrompere tutto... Spettacolo esilarante !... Sarebbe
umoristico che volassi anch’io, sfrenato, alla riscossa della vecchia baldracca. No !
No ! Traveggole ! L’Accademia Francese ha fatto molto, enormemente, ha fatto tutto
il possibile per il trionfo della camarilla ebrea, per la nostra colonizzazione in tutti i
campi da parte degli Ebrei. Antichissima, vecchia, crollante bagascia vorrebbe ora
chiudersi a doppia mandata. Barricarsi da quel lato ? Con che ? In che modo ? Ecco
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
119
delle chiacchiere impossibili ! Ragionamenti burleschil Storie ! Essa deve crepare, la
vecchia sozzura, per opera dei negri, come ha sempre vissuto.
Il Francese se fosse curioso imparerebbe molte cose. Se volesse, per esempio,
conoscere tutti i nomi, i veri, di quelli che lo dirigono e soprattutto i nomi dei
genitori e dei nonni di quelli che lo comandano, che governano tutto in casa súa, che
fanno la sua politica (destra e sinistra), il suo teatro, la stia amministrazione, le sue
finanze, la sua Istruzione Pubblica,.la stia pittura, la sua musica, i suoi romanzi, le
sue canzoni, la sua medicina, la sua giustizia, la sua polizia, la sua aviazione e, tra
poco, tutti gli alti quadri della sua Marina e del suo Esercito (non i combattenti); si
accorgerebbe che col passare degli anni, dopo l’affare Dreyfus soprattutto, i Francesi
di razza sono stati poco per volta completamente eliminati, scoraggiati, ridotti al
minimo. banditi da tutti i posti di comando ufficiali o occulti, ch’essi non possono
più sul proprio suolo, sistematicamente castrati e disarmati, formare altro che un
gregge amorfo nelle mani degli Ebrei, carname pronto per gli aminazzatoi. Che ogni
nuova funzione si trova immediatamente occupata, ogni vuoto colmato da un Ebreo,
ebraizzato, massone, marito di ebrea- ecc... Il negro sale implacabile, meticcio
sadico, intransigente. E non parlo della nostra nobiltà così perfettamente satura di
sangue negro !... Mi citavano l’altro giorno il caso di una grande famiglia, di uno dei
più grandi nomi di Francia, in cui su 135 portatori valevoli, autentici, del nome e del
titolo, 73 erano ebrei ! per matrimoni, parentela, riconoscimenti ecc... E questo non è
un caso speciale, la proporzione serve per quasi tutte le « grandi famiglie »... Gli
Ebrei-negroidi non sono in casa nostra. Siamo noi ad essere in casa loro.
I caporioni comunisti francesi immaginano che, una volta istaurato il potere
comunista in Francia, saranno ancor loro a dirigere i comunisti francesi ! Grottesca
illusione !... Per quanto canaglie, sottomessi, viziosi, cornuti, comunisti, ariani voi
possiate essere, voi sarete buttati giù, sicuro, voi, i capi, per i primi ! E’
indispensabile ! Non bisogna che le masse possano deviare. S’insegneranno loro,
d’un sol colpo, le buone maniere. E anzitutto a dimenticarvi. A non riconoscere più,
al disopra di loro, che il potere ebreo, l’autorità ebrea assoluta. . Si insegnerà loro
d’un sol colpo l’abolizione degli « stupidi pregiudizi di razza », di cui voi siete
infarciti. Ah, poveri stupidi ! Comicissimi fresconi ! Vi burreranno giù ! Per la sola
ragione che non siete ebrei ! Non avete mai indovinato attraverso alle sdolcinature
ebree, tutto il loro disprezzo, lo straordinario schifo dell’Ebreo per l’« intoccabile »,
insormontabile fanfarone, grandeloquente idiota che siete ?... Stupidi, boriosi, creduli
burattini ?... Vi metteranno a posto, i vostri maestri del supremo pensìero ! sin dalle
prime fucilate nelle prime buche. Le vostre condanne, capi comunisti francesi,
saranno tutte redatte, registrate, firmate sul tavolo del Comintern e per la « prima,
ora ». Voi avrete condotto, imbecilli, frivoli, accattoni della cica, le vostre orde sino
all’ammazzatoio. Ma non andrete più in là. Il vostro ruolo si arresterà a quel punto...
Perché essi possano aprirsi un varco, la vostra scomparsa si impone, senza esitazioni.
Pappagalli, i vostri padroni hanno già troppo sentito le vostre- chiacchiere. Voi non
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
120
sapete sino a che punto li scocciate ! Le vostre masse, fatta la rivoluzione, dovranno
imparare altre canzoni, ma non con voi ! mai più con voi !... Appena istaurati i
Sovieti, pioverà su noi dal Comintern tutto un terribile volo di corvi mistici, di
migliaia di Ebrei implacabili, commissari del nuovo ordine atroce, di quel nuovo
ordine che voi siete così impazienti di conoscere, caporioni comunisti francesi !
Sarete serviti ! rimpinzati ! Sta perfettamente scritto negli astri che sarete voi a
guernire i primi pali di esecuzione, con le vostre carnacce servili. Non sono teste
quelle che voi avete sul collo, son noci di cocco... e voi sapete come si fa ad aprirle !
Un colpo secco...
Ci entrerete nel nuovo ordine ! Ma con una pallottola nel cranio !
Ogni tanto, gli Ebrei stessi si scomodano per avvertirci un po’. Ascoltate, sarà
breve, questo eccellente Ebreo, Elia Marco Ravage, com’è interessante :
« Noi Ebrei siamo degli intrusi. Siamo dei distruttori. Ci siamo impadronítí dei
vostri beni, dei vostri ìdeali, dei vostri destini. Li abbiamo calpestati. Siamo stati noi
la causa principale dell’ultima guerra e non soltanto dell’ultima, ma di quasi tutte le
vostre guerre. Siamo stati non soltanto gli autori della rivoluzione russa, ma gli
istigatori di tutte le grandi rivoluzioni della vostra storia ».
Century Magazine, gennaio 1928.
Ah, l’Ebreo, quando sì sbottona, è curioso a sentire, non è casuístíco per
nulla !... Non cerca giri di frase... è franco (ah, ‘sta parola !).
°°°
Quest’altro è ancora più netto : « Se tra cinquant’anni, voi non vi sarete già
tutti ìmpiecati, voi erìstìani, non vi rimarrà nemmeno di che comperare la corda per
farlo ».
L’EBREO MIRES
Reagire ? Ma come ? Ma perché ?... Dal momento che possiedono tutto l’oro
del mondo, in virtù di quale sofisticheria gli Ebrei non tenderebbero a prendere il
potere ?... Tutto il potere ?... Affrontare il giudaismo mondiale è come affrontare il
Vesuvio con un piccolo innaffiatoio, per spegnerlo.
Diversione...
Una bella storia... la Grande Epoca Arverna.
« Attaccato dai Romani, Bituit, re dei Callì Barbari, fece appello a tuttì ì suoi
guerrieri... Sul suo carro intarsiato d’argento, con l’asse delle ruote in bronzo, egli si
avanzava rivestito di rame, drappeggiato di collane e di braccialetti d’oro. La sua
muta di cani da caccia lo accompagnava. Dietro gli squadronì della sua scorta, si
affollavano duecentomìla Calli con le loro lunghe spade, con le loro picche rìlucenti
e con i loro grandi scudi di piatti, di vimini o di legno, dipinti a colori vivaci. Quando
dall’alto delle colline fl re vide nella vallata del Rodano il piccolo quadrato delle
legioni romane, esclamò. « Ce ne sarà appena di che dar da mangiare ai miei
canì... ».
°°°
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
121
Un’altra storia vecchia e brutta... I Callì della decadenza...
« Si trovano dei Galli su tutte le rive del Mediterraneo, al soldo di tutti i
principi o di tutti gli Stati che hanno un’ingiuria da vendicare o un’ambizione da
realizzare. Nel corso del 111 secolo, non successe una guerra a cui non avessero
preso parte contingenti Galli, sovente nei due campi avversari e gli unì contro gli
altri... Più di una volta, terminata la guerra, per sfuggire alle rivendicazioni dei - loro
legionari, i Tolomei d’Egitto o il Senato di Cartagine li affirarono in agguati e li
fecero massacrare... ».
(Estratto da « I Calli » di Albert Granier).
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
122
Ori Ebrei sono la sostanza stessa di
Dio, mentre i non-Ebrei sono soltanto serne
di bestiame.
IL TALMUD.
Ammirate ora l’Ebreo galantuomo intento a giocarci con la « tima reciproc ».
Osservate com’è insidioso, pseudo-scrupoloso, inoffensivo e filosofico.
(Estratto da Forum, grande periodico americano, ottobre 1937) :
FIGLI DELLA RAZZA MARTIRE
di Maurizio M. Feuericht
« Ho imparato assai presto nella mia vita che ero Ebreo e che esisteva una
« questione ebrea ». In seguito, dovevo imparare, sempre più, che gli Ebrei, in quanto
gruppo, non agiscono come le persone normali, ossia come la maggioranza dei
cittadini.
Figlio di rabbini, uscito da una tipica famiglia ísraelita. io non potrei nutrire
pregiudizi contro gli Ebrei e non ho alcuna intenzione di nascondere a me stesso che
sono ebreo. Ma che qualcuno abbia avuto il sentimento innato della sua qualità di
Ebreo, proprio non lo credo. E’ questo un sentimento che viene inculcato ai piccoli
ebrei press’a poco nello stesso tempo che s’insegna loro a &rlare; e ogni
insegnamento religioso tenderà in seguito a fare in modo che non dimentichino che
sono differenti dai Gentili. Il mio più antico ricordo risale alla celebrazione della
« Festa delle luci » (Scianukah). Seduto ai piedi di mio padre, come succede a
innumerevoli altri piccoli ebrei, io ascolto il racconto della palpitante storia di Giuda
Maccabeo e dei suoi coraggiosi soldati che arrischiarono la vita per la religione.
Accendo delle candele e canto :
Figli della razza martire,
liberi o nei ferri,
risvegliate l’eco dei vostri canti, ovunque siate dispersi sulla terra.
« Questo tema dei « figli della razza martire » mi è stato cosi detto e ridetto che
la mia sensibilità ne è stata presto e profondamente penetrata. « Popolo oppresso ».
« martire », « pregiudizio », « persecuzione » : ecco le prirne parole di cui ho
compreso il senso. Se i piccoli Gentili mi chiamavano Ebreo. in casa si affrettavano a
spiegarmi che si trattava di un insulto e che la gente non ama gli Ebrei. L’istruzione
che ricevevo in famiglia non mi permetteva mai di dimenticare il, passato. Ogni
piccolo Ebreo, deve passare a sua volta attraverso le persecuzioni che il suo popolo
ha subìtc in 3000 anni.
« Dopo la “Festa delle Luci”, celebrai la Pasqua e detestai con tutta la forza del
mio cuore di bambino il Faraone che aveva perseguitato gli Ebrei. Per timore che
dimenticassí troppo presto la fuga precipitosa attraverso al Mar Rosso, mi fecero
mangiare del pane senza lievito, evocazione di sofferenze vecchie di 2.000 anni. Alla
scuola della domenica, mentre nella stessa,ora gli altri banabini ascoltavano i
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
123
racconti delle fate o giocavano ai soldatini di piombo, io, a casa mia, imparavo le
atrocità dell’inquìsìzìone spagnola, l’imprigionamento degli Ebrei in quartieri
riservati, nei ghetti.
« e risultò per me, come per gli altri bambini ebrei. un complesso di
perseguitato che accrebbe a misura che crescevo. Non avevo imparato gran che dei
principi religiosi del giudaismo, ma non ìgnoravo.nulla dell’affare Dreyfus, del Ku-
K1uxKlan, dell’esclusivismo di certi clubs, di certi hótels, delle « quote »
universitarie. E’ un simile insieme di conoscenze che, più di tutto, dà all’Ebreo di
oggi il sentimento di essere ebreo; noi abbiamo infatti più coscienza dei tortí subiti
che della nostra religione stessa. Questa malattia di persecuzione perverti ì nostri
rapporti con l’ambiente. Un Ebreo che sbaglia un esame o un affare, che tenta invano
di farsi una posìzione o di entrare in un club, si dirà : « E’ colpa della prevenzione,
perché sono ebreo ! ». Non se ne troveranno molti tra di noi disposti a riconoscere
che potrebbero esistere, in simili occasioni, ragioni divcrse e personali. Certo, l’uomo
che sbaglia cerca la causa dello scacco dappartutto, fuorché in sé. E’ un aspetto della
natura umana. Ma noi, Ebrei. ci allontaniamo dalla normalità anche perché abbiamo
fatto di questa tendenza un’abitudine dello spirito a cui ricorriamo continuamente per
consolarci delle nostre disgrazie.
« Nell’importante istituto universitario dove ho terminato i miei studi, il 15%
degli studenti erano Ebrei, numerosi membri del corpo insegnante pure. Malgrado
questo, sì rinfacciava all’istituto di scartare sitematicamente gli Ebrei ; e parecchie
famiglie gridavano all’antiseinitismo perché i loro figlì non erano riusciti a far parte
di ti n’associazione. di una squadra sportiva, non eran stati ammessi agli esami
oppure non avevano ottenuto buoni voti. lo, a diretto contatto con ]oro, li conoscevo
come ragazzi male educati, pigri, continuamente accontentati nei loro caprìcci;
sarebbero stati giudicati indesiderabili anche se fossero stati protestanti o buddisti.
« Sí potrebbe citare un numero infinito di esempi di questo genere, applicabili
a tutte le età, Perché in numerosi casi se è vero che a tutti i tipi di israeliti.
l’antisemitismo entra veramente in gioco, non è inen vero che il preteso pregiudizio
di razza è in pratica un legittimo riflesso di difesa diretto contro un mdividuo. La
maggior parte dei Gentili sono equi, inclini a giudicare le persone secondo i loro
meriti personali. E’ l’Ebreo che provoca rnalintesi con la sua suscettibilità sempre in
agguato.
« Una persona afflitta dalla malattia di persecuzione è sempre presa dal cieco
desiderìo di rendere colpo per colpo. La presenza di un Gentile ad una cerimonia
ebrea è severamente crit;eata daglì Ebrei che bruciano vìceversa dal desiderio di
essere ricevuti dai Gentili. Che un Ebreo commetta il delitto, condannabile più dì
tutti gli altri, di prender moglie tra i Gentili, e sentirà tutta la forza del pregiudìzio
che gli Ebrei hanno elevato essi stessi attorno a sé.
« Certe conseguente di questo stato d’animo di rnartirizzato sono a lunga
portata e causano un danno irrimediabile all’individuo ebre Esse intaccano persino i
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
124
Gentili meglio disposti. Infatti, dato che l’Ebreo si mostra d’una sensibilità morbosa
a proposito del suo giudaismo í Gentili sastengono dal fare una critica illuminata
sulla questione, per paura d’essere accusati di anti-semitismo. E così l’Ebreo si vede
privato dal beneficio di un esame leale dei punti discordi e dei pregiudizi realmente
esistenti.
« II lato tragico di tale questione nasce dall’attitudine illogica dell’Ebreo, il
quale si lagna amaramente.che, in primo luogo, si veda in lui l’Ebreo e non
l’individuo. Dimentica che il suo primo movimento personale è sempre quello di un
Ebreo. I giornali pubblicano che Isacco Rubens, di anni 26, ha scassinato la scorsa
notte la drogheria Smith ? Tutti gli Ebrei della città scattano e gridano alla
diffamazione. Ma che Alberto Einstein rivoluzioni il mondo delle scienze con le sue
teorie, ed ecco gli stessi Ebrei raggiare di soddisfazione leggendo l’articolo sul
« grande scienziato israelita ». Pure, bisognerebbe che ci decidessimo a scegliere
quel che noi attendiamo dalla gente. Che ci prendano per individui o per ebrei ?
« Credo non saremo mai individui normali sinché resteremo in preda a questo
stato d’animo di martirizzati, sinché sfuggiremo al nostro perfezionamento
individuale, sinché troveremo più comodo di accusare gli altri dei nostri difetti ».
Vedete com’è benigno ! Che abile tiratinal Scrive come Dubamel, pensa come
Duhamel.
Dopo l’acqua di rose, gli avvertimenti...
Il giornale « Il Momento », pubblicato a Varsavia in yiddish, il più importante
giornale ebreo dell’Europa Orientale, ci ha dato nel suo numero 260 B del 13
novembre 1934 un interessantissi :mo articolo intitolato : « Lazzaro Moisevic
Kaganovic, il rappresentante di Stalin e il suo alter ego »...
Alcuni brani molto istruttivi, profetici :
« E’ veramente un grand’uomo questo Lazzaro Moisevic... Un giorno, regnerà
nel paese degli Czar... Sua figlia, che va verso i 21 ani è divenuta moglie di Stalin. E’
eccellente, riguardo agli Ebrei, questo Lazzaro Moisevic... Come vedete, è utile per
noi avere un uomo di fiducìa nei migliori posti. ».
Non passa giorno senza che voi troviate – se ci fate un po’ attenzione – nel
vostro giornale abituale, di destra, di sinistra o d’informazioni, ossia triturato
secondo il vostro fulce gusto per questa o per quella politica (in pratica, tutte ebree,
semplice diversità di banchi di vendita nello stesso bazar della soperchieria), cento
trafiletti... articoli interi consacrati al trionfo, alla gloria del più grande giudaismo. Il
vostro giornale abituale è letteralmente farcito di questi echi di cronaca, trafiletti di
teatro e di cinematografo... rivista della grande diplomazia... concorsi di bellezza...
scherzosi... imodini... pomposi... frivoli... filosofici... di ogni genere. Ve ne offro uno,
pescato a caso in « Paris-soir » (fine ottobre). Non è né più inetto, né più sciropposo,
né più nauseante di tanti altri dello stesso gusto : ebraizzamento, colonizzazione
ebrea. Dà molto bene, trovo, il « la » generale di questa musica, a volte sinfonica, a
volte comica... più tardi tragica...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
125
LA CARRIERA E LE CARRIERE
« La signora Lévy de Tact, nuora dell’Ambasciatore di Francia a Mosca, poi a
Berna, ha esordito alla Radio, alla stazione Radio 37. Ha cantato e molto bene. Il suo
successo è stato grande.
« E’ curioso notare come la famiglia della signora Lévy de Tact goda di un
privilegio artistico assai raro. Ciascuno vi possiede un talento di dilettante che
potrebbe facilmente, da un giorno all’altro, trasformarsi in professionista. La madre
della signora Lévy de Tact è compositrice di musica e virtuosa pianista. La sorella
ama molto la danza e il marito è un perfetto imitatore che potrebbe benissimo tenere
la scena contraffacendo a meraviglia le voci dei migliori attori e uomini politìcì.
« Quanto alla signora Lévy de Tact, essa ama cantare le vecchie canzoni con
una dizione che eguaglia quella d’Yvette Guilbert e con una voce di un fascino
incomparabile.
« Se il signor Lévy de Tact, ambasciatore, appartiene alla carriera, si può dire
che le carriere artistiche della sua famiglia, se si manifestassero in pubblico,
avrebbero un invidíabile successo ».
« Quanti wunderkinder in una sola famiglia !... D’accordo, simili chiacchiere
non possono allarmare nessuno... non possono scatenare una rìvolta !... Certo !... Vi
lascio anche il tono : mellifluo, adulatore, giudaico... Siamo al Congo !... non
dimentichìamolo !... questa schiacciante, concentrata balordaggine, questo
narcisismo tropicale... Non ci possiamo far nulla... I trafiletti mondani .(quasi tutti
ebrei) sono sullo stesso tono, su questo diapason di fiera equatoriale... Questo cattivo
gusto ci arriva dalla foresta, attraverso interpretazioni frenetiche, ardenti, antiche e
stracariche di orpelli... non dimentichiamolo... Questa volgarità urlante, fremente,
abbrutente, la ritroverete sempre attorno ai tam-tam !... E, fatalmente, anche nei
salotti, dato che i salotti sono tutti più o meno ebrei, ritroverete altrettanti tam-tarn
detti mondani...
Nulla di più negroide, di più grottesco di questa pretesa dei salotti al « uon
gust »... al « raffinamento »... In qualsiasi salotto, in dieci minuti di riunione, si
commettono più errori ed orrori di gusto e di tatto che in tutti i Corpi di guardia di
Francia in dieci anni... Il solo fatto di andare in società denota una mancanza di
pudore degna di un maiale... una sensibilità di legno. La Società è il vero paradiso
delle scìrnmie esibizioniste.
– Oh, ma ! – risponderete voi : – screanzato pensiero !... Ecco delle
osservazioni assolutamente inutili, futili, insolenti e villane.
– Ma no ! No ! Per nulla futili ! e nemmeno quel puerile trafiletto... Ah,
l’errore abominevole ! Quel trafiletto trova posto nel Grande Tutto. Non è da
disprezzarsi. La penetrazione ebrea, l’infiltrazione, l’imbibizione di gìudaismo, si
effettua poco per volta... capite ?... con mille note pubblicitarie... brillanti...
ponderabili... occulte... Quel trafiletto in tutta la sua sciocchezza impersonificherà il
suo ruolo, come tanti altri, prima di lui... dopo di lui... Ispirerà al pubblico, fesso e
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
126
strafesso, l’idea che tutti quei nomi, quelle vedette, quegli artisti e personaggi
mondani (tutti ebrei, serni-ebrei, ebraizzati) rappresentano altrettante stelle di un
certo firmamento... adorabilmente misterioso... verso il quale ci si abitua a pregare...
a pregare soltanto più ebreo... 1 suoi fervori, le sue preghiere di Ariano andranno,
ormai soltanto più verso gli Ebrei... Un trafiletto come questo... ma è un’« Ave
Maria »... Ma è con milioni e milioni di queste « Ave Maria » che gli Ebrei fanno
girare la terra... ebrea... nel senso ebreo...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
127
Dio ha dato ogni dominio agli Ebrei
sui beni e sul sangue di tutti i popoli.
IL TALMUD.
Nel « Paris-soír » dell’indomani... per caso... scoprivo ancora due o tre...
trafiletti del genere... superbi... senza sforzo... Li troverete anche voi... se cercate un
po’... e senza alcuna difficoltà :
IL BARONE CAHEN O IL LIRISMO NELLE FINANZE
« Il teatro dell’Odóon ha rappresentato un lavoro in versi del barone Léo de
Cahen su « Saffo e l’Accademia di Lesbo » e oggi l’Associazione Francia-Inghilterra
organizza alla Serbona una conferenza dello stesso barone di Cahen su Abramo.
« Tutti conoscono la posizione che occupa nella City di Londra il famoso
barone che, anche nei suoi affari, non ha dimenticato di mischiare un certo lírismo.
Egli si è consacrato, infatti, a due progetti grandiosi : il tunnel sotto la Manica e la
ferrovia dal Cairo al Capo. Il tunnel sotto la Manica ! La sua storia meriterebbe un
volume. Le sue vicissitudini innumerevoli : esso urtava lo spirito insulare della Gran
Bretagna.
« La ferrovia dal Cairo al Capo venne invece iniziata. Non è ancora terminata,
malgrado gli sforzi della casa Caben che ne finanziò 19 costruzione sino al Kenya
nonché i lavori del forte di Monbassa.
« l barone Cahen appartiene ad una vera dinastia di letterati e di artisti. Suo
fratello Alessandro aveva, nel suo serraglío moresco di Sibi-bu-Said, a Cartagine,
raccolte le melodie del folklore arabo, mentre l’altro suo fratello, Sarnuele, ha
composto la musica di « Mille baci » che il Covent Garden eseguì con tanto successo
durante la stagione dei Balletti russi.
« La baronessa de Cahen, nata de Gran-Bey, è una pittrice di valore e la sua
casa di Piccadilly è uno dei centri che irraggiano su Londra lo spirito francese e il
gusto parigino.
« Le sue nipoti Sara, Ester, 1Rachele, sono le compagne di gioco favorite della
principessina Elisabetta, futura regina d’Inghilterra ».
Non vi spiegherò piú nulla... Spero che ora sappiate leggere « ebreo »... Tutt’al
piiI potrei, con qualche parola oppor tuna, sottolineare le qualità eccezionali di
questo vino co ricco... commentarlo devotamente, come un gran vino di una celebre
marca. Fusione di aromi « ebrei »... preziosa fusione... gran classe... molto ricco in
« tunnel sotto la Manic »... sostenuto da magici profumi della City... Serraglio di
Cartagine... ferrovia e balletti russi... molto sostenuto, molto saffico, molto
avviluppato... su Parigi-Londra... ìmmensa armata di Ebraismo... Vì piace ?
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
128
Se voi foste figli spirituali di
Abramo, fareste le opere di Abramo... il
padre spirituale da cui siete nati è il
diavolo... E in lui non c’è nessuna verità.
GESÙ.
Ve ne ricordate ?
« Tutta la produzione di Hollywool’Infame... mostruoso, permanente insulto
contro il lavoro proletario... contro la viitù proletaria... la più mostruosa impresa
ideologica di corruzione capitalista... la più svergognata di tutte le età... Un torrente
di putride sciocchezze... Proletari, in massa, fischiate queste sozzure !... Fuggite le
sale oscure, ove siete contaminati, abbrutiti integralmente, sistematicamente !... Ah,
noi non siamo imbecilli !... Noi, i « esponsabil » del proletariato ! La purezza
proletaria deve insorgere contro questo immenso pericolo di sozzura ! tutte le energie
di sana rivolta sono minate da questa mondiale infezione !... Tutte queste vedette,
sgualdrine ultra-dipinte, i cui salari astronomici d’una sola giornata di smoìfie
sorpassano quelli che vengono pagati a numerose famiglie operaie miserabili ! Dopo
un lavoro accanito ! dopo mesi di lavoro !... Che vergogna ! Che schiaffo per la
nostra immensa povertà !... La collusione delle Banche... la complicità dei Trusts !...
Questa prostituzione, questa degradazione senza pudore di tutte le Arti... di tutti i
sentimenti... questo sacrilego mercantilismo, che spazza i più nobili slanci della
natura umana... La cancrena cinematografica !... Regoleremo i conti !... Il complotto
permanente contro lo spirito sano delle masse !... contro l’alto ideale delle masse...
« I cinema, piovra mondiale dei cervelli... tutto il putridume... le sale oscure
sono ventose di sozzura...
« l vitello di Hollywood... arrogante, drizzato sul suo Cinema... il mulino delle
oscenità mondiali... ».
Chi dunque ci ha parlato così per colonne e colonne ? Ma l’« Humanité », miei
cari !... il giornale comunista... quello dei tempi eroici... dei tempi austeri...
l’« Humanité » di prima del trionfo del Fronte Popolare... Ve ne ricordate anche
voi... Ma il vento cambia direzione, miei cari... bisogna seguirlo... E guai a chi non sa
capirlo.., Nell’ottobre del ‘37, la stessa « Humanité », sù un’altra corda, su un altro
tono, canta una canzone assai differente... Rallegratevi di quanto ora l’« Humanité »
pensa delle stesse sozzure di Hollywood... (nelle sue pagine non pubblicitarie)...
LA VITA FACILE.
« Nel vaudeville, gli Americani preferiscono l’ingenuita e il candore alla
grossolanità. Bisogna facilitarli. Sono qualità che hanno tanto più merito in quanto
non diminuiscono per nulla il sapiente meccanismo che deve far nascere in noi il riso
più « fisico ». La « vita facile » è un vaudeville delizioso, fresco e divertente. Persin
la « scena del letto » è di un pudore attraente. Quanto alle trovate spiritose, il film ne
è ricchissimo e una scena come quella del bar automatico in delirio e saccheggiato
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
129
dai consumatori può essere classificata tra i capolavori. Quanto al soggetto, esso
parte da un solo spunto : in seguito ad una discussione, un ricco banchiere getta la
pelliccia della moglie dal ventesimo piano. Questa pelliccia cade sulla testa di una
ragazza, segretaria di un giornale per bambini. E’ tutto qui. Ma da questo spunto, gli
Americani hanno ricavate tutte le conclusioni possibili con una fantasia da
scoraggiare le più feconde immaginazioni. Questa pelliccia di lusso dà. alla ragazza
tali apparenze che, da un fatto all’altro, tutte le difficoltà scompaiono dal suo
cammino.. Ben presto, essa sarà vestita, alloggiata, nutrita gratuitamente. Se essa lo
facesse « apposta », tutto ciò forse non riuscirebbe, diventerebbe truffa. Ma, dal
momento ch’essa non comprende nulla di quanto le succede e che rimane ingenua...
è come un racconto di fate. Non manca nemmeno un Principe Azzurro ch’essa
incontra e finirà per sposare, malgrado tutte le situazioni tragico-comiche in cui è
gettata dalle sue avventure. Questo film si direbbe dall’Andersen riveduto e corretto
dai Marx Brothers. E Joan Arthur, con la sua gentilezza naturale, ci fa senza
difficoltà credere che quanto succede a Maria Smith-dalla-vitafacile sia una cosa ben
meritata... ».
Come sono diventati carezzevoli all’« Humanité » ! Come ci si comprende
bene, o cugino di Hollywood !... Il tono non è, più lo stesso, vero ?... S’imparano
molte cose, in dieci anni, ... Soltanto l’idiota non evolve mai !... Basta, un certo
giorno, basta una telefonatina... e subito ci si capisce... iniprovvisaniente... e il
miracolo è compiuto... in modo semplicissimo... E voi intanto siete là ad aspettare...
Voi rimanete le « masse »... runtinanti... schifose... Voi non capite nulla !...
Ci sarebbe di che essere sorpresi, se gli Ebrei, avendo raddoppiate le loro
esazioni e rapine dopo l’avvento del Fronte Popolare, non avessero sentito spirare un
certo venticello d’antisemitismo in Francia... se non avessero concepito qualche
timore per il loro avvenire immediato...
Noi potevamo quindi aspettarci una controffensiva preventiva... di grande
portata... assai costosa... Perché no ?... Già, tutta la stampa (destra o sinistra) in
definitiva serve soltanto per la difesa degli interessi ebrei, alla manovra dei grandi
progetti ebrei. Il cinematografo cosi, eminentemente ebreo, doveva darci in questa
circostanza alcune opere molto probatoríe, molto notevoli, un’apologia dell’Ebreo
estremamente sicura.
Sino a poco fa, questa propaganda si effettuava per mezzo di simboli...
insinuazioni, allusioni... coincidenze... Ed ecco che il tono cambia con il film « a
Grande Illusion »... Tutto cambia ! Forte dei suoi successi politici, la propaganda
ebrea smaschera le sue batterie, diventa categorica, affermativa, ag. gressiva... si
scopre... E ci mostra ora sullo schermo l’Ebreo com’è... non più brettone o
fiammingo o alverniate o basco... ma l’ebreo reale, testuale, un Rosenthal... senza
bisogno di ninnoli !...
Senza dubbio, vedremo presto, nello stesso spirito, qualcosa di molto meglio,
ancor più insolente, più imperativo. Questo film, urlante, settario, riporta un
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
130
immenso successo... La colonizzazione youtre può ora spingere a fondo... Tutte le
dighe sono rotte... La colonizzazione youtre si fa ogni giorno di più impaziente,
dispotica, suscettibile, intransigente... In questo film, tutto impastato di dialoghi
opportunamente stillati, si tratta in fondo di un solo ritornello, ma allora in modo
appassionato,.. fare ben capire alle imbecilli masse ariane, far ben entrare nella zucca
di questi avvinazzati che l’Ebreo e l’operaio ariano sono stati precisamente creati,
messi al mondo,-per intendersi, per legarsi l’un l’altro con un patto di vita e di morte,
indissolubile... « Sta scritto »...
Attraverso tutto il film, ci viene presentato in questo Ebreo, personaggio
principale, un solo piccolo difetto, un peccatuccio veniale... una certa tendenza
all’orgoglio, all’ostentazione... difettuccio di negro... inezia... Serve anzi a rendere
questo Rosenthal più simpatico, più « umano »... provvisto, al suo attìvo, solo di
virtù... e quali virtù ! essenziali ! le qualità primordiali di una nuova eccezione, dì
una nuova nobiltà !... Grande generosità, grande perspicacia, fremente pacifismo,
conoscenze generali, delicata prescienza del cuore umano... e soprattutto, cuore
popolare... Oh, popolare !... Infinitamente popolare !... Di solito, i films pro-ebrei (lo
sono tutti) trafficano, agitano l’opinione pubblica con allusioni, suggerimenti,
paragoni, chiacchiere.. non cì presentano mai l’Ebreo com’è, positivamente ebreo,
nel suo ruolo guerriero e sociale... « la Grande Illusion » fa precìpitare gli eventi...
segna una data... Fa uscire l’Ebreo dalla sua ombra, dal suo camuffamento, per
presentarcele in prìmo piano, nel piano sociale, in quanto ebreo, nettamente ebreo.
La « Grande Illusion » rappresenta il passaggio del piccolo Ebreo al ruolo di Messia
ufficiale.
Perfettamente milionario, questo piccolo Rosenthal... ma perfettamente
« popolare »... Ah ! più popolare che milionario !... E’ ricco ! ricchissìrno !...
Osservate bene questo youtre... All’inizio, tutto è contro questo nababbo per
impedirgli d’impersonificare il. suo ruolo di redentore : modi, parola, espressione...
Ha tutto il « puzzolente »... l’esatto prodotto concentrato della classe obbrobriosa...
Tutto per essere odiato, fischiato, impiccato dal popolo. Parassìta assoluto, torvo
prodotto superebreo, è un figlio di Stavisky, un cugino di Barmat. Incarna in pieno
l’abbietto tipo da forca... Tutta la produzione sovietica a forti tinte si basa su questo
prototipo. Rappresenta per Mosca` per l’« Humanité », il perfetto « speculatore », in
piena insolenza di funzione,... con una perfezione da far ruggire ! Il Nemico del
Popolo incarnato... la sintesi personificata, la più spregevole, la più detestabile, del
Capitalismo vampiro. Ma, attenti !... Ci sì sbaglia ! Errore ! Non è vero nulla !
Miracolo ! Miracolo ebreo ! Popolo, inginocchíati ! Anziché schivare le difficoltà...
anziché barare... ìl creatore di questo film attacca di fronte (popolare) tutte le
incompatibilità del problema. E quanto sembrava inconciliabile diventa
perfettamente armonioso e logico ! Trionfo ! Eccorne ! Evvìva ! Tutto va bene ! La
nuova verità cola a fiotti, a piene sale oscure... Questo ebreuccio Rosenthal non è
quello che si poteva supporre... è un capitalista diverso dagli altri capitalisti... bruti,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
131
impassibili, vanitosi, ottusi, succhiatori di sangue, gli altri capitalisti !... Ma lui,
invece, nulla di tutto questo !... nulla d’abbietto come negli sfruttatori ariani... i
padroni... i vampiri ariani... Ah, ma... ah, ma... Attento, popolo sempre disposto a
generalizzare... distinguiamo... Non è abbietto per nulla, questo piccolo Rosenthal...
Non confondiamo... Questo supercapitalista, figlio di supercapitalisti, gode a
malincuore i suoi esorbitanti privilegi... Ma sì... ma sì... In lui non si scopre altro che
quel difettuccio d’essere un po’ troppo sicuro di sé... come tutti gli Apostoli...
null’altro... Anzi, vedete come bisogna diffidare dai giudizi precipitati ?... questo
piccolo Rosenthal è un vero djíbouk e noi non lo sapevamo !... un piccolo neo-Gesù
Cristo... Soffriva pei noi... e noi non lo sapevamo !... Lo dice egli stesso : « Gesù,
mio fratello di razza ! »... Ai giorni nostri, i Messia non nascono più nelle stalle,
nascono nelle casseforti !... E’ quel che succede presso gli Ebrei... « Miliardi e
Gesù »... Chi ne dubiterebbe ?... (Pure, sentirete assai di rado un Ebreo, per quanto
povero, dire male dei Rothschild... mentre, con tutte le loro forze, gli Ariani dicono
male di Wendel... Cari masochisti ariani !)... Il proletariato ingozza già abbastanza
facilmente l’eccellente trovata... « L’Ebreo è un uomo come gli altri ».
Un po’ di brio, vi prego ! Un po’ più di compiacenza !Un po’ più di zelo !
« L’Ebreo. è un uorno più che gli altri » Ecco quel che si deve dire da ora in poi...
Pappagalli ariani, su che vi senta ! Saltate sulle vostre canne... e ripetete tutti in coro..
« Egli è Più !... Più !... Più !... ». Questo « più » è essenziale ! E tutto !
Voi ora avete capito, spero, Masse delle Masse ! che il supercapitalista ebreo
rimane sempre, in ogni circostanza, un capitalista speciale, vicinissimo al cuore del
popolo... messianico, profetico, pacifista, apostolico, idealista, benefattore,
« umano »... ah, sempre più « umano »... sistole di operaio, diastole di ebreo...
ventricolo contro ventricolo... lo stesso cuore, il cuore stesso del proletario... Ah !...
Ha l’aria d’un frivolo gaudente, d’un abbietto profittatore, quel piccolo
Rosenthal... Attenti ! Non è vero ! Apparenze ! In realtà, non pensa che al popolo,
alle sofferenze del popolo... nessuno meglio di lui capisce, è commosso dalla grande
miseria del popolo... se accetta il programma popolare ?... le rivendicazioni del
popolo ?... Eccome ! Ed è pacifista, per giunta !... Cavolo ! Li redige lui stesso i
programmi del popolo, per essere più sicuro... Allora ?... Nessuno è più informato di
lui... nessuno più di lui implora, sospira, desidera l’avvento prossimo, molto
prossimo, di un mondo migliore per il popolo, un mondo in cui brillerà tutta la
giustizia... Finalmente !... Un mondo senza iniquità, senza guerre, senza privilegi di
razza e di nascita !... una Francia « libera e felice »... insomma, senza Borsa ! senza
Polizia ! senza Caserme !... Sì, sà... Questo piccolo youtre Plurimiliardario non pensa
che alle disgrazie del popolo ogni giorno di più... Quand’è al Club... a passeggio... al
gabinetto... in banca... pensa sempre al Popolo !... L’Umanità non gli dà tregua !... la
sua missione intima... sistole contro diastoIe... Le sue pulsazioni sono quelle del
popolo... Egli venne creato, messo al mondo, per andare verso il popolo, per
comprendere il popolo, per realizzare anche lui come il signor Blum tutto il
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
132
programma del Fronte Popolare... Avrebbe votato anche lui, come il barone
Rothschild, per il Fronte Popolare e per l’alleanza franco-sovietica... E’ un terribile
proletario sotto ingrate apparenze, questo piccolo banchiere Rosenthal !... Simile in
questo ai signori Warburg, Loeb, jacob Schiff, Kerensky, Trotzky, Zaharoff e Blum...
esattamente... Ah, sistole, diastole... Capisce istintivamente il popolo, col suo istinto
di Ebreo... Le aspirazioni dell’operaio, le sofferenze dell’operaio... sono le sue
aspirazioni... le sue sofferenze...
Ed ora il film si occupa di noi... Attenzione !... Ariani dell’intelligenza !...
Attenzione ! Contrasto ! La nostra élite : intellettuali, nobiltà ariana, borghesia
ariana, tutti si mostrano assolutamente, radicalmente, grottescamente incapaci di
capire una sola parola delle rivendicazioni del popolo !... Ah, è scoraggìante !...
Eppure, è così !... Perversi, mostruosi, egocentrici !... Che mascalzoni...
Irrimediabili !... Che bruti !... Che super-bruti !... In margine a tutta questa
evoluzione !... Conclusione : questa élite ariana deve cedere il passo agli Ebrei e
scomparire... C. D. D. Implacabile decreto dell’Avvenire !... Bum ! Blum !... Questi
sinistri individui ritardano, intralciano il meraviglioso sforzo sociale ! La nascita dei
Sovieti ! Operai + Ebrei redentori, il regno ebreo... Allora ?... Ai tempi nuovi, uomini
nuovi !... L’Ebreo « uomo nuovo » !... E’ una trovata... (Vedere in Russia : dieci
milioni di bianchi uccisi dagli « uomini nuovi » ebrei).
Questo film si rivela decisamente ricchissimo di alta propaganda, di numerosi
esami di coscienza, di « ricapitolazioni »... Ci fa capire tra le altre preziose verità,
che gli « Aristocratici » hanno sempre, per conto loro, desiderato, voluto, invocato la
guerra !. To’, to’, to’ !... Lo vorrei bene... ma non fermiamoci per strada !...
Chiarifichiamo un po’... questo punto oscuro... Avvertiamo lealmente,
scrupolosamente il pubblico che la suddetta aristocrazia, francese, tedesca, inglese,
copiosamente imparentata con le banche èbree, non è che una tribù del giudaismo...
I rappresentanti della suddetta aristocrazia si affrettano a commentare, a
giustificare e con quanta premura, con quanto entusiasmo !... il decreto di morte che
li condanna... e’questo è il clou del film ! Hanno paura che noi non comprendiamo
abbastanza bene... Allora aumentano la dose... « Oh, mille grazie ! Siate benedetti -
gridano - signori giurati ebrei ! Voi avete fatto molto bene a condannarci a morte !...
Com’è giusto !... Noi l’abbiamo meritato !... oh, come siamo imbecilli, sanguinari,
frivoli, egoisti, selvaggi, catastrofici !... Ah, come è salutare, assolutamente
imperioso per la felicità del genere umano che noi ce ne andiamo... Noi siamo, è
esattissimo, assolutamente ìnostruosi !... Ancora un sigaro, caro visconte ?... Ed ora,
per risparmiarvi, cari giurati ebrei, ogni pena superflua, per evitarvi di sporcarvi le
mani, noi ci crediamo in dovere di massacrarci tra no... E con che gioia ! Subito ! al
vostro ordine ebreo ! ».
Uno, due, tre !... e fanno come hanno detto... al suono di un flauto...
Magnifico !... Sgombrano il terreno !...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
133
Questi scimmieschi o fragili rodomonti, tutti malati di rancidi pregiudizi, questi
furiosi della naftalina in attesa di « ollezion », aspirano al nulla ! Lo invocano
urlando ! Benissimo ! Lo avranno !... E allora intonano il loro « Dies irae... ».
E gli Ebrei : « Bene Bravi ! Che bel coraggio ! Che magnifico atteggiamento !
Che splendida attitudine ! ».
Quanto all’intellettuale ariano, il « Pindaro » di questa avventura, è presentato
sin dall’inizio, in tale stato di futilità, di smidollamento precoce, d’inconsistenza, di
insulsaggine ampollosa, ch’egli svanisce da solo durante il film... Noi lo perdiamo...
Svaporato...
Questa « Grande Illusione » celebra dunque il matrimonio del semplice, rozzo,
zotico operaio ariano, fiducioso coscritto diventato operaio, col piccolo Ebreo,
djibouk, miliardario, vischioso Messia, domani naturalmente Commissario del
Popolo. Tutto quanto occorre per realizzare il Soviet giudeo-operaio, lo stretto
necessario, nulla di più, nulla di meno ! L’Avvenire si prepara ! Il Sinaí ha
tuoneggiato per la terza volta : « Scoria di goym, non lasciare più il tuo youtre !
Altrimenti, vedrai quel che succederà ! L’Ebreo è il tuo Angelo Custode ! ». E subito
queste sentenze penetrano in fondo al cuore ariano !
Osservate quel pilota d’aviazione che non sa nemmeno più leggere una carta
dal momento che l’Ebreo* prende la guida dell’apparecchio ! Non è abbastanza
simbolico ?
E voi, là, signor Coso... Signor Capra e Cavoli... voi che non siete nulla... né
militare... né militante... né professore... né granduca... né arcivescovo... né
miliardario... né Ebreo... né manovale... Perché dunque ve ne rimanete impalato a
quel modo ?... Aspettate forse un ruolo ?... Che attendete per scomparire ?... Su,
coraggio !... Occorre che vi si spinga ?... Su, dico, coraggio !... Voi siete
ingombranti ! Grottesco ! Osceno !... Voi non fate parte della festa !... Che fate
qui ?... La vostra sola presenza è immonda ! Voi impestate l’aria !... Andiamo, su !
Un po’ d’energia !... Le rivoltelle sono sul tavolo !... Tutti gli attori si danno un gran
da fare !... Non rimanete ínsensibili !... Immobili !... Sappiate finire bene !... E’
ora !... E’ l’« ora » ebrea...
« La Grande Illusione » ?
« L’Universo Israelita » non sbaglia, ecco quel che dichiara :
«... Uno dei più bei films ispirati dalla guerra. « La Grande Illusione » ci ha
dato, quest’inverno, una bella scena di simbolismo francese. Due prigionieri di
guerra di condizioni e di origini molto differenti, (operaio ariano, milionario ebreo),
le cui sofferenze comuni ne hanno fatto due amici, prima di tentare una pericolosa
evasione, si separano. « Arrivederci, porco ebreo ! » dice affettuosamente l’uno.
« Arrivederci, vecchio imbecille ! » risponde vigorosamente l’altro. E i due soldati si
separano dopo un commovente abbraccio. Si ritrovano... si riuniscono... ».
Grande Illusione ?... Grande Illusione ?... Certo, si ! la Grande Illusione...
Eccome !... L’Enorme Illusione ! Prodigio ! Belzebù] Moloch ! Ai vostri ordini ! La
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
134
formidabile, miriacubica, stratosferica illusione ! La più super-supremissima
illusione del più stupefacente vermiciattolo che sia mai stato preparato per
l’utilizzazione delle piriti nel prossimo Baccanale ! L’ideo-fornace youtro-mongolica
1940 !
Le Americane yankees, che fanno tanti strilli, che piantano tanto di quel
baccano, che lanciano urli ad eco universale (linciaggi, petizioni, processi, ecc.)
appena un negro le oltraggia in pubblico !) come si sposano volentieri con gli Ebrei !
A tutto andare ! E più che si può ! E a piene mani ! Gli Ebrei primeggiano come
« sposatori » agli Stati Uniti.
Ancora una balla prodigiosa, questa famosa barriera di razza S. U. A. ! Una
barriera di sessi ! Ma, aspettal Voglio predirvi un po’ l’avvenire : un giorno, gli Ebrei
lanceranno i negri, loro fratelli, le loro truppe d’assalto, sugli ultimi « quadrati »
bianchi, li ridurranno, tutti ubriachi, in schiavitù. Harlem sarà il quartiere
« bianco »... I negri in vena di bisboccia andranno a vederli, faranno danzare ì
bianchi per loro piacere, li faranno danzare la blanc-boula !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
135
Bisogna aver vissuto nelle
retroscene della politica per comprendere,
che il mondo, è diretto da persone troppo
dífferenti da quelle che il popolo immagina.
DISRAELI
Ebreo, Primo Min. dell’Inghilterra
Dopo la faccenda dell’Egitto, dopo Mosè, grande occultista, certi Ebrei si sono
sempre segnalati col loro potere di indovini. Ebrei ‘profeti, liermetisti, incantatori,
iniziati, talmudisti, feticisti, cabalisti, magi, massoni, messia, djibouks ecc. e così via
in questa salsa.
Questi campionari super-umani formano, al di sopra della cricca ebraica, il
super-clan delle guide mistiche, sempre ascoltati, sempre seguiti, quali veri capi
dell’universo ebreo. La stessa cosa succede sotto tutti i regimi asiatici o negri. Gli
Ebrei consevano, sotto la pelle, come se fosse il loro tesoro più prezioso, la loro
magia nera.
Tutte le epoche di sconvolgimenti vedono sorgere, è automatico, i loro
rappresentanti profetici, gli indovini, gli oracoli ebre... Nostradamus... Cagliostro...
Mesmer... Marat... Marx... ecc... Questi Ebrei, super-Ebrei, schizzanti malefici più
ancora degli altri youtres, sembrano, sia pure attraverso il loro confuso linguaggio,
possedere il senso, la premonizione delle grandi crisi, dei grandi sconvolgimenti
ebrei... Sono i « catalettici ebraici mondiali »... Le loro predizioni, i loro avvertimenti
sono talvolta ammirevoli per la loro esattezza e pertinenza... Si sbagliano, ma
sovente l’imbroccano... Così Nostradamus, verso il 1620, annunciava già con molta
precisione la rivoluzione francese del 1793 (data scritta)... Avremmo torto di ridere...
Mosè aveva aggiustato molto bene le cose... Aveva dotato il suo piccolo popolo
tracomatoso, non fatto per veder chiaro dal nostro punto di vista, di curiose armi... i
misteri cabalistici non sono forse vani, puramente parolai, come pretendono i nostri
piccoli maliziosi « sperimentalisti », atei, positivi, fessi e strafessi. Un piccolo
sortilegio che vi butta giù necessariamente l’Impero Francese, l’Impero Napoleonico,
l’Impero Tedesco, l’Impero Russo... non è una bazzecola... Trascuro le Crociate, la
Riforma ecc... che escono anch’esse dallo stesso filtro.
Troviamo ancora, ai nostri giorni, tra di noi, qualche profeta di
grand’importanza ?... Della stessa forza ?... della stessa vastità ?... Certo !... Il famoso
« Protocollo dei Savi di Sion » non è altro che una vaticinazione del genere, una delle
isterie divinatorie ebree, di cui ci si beffa dopo la prima lettura, talmente esse paiono
esagerate col loro tono, col loro contenuto, col loro stile titanico, con le loro
strampalate da manicomio, con i loro scritti da « camicia di forza », con la loro
pazzi » furia viziosa, falsamente coerente... e poi... poi si scopre che in realtà... col
tempo... si scopre che esse furono perfettamente esatte... che questi frenetici, fanatici,
incredibili fantasmi corrispondono esattamente all’evoluzione delle cose... E’
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
136
l’evoluzione stessa delle cose che viene a sovrapporsi esattamente. geometricamente,
miracolosamente su tali incubi ! E ci cascan le braccia per la sorpresa... Il pronostico
dei pazzi si è avverato... La nostra fesseria non è soltanto fatta di credulità, bisogna
ammetterlo, è anche fatta di scetticismo... Questi Protocolli, pubblicati verso il 1902,
hanno esattamente previsto tutto quel che è successo di ebreo negli anni successivi...
e ne son successe, delle cose ebree, nel mondo !... La verità ebrea è il suo colore, il
suo ritmo stesso... si esprime angosciosamente... è una verità da foresta vergine... In
materia « visionaria » abbiamo forse qualcosa di meglio di questi Protocolli... più
sostanziale, più breve, più velenoso... Così, per esempio, il discorso poco conosciuto
dal rabbino Rzeichhorn, pronunciato ner cimitero di Praga nel 1865, sulla tomba di
un altro grande rabbino profetico, Simeon-ben-Jahouda. Questo testo venne
riprodotto soltanto undici anni dopo nel « Contemporaneo » e poi nel « Resoconto »
di Sir john Radcliff. Gli autori di questa riproduzione non portarono la loro audacia
sino in paradiso... Sir john Radcliff venne ucciso poco tempo dopo e così Lasalle,
l’ebreo fellone, che gli aveva comunicato la copia del discorso...
Ecco i principali punti di questa magnifica composizione profetica :
« L’oro maneggiato da mani esperte sarà sempre la leva più utile per quelli che
lo possiedono e l’oggetto d’invidia per quelli che non lo possiedono. Con l’oro si
comperano le coscienze più ribelli, si fissa il tasso di tutti i valori, il corso di tutti i
prodotti, si sovvenzionano i prestiti degli Stati, che si tengono così a mercè.
« Già le. principali banche, le Borse del mondo intero, i crediti su tutti i
governi sono in mani nostre. L’altra grande potenza è la stampa. Ripetendo
insistentemènte certe idee, la stampa finisce per farle ammettere come verità. Il teatro
rende servizi analoghi (il cinema, la radio e la televisione non esistevano ancora in
queí tempi). Ovunque il teatro e la stampa obbediscono alle nostre direttive.
« Grazie all’infaticabile elogio del regime democratico, noi divideremo i nonebrei
in partiti politici, distruggeremo la unità delle loro nazioni, semineremo la
discordia. Impotenti, essi subiranno la legge della nostra banca. sempre unita, sempre
devota alla nostra causa.
« Noi li spingeremo alla guerra, sfruttando il loro orgoglio e la loro stupidità.
Essi si massacreranno e lascieranno liberi i posti, a cui spingeremo i nostri.
« Il possesso della terra ha sempre procurato l’influenza e il potere. In nome
della giustizia sociale e dell’uguaglianza, noi spezzetteremo la grande proprietà; noi
ne daremo i frammenti ai contadini che li desiderano con tutte le loro forze e che ben
presto si copriranno di debiti per poterli coltivare. I nostri capitali ce ne renderanno
padroni. Saremo a nostra volta grandi proprietari e il possesso della terra ci
assicurerà il potere. (La Palestina non è che un campo di esperimento dei commissari
ebrei all’Agricoltura per la prossima Rivoluzione Mondiale n. d. A.).
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
137
« Sforziamoci di sostituire la carta-moneta all’oro nella circolazione ; le nostre
casse assorbiranno l’oro e noi regoleremo il valore della carta, il qual fatto ci renderà
padroni di tutte le esistenze.
« Noi contiamo pure tra di noi oratori capaci di fingere l’entusiasmo e di
persuadere le folle; li spargeremo tra i popoli per annunciare i cambiamenti che
devono realizzare la felicità del genere umano. Con l’oro e con le lusinghe, noi
guadagneremo il proletariato che si incaricherà di annientare il capitalismo cristiano.
Noi prometteremo agli operai salari ch’essi non hanno mai osato sognare, ma nello
stesso tempo aumenteremo pure i conti delle materie indispensabili, cosicché i nostri
profitti saranno sempre più grandi.
« A questo modo, noi prepareremo le rivoluzioni che i non-ebrei faranno a
spese proprie e di cui noi raccoglieremo i frutti.
« Con le nostre ironie, con i nostri attacchi, noi renderemo i loro preti ridicoli e
poi odiosi; e la loro religione ridicola e odiosa come il loro clero. Saremo allora
padroni delle loro anime. Perché il nostro profondo attaccamento alla nostra
religione, al nostro culto, proverà loro la superiorità delle nostre anime.
« Noi abbiamo già introdotto uomini nostri in tutte le posizioni importanti.
Sforziamoci di fornire ai goym avvocati e medici; gli avvocati saranno al corrente di
tutti i loro interessi; i medici, una volta in casa, diverranno i confessorj e le guide
delle coscienze. Ma, soprattutto, accaparriamo l’insegnamento. Per mezzo suo,
divulgheremo le idee che ci sono utili e formeremo i cervelli a modo nostro.
« Se uno dei nostri cade disgraziatamente negli artigli della giustizia cristiana,
corriamo in suo aiuto; troveremo quanti testimoni bastano per salvarlo dai giudici, in
attesa di diventare giudici a nostra volta.
« I monarchi della cristianità, gonfie d’ambizione e di vanità, si attorniano di
lusso e di numerosi eserciti. Noi forniremo loro tutto il denaro che domandano per le
loro follie e li terremo così a guinzaglio ».
Ricordiamo pure, per nostro piacere, le principali disposizioni dei Protocolli
(non ffimentichiamo : 1902). Nulla di più ricostituente, per un Ariano, di questa
lettura. Essa vale per la nostra salvezza molte preghiere che si perdono. Dio solo sa,
tra cielo e terra...
« Incoraggiare il lusso sfrenato, le mode fantastiche, le spese pazze ed
eliminare gradualmente la facoltà di godere Ui cose sane e semplici.
« Avvelenare lo spirito con teorie nefaste; rovinare il sistema nervoso col
baccano incessante e indebolire i corpi con l’inoculazione del virus di diverse
malattie.
(Il piccolo ebreo Rosenthal lo ripete nella « Grande Illusione »).
« Creare un malcontento generale e provocare l’odio e la diffidenza tra le classi
sociali.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
138
« Spogliare l’aristocrazia delle sue terre, gravandole di imposte enormi,
forzandola così a far debiti; sostituire gli affaristi ai nobili e stabilire ovunque il culto
del Vitello d’Oro.
« Avvelenare le relazioni tra padroni e operai con scioperi e lock-outs ed
eliminare così ogni possibilità di buoni rapporti da cui risulterebbe una
collaborazione efficace.
« Demoralizzare le classi superiori con tutti i mezzi e provocare il furore delle
masse con la vista delle turpitudini e delle stupidità commesse dai ricchi.
« Permettere all’industria di rovinare l’agricoltura e trasformare gradualmente
l’industria in folli speculazioni. Incoraggiare ogni sorta di utopie per far perdere il
popolo in un labirinto d’idee impraticabili. Aumentare i salari senza alcun beneficio
per l’operaio, dato il simultaneo aumento del costo della vita...
« Fare sorgere « incidenti » che provochino rancori internazionali. Incoraggiare
gli antagonismi tra i popoli; far nascere l’odio e aumentare i costosi armamenti.
« Accordare il suffragio universale, affinché i destini defle nazioni siano
affidati a gente senza educazione.
« Rovesciare tutte le monarchie e stabilire ovunque repubbliche; intrigare in
modo che i posti più importanti siano affidati a persone che hanno segreti da
nascondere, per poterli così dominare col timore di uno scandalo, con la paura della
Polizia.
« Abolire gradualmente ogni forma di Costituzione per sostituìrvi il dispotismo
assoluto del Comunismo.
« Organizzare vasti monopoli nei quali fonderanno tutte le fortune, appena
suonerà l’ora della crisi politica.
« Distruggere ogni stabilità finanziaria; moltiplicare le crisi economiche e
preparare la bancarotta universale; arrestare gli ingranaggi delle industrie; far crollare
tutti i valori; concentrare tutto l’oro del mondo in certe mani; lasciare capitali enormi
assolutamente stagnanti; e ad un certo momento, soenormi assolutamente stagnanti; e
ad un certo momento, sospendere ogni credito e provocare il panico. Preparare
l’agonia degli Stati, sfibrare l’umanità con la sofferenza, le angoscie, le privazioni,
dato che la fame crea gli schiavi ».
Tutto questo, credo, concorda perfettamente con gli eventi in corso. L’ebreo
Blumenthal era dunque nel suo pieno diritto, scrivendo perché lo si sapesse, nel
« Judish Tidskrift » (N. 57, anno 1929) :
« La nostra razza ha dato al mondo un nuovo profeta, ma egli ha due visi e due
nomi, da un lato si chiama Rothschild capo dei grandi capitalisti e dall’altro lato
Carlo Marx, l’apostolo dei nemici del Capitalismo ».
Ecco le parole sostanziali e, per di più, esatte, nelle grandi ore del Destino,
quando si mostrano le carte... il signor Rothschild e il signor Marx, prima separati, si
ritrovano perfettamente d’accordo per buttarci nella fornace, carne da cannone, per
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
139
trasformarci in salsiciotti. Tale è la gentile regola del gioco ebreo, l’Idea suprema del
teatro ebreo. Primo atto : disputa... terzo atto : perfetta intesa per pigliarci la pelle...
Trotzky-Messico, sappiatelo, s’accorderà perfettamente, al momento supremo,
con Litvinoff-Mosca, con Baruch-Washington e Samuel-City per regalarci alle
mitragliatrici. Non il minimo dubbio è permesso a questo riguardo. Lo spettacolo
dell’odio a morte, tra Ebrei, è una farsa per noi, i fessi... per i semplici Durand... per i
caporali Peugeot. E’ un fatto ufficiale, cento volte provato, da documenti irrefutabili,
che i primi fondi decisivi per la rivoluzione bolscevica del ‘17, vennero forniti a
Trotzsky dai banchieri americani, dall’alta finanza ebrea.
Gli stessi banchieri o loro discendenti che si trovano ora attorno a Roosevelt, il
presuntuoso ventriloquo, preparano la Prossima... Sono gli stessi Ebrei del Grande
Vitello d’Oro che, con la City, New-York e Mosca, governano il mondo, la guerra e
la pace... ossia jacob Schiff, Gugenheim, Baruch, Breitung, Loeb e C., Felice
Warburg, Otto Kahn, Mortimer Schiff, Hanauer (Rapporto segreto americano, 1917,
2° ufficio).
Voi ricordate forse i nomi dei principali capi della Rivoluzione bolscevica del
‘17 : tutti ebrei.
« Lenin (il suo vero nome era Ulianoff, 1/2 ebreo) - Trotzky (Bronstein) -
Zinoviev (Apfelbaum) - Kamenev (Rosenfeld) - Dan (Gurevic) - Ganezky
(Fiirstenberg) - Parvus (Helphand) - Uritsky (Pademilsky) - Larin (Lurge) - Bohrin
(Nathanson) - Martinoff (Zibar) - Bogdanoff ~Silberstein) - Carin (Garfeld) -
Suchanoff (Gimel) - Kamnleff (Goldmann) - Sagersky (Krochmann) - Riazanoff
(Goldenbach) - Solutzeff ~B1eichmànn) - Pianitsky (Ziwin) - Axelrod (Orthodox) -
Glasunoff (Schultze) - Zuriesain .(Weinstein) - Lapinsky (Loewensohn). L’autore
desidera aggiungere che certi scrittori sono persuasi ché la madre di Lenin era
ebrea... Lenin era un ebreo (calmucco), sposato con un’ebrea (Krupskaia), i cui figli
parlano yiddish (Herbert Fitch, detective di Scotland Yard che, in qualità di
cameriere di ristorante, aveva spiato Lenin per mesi interi, dichiarò ch’egli era
tipicamente ebreo ! - Rapporto del « Secret Service ») ».
Nel « German Bolchevik Conspiraty », pag. 27, pubblicato dal « Comitee of
Public Information, Washington D. C. », nell’ottobre 1918, leggiamo che :
« Max Warburg dava denaro ai bolscevichi. Stoccolma, 21 settembre 1917 : -
Mr. Raphaë1 Scholak, Haparand : Caro Compagno, in conformità con un
telegramma del Westphalian-Rhineland Syndicate, la banca Max Warburg e C. ci
avverte che un credito è stato aperto all’impiesa del Compagno Trotzky », firmato :
J. Fürstenberg.
« Jacob Schiff pare abbia dato 12.000.000 di dollari per la rivoluzione russa del
‘17 (primo versamento) ».
Nel libro della sig.ra Netsa H. Webster, « The Surrender of an Empire », pag.
74-79, troviamo informazioni addizionali sulla salita del bolscevismo :
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
140
« Sembra che il vero nome dell’individuo menzionato nella suddetta III
Sezione, sotto la designazione di Parvus, sia Igrael Lazarevic Helphand, un ebreo
della provincia di Minsk, nella Russia Bianca. Verso la fine del secolo scorso, egli
prese parte all’organizzazione rivoluzionaria di Odessa. Nel 1886, andò all’estero e
finalmente, dopo molte peregrinazioni, si stabili a Copenaghen dove ammassò una
grande fortuna come agente-capo della distribuzione dePearbone tedesco in
Danimarca, lavorando con l’appaggio del partito socialista danese.
« Il dottor Ziv, nella sua « Vita di Trotzky » racconta che quando si trovava in
America nel 1916 domandò a Trotzky :
« Come sta Parvus ?... ». Al che Trotzky rispose laconicamente :
« Sta complottando il suo dodicesimo milione ».
« Questo ebreo multimilionario fu, dopo Carlo Marx, il più grande ispiratore di
Lenin. Fu grazie all’intervento di Parvus che Lenin venne inviato in Russia.
« La Russia non è il trionfo dei lavoratori, ma un gigantesco "piazzamento" dei
capitalisti ebrei per i loro fini personali ».
Tutto questo non è soltanto il risultato di un accordo effimero tra ebrei e
boIscevichi. Fu sempre così :
« In Ungheria, i grandi capi furono gli Ebrei Bela Kun, Agoston Peter,
Grunbaum, Weinstein. In Baviera, si chiamavano Kurt Eisner, Loewenberg,
Birbaum, Kaiser. A Berlino, il tentativo rivoluzionario ebbe per capi Rosa
Luxemburg, Lewisolin, Moses. In Cina, l’organizzatore del bolscevismo era lo ebreo
Borodin-Crusenberg. In Italia, il capo marxista era l’ebreo Claudio Treves. Nel
Brasile, la recente insurrezione marxista aveva come capi gli ebrei Rosenberg.
Gardelsran, Gutnik, Goldberg, Strenberg, Gria e W. Friedmann. Nella Spagna, la
rivoluzione rossa venne organizzata dall’ebreo Bela Kun, sostenuto dall’ebreo
Rosenberg e « legittimata » alla Società delle Nazioni dall’ebreo Del Vayo ».
D’altronde, tutti questi eventi ricadono nell’ordine delle cose previsto
dall’ebreo Baruch Levi ~un altro profeta) nella sua lettera all’amico Carlo Marx (il
suo vero nome era Karl Mordechai, figlio del Rabbino di Treviri).
« Nella nuova organizzazione dell’umanità – scriveva Baruch Levi al
dottrinario del socialismo ebreo – i figli d’Israele si spanderanno su tutto il globo e
diventeranno ovunque, senza opposizione, l’elemento dirigente, soprattutto se
riescono a imporre alle classi operaie il fermo controllo di qualcuno dei loro. I
governi delle nazioni formanti la Repubblica Universale passeranno senza difficoltà
nelle mani.degli Ebrei, sotto l’aspetto di vittoria del proletariato. La proprietà privata
sarà allora soppressa dai governanti di razza ebrea, che controlleranno dappertutto i
fondi pubblici. Cosicché si realizzerà la promessa del Talmud che,’ alla venuta del
Messia, gli Ebrei possiederanno tutti i beni di tutti i popoli della terra » (Lettera citata
nella « Revue de Paris » del Il giugno 1928, pag. 574).
I grandi Ebrei sono fieri – ed a ragione – della loro rivoluzione bolscevica del
‘17. Il gran Rabbino Giuda Magnes, di New-York, cosii esprimeva la sua gioia nel
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
141
1919 : « Le qualità radicali dell’Ebreo vanno in fondo alle cose. In Germania, egli
diventa un Marx e un Lassalle, un Haas e un Edoardo Bernstein. In Austria, egli
diventa un VictorAdIer’e un Friedrich Adler. In Russia, un Trotzky. Osservate la
situazione attuale in Germania e in Russia. La Rivoluzione mette in azione le forze
creatrici dell’Ebreo. Vedete quale contingente di Ebrei è immediatamente pronto per
la battaglia. Socialisti, rivoluzionari, mensceviki, bolsceviki, socialisti maggioritari,
minoritari; sotto qualsiasi nome, si trovano sempre, in tutti i partiti, degli Ebrei come
capi zelanti e come membri attivi ».
Mr. Cohan nel giornale « The Communist », n. 72, 12 aprile 1919, pare anche
lui molto contento : « Si può dire senza esagerazioni, che la grande rivoluzione russa
è stata opera degli Ebrei... Furono precisamente gli Ebrei a condurre il proletariato
russo all’aurora dell’Internazionale ».
Emana da tutto questo – ci affrettìàmo ad ammetterlo – un certo puzzo di
drammaccio... di carbonarismo stantio... di complotto farsesco... di prolungamenti in
grigio-muro... di maffia... di passi sul soffitto... di grand-guignol... che vi dà una
voglia pazza di ridere... Che ritornello !... « C’è ebreo dappertutto »... Io per il primo,
sono sensibile al ridicolo... Ma, purtroppo, ci sono i nomi... le persone, gli eventi...
questo raggruppamento immancabile, irrefutabile, istantaneo, implacabile, dei più
gracidanti, virulenti, accaniti, voraci Ebrei attorno ad ognuna delle nostre catastrofi...
come un volo di mille corvi infernali sui luoghi dei nostri disastri... E questo non è
inventato...
Esagerazioni !... Malignità di polemisti !... Divagazioni di rabbini famelici...
febbricitanti !... visioni di vecchi cabalisti... Chimere di sinagoghe !... fugaci
coincidenze di brutti deliri... E’ presto detto.
Rispondetemi, per di più, che tutto questo arrufflo di imprecazioni risale alle
età oscure... che ora i nostri grandi, più eminenti Ebrei sono perfettamente
emancipati dalla tutela dei loro sudici rabbini, che i nostri grandi youtres moderni
sono tutti infinitamente « progressisti », insaziabilmente assetati di Scienza
Sperimentale e di luce massonica, di statistiche, intellettualmente super-raffinati,
affrancati... che tutte queste trovate e vociferazioni, queste deviazioni supercabalistiche
li fanno sorridere... allo stesso modo che noi sorridiamo di certi pretesi
miracoli e leggende... insomma, trovate puerili, di poveri djibouks, superstizioni da
oracoli... vecchi rimasugli scricchiolanti di spauracchi biblici... fesserie...
Potrete forse rispondermi che i Grandi Ebrei, quellì della grande influenza
ebrea mondiale, mantengono con i loro rabbini e sinagoghe rapporti assai tenui...
distanti... vaghi... giusto quel minimo che ci vuole... per la buona educazione... che
han ben altri grattacapi per testa... più serii... E sta bene.
Sapete che il potere esecutivo di tutta la giudeaggine Mondiale si chiama
« Kahal » ?... Assemblea dei Savi d’Israele ?... Vi ricordate che Napoleone, inquieto
del potere universale ebreo, cercò di attirare le forze del Kahal a suo profitto, di far
servire il Kahal alla sua propria politica mondiale napoleonica, di farlo anzitutto
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
142
stabilire in Francia, questo Kalial, sotto il nome di Gran Sinedrio ?... e che fallì
miseramente, Napoleone, fatalmente, in questo tentativo ? (Eppure, Napoleone era
protetto dalla fortuna !) Sapete in che modo l’ebreo Léon Say commentava più tardi,
in Parlamento, questa grande disfatta napoleonica, certamente la più decisiva di tutte,
causa maggiore, senza dubbio, della sua rovina ? « La forza misteriosa della finanza
alla quale non si resiste mai, nemmeno quando ci si chiama Napoleone ».
Per noi, che non siamo Napoleone, la nostra sorte dipende, ancor di più che la
sua, dal buon volere dei grandi Ebrei, dei « grandi occulti ». Non è per nulla stupido
pensare che il nostro destino s’i discute nei concistori del Kabal e nelle Logge
massoniche. Precisiamo : per la Francia, il Concistoro Centrale è diretto dal gran
rabbino Israele Levi. Il presidente – superiore allo stesso re dì Francia – è il barone
Edoardo di Rothschild... Le vice-presidence sono affidate ai sigg. Bloch-Laroque e
Heibromer (Consiglieri di Stato)... Come vedete, si è molto praticanti in alto loco... I
sigg. Oualid e Weissweiller sono tesorieri (non devono mai trovarsi in difficoltà !)... I
membri del Concistoro rappresentano non solo Parigi, ma i piccoli « Kahal » delle
diverse regioni francesi... e formano un totale di 47 persone...
Le Logge massoniche contano sempre tra i loro aderenti un gran numero di
poveri diavoli, semplici, piccoli esseri ansiosi di migliorare un po’ la loro sorte... la
loro consistenza materiale... d’assicurare, d’amplificare il loro impiego... piccole
ambizioni da comizio... piccoli capoccia avidi... Costituiscono la fanteria, il grande
effettivo bisognoso del Libero Pensiero...
Evidentemente, non si potrebbe domandare a questi insignificant~ pietosi,
fangosi piccoli sfruttatori altro che le solite chiacchierate, l’ampollosa fraseologia
elettorale... il vomitamento delle formule demagogiche... tutto il ciarlume per Robots
ubriachi... E come si sfogano !... Questi fantocci, naturalmente, non saranno mai
iniziati ai Grandi Progetti. Il Concistoro israelita è, invece, precisamente creato per
16 studio e la manovra dei Grandi Progetti Ebrei. E’ costituito da una élite. Non si
tratta più di un clan di sparuti mendicanti, sornioni. piccolo-profittatori, parolai, tutti
pieni di sé.. come se ne trova in abbondanza – è fatale – in tutte le Logge... Allodole
prese con lo specchio... Oli noi Oh no !... Più nessun portalettere, cameriere,
manovale, capitano dei pompieri, maestro di scuola, tra queste eminenze... Soltanto
personaggi di alta condizione sociale, di alta cultura, ripieni, saturi di piaceri, di
comodità... per la gola, il salotto... la camera da letto... piaceri da ministri...
Ampiamente liberati da ogni preoccupazione materiale. questi veri « Saggi »
possono permettersi di vedere molto dall’alto e molto lontano.
Francesi, ecco i vostri padroni !... Hanno di che esserlo !... Ma comunisti nello
stesso tempo ?... E perché no ?... Certo !
Comunistofili per lo meno... E così pure nazionalisti, reazionari... Come si
vuole... Che importa ?... Il signor barone di Rothschild (Maurizio) vota in Senato,
allo stesso modo dei comunist a Cachin, la ratificazione del Patto franco-sovietico...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
143
Il barone james di Rothschild, sindaco di Compiègne, nelle elezioni legislative
desiste a favore del candidato del Fronte Popolare... Occorre quel che occorre...
Ma qual è dunque il ruolo esatto di questo Concistoro ? Ve lo spiegherò...
« Delibera sulla situazione creata dagli eventi; decide le misure che occorre
applicare. A questo modo, s’immischia nella vita quotidiana di ogni Ebreo e la dirige
sotto ogni punto di vista. Cosicché l’attività di ogni membro della comunità si
sviluppa nel senso indicato dal Kahal e nel solo interesse del Giudaismo ».
Ecco, avete capito, caporale Peugeot ?... Quindi, appena sarà aperto il prossimo
stand « Per la liberazione dei Popoli », per una Francia più libera e più felice, voi vi
precipiterete... Le prime pallottole, come sempre, amico mio, saranno per il vostro
torace di fesso... Fate pure circolare la notizia !... Il Concistoro e gli amici
democratici del Concistoro hanno gli occhi fissi., ipnotizzati, sulla vostra ghirba !...
In definitiva, galletti francesi, voi partirete per la guerra all’ora stabilita dal
signor barone di Rothschild, vostro signore e padrone assoluto... all’ora fissata, in
pieno accordo, con i suoi cugini sovrani di Londra, di New-York e di Mosca. Sarà
lui, il signor di Rothschild, a firmare il Decreto di Mobilitazione Generale, per
interposta persona, grazie alla tremolante penna di un suo burattinoservitorumilissimo-
ministro.
Ah, se avessimo ancora in Francia un po’ di fegato !... Ah, se potessimo ancora
redigere la nostra « Timida Supplica »... Ma non possiamo più far nulla. Non
possiamo più dir nulla... Noi strisceremo in ginocchio... con la corda al collo... sino al
Concistoro... più umilmente che si può... per implorare di essere risparmiati... ancora
un anno... diciotto mesi... per dire che non ci rompano più le scatole... che ci lascino
star in pace... « La Pace Ariana »...
Ci riceverebbero ?... Le famose 200 famiglie ariane o meno ?... Ma ve le
lascio ! Non ne ritengo nemmeno una !... Ve ne faccio regalo !... Non piangerò sulla
loro ben. meritata sorte ! Siatene tranquilli ! Tutti i Patenôtres, i Lederlins, i Dupuis...
i Renault... i Wendels... gli Schneider,... i Michelin... e tutti i Coty... Ma voi potete
prenderli !... Me ne infischio !... ve l’assicuro !... Solamente, dal momento che ci si
diverte, vorrei che si giocasse lealmente ! lealmente sino in fondo !... Che non si
dimenticasse il Concistoro.... né le belle famiglie associate... Né i grandi trusts ebrei
affamatori... ad esempio, gli L. L. Dreyfus (multi-milionari) né i Bader- e soci... i
grandi amici di Blum... No, no, no, non bisognerebbe fare eccezioni... Non mi
basterebbero le comparse o qualche caproespiatorio tremante... entità sfuggenti,
spaventapasseri... burattini, svaporanti... No, no !... Escludo questi fantasmi... Voglio
qualcosa di solido !... di reale... di veri responsabili... delle « colonne » della
Cabala... Ho fame !... Una fame enorme !... Una fame totalitaria !... Una fame
mondiale !... Una fame da Rivoluzione !... Una fame da conflagrazione interplanetaria
!... Una fame da mobilitazione di tutta la carne da cannone
dell’Universo !... Un appetito divino ! Biblico !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
144
I non-Ebrei sono stati creati per
servire gli Ebrei giorno e notte.
IL TALMUD.
Direttamente o per interposta persona, gli Ebrei possiedono in Francia i Trusts
seguenti, ossia 750 miliardi sui 1.000 miliardi della fortuna francese : Trust delle
Banche e dell’Oro.
• dell’Alimentazione.
• degli Articoli di Parigi.
• delle Pelliccie.
• delle Confezioni e delle Calze.
• dei Petroli e derivati.
• dei Mobili.
• delle Scarpe.
• dei Trasporti e Ferrovie.
• dell’Elettricitì.
• dell’Acqua e del Gaz.
• dei Prodotti Chimici e Farmaceutici.
• delle Agenzie Telegrafiche.
• degli Stupefacenti.
• degli Armamenti.
• dei Gaz di Guerra.
• dei Grandi Mulini.
• del Grano.
• della Stampa e del Giornalismo.
• degli Oggetti Religiosi.
• della Lavorazione degli Oggetti di cuoio.
• dell’Industria del Libro. Trust dei Magazzini a Prezzi Unici.
• dei Teatri (autori e sale).
• del Cinema (studi).
• delle Liquidazioni e Svendite (Bande Nere).
• dell’Autornobile
• delle Spugne e Fibre.
• della Gioielleria.
della Speculazione Immobiliare.
• dell’Usura e della truffa.
• delle Stazioni Radiofoniche e Televisive.
• delle Organizzazioni Politiche.
• degli Oggetti d’Arte e Antichità.
• delle Case Commerciali con molte succursali.
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
145
• dei Prodotti Fotografici.
• delle Acque Minerali.
• delle Società Immobiliari.
• dei Grandi Magazzini.
• delle Mode e della Grande Sartoria.
• delle Assicurazioni.
• dei Cuoi e Pellami.
• delle Miniere di Carbon Fossile.
• delle Cellule e Motori d’Aviazione.
• delle Compagnie di Navigazione.
• dell’Offica Medica.
• dell’Industria dei Cappelli.
• dell’Industria delle Camicie.
• delle Fonderie e Ferriere.
• delle Materie Prime (trust mondiale).
• delle Grandi Fabbriche di Birra.
• del Turismo (Grandi Alberghi, Stazioni termali, Casíni di gioco, ecc.).
• delle Raffinerie di Zucchero.
• degli Approvvigionarneriti Militari.
• delle valvole per la Radio.
• delle Professioni Liberali
Bisogna essere davvero più ottusi di un vitello di una settimana per non
ammettere, in queste condizioni, che gli Ebrei sono i nostri tiranni... assoluti...
ch’essi decidono dispoticamente della nostra vita o della nostra morte : rivoluzioni,
guerra, fame. In qualunque società anonima, quando uno degli azionisti detiene la
maggioranza delle azioni, è lui elie domanda; gli altri obbediscono come un branco
di fessi ! E noi non siamo nemmeno fessi... e nemmeno azionisti siamo dei sottofessi.
Noi non dobbiamo mai dimenticare che...
« Si deve alla Massoneria la Repubblica di oggi; sono stati i Massoni e le
Logge a fare la Repubblica ».
ADUNANZA GENERALE DEL GRAND’ORIENTE 1887.
« Il primo atto dei Massoni sarà di glorificare la razza ebrea che ha conservato
intatto il deposito divino della scienza. Si appoggeranno su essa per abbattere le
frontiere ».
« Il Simbolismo », rivista rnassonica, 1926.
« La Massoneria è una creazione ebrea la cui storia, funzioni, riti, gradi, parole
d’ordine e spiegazioni sono totalmente ebrei ».
Il Rabbino Wise Isaac
Israelita Americano, 1886
« La Rivoluzione Internazionale sarà l’opera di domani della Massoneria ».
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
146
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA GRANDE LOGGIA DI FRANCIA,
Ottobre 1922.
« Gli uomini al potere in questo secolo non hanno solamente a che fare con i
Governi, i Re, i Ministri, ma anche con le società segrete. All’ultimo istante, queste
società segrete possono annullare qualsiasi accordo. Esse possìedorio agenti
dappertutto. agenti senza scrupoli che arrivano sino all’assassinío. Esse possono,
quando ciò sia necessarìo. scatenare anche un massacro ».
DISRAELI,
Primo Ministro Inglese
« Lo Spirito della Massoneria è lo spirito del giudaismo nelle sue credenze
fondamentali : sono le sue idee, il suo linguaggio, quasi la sua stessa
organizzazione ».
« LA VERITÀ ISRAELITA »
« La Massoneria non è né più né meno che la rivoluzione in atto, la
cospirazione in permanenza ».
INIZIAZIONI SEGRETE AL 33° GRADO
°°°
Ebrei ! Fissi ! Non fate sforzi di fantasia !
La fantasia, voi, ce l’avete pesante e balorda.
Io non sono il Cagoulard N. l.
Io non sono pagato da Goering.
Né da Tardieu.
E nemmeno dal signor Rothschì1d (tutto può darsi !).
Io non sono pagato da nessuno...
Io non sarò mai pagato da nessuno...
Non voglio fondare nessun partito.
Non voglio salire alla tribuna.
Non voglio dominare nessuno.
Non ho bisogno di potenza.
Davvero, non ho bìsogno di nulla.
Ma sono a casa mia e gli Ebrei mi scocciano.
E i loro imbrogli mi rompono le scatole.
Lo grido ad alta voce, a modo mio...
Come lo penso...
... Riposo,
Fissi !... Se si espellessero tutti gli Ebrei, se li si mandasse
In Palestina con ì loro capoccia framassoni - dal momento
che si vogliono un ben dell’anima.
Noi cesseremo d’essere gli « Intoccabili ».
Nel paese degli Emiri negroidi
Noi non avremmo più né guerre né fallimenti
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
147
Per molto tempoper molto tempo
E avremmo molti buoni impieghi liberiimmediatamente,
Subitoi migliori, in verità
I nostri figli non avrebbero più bisogno
Di supplicare, di mendicare
Agli Ebreiframassonied altre Tenie dívora-tutto
Qualche rimasuglio di festino
L’elemosinala carità
Non avrebbero più bisogno di supplicare glì Ebrei
Di voler ancora lasciarci vivere
Sussistere, sul nostro territorio, per un istante ancora
Una proroga ! Prima d’andare a crepare per loro
Per le loro diavolerie, i loro scherzi, le loro trovate
Le loro prodigiose mangiate
Di piovre ebree
Nelle furiose, terribili battaglie,
Nelle grandi fornaci cabalistiche.
Riposo !
In altri tempi, quando gli Ebrei diventavano restii ed insolenti, i Re divenivano
crudeli. l’Ebreo Simon non voleva mettere i suoi tesori a disposizione del Re Enrico
III; il Re lo fece trascinare in sua presenza, gli fece strappare 17 denti, alternando le
estrazioni con questa domanda. « Prestami i tuoi tesori... ».
Alla diciassettesima, l’Ebreo cedette. Questo sistema di prestito, è stato
abbandonato dai Capì dì Stato moderni, ma per non perdere i vantaggi del
procedimento i finanzieri l’hanno applicato al loro modo di prestare.
Oggi, infatti, sono i grandi finanzieri (gli Ebreì) a strap pare i denti del governo
sinché non abbia dato loro il denaro dei contribuenti.
Una cosa, pareggia l’altra !
Sotto Luigi XV e Luígi XIV, l’eguaglianza tendeva a realìzzarsí, la finanza
saliva, la dignità discendeva. La massa era spogliata, ma si facevano vivere i valori
personali. Oggì, la massa e i valori personali muoiono.
(Estratto da « La Storia dei Fìnanzieri » di
JOHN GRAND CARTERET
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
148
« Né promesse né giuramenti
impegnano l’Ebreo verso i Cristiani ».
« Soltanto gli Ebrei sono uornini, le
altre nazioni non sono che varietà di
animali ».
IL TALMUD
Non so più quale fesso di ebreucolo (ho dimenticato il suo nome, ma era un
nome youtre) sì è accanìto in alcuni numeri d’un periodico sedicente medico sui miei
libri e sulle mie « grossolanitá », in nome della psìchiatria. La rabbia di questa
nullità,la sua follia invidiosa si mascherava per la circostanza in vituperazioni
« scientifiche ». Schiumava d’insulti, questo infetto personaggio, nel suo gergo
psico-freudiano, delirante. ultra-coglione. Questo imbecille, stando al suo linguaggio,
alle sue manie, al suo pathos, doveva essere un aIienista. Gli alienisti son quasi tutti
idioti, ma questo di cui vi parlo dava l’impressione di un vero, tetanico, ultrastupido,
d’un supereritico insomma. Non so più quali tare, mentali e fisiche, quali abbiette
perversioni, quali mostruose disposizioni, quali ossessioni cadaveriche, quale
putrefazione spirituale, adoperasse questo sottofesso della pedanteria per spiegare i
miei libri. Ad ogni modo, secondo lui, non s’era mai visto un rospo coá pustuloso
come me, cosi schizzante bava velenosa, cosi schifoso, così insopportabile nei
riguardi della bianca ed innocente colomba da lui rappresentata. Tutto questo non ha
importanza. Miuna breve osservazione si impone, assai divertente : il Freudismo ha
fatto molto per gli Ebrei della medicina e della psichiatria. Ha permesso a questi
sotto-negri grotteschi, pagliacci, corbellatorì, maniaci della Laurea, di dar sfogo alle
loro fesserie, pazzie, rabbie, megalomanie, deformazioni dispotiche... EccoIi tutti
pontificanti di freudismo, questi saltimbanchi del deserto, questi pagliacci congolesi,
con tutta la loro diabolica faccia tosta... « Tutta la Liberia tra le nostre pareti !). Nulla
di più comico per i coloniali, di più soggetto a risate, della boria parolaia dei medici
indigeni laureati di fresco nelle Facoltà coloniali. Valgono tanto ridicolo quanto
pesano. Ma qui, da noi, in casa nostra, è il trionfo dei medici, deì peggiori ebrei
negroidi, a pronta cassa ! Prodigio ! Il minimo diploma, il minimo amuleto, fa
delirare il negroide, tutti ì negroidi ebrei. li fa ruggire d’orgoglio !... Questo lo san
tuttì... Lo stesso succede con i nostri youtres da quando il loro Budda-Fretid ha loro
dato la chiave dell’anima ! (Elia Faure mi dichiarava, qualche giorno prima di
morire, che Freud aveva scoperto il posto in cui si trova Dio ! in cui si trova
l’anima !). Arnmirate come gíudicano, come sentenziano ora, come trincìano gìudizi,
i nostri youtres super-mentali-mentitori, su ogni valore, sulla verìtà, sulla potenza, su
ogni produzione spirituale ! Senza appello ! Freud ! L’alter ego di Dio ! Come
Kaganovic è l’alter ego dì Stalin !
Ed è belando che noi, fanciullini trernanti di paura, ormai dobbiamo andare a
farei giudicare da queste emanazioni di Dio stesso !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
149
Ebbene io ne vomito uno ogni mattina, un critico ebreo ogni mattina, senza
farmi male ! Fate pure correre la voce...
Ma da dove cavano tanta insolenza questi canacchi ? Chi farà rientrare all’asilo
tutti questi idioti in libertà... tutti questi buffoni negroidi, depravati tain-tamizzanti
del Diploma ?... Questi Demiurghi a tre palle al soldo ? Quale frusta farà rientrare
queste sciminie nella loro tana ? Chiuderà le loro fauci ? le costringerà a ringurgitare
le loro sozzure ?... Quale frusta, o esperti Ebrei ? psichiatri ebrei ?... Ecco i giudici
del n(stro pensiero ! della nostra volontà della nostra ai-te ! E’ il colpo di grazia !
Eccoci più in basso dei macachi ! Adoratori della diarrea di scìmmie !
Il Dottor Faust parla col Diavolo. il Dottor Freud parla con Dio. Benìssino !
°°°
Citazioní brevi :
Nessun scrittore, diplomatìco o uomo politico, può essere considerato come
maturo sinché non avrà affrontato in pieno il problema ebreo.
WICKHAM STEAD.
L’ammissione di questa specie di uomini è molto pericolosa Si possono
paragona alle vespe che s’introducono negli alveari per uccidere le api aprendo loro
il ventre per succhiare il miele nelle loro budella : ecco gli Ebrei.
SUPPLICA DEI MERCANTI A LUIGI XV(1777).
Ah ! se Tito non avesse distrutto Cerusalemme, noi saremmo stati preservati
dalla peste ebrea e i vincitori non avrebbero gemuto sotto il gioco dei vinti !
Claudio Rutilio Numaziano
Poeta Gallo (350 anni d. C.).
In Germania, Gli Ebrei detengono i primi ruoli e sono rivoluzionari di primo
ordine. Sono scrittori, filosofi, poeti, oratori, pubblicisti, banchieri che recano nella
testa e nel cuore il peso della loro vecchia infamia. Diventeranno il flagello della
Germania... Ma conosceranno probabilmente un risveglio nefasto.
METTERNICH (1849).
– Ma sì, lo so che non ti piacciono gli Ebrei ! – m’ha risposto Gustin – ma tu
mi riempì la zesta... Non vale la pena di ripetere le stesse cosel Ci rompi le scatole
con le tue chiacchiere !.. Nemmeno io non li posso sopportare, eppure mi adatto...
Bisogna sopportare il proprio male... Nella mia clientela di medico, tra Epinay e i
Bastioni di Parigi, son loro che si pigliano tutto... In altri tempi, si era tranquilli...
C’era il père Comart e Gendron... Ti parlo di prima della guerra... Si viveva senza
farei del male... Ora, ci son quattordici medici Ebrei e tre Armeni nello stesso
spazio... Caccian via tutti i nativi... Per ogni francese morto a Verdun, son arrivati
venti youtres. Le nostre Facoltà hanno fabbricato vere coorti di youtres medici. Tutte
le commissioni di esame sono Dropizie, favorevoli agli Ebrei, agli ebraizzati corpo
ed anima... I migliori clienti delle grandi celebrità sono gli Ebrei, non bisogna
dimenticarlo .. Son loro che pagano le nostre celebrità... e profumatamente... Si fari
curare assiduamente... Questo crea buone predisposizioni a favore - degli Ebrei, dei
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
150
piccoli Ebrei, per gli esami... per i concorsi... Essi dispongono di tutte le chiavi di
casa... Il Francese’ invece, è il fesso... Se lo merita... In nome dei Diritti dell’Uomo, i
piccoli youtres della medicina pullulano da noi... sono « naturalizzati » senz’altro...
sindacati da ogni lato, accolti in tutte le logge... è la « tecnica » dell’invasione... il
« sistema del cuculo » medico...
Per la resistenza ?... il nostro esercito ?... ebraizzato !... Dopo Dreyfus, dopo
Alessandro Millerand, Ebreo (figlio di un guardiano di sinagoga). Tutti i generali ?...
e la Pol 1 izia ?... Suvvia !... Tutti quelli che detengono le chiavi della Dispensa, della
Borsa, della Cantina, dell’Insegnamento, del Libro, del Cinema, della Canzone... tutti
ebrei !... Tutti i Musíc-halls ! Tutti i teatri (e persino la Comédie Française !), tutti i
giornali, tutte le radio, tutto è formato da ebrei ed ebrei, militanti, scalmanati della
giudeaggine... Folkloristi, se occorre... « Per meglio sedurtì, ragazzo mio, per meglio
strangolarti ! »... Tutte le vedette (salvo qualche rara eccezione) della scena, del film,
della canzone, della scienza, dello « pirit », sono ebree (1/2 o 1/3 o 1/4... ). Il popolo
canta, mangia, beve, legge, ammira, sente parlare, vota soltanto più ebreo... Allora,
tu, rompiscatole, seribacchino farneticante, perché vieni a seccarci ?... perché
stordirei con le tue chiacchiere ?... Dimmi un po ?... Ma ti liquideranno presto, amico
mio, gli Ebrei, lo sai ?... Tu non li conosci ancora... No... no... tu non li conosci
ancora... Dimmi, per caso, l’han forse portata via un’amica. Di ?
– Non ne ho... Non ho mai avuto un’amíca...
– Perché ?
– Ho paura di amare.
– Tu sei astioso, ecco... e poi, basta !... E’ il tuo caratteraccio...
Picchiava duro, Custin, ma vedeva giusto.
– Han tutto !... – continuava. – Sono un milione, gli Ebrei in Francia... due,
forse, se si contano gli ebreizzati... Fari tutto quel che vogliono !... L’opposizione ?...
Non esiste... niente di serio... terrori alla morfina... nella tragedia saranno soltanto
comparse di un istante... Che il colonnello Taldeitali abbia preso denaro dal
governo !... E chi se ne frega ?... Fesserie !... Intanto, il colonnello non parla mai di
ebrei !... Quindi, può dire tutto quel che vuole !... Chi non ne parla mai, chi non ha in
programma di buttarli all’aria... parla per il piacere di parlare... conserva forse idee
segrete... oppure è un fesso terribile... un presuntuoso cieco... mille volte ancor più
pericoloso... Stessa storia per l’altro compare... gente stipendiata dalle banche,
commessi viaggiatori... Non crociate, ma crociere... Organizzano dei « antagg »... mi
capisci ?... dei « vantaggi »... Seducono, attirano i piccoli giocatori col miraggio dei
« vantaggi »... Tutti questi esseri assolutamente anodini fanno parte del gran
programma... dei divertimenti per il loggione... rappresentano le Diversioni...
D’altronde i loro Stati Maggiori accuratamente ebraizzati orchestrano i concerti con
un grande anticipo... tutte le fasi della Crociera... « Da questo lato ! Signori e
Signore ! Ancora un panorama meraviglioso ! »... Non possono far altro, questi
« salvatori di vantaggi »... Crolleranno giù, come tanti altri, da cento anni a questa
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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parte, in una vera cascata di pazze risate. Tutti questi Prodi dell’Ugola, questi salivari
raddrizzatori di torti, sono fatti apposta per essere abbattuti... al momento voluto,
deciso, premeditato dai banchieri ebrei, dai commissari ebrei, dall’internazionale
ebrea. Non avranno che da dire una *parola, i grandi Ebrei, i Warburg, i Rothschild,
per mandare a gambe levate tutti questi fantocci... all’ora scelta dal Kahal... come
hanno vaporizzato tutti gli altri burattini del genere, i parolai : Boulanger...
Poincaré... Clemenceau... ecc. Basta che tocchino un bottone... e pluff !... il
pagliaccetto scompare nel nulla... Non se ne parlerà più !...
La Francia è una colonia ebrea, senza insurrezione possibile, senza
discussione, senza monnorii... Per liberarci, occorrerebbe un vero Sinn-Finn... un
implacabile istinto di razza... Ma noi- non possediamo la « classe » dei Sinn-
Finners !... Ormai troppo sfessati, avvinazzati, avviliti, effeminati, ebraizzati,
massonizzati, rincoglioniti sotto ogni aspetto,... Bubboni saturi di alcool e sempre più
avidi, sempre più divoranti... fistole vergognose... Per vincere, per sbarazzarsi
dell’Ebreo, bisognerebbe poter, anzitutto, lanciargli in pieno viso : « u e il tuo
fetente, putrido denaro, potete filare nel letame e poi, ora, basta eh ? rospo infetto,
altrimenti ti farò correre a pedate !». Chi può parlare così ?... oh, non il greggip
francese... gregge ubriacone, cicaiolo, venale, meschino, imbecille e arci-venduto !...
Oh, no, nessuna speranza !... d’altronde, queste guerriglie popolari finiscono
pietosamente in Francia !... Disgrazia !... Maledizione a chi è preso dalla voglia
d’occuparsi dei Francesi !... Rileggete, rileggete un po’ le spaventose storie dei
Dupleix... dei La Salle... dei Montcalm... ne sarete edificati !... Quale Popolo detiene,
a sua vergogna pagine così prodigiose di vertiginosa mascalzonaggine ?.... Niente -da
obbiettare, il dato è tratto !... E poi la guerra verrà da sola... avremo tre fronti da
difendere... e tutti gli Ebrei nelle retrovie... imboscati presso i generali framassoni...
alla Presidenza del Consiglio !... Te lo svelerò, Ferdinando, il segreto degli astri. La
Diplomazia, in fondo, con l’aiuto delle parcie speciose. delle camarille delle formule,
non è altro che l’Arte di preparare la divisione, lo smembramento, lo spezzettamento
dello Stato più putrido di un’epoca, di un continente... per la sbaffata generale da
parte dei più voraci... Perché tutte ‘ste discussioni ?... Resistere ?... Resistere come ?
Siamo dei vitelli, caro mio... Hai mai visto dei vitelli opporsi all’ammazzatoio in
nome dell’« obiezione di coscienza » ?... E tu vuoi farti sgozzare prima del tempo,
dì ?... Sì, tu, per il primo ?... Vuoi vedere come i futuri martiri cominceranno col
darti una buona lezione ?... col farti a pezzi ?... Hai sputato su tutti ! La pagherai,
brutto rompi-catole !... Te li sei inimicati tutti, non puoi più contare su nessuno... Sei
solo... Tu hai scocciato tutti... Che speri di guadagnare ?... In questo grande paese
latino, tutto, assolutamente tutto, è da vendere, non dimenticarlo, d’altronde
assolutamente venduto... La borghesia pensa solo ai banchetti, avida, cretina,
parolaia. Essa ha dato tutto agli youtres, tutto quello che aveva, tutte le chiavi della
città e dei campi... i suoi figli... le sue figlie... i suoi denti falsi... al maggior
offerente !...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
152
Quanto al popolo, mi voglio spiegare... Finirà tutto, questo buon popolo
francese, carne da cannone, in fondo alle « fosse Maginot », al suono degli inni,
dell’» Internazionale » stavolta ! col muso ancora raggiante d’entusiasmo ! Ciò è
scritto negli astri, assolutamente inevitabile ! La china è stata bene insaponata, si
scivola che l’è un piacere... Notiamo, per non omettere nulla, che, con i tempi che
corrono, si vedono operai diventare viziosi, abbandonarsi a piccoli calcoli che
mancano di eleganza, occuparsi selvaggiamente di guerra, spingere verso tutti gli
interventi, fanatici, solidali in tali circostanze con i peggiori youtres del Concistoro...
No, non è bello... non è bello... Che sperano, ‘sti fessacchiotti, per la prossima
guerra ?... Essere imboscati ?... cavarsela con licenze e rinvii ?... farsi passare per
« specializzati » nelle industrie di guerra ?... Mi pare che accettino con troppa facilità
il sacrificio dei loro « fratelli della campagna »... perché, vero ?... nell’ultima guerra :
su tre morti... due erano contadini !... E’ molto !... Non bisogna dimenticare ‘ste
cose... Soltanto, c’è pericolo forse che questi « fratelli delle officine » si sbaglino...
La situazione non è più la stessa... Le cose non si rassomigliano mai a ventiquattro
anni di distanza... I bianchi non la vedranno nemmeno la Pace della Francia a pezzi...
Dall’Ariège alla rue de Lappe, da Billancourt a Tergastel, vi trascineranno via
tutti !... Voi passerete nella gran fornace ! Olivet ! Dufour ! Bidart !... Dudule e le
grand Lulu !... e le Tondu !... Keriben e Vandenput... e altri umili nativi francesi...
Sarà bello, eh ?... Per cominciare a divertirvi, alla domenica, andate sin d’ora ad
aggiungere i vostri nomi sul Monumento dei Caduti, su quello della vostra
parrocchia... Vi servirà come mèta per una passeggiatina di famiglia... Così, non vi si
dimenticherà... Occupatevene domani stesso... A questo modo, incisi nel marmo, voi
potrete partire tranquilli, con lo spirito libero.
Questa volta, l’occasione sarà splendita. Dall’arcigna Dunkerque alla ridente
Biarritz !... Per tutti gusti ! Quanto spazio per le nostre schiumarole !... Occorrerà che
si sprema e si risprema l’Arruolamento per poter guernire di effettivi tutti questi
fronti !... che si,frughi, si raschi, si cerchi in fondo ai crepacci della terra, che. si
scavi in tutte le fessure dove l’indigeno può nascondersi... Ah ! Ah ! voi vi agitate
già, amico mio ! Voi esultate ! Voi vi entusiasmate ! vi piacciono le coccarde a
quanto pare. Mi aspettate un po’, ragazzino mio !... Io vi trovo già un po’
palliduccio... E’ un gran medico che vi parla !... Vi sento già « scomparso »... Potete
disporre, amico mio... Il Paradiso è aperto !... Ma non volgetevi indietro, vi prego...
Mai !... con nessun pretesto !... Non fatevi cattivo sangue per gli Ebrei !... Essi hanno
i loro vantaggi. L’Ebreo è esente per natura dal servizio militare... Egli è questo... è
quello... è medico... avvocato... troppo grosso... troppo miope... troppo ricco... troppo
lungo... Ve l’ho già detto... Non vive nel suo clima... Soffrirebbe troppo rimanendo
con voi... Ha sempre dato ordini... E’ troppo istruito per voi... troppo fine per essere
mischiato con voi... troppo vizioso... più interprete che combattivo... hai capito,
brutto muso ?... Non avrai certo la pretesa, o delirante, che si getti l’Ebreo, il Sale
della Terra, nel fango ?...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
153
Quando la situazione diventerà troppo complicata, il compagno e deputato
Thorez sé ne andrà nel Caucaso, Blum a Washington, incaricati di missioni di
fiducia, mentre tu andrai a vedere sulle Ardenne... a vedere, così, per renderti conto
se le piccole pallottole furtive imitano abbastanza bene gli uccelli... così
fischieggianti nell’aria... veri usignoli, te l’assicuro... che verranno a beccarti sulla
testa...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
154
Se una di queste mattine, mi trovano
accoppato... inutile far finta di aver l’aria di
cercare...
CÉLINE
(Costa solo da 3 a 4.000 franchi, per far abbattere un uomo, in qualunque
giorno, a Parigi ; un po’ meno a New-York, un po’ di più a Londra... ).
Messo con le spalle al muro, Gutman s’è rivelato com’è, una natura cattiva,
acida... Come ricominciavo a dirgli tutto il bene che penso degli Ebrei... s’è offesol...
E’ montato su tutte le furie !... M’ha fatto una di quelle scenate !... Con una vecchia
collera di maledetto !...
– Ma tu impazzisci, Ferdinando !... Tu sei sbronzo !... Tu sei sbronzo da
legare ! Tu sei un poco alcoolizzatoi... Ti faccio internare ! Te lo giuro !... Hai
bell’essere collega !... Non può durare !... Ho relazioni negli Asili... Ti farà vedere...
Son tutti Ebrei nella direzione degli Asili !... Servirà per divertirli !... sentire il tuo
« numero » di follie... di stupidaggini... ti metteranno in una cella imbottita... Ci
andrai per dir male degli Ebrei !... Ti farò fare una camicia di forza su misura...
Allora, non ci romperai più le scatole... Tornerai ai tuoi romanzi... Se starai buono,
avrai una matita... Ma via, anzitutto sono pazzie... la « Razza » non esiste più... è un
mito...
– Ecco la grande trovata ! per noi !... per farei fessi !... il « mito delle razze »...
Gli Ebrei son fieri della loro razza. Fieri come Artabano. Non han vergogna, loro,
d’essere Ebrei !... Sanno di dove escono... Si spingono avanti come cani. Son loro, ì
peggiori razzisti... Loro, il cui trionfo è tutto razzista... Non parlano-che per perderci,
per stordirci... per disarmarci sempre più... Tutti i professori antropologisti, massoni
del Fronte Pòpolare, ben ebraizzati, ben pagati, ce lo affermano che l’è finita... urbi
et orbi... ed ecco ! E’ irrefutabile... Il Fronte Popolare non ha mai mentito... E’ un
abbaglio, una chimera... una deformazione della vista... assai scocciante...
– Ti scaldi troppo, Ferdinando !... Sai che ti occorrerebbe per guarire ?... Si
tratta della sureccitazione della’ meno pausa ?... Hai colpi di calore ?...
– Pure, dimmi, sono crespi ?... E la Palestina ?... E’ la culla della loro
« razza »...
Ecco, ci siamo. Mi aveva riscosso, aveva sfiorato il soggetto che mi fa
diventare catalettico... Ridivenivo inesauribile... volubile... incoercibile...
– Sono miopi, i tuoi semitil E piedi piatti !... e sedere basso ! Puzzano di
negro... è vero ?... sragionano forse ?... Rispondíl... Hanno le enormi zampe della
razza che ha calpestato sabbia, per tanto di quel tempo... e i beduinaggi ?... sempre
nella sabbia... alla caccia dei datteri, nelle vecchie urine dei cammelli... per secoli e
secoli ?... Irrefutabile !... Quelle orecchie a mú1ino... quei piedi palmati... te lo,dico
io : e gli occhiali !...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
155
Ah ! Ah ! segnavo facilmente un punto nella caccia ai datteri... Gli mostrai
subito i suoi occhiali « transatlantici » che erano veramente enormi in proporzione
alla sua piccola statura... Su questo punto, lui rimaneva confuso...
– E’ un martirio, per le belle ebree, – insistevo – avere i piedi un po’ troppo
« forti »... Tutti i calzolai di New-York lo sanno... Non si sbagliano loro, in fatto di
razze !...
– Tu li attacchi in modo vigliacco, Ferdinando – recalcitrava lui. – Tu pure esci
dai selvaggi... Se neri esci dal deserto, esci dalle caverne, il che è peggiol Erano
ancor più fetidi e nauseanti... Un deserto è sempre pulito... Non mangiavano datter~
quei fessi Ariani tuoi padri... Tu pure puzzi ancora di paglia... Di che ti lagni
dunque ? Finirai col farti fregare, Ferdinando, se continúi così... Avrai tutti contro di
te... Non sarà facile, credimi, farti sempre passare per incosciente... Tu sei una specie
di pazzo che ragiona... Le persone non possono sempre sapere... a volte si
sbagliano... possono pigliarsela a male... e tu puoioffendere molta gente... Vedi, io, io
ti voglio .bene... Non ti ho mai ingannato, Ferdinando... Non ti ho mai fatto brutti
scherzi... Non tho mai detto : « Buttati sotto ad occhi chiusi », quando si trattava di
una fregatura... Vero, eh ?... Dillo !...
E’ vero, Gutman...
– Allora ti dico, io negro, ti dico, Ferdinando, lascia stare ‘ste orribili storie...
Vieni con noi... sarai contento... Perché tu non sai prenderli, gli Ebrei... se tu sapessi
avvicinarli, t’insegnerebbero a riuscire... tu non sei che un fallito... e di qui, la tua
acidità, il tuo muso duro... Guarda gli indigeni, gli Ebrei non li contrariano mai...
Anzi, essi cantano « C’è gioia !.... »... Li capisci ? « C’è gioia ! » a lasciarsi guidare...
Tu invece li strapazzi... non è un inodo di fare... Li indisponi... Li timilii. Un pessirno
sisternal...
Gutman ha concluso :
– Ti farò capire con un esempio : ho conosciuto un agonizzante... nella mia
clientela, un ragazzo che se ne andava... giovane, un artista... Ne ho visti inolti
agonizzanti, ma quello là... Quando gli mettevo il terrnornetro, ciò pareva
risvegliarlo... gli ridava sensazioni... lo faceva ancora vibrare... malgrado che fosse
già nel coma... conservava tutte le sue abitudini... e inf atti è morto cosi... Tra le
braccia di sua madre... E’ per dirti ragazzino mio, che nelle cose del sentimento, la
ragione non trova posto... Son cose senza fine e senza arresto... di vita nella, morte...
Mi hai capito ?
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
156
Il capitano Dreyfus è assai più
grande del capitano Bonaparte. Ha
conquistato la Francia e se l’è tenuta.
CÉLINE
Ha ragione, Gutman : tutti questi vizi in fondo mi disgustano. Questa invasione
non è più sopportabile. Aveva ragìone Lipchitz : « Francesi che non sono contenti, li
faremo uscire... ». Ebbene, io me ne vado... Non me lo sì dìrà due volte. Forse, ìn
Irlanda... Ma non voglìo andarmene come un fiore... Non voglio essere a carico degli
Irlandesi... So che ne risulta... Bisogna ch’io disponga di un piccolo viatico... Certo,
questo libro si venderà... la critica se lo divorerà... Ho preparato le domande e le
risposte... Allora ? Credo d’aver previsto tutto... Potrà spettegolare tutto quel che
vuole, la Critica... Io me ne infischio in anticipo !... Io la mando a quel paese ! Per
necessità di cose, sarò io ad avere l’ultima parola, in lungo e in largo... E’ il solo
modo. Ma la critica non è nulla, è un accessorio... Quel che conta è il lettore ! E’ lui
che bisogna considerare !... sedurre ! Lo conosco, il Francese medio, diffidente,
obbiettivo, vendicativo... ne vuole per quel che spende e anche di più... ed io già non
posso contare sul suo amore !... Dovrò dunque dargli la « uona misur »... la
« giunta »... Decisamente, hruro col viziarlo... Aggiungerò qualche capitolo... una
decina... così farà un vero volume... Farò un po’ di Baedecker... E’ di moda, è il
momento delle Crocìere... è suscettibile d’interesse... il genere « Rivista di Viaggi »...
Ve ne ricordate ?... Ah, che bel periodico illustrato ! e divertente !... che lettura
attraente ! .. pittoresca... affascinante... Riprenderò quel principio... delle magie alla
« Michele Strogoff »... Voglio terminare questa grossa e furiosa opera con grande
cortesia... La scappellata... il pennacchio... profondo saluto... Oh, prego !... con la
mia piutha immensa, arruffata, sfioro il tappeto... Grande parabola !... Vi presento i
miei omaggi... Grande riverenza... Fantasmagoria... Vi saluto... Servitor vostro !...
Anzitutto, bisogna situare le cose... ch’io vi racconti un po’ com’è magnifica
Leningrado... Non son loro che l’han costruita, i ghepeutisti di Stalin... Non riescono
nemmeno a conservarla, ad accudirla... E’ al disopra delle forze comunìste... Tutte le
vie sono sprofondate, le facciate delle case cadono in frantumi... Fa pena... Nel suo
genere, è la più bella città del mondo... tipo Vienna... Stoccolma... Amsterdarn... per
capirci. Come esprimere tutta la bellezza del porto ?... Immaginate... i Campi Elisi...
ma quattro volte più grandi... innondati di acqua pallida... la Neva... Essa si estende
ancora... laggiù... verso il largo... livido... il cielo... il mare... sempre più lontano...
l’estuario in fondo... all’infinito... il mare che sale verso di noi... verso la città.. Il
mare tiene in mano tutta la città !... diafana, fantastica, tesa... lungo le rive... tutta la
città... palazzi... ancora altri palazzi... rettangoli duri... a cupola... marmi... enormì
gioielli duri... accanto all’acqua smorta... A sinistra. un pìccolo canale scuro... che si
getta là... contro il colosso dell’Ammiragliato... dorato su ogni lato... reggente una
Fama luccicante, tutta in oro... Che maestosità !... Che fantastico gigante !... Che
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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teatro per ciclopi !... cento scenari scaglionati, tutti grandiosi... verso il mare... Ma
una brezza traditrice scivola, pigola, piroetta... una brezza grigia. sorniona, lungo i
quais... una brezza d’inverno in piena estate... L’acqua sfiora i bordi, s’increspa,
rabbrividisce contro le pietre...
In fondo, a difesa del parco, la lunga alta cancellata deIicata... l’infinito ricamo
di ferro battuto... il recinto degli alti alberi... i castani alteri... formidabili mostri gonfi
di ramaglia... nuvole di sogni ripresi a terra... sfogliantisi in ruggine... Attimi tristi...
troppo leggeri nel vento... che i soffi malmenano... sgualciscono... fanno piegare...
Più lontano, altre fragili passerelle, da « sospiri », tra i crepacci dell’enorme palazzo
Caterina... più implacabile, a fior d’acqua... di una forza terribile... la strozzatura
della Neva... il suo enorme braccialetto di ghisa... Il ponte teso sul braccio pallido, tra
due cerniere maledette : il palazzo d’Alessandro il pazzo, roseo catafalco, tutto
contorto di stile barocco... e la prigione Pietro e Pacilo, cittadella accoccolata,
schiacciata sui suoi muraglioni, inchiodata sulla sua isola dall’atroce Basilica,
necropoli degli Czar, tutti massacrati. Coccorda costruita con pietre da prigioni,
infilata dal terribile pugnale d’oro, acutissimo, la chiesa, la freccìa d’una parrocchia
assassinata.
Il cielo del grande Nord, ancora più gIauco, più diafano del fiume immenso...
una tinta slavata... E altri campanili ancora... venti lunghe perle d’oro... piangono dal
cielo... E poi quello della Marina, feroce, si lancia in pieno firmamento... perdendosi
sul Viale di Ottobre... Kazan la cattedrale getta la sua ombra su venti strade... tutto un
quartiere ad ali spiegate sotto una nube di colonne... Al lato opposto, quella
moschea... mostro torturato... il « Santo Sangue »... frangie a spirale... contorte...
cupole... scarabei ornamentali... in tutti i colori... mille e mille... Rospo fantastico
crepato sul canale, immobile, tutto nero, luccicante...
Ancora venti viali, altre vie, prospettive, verso sposi più grandi... più aerei... La
città si stende verso le nuvole... quasi non tocca più terra... si slancia da ogni lato...
viali favolosi... fatti per assorbire venti cariche di fronte... cento squadroni...
Newsky !... Gravi persone !... prodigiose cavalcate... che vedevano soltanto
l’immensità... Pietro... Imperatore delle steppe e del mare !. Città costruita a
imitazione del cielo !... Cielo di specchio infinito... Case a perdita d’occhio...
Vecchie, gigantesche, rugose, crollanti... di un passato gigante... farcito di topi... E
poi quell’orda che striscia, continua, lungo le strade... che formicola sui
marciapiedi... striscia ancora... s’appiccica sulle vetrine... faccie da sputo... l’enorme,
vischioso, brontolante brulicame dei miserabili... lungo le immondizie... Un incubo
che si sparpaglia come può... cola da tutti i crepacci... l’enonne lingua d’Asia
leccante le fognature... assorbe tutti i ruscelli, i portici, le cooperative... E’ lo
spaventoso strofinaccio di Tatiana Fame... Miss Russia... Gigante... grande come
tutte le steppe, grande come la sesta parte del mondo... e che agonizza... no, non è un
errore... vorrei farvi capire queste cose più da vicino... con parole meno fantastiche...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Immaginate... un quartiere... immenso... schifoso... tutto pieno di richiamati...
un contingente formidabile... tutto un esercito di straccioni in orribile stato... ancora
vestiti in borghese... a pezzi... sfiniti, stanchi, sbrindellati... corne se avessero
trascorso dieci anni in treno... sotto i sedili, nutrendosi di immondizie... e che ora
arrivassero alla fine della loro vita... istupiditi meravigliati... in attesa di passare in un
altro mondo... e che aspettassero di essere imbarcati.... aspettassero occupandosi a far
lavorucci... un po’ qua... un po’ là... Un’immensa sconfitta in sospeso... una
catastrofe che vegeta...
Ora, a questo punto del racconto, bisogna che mi spieghi meglio... che vi
racconti quel ch’è successo... Natalia, la mia guida-poliziotto, mi proponeva
distrazioni...
Talora mi diceva :
– Se andassimo alle Isole ?... C’è da vedere un divertente match di tennis...
Era fervente del tennis, Natalia, e io volevo farle piacere.
– Inteso.
Ed eccoci in viaggio. Non sono molto vicino, le suddette Isole. Un’oretta
d’automobile... a causa della strada ingombra. Tutti gli sportivi di Leningrado, tutte
le famiglie dei « Commissari » al completo, riempivano le gradinate... E cíarlavano...
Si trattava di un torneo tra Cochet, campione francese, e Kudriach, loro campione.
Già sin dalla fine d’agosto si trema di freddo a Leningrado. Il vento del Baltico è
severo, ve l’assicuro... Come cicalio tutt’attorno, quelle signorine di « uona famigli »
avevano uno scilinguagnolo !... oh, nulla che ricordasse il pubblico della strada...
Non dico eleganti... ma gente che può permettersi tutti i comodi... belle calzature
(almeno 1.500 rubli il paio)... l’élite, insomina... la borghesia... Mi son fatto tradurre
le conversazioni... una ragazza indossante uno short,... grassoccia... ben piantata...
piacente... raccontava le sue vacanze.
– Ah, che viaggio, amica mia ! Ah, se tu avessi visto papà era furibondo ! Non
andremo più sul Volga ! Tanta di quella gente, quest’anno !... Non puoi immaginare
corn’erano stracarichi, i battelli !... a rischio di naufragare ! d’affondare tutti !...
Null’altro che lavoratori !... amica mia !... Ah ! che gente orribile ! » (testuale). E
continuava a dire, a lanciarsi in esclamazioni.
La fine del match... Cochet guadagnava di molte lunghezze... Il pubblico
perfettamente sportivo, su tutti i gradini... applausi unanimi... calorosi...
Tornavo con Natalia verso la cancellata del Parco... alla ricerca della nostra
vettura... una vecchia « Packard » .1920, che avevo affittato a 300 franchi all’ora.
Non rimpiango nulla, lo ripeto. Mi rimangono ancora dei rubli in Russia... una
piccola fortuna... nelle Casse dello Stato... mi rìmane per 30.000 franchi. Venti paia
di scarpe. Mentre salivamo in vettura, arriva un signore ben educato... solleva il
berretto... e col più ebreo dei suoi,sorrisi, mi rivolge la domanda :
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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– Signor Céline, non vi rincrescerebbe di ricondurci a Leningrado ?... che ne
approfittiamo ?... Sono il capo dell’Intourist... con un amico... Siamo forse
indiscreti ?
Era perfettamente corretto, il piccolo capo dell’Intourist.
– Ma salite dunque... ve ne prego !’..
Prende posto accanto all’autista. Mi presenta il suo compagno. Mormora un
nome... un compagno youtre come lui... ma youtre d’un altro modello... non un
« piccolo filtrato del ghetto ».,... ma il modello « Satrapo »... imponente pascià...
sangue-misto dell’Afganistan_ solido lottatore di prima classe... ampio, ben
provvisto di testa, di torace. di membra... di pancia, di doppio mento... sulla
cinquantina... un abito militare alla Poincarè... umilmente kakì. ultra-severo... sul
petto, tutta la chincaglieria. gli smalti, gli ordini e le medaglie luccicanti... tutte le
decorazioni di Lenin... Un po’ mandorlato di occhi... un po’ Budda... e poi, fatto
insolito ! dei baffoni... ben passati al cosmetico... separati, divergenti... come si
portavano a Londra verso il 1912... nelle squadre di cricket... nei clubs dei
« Comuters of Croydon », degli « Icare Brothers »... Insomma, un curioso
miscuglio... Lo squadro di tre quarti... ancora un po’... e tutto questo oscillando, tra le
scosse... i selciati sono spaventosi... Mi dico : « Di certo. ‘sto tipo è un tenore
dell’Avventura... E’ un uomo che ha approfittato del Comunismo... E’ un
bell’uomo... Ecco un caso meraviglioso ! ». L’automobile avanzava adagio, causa le
terribili buche... che mettevano a dura prove le molle... Certamente, da Caterina in
poi sono gli stessi selciatori che si occupano delle strade... e vi assicuro che sono
crudeli... E’ questo il fascino di tale città... essa rimane un museo nel suo genere...
Nulla potrà più farla cambiare... Bisogna vedere i Russi al lavoro... Ricordano il
reggimento... Saranno sempre le stesse carreggiate... un po’ più scavate e basta... E’
l’Asia... insomma, l’Asia... Tutte le vetture ne creperanno... Dalla rivoluzione del 17
in poi, un solo immobile nuovo... lo stretto necessario : il palazzo della G.P.U.... si
capisce... avrebbe stobato... Intanto, quell’« opulento », quel tenore-Budda, si mette a
parlare tra le scosse... Ah, ma trovo che è cordiale... e persin spiritoso... e
decisamente gioviale... Ecco finalmente un Russo che parla... che è bizzarro... che si
sbottona... che chiacchiera... che non ha l’aria d’averci lui una pistola puntata nel
sedere... che non ha l’aria di grattarsi continuamente... Si direbbe che pensa ad alta
voce... è il primo !... Parla inglese come se l’avesse imparato in famiglia... Ci
comprendiamo... E’ strano, più lo sento e più mi pare di riconoscere la sua voce...
Non sono io a far domande, è lui... Mi dice :
– Signore, vi piace la Russia ?
– E a voi, dear Sir ?
(E’ buona come risposta ?) Non ho l’abitudine di fingere, di giocare al più
astuto, sono di un naturale assai semplice. non mi piacciono i misteri... Dal momento
che le mie impressioni lo interessano, lo metterò immediatamente al corrente delle
mie riflessioni... che non sono troppo favorevoli... Natalia si rincantuccia nell’angolo
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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opposto... mi batte sul ginocchio per farmi segno... Oh, è assolutamente inoffensivo
quel che proclamo... che non mi piace la loro cucina... (la cucina per me ha assai
poca importanza)... che non mi piace il loro olio di girasole... Ne ho diritto... Che,
bagno per bagno, potrebbero far meglio... che è un regime alimentare di prigione
trasourata... insomma, cose da nulla... che i cetrioli salati noi) sono facilmente
digeribili... che gli scarafaggi invadenti una camera... (la mia, la pagavo 300 franchi
per notte) non significano un progresso sensibile... Che a prima vista, medicalmente,
i loro lavoratori « rigenerati » avevan l’aria, per strada... di terribili anemici...
clorotici... cadenti... una vera ritirata di Russia... sfessati sino alle midolla... che
questo non mi sorprendeva per nulla... dato ifloro regime alimentare.. ch’io stesso,
con Natalia, pur spendendo somme orgiastiche, non riuscivo a nutrirmi se non di
ranci alquanto sospetti... da togliervi per sempre la voglia di mangiare... di intrugli
sospetti... che lasciavano un gusto di rancido... incredibile... Se parlavo tanto di
sbaffatoria, io che me ne strafotto « tutto per la gola, tutto per la pancia ». E’ la loro
gloriuzza, enormemente, è perché laggiù si proclamano materialisti, il materialismo...
Allora, facevo osservazioni materialiste... perché il mio bel senatore-bonzoide
potesse capirle facilmente... Non l’ha mica irritato, la mia impertinenza... Scoppiava
dal ridere sentendo i miei sarcasmi... si pigliava la pancia in mano, non arrivava a
soffocare le risa... Non aveva dunque l’aria d’offenderlo. Natalia, lei, non era
tranquilla...
Quand’ho finito di far dello spirito a ‘sto modo... egli è tornato all’attacco
diversamente. Si è informato con un altro sistema :
– Pare che al signor Céline non piacciono molto i nostri ospedali.
Eccoci ! Questa provocazione era bastata !... Un lampo !... m’aveva illuminato
la memoria. Ora mi ci ritrovavo perfettamente. E gli rispondo a bruciapelo :
– Ma no, signor Borodin ! che brutto errore !... io sono « entusiasta » dei vostri
ospedali !... Siete mal informato sul conto mio !... A mia volta, posso permettermi ?...
dal momento che ci facciamo confidenze... E’ un nuovo nome. vero, Borodin ?
Lui rideva sempre più.
– Laggiù, a Dartmoor, sulla landa, quando fabbricavate i sacchetti... come vi
chiamavate ?
– E voi, laggiù, signor Céline, a Hercules Street... non mi sbaalio ? ...quando
Prendevate lezioni d’inglese, alla cantina « Al Coraggio »... sotto il gran ponte... Mi
sbaglio forse ?... Waterloo... Waterloo over the Bridge... la stazione dei morti... Ah !
Ah !... Voi siete un « figlio di Dora »...
– E voi pure !... Bisogna confessarlo ad alta voce e fieramente !...
Ci siamo stretti la mano con forza... non valeva più la pena di pretendere...
Lui era diventato enormemente grosso e giallo... lo avevo conosciuto magro e
pallido...
– E quell’eccellente Yubelblat... eh ?... sempre miope ?... sempre lettore di
pensieri ?
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
161
Ah ! evocava un’epoca !.... Era divertente, come ricordo, Yubeblat !
– Mi è stato molto utile ad Anversa, sapete, signor Céline ?
– Yubelblat ?
– Sono rimasto tre mesi da lui... nella sua cantina... Non un topo nella sua
cantina... ve lo garentisco... Ma quanti gatti !... Tutti i gatti d’Anversa ! E che gatti !
– Davvero ?
– Davvero !
– Nella cantina ?
– Come Romanoff !
– 17 ?
– Che,età avete, Céline ?... Adagio, autista ! - comanda ora – adagio ! Fate il
giro !... Bisogna ch’io parli ancora al mio amico, al gentleman... Sempre
« Ferdinando-l’emicrania » ?... Ah, non ci si incontra troppo sovente !... Entusiasta
anch’io !...
E dàlli di nuovo a ridere.
– Yubelblat nemmeno non lo si vede più sovente...
Pure, m’aveva promesso di passare ancora una volta... per farmi una sorpresa...
una visita... da buon amico... così, senza cerimonie... al suo ritorno da Pekino.. Me
l’aveva promesso... Ci va sempre meno a Pekino, vero ?...
– Non sono molto al corrente, signor Borodin...
E’ capriccioso, quel Yubelblat... sapete ?... non si può mai prevedere quel che
farà... Ha ancora preferito prendere quel porco bastimento... Non gli piace più la
« Transiberian »... Ah ! Ah ! Ah !... (e si torceva dal ridere). Che viaggio !... Che giro
in largo !... terribile !... Il Mar Rosso... Un terribile viaggio, in verità...
Stavolta ridevamo tutt’e due, tanto era strano quel prolungamento di viaggio di
Yubelblat...
– E voi ?... Signor Céline ?... Davvero non vi piace la Russia ?... Per nulla ?...
Ma vi piace almeno il nostro grande teatro ?... Voi ‘siete raffinato come un Lord,
signor Céline... non soltanto per gli Ospedali... Ah ! Ah ! Ah !... voi siete raffinato
come un duca... come un granduca !... signor Céline !... Vi si vede sovente al foyer
della danza... Sono ben informato ?...
Natalia non aveva nulla da dire... Guardava lontano... molto lontano... la
strada... si faceva tutta piccola...
– Accettate, signor Céline, che vi faccia una domanda ? Una domanda
veramente personale ?... Una vera domanda da amico ?... un po’ brutale ?...
– Vi ascolto.
- In caso di guerra, da che parte sarete ?...’Con noi ? o con la Germania ?
Il piccolo youtre dell’Intourist, sul seggiolino davanti, si sporgeva per sentire
meglio...
– Attenderei... Vedrei... signor Borodin... Applaudirei, come al tennis- il più
forte...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
162
Ma i più forti siamo noi ! caro signore !... Tutti gli esperti ve lo diranno...
– Gli esperti sbagliano, talvolta... Persino gli Dei sbagliano... Ne abbiamo
parecchi esempi...
In questo momento, eccolo che cambia d’attitudine... la collera lo piglia,
immediata... Sussulta... borbotta... si agita... non si tiene più fermo sul sedile... il
fuoco lo prende... una rabbiaccia da cinese...
– Oh, amico mio !... amico !... Voi dite cose imbecilli ! Autista, fate il giro
passando per Houqué !... – Voi non conoscete Houqué. Signor – Céline ?... Non vi
dice nulla, questo nome ?... Hou ! qué !... Nessuno ve ne ha mai parlato ?... Ebbene,
ve lo faremo vedere !... – Passate adagio, autista !... adagìo, ecco, così... – Qui
davanti... guardate, Céline... quelle case così basse... così grosse... così ben chiuse,
vedete ?... E’ il quartier di Pietro il Grande !... Qui, signor Céline... E’ qui che
mandava a divertirsi un po’... ad educarsi un po’... le persone che parlavano un po’ di
traverso... che non volevano parlare... Che non rispondevano bene alle domande...
Facevano tanto di quel rumore, quelle persone !... rumori così forti !... quando si
divertivano con Pietro, quando cioè ricominciavano a parlare... quando ritrovavano la
parola... Un tale baccano di polmoni !... di gola !. Hou ! qué !... così... Hou !... qué !...
Così forte !... non si sentivano più che le loro grida... attraverso tutto il quartiere...
attraverso tutta la Neva... sino a Pietro e Paolo... Il nome è rimasto a questo
quartiere... Houqué !... Guardate bene, Céline, queste case... così larghe... così
profonde... così chiuse !... Ah ! è veramente un bel quartiere !... Non si riuscirà mai a
fare meglio !... Voi vedete un po’ dall’esterno !... Ma, all’interno !... Un grande czar,
Pietro I !... un grandissimo czar, signor Céline !
L’automobile rallentava ancora... al passo... Avevamo avuto tutto il tempo di
percorrere le strade... di visitare miniziosamente... l’antico Houqué... Così, sempre
scherzando... a proposito degli strumenti di cui si serviva lo Czar... per animare un
po’ le confidenze... per far tornare la fiducia... l’affezione...
– La fiducia, signor Céline !... la fiducia !
Pure, bisognava smetterla. Tornare all’albergo... La sera stessa, avrei ancora
dovuto andare a teatro con Natalia.
Borodin conosceva ancora altre storie eccellenti ! splendidi aneddoti su Pietro
I... Eravamo di fronte a casa mia... Non era più Aeso per nulla... Non riuscivamo più
a lasciarci...
– Allora, venite a trovarmi... senza fallo !... Domani !... all’Astoria ! Ceneremo
tutti e tre, con Natalia... in camera mia, così, alla buona... tra amici... Vero ? tra
amici ?... Vi racconterò altre avventure straordinariel Dei « fatti » !... Solamente dei
« fatti » ! Sulla Cina !... E poi, venite a trovarmi a Mosca... Laggiù, abbiamo cose
ancora più curiose da vedere !. da farvi vedere !... Ve le mostrerò io stesso !... Perché
rimanere a Leningrado ?... Venite a Mosca !... Fiducia ?
– Potrò visitare il Kremlino ?
– Tutto quello che vorrete, Céline...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
163
– Anche le cantine ?
– Tutte le cantine !
Ancora un buon argomento per ridere !... Ci torcevamo di riso sul
marciapiede...
– Posso condurre la mia interprete ? Ma certo !... Certo ! Allora, il Kremlino ?
– Sì...
– Promesso ?
– Promesso.
– Giusto una telefonatína ! e vi farò prendere !
Ah ! – penserete voi – ‘sto ti . po esagera !... Via ! Questi bolscevichi, questi
« bombe tra i denti »... non sono poi così catastrofici !... Non han distrutto tutto, non
è possibile !... rìdotto tutto in polvere infame !... Ah ! voi mi pungete sul vìvo !...
L’osservazione è pertinente !... Vi dirò allora che... per esempio_ i loro teatri sono
stati magnificamente preservati !... Esattissimo ! Molto meglio che i loro musei... che
hanno un non so quale aspetto di negozio di rigattiere... Ma i loro teatri ! in pieno
splendore !... Incomparabili !... Rifulgenti !... L’interno, soprattutto !... L’immobile,
l’edificio... sa sempre un po’ di caserma... colossale... tipo tedesco... Ma l’interno !
Le sale !... Che presentazione abbacinantel Che slancio !... Il più bel teatro del
mondo ?... Ma il « Marinski », senza dubbio... Nessuna rivalità possibile !... Da solo,
vale tutte le spese del viaggio !... Deve contenere due mila posti... e che lusso !... che
stile !... Come è riuscito !... la perfezione... nel genere mammouth... mammouth
leggero... aereo... di grazia... decorato in celeste... frangiato d’azzurro... en
corbeilles... la lampada, una nebulosa di stelle... una pioggia sospesa... cristallina...
tutta scintillante. La platea color limone... reticelle di rami dai toni invecchiati... legni
contorti, velluti su pastello... fantasia di paletta... una poesia nei sedili... un
miracolo !... L’Opera di Parigi, Milano, New York, Londra ?... Semplici bagni
turchi !... pasticcerie !... Per convincervene, andate voi stessi a Leningrado...
(pubblicità assolutamente gratuita)... per verificare... Io potrei ancora in uìi po’ di
spazio... dipingervi alla meglio... tante altre prodigiose prospettive... evocare nella
misura delle mie deboli facoltà tutta la maestosità di queste dimore imperiali... il loro
barocco... e altri castelli... sempre più grandiosi... in riva al mare... altri magnifici
slanci di scultura e di grazia... la Spianata del Palazzo d’Inverno... questo velodromo
per elefanti... dove ci si potrebbe perdere, senza saperlo, due brigate... tra due
riviste... tra due cariche... e poi, tutt’attorno, un grattacielo schiacciato, coricato, a
ventaglio... con centomila buchi, abbaini e pertugi... gli Uffici dello Czar.
Vi parlo del « Marinsky » con un tale entusiasmo... Vi vedo diventare
sospettosi... Lo confesso... Ci fui, con Natalia, tutte le sere... Abbiamo ammirato tutto
il repertorio... e la « Dama di Picchi »... sei volte... « Dama di Picche » vecchia
sgualdrina melodica... magia capricciosa, stagionata... imperatrice delle anime...
messa ificonfessata, inconfessabile... fascino di tutte le morti... sorda fiamma di
massacro, nel fondo di un mondo in cenere... Un giorno, la timida fiamma
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
164
rimonterà... salirà più in alto... più in alto di tutti i campanili d’oro... La fiamma
nell’attesa... vacilla... crepita... una musica ansante... più tenera... « Tre carte ! »... tre
suicidi !... nel gioco della Regina negli artigli della mummia... Tre suicidi salgono
dolcemente ogni sera dall’orchestra... tra enormi ondate brucianti... dal fondo... che
nessuna polizia sa vedere... Tre uccelletti di suicidio partono... tre animucce... che le
ondate travolgono furiosamente... muggenti... in un torrente di arpeggi... che
soffocano il pubblico... tutti questi Russi... « Tre carte ! »... Folla maledetta !... Russi
pallidi... astuti... congiurati... Che nessuno esca !--Il vostro destino dovrà
realizzarsi !... Una sera ! In una tromba di accordi... il pazzo lassù tirerà le vostre tre
carte... L’ufficiale del gioco della Regina... Chi muove ?... Tutti i demorii si
slanciano, balzano... gioie, rimorsi, rimpianti si stringono... capriole degli odi...
sarabanda !... L’orchestra in fuoco... anime e supplizi strappano i violini... la
disgrazia arriva... ruggisce... la vecchia crolla... non ha detto nulla... meno di un
uccellino... meno d’un batuffolo di lana... meno di un’anima in pena... il suo corpo,
in questa caduta, non ha fatto il minimo rumore... sulla scena immensa... La musica è
più pesante... Una foglia morta e giallastra... s’abbatte tremolando sul mondo. Un
destino.
I Sovietici di Leningrado occupano il palco dello Czar... In fondo, operai in
abiti festivi. In prima fila, Ebrei occhialuti... qualche irsuto... della tradizione
Bakuniniana... Prigionieri, veterani politici. Parodia arrischiata !... Questa sfida !...
Negli altri palchi, i provinciali ammucchiati... ingegneri... burocratici...
stakhanovisti... i più numerosi, i più parolai, i più isterici del. regime... non troppo
ben visti, pare, dagli altri... spettatori medi... Tutti i palchi, balconate, platea, pieni
zeppi... qua e là qualche gruppo di giovani Ebrei... tipo studenti... con berretto bianco
a nastro rosso... Ecco, per la « Dama di Picche »... Ma la Danza ?... I Balletti
Russi ?... Gli autentici ?... La loro più grande gloria ?... Che dispiegamento di
scenari !... Che ricchezza di valori !... E che numero !,.. Quale esercito di
« soggetti »... che brio, che slancio... che vita !... Una troupe evidentemente ben
nutrita... Non risparmiai a Natalia nessuna di queste serate di spettacolo... Natalia
preferiva la « Dama di Picche »... Ad ognuno le proprie debolezze... Io preferisco la
danza... « La fontana di Batcisarai »... che battaglia !... Quali demoni, alati,
travolgenti, sorgenti, da ogni lato !. E quale massacro attraversato da folgori e tuoni
da far crollare il teatro !... 400 diavoli volteggianti, massacranti... Non un artista che
non prenda fuoco nel terribile braciere della musica, che non si consumi in questa
demenza delle fiamme !... Nei « Cigni » lo stesso prodigioso incanto...
Pure... meno felice... una febbre che sfriggola a lento fuoco... insipida... un
ripiegamento verso la Ragione... queste « Illusioni perdute »... Nell’insieme delle
« Stagioni » molti insuccessi... molti teatri vuoti... repertorio sovraccarico di opere
non pagate... bilancio schiacciante !... Quanti direttori fucilati !... Di chi la colpa ?...
Di tutti e di nessuno... mia... vostra... Il balletto vuol dire fantasmagoria. Ecco il
genere più ardente, più generoso, più umano di tutti !... Ma chi l’osa ancora ?...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
165
Uanima si abbassa... Il brio non è più sostenuto dalla follia generale. Più nessun
creatore... Come accusarli ?... Sono partiti verso la ragione... Parlano soltanto più di
Ragione... tanto peggio !... La Ragione rende loro la pariglia !... Le catastrofi più
irrime diabilí più infamanti non sono quelle che abbattono le nostre case, ma quelle
che decimano le nostre fantasmagorie... Sembrano condannati, i Russi, stando alla
loro musica... rinnegati dal loro passato... morenti di sete presso la fontana... I loro
« successi » ?... vecchie, cose ! « Carmen »... « Manon »... « Onlèghin »...
l’inevitabile « Dama »... « Ruslan e Ludmila »... « Mazeppa »... e peggio ancora !...
Assicuro il trionfo, tutte le corone della Russia all’audace impresario che rimetterà in
scena « Michele Strogoff » con cori, soldati, grande orchestra, in uno dei teatri di
Leningrado... Il Palazzo d’Inverno sarà suo !
Torniamo agli artisti... Tra i ballerini : due artisti meravigliosi... Lirismo, alta
tecnica, tragedia, veri poeti... Le donne ?... eccellenti esecutrici, niente di
straordinario, salvo una... Ulianova... Ma l’insieme ? La divinità !... Voli di corifei da
riempire tutto il cielo... Il loro « Passo a quattro » ?... comete frementi... sorgenti
scintillanti del sogno... contorni del’Miraggio... Le nostre serate al « Marinski » !
quale voluttà ! due o tre volte per ogni programma !... Alla fine, non mi trattenni più.
L’idea mi riprese. L’ossessione... Mi sembrava che io stesso, malgrado tutto... Come
l’orgoglio è cattivo consigliere !... come centuplica ogni stupidaggine... Tentare ?...
Chi non rischia... Se i miei Balletti... ?... se fossero piaciuti ai Russi ?... Non si sa
mai !... Scacco a Parigi... può darsi successo in Russia... Uno dei miei balletti ?...
Forse tutti e due ?... In cambio, avrei dato la mia anima...
– Natalia, cara amica, volete telefonare da parte mia al Direttore ?... Se vuole
ricevermi ?... ascoltarmi per qualche minuto ?... Ho tutto un complotto in tasca !
Giornata conclusiva... presentazione del mio poema al direttore. Erano almeno
una trentina in quel salone immenso... sparpagliati attorno ad un tavolo ovale... di
prodigiosa grandezza... Artisti... musicisti... ammiratori... segretari... per attendermi...
Che grado !... imperiale !... Un salone molto ben conservato... Epoca Alessandro I...
Mobili di mogano scuro... tende polverose... naftalinizzate... tappeti consumati... Il
Direttore, un Ebreo sparuto, perfettamente cortese e ostile... il suo segretario
politico... rotondo, tutto silenzi... tutto piccole note... irto di matite... Diversi
compositori... alcuni vecchi virtuosi... comparse mute per il ricevimento... alti di
carattere... maschere di pieno effetto... alla mia destra, la Vaganova... esile
sopravissuta del grande cataclisma... sulla difensiva... distante... suprema detentrice
d’una tradizione che si spegne... Stella impallidita, raggrinzita, sorvegliata... sul chi
vive...
In questa riunione, tutti si spiano... sorridendo... Dopo una breve presentazione,
mi si dà la parola...
Mi lancio subito nel racconto... la « Nascita d’una Fata »... Mi comprendono
tutti perfettamente... ma nessuno batte ciglio... perfettamente inerti, atoni... Fornisco
io tutta l’aniniazione... Sono in vena... monto io... tutto lo spettacolo !... mi
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
166
prodigo !... faccio della mimica !... mi agito !... volubile !... evoco a tutto andare !...
cavalcata !... mi sorpasso... Sono teatro, orchestra, ballerine... sono « tutti insieme »
nello stesso tempo... io da solo... salto, rimbalzo, scatto sulla mia sedia...
impersonifico tutta « La nascita di una Fata »... la gioia, la tristezza, la malinconia...
sono dappertutto !... imito i violini... l’orchestra... le ondate trascinanti... gli
« adagi »... Nessuno mi trattiene... rimangono tutti impietriti, inchiodati al loro
tavolo, « giurati di assise »... Io ini lancio... sviluppo... altri ingressi... le
quadriglie !... Balzo all’estremo opposto... scatto ancora... moltiplico... in arabeschi...
tutto l’alone di quegli enigmi... Sfuggo ossessionato... ritorno, mi rilancio ancora...
Ah !... e poi, stop, mi fermo di colpo !... turbinio... riparto travolgendo,
concatenando... discendo... in tutti i meandri dell’intrigo. sottolineo le mille grazie
del tema... con sfumature... con rilievi... benissimo !... due arabeschi... nel
gorgheggio aereo di un valzer... ancora due « sferzate »... all’inf uori... mi evado...
intrigo... sfuggo... mi volgo... ritorno... mi precipito... sarabanda !... Vado ad atterrare
in grande « quinta » ! alla portata del direttore... mi. tuffo... nell’uditorio
meravigliato... grande riverenza !...
Insomma, li ho scossi... il ghiaccio è rotto... quei bonzi si disgelano...
mormorii... approvazioni... applausi... mi si felicita... mi si complimenta... mi si
festeggia !... Veni, vidi, vici !... E’ più che evidente !... Che dono !... che slancio !...
Lo spirito !... il volo !... son tutti affascinati... lo si vede !... Ma bruscamente tutti si
tacciono, tutti si fanno piccoli, piccoli... il direttore, lo sparuto, batte le mani, ordina
il silenzio, sta per parlare...
– Caro signore, tutto questo è molto interessante, evidentemente... molto
gradito, certo... e vi felicito... Ma vi prego di rileggermi ancora... molto lentamente,
certi passaggi... e poi tutto il libretto... volete ?
Ah ! non desiderava di meglio... che di creare quello spettacolo di autore
straniero... di cosi grande importanza... lo desiderava moltissimo... Pure, non
esattamente su quel tema... se io avessi voluto comprendere... secondo un’altra
poesia... meno comune... meno frivola... meno arcaica... una formula meno
fantastica... una struttura più realista, più impetuosa... che si, presentasse meglio agli
accordi della musica moderna... alle risorse armoniche del contro-tono... un po 1
brutale,,, ossia violenta... I Russi van pazzi per la violenza... Lo ignoravo forse ?...
Ne han bisogno !... La esigono !... qualche battaglia !... un po’ di rivolta... perché
no ?... dei massacri... grandi massacri ben presenta ti... Per di più, nella mia storia,
potrei lasciare un po’ di posto per i dialoghi... Ecco quel che corrisponderebbe a una
innovazione !... Del dialogo !... parole danzanti... Una ballerina per parola !... per
lettera !... A paese nuovo, spettacolo di battaglia !... E poi altri consigli... evitare
come la peste... come trentaseimila pesti... l’Evasione !... basta con l’Evasione !...
basta col Romanticismo !... basta con l’Elegia !... basta con gli sgarnbettii del
Parnaso mitologico... Finito tutto questo !... i Balletti devono far pensare !... come
tutti gli altri spettacoli !... e pensare « sozial » !
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
167
Commuovere... certo !... affascinare... ma affascinare « sozial », vero ? Più il
poema è riuscito e più è « sozial » !
– Ecco, caro signor Céline, il punto di realtà che noi tutti dobbiamo
raggiungere, il « ozia » nel cuore delle masse... il « sozíal » nell’incanto e nella
musica... Poema danzato ! vigoroso ! commovente ! tragico ! sanguinoso !
rivoluzionario !... liberatore !... Ecco il soffio !... ecco il tema !... e « sozial »
soprattutto !... Ecco la linea... l’ordinazione !... Artista è quello che ci capisce !...
Ecco le opere che si attendono per i Balletti russi del « Piano quinquennale » !... E
mai, mai più riparlare di queste esili, perfide anemie ! di questi languori melodici !...
vergognose truffe, caro signor Céline, a danno del Divenire « sozial »... Forse, vers il
1906... verso il 1912, queste cosucce vezzeggianti potevano ancora reggersi... ma
oggi... Puf !...
Tenevo le orecchie basse... lo confesso... sul mio sgabello... Poco sensibile al
ridicolo, per nulla offeso, non risentivo in questo scacco che un dolore sincero... alla
soglia del Tempio cadevo... mi facevo strapazzare, da questi perfettì conoscitori,
come un novizioncello qualsiasi... Ne avrei pianto...
Tutti allora, di fronte alla mia faccia rattristata, cambiarono improvvisamente
di tono_ Metamorfosi a tutto vaporel
– Ma no ! Ma no ! signor Céline ! E’ voler capire alla rovescia ! Speranza !
Speranza ! Anzi, caro signor Céline, grande speranza ! Sono parole di amici !
Contiamo su voi per la prossima stagione ! Tornate a trovarci nella prossima
primavera... Saremo felici di accogliervi !... sempre disposti ad ascoltarvi, ve l’as
sicuro... infinitamente favorevoli... non posso dirvi di più...
Il piccolo direttore si mostrava ora più incoraggiante di tutti gli altri...
– Non dimenticatelo... Tornate... Portateci da Párígi un altro manoscritto...
Conosciamo le vostre ammirevoli qualità... Sarà davvero sublime !... Lo
sappiamo !...
Tutti in coro : « Lo sappiamo ! Nulla è perduto ! Anzi ! Lo studieremo tutti
insieme !... Lo metteremo in scena, è certo !... E così... e cosà... ».
Son rapido a rianirnarmi... un piccolo complimento mi basta... mi eccíta come
la stricnina... mi tetanizzo... mi ritrovo subito pronto... per i più penosi sforzi... in un
batter d’occhio... Per poco, non mi sarei messo subito a ricominciare tuttol... Mi
hanno calmato... gentilmente... allegramente... Non parlavano più che della prossima
stagione... Eravamo diventati cosli amabili, cosi buoni amici... che sembrava una
« fantasmagoria »... Hanno ben capito il mio carattere... il modo con cui riprendo
fiducia... mentre assaggiavo il tè... i pasticcini... le sigarette, i sigari... Ed eccoli allora
che s’avviluppano tutti in un fumo così spesso, ammassati sugli orli del tavolo, al
punto che non li vedevo più... Mi parlano ad alta voce’ nelle nuvole... un linguaggio
da locomotiva... harrasciò... hárrasciò... harrasciò... arrù... harrù... sempre più
violentemente... Non poteva essere un complotto !... il piccolo Ebreo nop la smetteva
di spiegare, ancora, sempre, il tema della danza dell’Avvenire... con la testa tra le
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
168
mani... monologava : « Mi capite, caro signor Céline... una composizione più
vigorosa... « sozial »... è la parola !... non troppo storica... non troppo di attualità...
Ma nello stesso tempo moderna... e soprattutto che faccia pensare !... ».
In quel momento, il segretario politico venne preso dalla tosse... tossiva forte...
da soffocare... tra le sue matite... la vi9ta doveva finire... Ci separammo, felicissìmi...
In burrasca, presi la porta... volteggiando... sfrenato di zelo... attraverso
corridoi infiniti... chilometri di dedali... ad ogni svolta... un corpo di guardia in
allerta... quel meraviglioso Teatro dell’Opera, nell’intimità... una fortezza !... una
cittadella in ansia... tutti ì labirinti custoditi... sulla difensiva... tutti quei
camminamenti in allarmi... l’attentato s’aggira... Degli occhi vi seguono dal fondo di
tutte le ombre, vi spiano... Svelti, nella strada !... Ah ! l’allegria, il delirio mì
trascina !... sfioro appena il marciapiede... in pieno slancio... soffio di felicità... lo
spirito mi possiede...
« Dine ! Paradine ! Crèvent ! Boursouflent ! Ventre Dieu !... 487 millions !
d’empalafiés cosacologues ! Quid ? Quíd ? Quod ? Dans tous les chancres de
Slavie !... Quid ? de Baltique slavigote en Blanche Altramer noire ? Quam ?
Balkans ! Visqueux ! Ratagan ! de concombres... mornes ! roteux ! de ratamerde ! Je
m’en pourfentre !... Je m’en ponrfoutre ! Gigantement ! Je m’envole ! coloquinte !...
Barbatolìers ? irnrnensément !... Volgaronoffi... mongornoleux Tartaronesques !...
Stakhanoviciants !... Culodovitch !... Quatre cent mille verstes myriamètres !... de
steppes de condachiures, de peaux de Zébis-Laridon... Ventre Poultre ! Je m’en
gratte tous les Vésuves !... Déluges !... fongueux de margachiante !. Pour vos tout
sales pots fiottés d’entzarinavés... Stabiline ! Vorokehiots ! Surplus Déconfits !...
Tranbérie !... »1. Ecco come mi parlò nell’entusiasmo !... E risoluto, assolutamente
deciso ! bruciante ! contro tutte le supreme prudenze !. Non mormorare più nulla...
insinuare... il più sussurrato sospiro... che possa essere compreso male...
viziosamente interpretato... peggiorativo !... Ah. no !... niente di tutto questo !... Ah !
Errore !
Colerò di lodi sfrenate !... Favorevole ai Sovieti ?... Fenomenale ! Perdinci !...
Innamorato al punto di ebollizione !... Dalle calze che se ne vanno sino alla cima dei
capelli che rìtornano !... Osanna !... Ah, come li voglìo cantare !... Credo ?...
eredissimo !... Le « realizzazioni » sublimi !... Vocalizzarle su venti, su cento altre
gamme !... Dominus !... sino a rompere le corde vocali !... sino a far scoppiare i
bronchi !... sino ad esplodere con loro !... E poi, quei contradditorì, quegli astuti
mocciosi cenciosi rancidi, li stordirò !... Ah, vili dubbiosi !... è giurato !... Rìsponderò
come quell’altro, ad alta voce : « tutto Va Benissimo ! ». Ad altissima voce ! Forte !
Sempre più forte ! Forfissimol
Gìà Natalia mi invogliava, mi dava rudimenti... non lasciava sfuggire
un’occasíone per incrociare i ferri della controversia dialettica !... la
1 Abbiamo lasciato in francese questo passaggio « delirante » che può dare una idea dello stile
originale dell’opera (N.d.T.).
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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« materialista »... brutale, spietata... Tornerò a Parigi, blindato di casuistica !... in
modo da sgorninare ogni rivalità !... Per strada, facevo provvista di tutti gli argomenti
invincibili... avevo la bocca piena dì definizioni, di slogans... li ripeteva nella mia
camera (cosí costosa)...
Potevo fare un giro, ne avevo il tempo. ognì mattina, prima dell’arrivo di
Natalia...
Ella sbrigava le faccende di casa, poì saliva in fretta al Rapporto... alla
Polizia... Avevo cosi due buone ore di tempo per andare a zonzo... Non sono
divertenti, le strade di Leningrado... la gente ha un’aria patetica... desolante... l’ho già
detto... le botteghe pure... Poveri antri decrepiti... rabberciati alla men peggio...
pavimenti logori, fracidi... vecchi banchi di vendìta ìn legno massiccio... sontuosi...
luccicanti... di prima della guerra... ancora vagamente adorni di corni
dell’abbondanza... Alteri scaffali... decorati con « mazzolini di fiori » e nastri...
Imitazioni sbiadite, muffite della moda parìgina del 1900... Le loro merci ?... un
immenso ammasso di ciarpami fuori uso... assolutamente invendibili fuorché in
Russia... vere botteghe di straccivendoli, rigattieri, ferrivecchi... tutto l’invendibile
patetico delle vecchie mercerie di villaggio... come se ne scopriva in Francia, ancora
verso il 1910, all’epoca delle grandi manovre... Me ne ricordo... Ma laggiù, in
Russia, rappresenta il dernier cri della moda... Tutti quei ciarpami, quei rimasugli,
quell’ammasso di detriti, formano le loro forniture essenziali, la produzione
sovietico-modello delle gigantesche cooperative... A Monrovia, in Liberia, i negri si
riforniscono presso john Holt di Liverpool, di stracceria e dì ferraglia ben superìore a
questa... Non c’è paragone... Robaccia per robaccia, c’è un limite anche per il
banditismo... Io pure ho commerciato con i selvaggi... a Bikobimbo, in fondo alle
foreste del Camerun... Ho trafficato tonnellate intere di merce... e per di più non
avevo concorrenti... Ma non avrei mai osato... avrei arrossito... Quan’ do dico che la
robaccia dei Sovietici è dell’immondizia, esagero ancora in bene. Le ho percorse
tutte, le loro botteghe, nelle grandi strade, con Natalia... Sono incredibili le
spazzature che espongono... Occorre aver del genio per potersi vestire... I loro tessuti
sono cosi stoppa che si sfilacciano e tengono solo dal lato delle cuciture... E non sono
a buon mercato ! Bisogna vedere !... occorrono carrettate di rubli per comperare
qualcosa di sia pure mediocre... In definitiva, è un sistema semplice per storcere il
sudore e il sangue del popolo... I cari Sovieti sono i peggiori, i più intrattabili
padroni... i più diabolici, i più accaniti succhiatori di sangue !... gli sfruttatori più
spietati... Dico diabolici, perché hanno, in più degli altri, idee ultra-carogne. Fanno
crepare coscientemente il popolo... il loro popolo « redento », grazie a tutta quella
inimmaginabile miseria, per puro calcolo e sistema... fregatura premeditata. Sanno
benissimo quel che fanno... Opprimere, affamare, annientare, calpestare, il popolo
adorato !... schiacciarlo sempre più !... sino agli ultimi rimasugli di vertebre, sino alle
fibre più intime !... saturarlo d’angoscia sino a che vomiti... tenerlo continuamente in
pugno come uno strofinaccio consenziente a qualsiasi destino... l’orgasmo ebreo, la
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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grande contrazione dei bastardi negri in delirio... per mantenerci tutti nella morte, più
avviliti, più calpestati, più immondi, più putridi, più abbietti di tutti gli incubi di tutti
i rospi del Sabbat... E poi scaraventarci sui letamai quando ci avranno succhiato tutto,
quando ci avranno torturati in milioni di modi... oh, il nostro invitante destino !...
Quanto alla mangiatoria, a Leningrado, è ancor peggio dei vestiti... Le loro
macellerie, quasi tutte in cantine, a un livello inferiore alla strada, vere grotte sotto le
case... fetenti...
Il popolo attende nel rigagnolo della via... attende il suo turno... la « coda »
ammassata davanti ad un tendaggio di mosche... dense... ondeggianti... azzurre...
chiacchiera, il popolo... ronza come le mosche... si dibatte contro gli sciami di
mosche... tra le mosche...
L’una dopo l’altra, la portinaia, la comare con stivali, la zia infagottata, la
ragazzina occhialuta, si tuffano nella cantina... sfondano lo stendardo di mosche...
filano lungo il tunnel... ritornano verso la luce, trionfanti... tenendo in pugno il loro
pezzetto di grasso !... le mosche si precipitano su, immediatamente... le persone
pure... tutto questo si agita, si muove, si urta, ronza, tra gli sciami... E’ una nuvola...
una battaglia attorno alla comare dagli stivali...
Tornando dalle mie escursioni, gettavo sempre un’occhiata negli uffici di
« Vox »... la casa di fronte all’albergo... la casa per bene accogliere gli stranieri...
Sono abbastanza curioso per natura... Quegli uffici che si aprivano tardi, mai prima
di mezzogiorno, m’incuriosivano... Un mattino, così per caso, cacciando uno sguardo
in quella penombra... sento una musica... ascolto... un piano... mi siedo sui gradini...
era molto ben suonato... voglio vedere più da vicino... faccio il giro dell’edificio...
discendo una scalinata... nel sotto-suolo vedo una porta... un passaggio... voglio
vedere la persona che suona... ho suonato un po’ anch’io, in altri tempi... m’interessa
sempre... eccomi nella casa... quegli uffici deserti servono bene come eco... arrivo al
primo piano... il suono viene da quel lato... un paravento... mi fermo... in punta di
piedi, faccio il giro del paravento... Ora vedo la pianista... Ah, è la vecchietta, la
conosco... « La nonna », quella che parla francese nell’ufficio per l’accoglienza degli
Stranieri... giunge persino a esprimersi con frasi ricercate... parla prezioso... è lei che
mi dà indicazioni per le visite che voglio fare... mi caccio in un angolo della
camera... senza far rumore... ascolto attentamente... non me l’aveva mai detto che
suonava cosi. meravigliosamente bene... mai... troppa modestia... glielo rinfaccerò...
pure, eravamo buoni amici... da tre settimane attraversavo il viale, ogni giorno, verso
mezzodì... per venirle a presentare i miei omaggi... e chiacchierare un po’...
spettegolare... E’ fine come l’ombra, questa vecchietta, e così cordiale...
Sulla sedia, non fiatavo più... ascoltavo... Ho inteso tutto... un’esecuzione
perfetta... Anzitutto, quasi tutti i « Preludi », poi Haydn, la « Quinta »... non dico
Haydn per darmi delle arie. In più delle mie qualità personali, ho frequentato una
pianista, per degli anni... guadagnava da vivere suonando Chopin e Haydn... Per dirvi
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che conoscevo queste opere... e sensibile alla qualità... Ebbene, vi dico come la
penso, la nonna era un’artista...
Poco dopo, me ne sono andato com’ero venuto, sulla punta dei piedi.
All’indomani, non volevo parlarle dì questa indiscreta audizione... ma sono un tale
chiacchìerone !... ho arrischiato qualche allusione... insonuna, l’ho felicitata... che
suonava come un virtuoso... e mille volte meglio... senza orpelli, senza manierismi,
senza sfoghi di pedale... Ha capito dalle mie parole che sapevo apprezzare... e poi ha
visto dal mio raffinamento che ero capace di una vera conversazione... Parlando
sottovoce, mi ha messo un po’ al corrente... « Sono "nuova" in questo paese, mi
capite, signor Céline ?... "Nuova" non per l’età’, ahimè !... ma per la data del mio
ritorno... son rimasta assente venti anni !... son tornata da un anno... All’estero, ho
fatto molta musica... talvolta davo concerti... e lezioni, continuamente... ho voluto
tornare... vederli... eccomi... Non mi amano molto, signor Céline... Pure, devo
rimanere... E’ finita !... Bisogna !... Non mi vogliono come musicista... ma non
vogliono lasciarmi partire... sono troppo vecchia per il piano... mi dicono... ma
soprattutto la mia assenza per tanti anni... pare loro sospetta... Per fortuna, parlo
parecchie lingue... il che mi salva... mi assicura questo posto... non voglio lagnarmi,
signor Céline, ma veramente non sono felice.. Voi vedete, vero ?... Arrivo all’ufficio
prima di tempo, prima degli altri, a causa del piano... Hanno un piano, qui... A casa
mia, non si può... certo... non c’è piano... siamo tre vecchie persone alloggiate in una
sola cameretta... E’ già bene... se voi sapeste !... non mi voglio lagnare...
Alla vigilia della mia partenza, la trovai impacciata, la nonna, ansiosa, con
qualcosa da confidarmi ancora... Mormorava :
– Signor Céline, mi scuserete... potrei permettermi di domandarvi... oh, una
piccola domanda... forse molto indiscreta... non so se devo... insomma, se non vi va,
non mi risponderete... Ah ! signor Céline, io non sono felice... Ma c’è molta gente
qui, vero, signor Céline ? che non è felice... Pure che pensate ?... secondo voi, signor
Céline ?... una persona a questo mondo, assolutamente senza famiglia... senza nessun
legame... non più utile a nessuno... vecchia... ormai invalida... disgraziata... non
amata da nessuno... che deve subire tante miserie, tanti affronti... non ha forse il
diritto, secondo voi ?... siate sincero... senza vani scrupoli... di attentare ai suoi
gìornì ?...
Ah, ebbi uno scatto... a queste parole... e che scatto !
- Olà, signora ! questa è una bestemmia !... Vergogna e rimorso !... Non vi
ascolto più !... Una simile idea ! selvaggia ! ìnsensatal sinistra !... Voi capitolate,
signora !... davanti a qualche arroganza di questi burocratucoli imbecilli ? Vi trovo
fuor di voi per qualche stupida taccagneria !... Pff !... per qualche pettegolezzo di
portinaia... E’ scoraggiante, signora, scoraggiante !... davvero !... Un talento come il
vostro deve tornare ai concerti !... E’ il vostro imperioso dovere !... Domandate di
essere sentita !... E trionferete !... Tutti questi bolscevici, nel libro insieine, ve
l’accordo, non sono cortesi... forse sono un po’ crudeli... grossolani... sornioni...
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sadici... fannulloni... ubriaconi... ladri... vili... bugiardi... sporchi... ve l’accordo !...
C’è da domandarsi da che lato prenderli per impiccarli... Ma il fondo non è cattivo...
basta rifiettere !
La nonna, come tutte le Russe, aveva la passione di riflettere. Abbiamo
riflettuto insieme... appassìonatam ente.
– Vedete ! - ho allegramente concluso. - Vedete ! Posso assicurarvelo, signora,
posso scommettere centornila rubli ! che il vostro talento così grazioso, così fine,
così sensibile, così intimamente sfumato, non sarà più a lungo trascurato, ignorato...
Ah no ! voi tornerete al pubblico, sìgnoral... Ve lo predico !... Già lo vedo !... E in
tutte le grandi città russe del « piano quinquennale » !... Voi andrete dappertutto,
trionfale, attesa. acclamata, desiderata... richiesta !...
Credete, signor Célìne ?... Diffidano talmente di quelli che ritornano !... di
quelli che conoscono l’estero !...
Natalia entrava in quel momento... bisognava tacere...
Arrivederci, signora, arrivederci ! Tornerò ! Assolutamente !
Gliel’ho giurato, due o tre volte.
E poi ecco...
Natalia, la mia interprete, si dedicava tutta al suo lavoro... era perfettamente
istruita, ottima all’opera... M’ha mostrato tutto quello che sapeva, i castelli, i musei, i
più bei sitì... i santuari più rinomati... le più sorprendenti prospettive... i parchi
antichi... le isole... Conosceva molto bene le sue lezìoni;.. per ogni circostanza... per
ogni momento... il discorsetto persuasivo, la breve allusione politica... era ancora
giovane, ma aveva l’esperienza delle tormente rivoluzionarie... delle oscillazioni
sociali... dei mondi in fusione... l’aveva imparato da piccola... aveva giusto quattro
anni, al momento della guerra civile... Sua madre era una borghese, un’attrice... Una
sera di perquisizione, c’era molta gente nel loro cortile... sua madre le aveva detto,
cosí, gentilmente : « Natalia, figlia mia, aspettami un istante, mia cara... stai buona...
Discenderò un attimo... per.veder quel che succede... e salirò subito col carbone ».
Mai sua madre era risalita, mai era tornata... Sono stati i bolscevici ad allevarla,
Natalia, in una colonia, dapprima vicino ad una grande città, più tardi su, molto al
Nord... E in seguito, in carovane... Molti anni così... attraverso la Russia... Ella
raccontava le paure e le allegrie dei bambini... Tutte quelle peregrinazioni !... Per
anni interi !... si sgombrava un pensionato quando le truppe nemiche si
avvicinavano... Dapprima i « ribelli » di Kolciak... poi Wrangel... poi Denikin... Ogni
volta, ricominciava l’avventura attraverso le steppe... durava mesi e mesi... tutti quei
piccoli trovatelli... bisogna riconoscerlo, i bolscevici avevano fatto tutto il possibile
perché non morissero tutti come le. mosche... jungo le strade... Talvolta, faceva così
freddo che i piccoli morti diventavano duri come ceppi... Nessuno poteva scavare la
terra... né seppellirli... Allora, li si buttava giù dal carro, era proibito scendere.
L’aveva vista bene, Natalia, tutta la guerra civile !... e in seguito i Kulaks fradici
d’oro !... Ella aveva danzato con loro... fatto festa... e condotti alla fuciIazione a
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decine su decine... In seguito, le privazioni, ancora, sempre altre privazioni...
biennali, decennali, quinquennali... il torrente delle parole... Ora, ella serviva da
guida... aveva imparato il francese, l’inglese, il tedesco, da sola... All’Intourist, le
capitavano i più strani musi dei mondo... soprattutto Ebrei (il 95 per 100)... Ella era
discreta, segreta, Natalia, un carattere di ferro... le volevo bene... con quel nasino
astuto, impertinente. Non gliel’ho mai nascosto, nemmeno per un istante, quel che
pensavo... Ha dovuto redigere dei bei rapporti !... Fisicamente, era graziosa, una
baltica, solida, ben-piantata, bionda, muscoli d’acciaio come il suo carattere. Volevo
condurla a Parigi, offrirle questo viaggetto. I Sovieti non hanno voluto... Oh, non era
in ritardo, era anzi smaliziata, per nulla gelosa, né meschina, capiva qualunque cosa...
Non era testarda che su un punto, ma allora miracolosamente, sulla questione del
Comunismo... Diventava francamente insopportabile, impossibile, infernale, sul
Comunismo... Mi avrebbe schiacciato pur di insegnarmi bene il fondo delle cose... il
modo di comportarmi... le vere contraddizioni... Mi rimpicciolivo. Le passavano certi
lampi nelle sue iridi color pervinca !... ch’erano vere lame di ghigliottina...
Ci siamo urtati una sola volta, ma terribile, con Natalia... Tornando da
Tzarkoie-selò, l’ultimo castello dello Czar... Eravamo in automobile... si andava
abbastanza in fretta... quella strada non è cattiva... quando le ho fatto osservare... che
non trovavo di buon gusto... quella visita... in casa delle vittime... quell’esibizione di
fantasmi... accompagnata da commenti, da f acezie... quella disinvolta, astiosa
enumerazione... dei dif etti... delle piccole manie dei Romanoff... a proposito dei loro
amuleti, feticci, vasi da notte... Lei non voleva ammetterlo... lo trovava perfettamente
giusto, Natalia... Ho insistito. Malgrado tutto, è da quelle camere che son partiti tutti
in coro per il loro supremo destino, i Romanoff... per il massacro nella cantina...
No !... trovavo tutto questo di cattivo gusto. Ancor più cattivo gusto, cento volte di
più, che tutti i Romanoff messi insieme... Non mi faceva piacere vedere, così, gli
assassini in atto di scherzare, di far dello spirito... nel nido stesso delle loro vittime...
Di colpo, mi trovai czarista... Perché furono davvero assassinati, madre, padre,
cinque figli... mai giudicati... assassinati, massacrati, assolutamente senza difesa,
nella cantina di Siberia... dopo quale sbatacchiamento da un paese all’altro !... per
mesi interi... con un bambino emofilo... tra tutte quelle guardie sadiche e
alcoolizzate, tra quei commissari giudeo-tartari... E alla fine il grande scherzo...
Questione di comprenderci... La intimità dei morti... anche le peggiori canaglie, una
volta morte... non riguarda più nessuno... non spetta agli assassini di andare a
vomitare sulle loro tombe !... Rivoluzione ?... E va bene !... Ma il cattivo gusto,
niente da dire, è cattivo gusto...
– Perché ?... Perché ?... - scattava lei. Non voleva capire. - Lo Czar era senza
pietà !... per il povero popolo !... L’ha fatto uccidere !... fucilare !... deportare !...
migliaia e migliaia d’innocenti !...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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– I bolscevici l’hanno trascinato per settimane intere attraverso tutta la Siberia.
Poi l’hanno sfracellato in una cantina, lui e tutti i suoi, coi calci dei fucili... Allora, ha
pagato !... Ora, lo si dovrebbe lasciare in pace... lasciarlo dormire...
– Bisogna che il popolo possa imparare !.. istruirsi !... vedere coi propri occhi
quanto gli Czar erano stuplidi !... borghesi... meschini... senza gusto... senza
grandezza... quel che facevano di tutto il loro denaro... dei milioni e milioni di rubli
che estorcevano al povero popolo... il sangue del popolo !... gli amuleti !... Col
sangue del popolo comperavano amuleti...
– Ma non è una ragione !... Hanno pagato !... E’ finita...
Diveniva insultante, la bestiola !... Ed.io mi scaldavo... Divento testardo più di
trentasei buffali, quando una donna vuol tenermi testa...
– Voi siete tutti assassini ! - mi eccitavo. - Peggio che assassini ! Voi siete dei
sacrileghi vampireschi, violatori !... Ora sputate sui cadaveri tanto siete pervertiti !...
Non avete più una faccia umana !... Perché non riproducete le vostre vittime in
cera ?... con le ferite aperte ?... e i vermi che brulicano ?...
Ah ! ma lei recalcitrava, terribile. Non voleva ammetterlo !... si agitava nella
vettura... si sgolava a dire :
– La Czarina era peggio di lui !... ancor peggio !... Mille volte di più !...
crudele... un cuore di pietra !... un vampiro !... mille volte più orribile di tutta la
rivoluzione !... Mai ha pensato al popolo !... Mai alle sue sofferenze !... del suo
povero popolo ! che veniva a supplicarla !... Mai a quanto esso subiva per colpa
sua !... Mail... Non aveva mai sofferto, lei !
– La Czarina ?... o vertigine d’orrore ! o immondizia ! Ma lei aveva avuto
cinque figli ! Tu sai che vuol dire aver cinque figli ?... Quando avrai il bacino
sconquassato come lei, cinque volte di seguito, allora potrai parlare !... Allora avrai
visceri ! sotterenze ! sofferenze !... Brutta strega !
Per dirvi com’ero sulle furie. E per colpa sua. Avrei voluto buttarla giù dalla
vettura.. Non mi tenevo più ! di brutalità ! Diventavo Russo !
L’autista ha voluto rallentare... fermare... intervenire per separarci... noi ci
battevamo... Lei non ha voluto risalire !... Era cocciuta... E’ tornata sino a
Leningrado a piedi ! Non l’ho più rivista per due giorni. Credevo di non rivederla
più !... E poi, ecco che l’è -ritornata... Avevamo già dimenticato... Non si conservava
rancore... M’ha fatto piacere rivederla... Le volevo bene, a Natalia. Non ho avuto da
lei che una sola confidenza, parlo d’una vera confidenza... quando le parlavo di
rivoluzione... le dicevo che ben presto ce l’avremo anche da noi, in Francia, il bel
comunismo... che avevamo già tutti gli Ebrei... che ciò stava maturando... allora, lei
sarebbe venuta a Parigi...
Oh, sapete, signor Celine... non è così, la rivoluzione... Per fare una
rivoluzione, occorrono due cose essenziali... anzitutto, che il popolo crepi di farne... e
poi che ci siano armi... molte armi... altrimenti... niente da farel... occorrerebbe, in
primo luogo, che ci fosse una guerra da voi... Una guerra molto lunga... e poi
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disastri... che voi crepaste tutti di fame... soltanto allora... dopo la guerra straniera...
dopo i disastri... dopo la guerra civile...
Le è passato un dubbio per la testa. Non mi ha più parlato su questo tono.
Rimaneva sempre sulla difensiva... in attitudine più o meno di guerra... Non era mai
lei... La stimavo... Avrei voluto condurla a Parigi... Era una perfetta segretaria.
segreta.
Si irritava facilmente, Natalia, nella controversia... nella dottrina... A dire il
vero, io non esistevo... Ella aveva seguito tutti i corsi di « Dialettica materialista ».
Come i preti, aveva sulla punta delle dita tutte le domande, tutte le risposte.
– Cosa fanno i capitalisti ?
– Sfruttano il povero popolo, speculano, accaparranol
– Che ne fanno dei loro capitali ?
– Trafficano ancora e sempre... fanno incetta di materie prime... creano le
carestie...
– Che ne fanno della loro fortuna ? Dormono ogni notte in tre letti ?... Hanno
quattordici amanti ?... Vanno a spasso in diciotto autoffiobili ?... Abitano ventidue
case ?... Sbaftano diciassette volte al giorno ?... i piatti più prelibati ?... Che ne fanno
in definitiva di tutto questo terribile denaro ? che estorcono allo schiacciato,
calpestato, gemente popolo ?
Ah ! ‘ste piccole astuzie non prendevano Natalia alla sprovvista.
– Si permettono tutti i capricci...
Ecco quel che aveva trovato... Di colpo, io riprendevo tutto il vantaggio.
Inesperta, si era incollata sulla questione del « capriccio »... Capriccio per lei era una
parola... nulla di più !... Non aveva mai visto « capricci »... capricci di capitalisti...
Era incapace di definire, di citarmi un esempio di capriccio... La prendevo in giro...
la facevo arrabbiare... Tuttavia, un giorno, verso la fine, ha domandato spiegazioni...
Le interessava sapere che cos’è veramente un « capriccio ». Ho cercato un buon
esempio, tanto perché d’or innanzi ella potesse cavarsela, parlando con i turisti :
– Ecco - le ho detto - ascolta bene, ti voglio smaliziare, ragazzina mia. Ero
ancora giovincello in quell’epoca... questo succedeva a Nizza verso il 1910... ero
fattorino presso un gioielliere molto famoso, il signor Ben Corème... sul Boulevard
Massena... Godevo di tutta la fiducia del padrone, Ben Corème, « il gioielliere delle
eleganti », dei « grandi Circoli e del Casino »... I miei genitori, così poveri, ma così
fondamentalmente onesti, avevano giurato sulla loro vita che non lo avrei mai
ingannato di un soldo... che poteva affidarmi dei tesori. Infatti, me ne affidava
sovente, e non erano solo parole. Il signor Ben Corème m’aveva subito messo alla
prova... e poi ricorreva solo più a me per portare ai clienti diademi, mirifiche
parures, collane lunghe parecchi metri... Mi sbaffavo più volte al giorno la salita del
Monte-Boron, verso il Palazzi della Costa, sovraccarico di scrigni, di gemme, d’oro,
di platino, di rivières... per la scelta delle « eleganti »... delle più grandi cocottes
dell’epoca... per i capricci d’una clientela high-life... la più stravagante d’Europa...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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habitués di circoli... regine del boudoir. Nelle mie tasche, chiuse da spilli di
sicurezza, recavo in una sola giornata più ricchezze che un galeone di Spagna di
ritorno dal Perù. Ma bisognava spicciarsi, correre lungo la costa... per tornare in
negozio al più presto possibile... Avevo ancora un altro lavoro di fiducia, a cui il
signor Ben Corème teneva pure essenzialmente. Dovevo rimanere in piedi nel
retrobottega, dietro la porta a piccoli vetri... Ma non dovevo mai farmi vedere... mai
entrare nel negozio !... Stavo là per sorvegliare le mani dei clienti e delle clienti... Era
la mia consegna... spiare i minimi gesti furtivi... mai perdere d’occhio le mani !...
Mai !... Ecco... E’ delicato, per un negoziante, quando si pensa, osservare le mani...
Non può far tutto nello stesso tempo... Lui deve restare tutto per i sorrisi... Deve fare
il joli-coeur al disopra del banco... premuroso... disinvolto... non deve assolutamente
abbassare lo sguardo sulle mani... Allora, ero io l’osservatore... la linee... Conoscevo
tutti i clienti... Loro invece non mi conoscevano... Conoscevo tutti i ladri... Tra gli
Slavi, ve ne erano dei perversi... donne, soprattutto... Tra le Russe, le più distinte
aristocratiche... vi eran delle belle canaglie... e cavillose !... Era un vizio per loro far
scomparire una graziosa parure !... Ah ! i manicotti !... io sorvegliavo... vedevo il
colpo che « i preparava »... un attimo... Psss ! e l’oggettino filava nel manicotto. Ed
io « toc toc toc ! »... tre colpetti contro la porta... Era il segnale per Ben Corème...
D’altronde ‘ste storie s’arrangiavano sempre in famiglia, non c’era mai scandalo...
Non bisogna che mi lamenti, c’era pure del piacere nel mio ruolo... dei
compensi... quando le clienti erano befic... quando stavano sedute... tutte fruscio di
seta e ciarlanti... io guardavo... m’ipnotizzavo... pigliavo certi colpi di caldo !... Ho
avuto una bella pubertà... Il che non m’impediva di essere onesto e di venir meno alla
mia implacabile sorveglianza... Per tutta questa fiducia, quell’alpinismo per le
consegne, la « linceria » preventiva e poi la pulizia del negozio... (apertura e chiusura
col commesso), guadagnavo 55 franchi il mese... Contando anche le mance, me la
cavavo, salvo per le scarpe, a causa soprattutto del Mont-Boron... salita con certe
pietre... che mi strappavano tutte le suole... Mi duravano 15 giorni, le scarpe,
talmente camminavo...
Il signor Ben Corème l’ha capita, alla fine-era lui a farmele risuolare.
Tra la nostra clientela, avevamo un personaggio meraviglioso, oh, non ladro
per nulla quello ! anzi, un vero prodigo, lo zio stesso dello Czar, il Granduca Nicola
Nicolaievic. E’ facile ricordarselo, non foss’altro che per la sua statura... misurava
almeno due metri. E’ lui, questo immenso, che ha perso la guerra in definitiva e gli
eserciti russi. Ah ! avrei potuto annunciarlo sin dal 1910 che avrebbe perso tutto...
Non sapeva mai quel che voleva... Un giorno, così, entra nel negozio... aveva fretta,
doveva abbassarsi per attraversare la porta... Invece, dimentica e batte la testa contro
lo stipite... Non era contento... Si siede... si palpeggia...
– Dite, Ben Carème – esclama – vorrei un regalo per una signora. Mi occorre
un braccialetto...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Svelti, gli si apportano gli oggetti... vassoi interi... ve n’era per fortune intere...
e mica roba falsa, da Ben Corème... Lui guarda... riguarda... il Gran Nicola...
esamina... mette in disordine... non poteva decidersi... si rialza, rialza i suoi due
metri... sta per uscire... « Arrivederci ! »... Bôm !..., Ribatte la testa nella cornice
della porta... Ciò l’ha fatto rimbalsare all’interno... Torna a sedere... torna a
palpeggiarsi il cranio. Aveva male...
– Ah ! datemi tutto quello, Corème !
E a piene mani, afferra tutti i braccialetti sul tavolo... se ne riempie il
soprabito... le tasche...
– Ecco fatto !... – sospira. – Ora, fatemi vedere dei porta- sigarette....
Gli si mette sotto gli occhi tutta una scelta... Rimane allocchito per un istante...
tutti oggetti in oro... incastonati di brillanti... li apre tutti... li richiude secco... si
diverte così a farli scattare, schioccare... Ploc !... Plac !. Ploc !... Plac !... Ploc !., Poi
quel rumore lo irrita... Allora arraffa tutto l’assortimento... due... tre dozzine... li ficca
di forza nelle tasche, in più dei braccialetti... Si alza... si dirige verso la porta...
« Sire ! Sire ! Attenzione ! la testa ! ». Ben Corème è scattato... Il Granduca si
china... sorridendo... passa... ma, sulla soglia, cambia idea... gira sii se stesso... in un
brusco movimento... vuole rientrare nel negozio... Bamm !... si rischiaffa un gran
colpo contro lo stipite !... Si tiene la testa con le due mani... Indietreggia...
– Corème ! Corème ! Manderete la nota a Pietroburgo !... a mio nipote !
Sceglierà lui... laggiù !... Sarà meglio !... Sarà molto meglio...
Ecco il capriccio, Natalia... Ecco l’autentico capriccio !... Bisogna ricordarlo,
Natalia, questo buon esempio di capriccio...
Povero Nicola Nicolaievic, i capricci continuano sempre per quel che riguarda
la sua memoria...
Il suo grande Palazzo sulla Neva è diventato, dopo il 118, « L’Istituto per il
Cervello ». lo Studio dei Fenomeni Psichici.
E’ fortuito, ma capita bene.
– Vedi come la vita può essere strana... e come il mondo è, piccolo, anche per
il grande Nicola Nicolaievic che non aveva proprio nessuna testa...
I.’ha fatta ridere, Natalia... questa storiella... ma moderatamente... credeva
ch’io volessi ricominciare, come a’ Tzarkoie-Selò... offrirmi ancora una crisi... mi
trovava astuto...
In fondo, bastano queste tre parole che si ripetono : il tempo passa... Bastano
per tutto...
Nulla sfugge al tempo... salvo piccoli echi sempre più sordi... sempre più rari...
che importanza hanno ?
Mi sono giunte alcune lettere della Russia... di Natalia...
Non rispondo mai alle lettere... Un lungo silenzio... e poi un’ultima lettera...
Caro Signor Céline,
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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Non credetemi né morta né scomparsa... Solamente, sono stata molto malata in
questi mesi e non potevo scrivervi. E’ passato ! Sono guarita, ma non sono più forte
come prima... Uinverno è finito, è primavera anche da noi, col sole che aspettavo...
con tanta impazienza. Mi sento ancora molto debole e un po’ triste. Voi non mi
scrivete più... M’avete forse già dimenticata ?... In questo momento, a Leningrado
abbiamo visitatori francesi e ne attendiamo ancora molti per le feste di giugno.
Verrete un giorno ?... Sarebbe magnifico. Vorrei tanto avere vostre notizie : vi dò
l’indirizzo di casa mia.
I miei migliori saluti.
NATALIA
E poi ecco...
Lentamente, diventeranno tutti fantasmi... tutti... Yubelblat... e la Nonna... e
Natalia, come Elisabetta, l’altra imperatrice... come Nicola Nicolaievic che faticava
tanto a scegliere... come Borodin... come Jacob Schiff... che era così ricco e potente...
come tutto l’« Intelligence Service »... e l’« Istituto del Cervelo »... come le mie
scarpe al Mont-Boron... tutto diventerà fantasma... luuu !... luuu !... li si vedra’ sulle
lande... E sarà meglio per loro... saranno più felici, molto più felici, nel vento... nelle
pieghe dell’ombra... luuu !... Iuuu !... Non voglio più andare in nessun posto... Le
mani sono piene di fantasmi... verso l’Irlanda... o verso la Russia... diffido dei
fantasmi... ce ne sono dappertutto... non voglio più viaggiare... è troppo pericoloso...
Voglio rimanere qui per vedere... per vedere tutto... voglio diventare fantasma qui,
nel mio buco... nella mia tana... farò a tutti : huuu !... huuu !... Creperanno di
paura !... M’hanno scocciato abbastanza quand’ero vivo... sarà il mio turno...
E quel balletto ?... Era pronto... ne ero contento... sempre a proposito di
fantasmi... Lo destinavo a Leningrado... E poi ecco !... le circostanze... peccatoL.
tanto peggio !... Vi leggerò il principio di questo divertimento !... una bagattella !...
Tutto ?... vi annoierei... E’ forse un’epopea plausibile ?... un’intenzione
ponderabile ?... No !... Semplicemente un piccolo sussulto tra la morte e l’esistenza...
esattamente su nostra misura... eccolo danzare esattamente tra la morte e l’esistenza...
ciò distrae... mi seguite ?... Un po’ di luce e d’accordo... il Sogno ci trascina via... Ma
la Musica ?... Ah ! ecco la mia angoscia !... Ricasco abbattuto !... Musica !... ali della
Danza !. Senza la Musica tutto crolla e striscia... Musica edificio del Sogno !... Son
fregato ancora una volta... Se per caso, tra le vostre conoscenze, sentite parlare...
d’un musicista abbastanza fragile... che domandi solo di fare qualcosa di buono... ve
ne prego... un piccolo cenno... gli farò delle condizioni... tra la morte e l’esistenza...
potremo sicuramente intenderci.
VAN BAGADEN
GRAN BALLETTO MIMICO E QUALCHE PAROLA
Questi avvenimenti si svolgono ad Anversa, verso il 1&30. La scena
rappresenta l’interno di un hangar immenso. Tutto un popolo di facchini, scaricatori,
doganieri, lavorano, trasportano, trasbordano, allineano, sventrano... colli... tessuti...
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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seterie... cotoni... granaglie... Essi vanno... vengono da una porta all’altra... In fondo
all’hangar, tra separazioni... alti, altissimi ammassi di merce in disordine...
ammucchiati... tè... caffè... spezie... drapperie... legnami coloniali... bambù... canne
da zucchero... N’ella grande animazione, si nota un gruppo di vivaci operaie...
graziose birichine... Esse passano... ritornano... alate... raggianti... civettuole... tra i
grupi di pesanti, sudati lavoratori... si dan da fare... vanno... rivengono... Preparano i
profumi versano... in boccette con molte precauzioni... profumi d’Arabia... delle
Indie... d’Oriente... grande timore d’essere urtate... con i loro preziosi fiaconi...
piccole grida di spavento... fruscii.... Per prime, esse annusano le essenze... delizia !...
piccole estasi !... Litigano a proposito di profumi... sul modo di disporre le boccette...
Esse occupano con le loro scansie e fiule... e tavolinetti... tutto un lato dell’hangar...
una uccelliera... sempre pigolante... sempre agitata... Le « sigaraie », altre civettuole,
occupano il lato opposto... anch’esse perdono molto tempo in piccoli maneggi...
vanno,vengono... chiacchierano... Tutte queste personcine si agitano tra le corvées
degli scaricatori che vanno e vengono dalle navi... lenta processione di questi
« forti » sovraccarichi di pesantissimi f ardelli... enormi balle... tronchi d’albero...
Alcuni facchini prendono un po’ in giro... fanno dispettucci alle « rofumier »...
rubano sigari alle « sigarie »... mentre passano... Gran baccano... dispute... danze
d’insieme... nell’enorme hangar... ronzio d’attività... di lavoro... di litigi... Si sentono
pure i rumori dei gran porto... le sirene... gli appelli... i canti degli uomini della
corvée... le canzoni dei manovratori... ecc... poi altre musiche... organetti di
Barberia... suonatori ambulanti... sorge un negro... dalla banchina balza in pieno
hangar... piccolo intermezzo selvaggio... se ne va com’è venuto, il negro... con un
balzo !...
Sin dall’inizio, si noterà che una delle « profumiere » si mostra più graziosa,
più indiavolata delle altre... più civettuola... più elegante... la prima ballerina...
Mitje... In un angolo dell’hangar, uno stanzino... lo spettatore vedrà l’interno di
questo bugigattolo : l’Ufficio dell’Armatore... separato dall’agitazione del grande
hangar da un paravento... Nello stanzino, l’armatore Van Bagaden, raggrinzito,
magrissimo, podagroso, bisbetico... nel fondo di un’enorme poltrona... Van
Bagaden !... non può più muoversi dalla sua poltrona... non lo lascia più, quello
stanzino !... E’ là che vive... bestemmia, si irrita, s’infuria, dorme, minaccia, mangia,
sputa giallo, e custodisce il suo oro... l’oro che gli arriva da cento navi... Armatore su
tutti i rhari del mondo !... Così noi vediamo Vari Bagaden, tiranno dei mari e dei
navigatori, nel suo antro... Attorno alla testa, porta un gran turbante nero che lo ripara
dalle correnti d’aria... E’ affogato tra spesse la ne... Solo la testa emerge da questo
infagottamento... Non smette di sacramentare, d’insultare il suo commesso, il
disgraziato Peter.... Questi, accanto a lui, issato su imo sgabello da contabile,
continua ad allineare cifre... addizionare... su enormi registri... Tutto il suo tavolo è
ingombro di enormi registri... Il vecchissimo Vari Bagaden si arrabbia, minaccia,
mummia coriacea, maledetta !. Secondo lui, Peter non è mai abbastanza svelto... nei
CÉLINE : Bagattelle per un massacro
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suoi conti... Van Bagaden picchia per terra con la grossa canna... si agita sulla
poltrona... non si tranquillizza mai... Peter ha un sussulto ad ogni colpo di canna... il
rumore, l’agitazione dell’hangar... Vari Bagaden non può sopportarla... I suoi operai
si divertono, dunque, anziché lavorare !... Sente le ragazze, le risa delle operaie,
l’allegro rumorio... Non ha dunque più autorità !... E’ troppo vecchio !... Quelle
piccole canaglie si beffano di lui !... gli sf uggono !... Non riesce più a farsi
obbedire !... Dannazione !... Vorrebbe alzarsi dalla poltrona... ricade... Ed ogni volta
picchia con rabbia il pavimento... Con la sua terribile canna... Anziché allarmarsi, le
piccole operaie, i giovani delle corvées, tutto quel popolo sul lavoro, ne ride e
scande ! alla cadenza ! della canna !... Disperazione del vecchio Vari Bagaden
beffato... ridicolo... (i topi ballano, il vecchio gatto non può più muoversi)... Le
« profumiere », biricchine, vanno a gettare un’occhiata dietro il paravento... poi
fuggono, raccaprícciate... soprattutto la civettuola Mitiè, la più vivace, la più
bricconcella... di tutto quello sciame... Peter, il commesso fedele, è legato ai suoi
enormi registri da una catena... e allo sgabello da una complicata ferraglia... Peter è
la vittima su cui il vecchio terribile tiranno Van Bagaden sfoga il suo malumore...
Sussulta, Peter, di terrore, sullo sgabello... ogni volta che la canna del vecchio batte
per terra... E incomincia ancora una volta le addizioni...
Un capitano di lungo corso penetra nell’hangar, attraversa i gruppi... Viene ad
avvertire il vecchio Van Bagaden...
All’orecchio, gli mormora qualche parola... il vecchio Van Bagaden picchia...
ripicchia... con forza, il pavimento... Peter sussulta... Van Bagaden passa a Peter una
piccola chiave... Peter apre i lucchetti della ferraglia in cui è prigioniero... Può
scendere dallo sgabello... Esce dall’hangar col capitano...
Grande interesse nell’hangar... Grande emozione... Grande chiacchierio...
Commenti... Si aspetta...
Dopo un po’, Peter ritorna, trascinando dietro di sé, in una grande rete,
un’enorme massa... un prodigioso ammucchiamento di perle... una formidabile
collana... un gioiello fantastico... tutto di perle... ognuna grossa come un’arancia...
Peter rifiuta che lo si aiuti a trascinare questo magnifico fardello sino ai piedi di Van
Bagaden... La danza viene interrotta... Tutta la folla dell’hangar... manovali, marinai,
operai, operaie... commentano con ammirazione l’arrivo di questo nuovo tesoro...
Van Bagaden, non batte ciglio. Fa spostare un po’ la poltrona... Fa aprire da Peter il
profondo cofano che si trova giusto dietro di lui. Peter rinchiude con molte
precauzioni lo straordinario gioiello in quella piccola caverna... poi risale sul suo
sgabello, si rimette le catene attorno alle caviglie... richiude il lucchetto, ridà la
chiave a Van Bagaden e ricomincia le sue addizioni... E il lavoro riprende ovunque...
Passa un momento... e poi un altro capitano arriva... mormora un’altra notizia
all’orecchio del vecchio Van Bagaden... E lo stesso maneggio ricomincia... Peter
stavolta ritorna sovraccarico di cofanetti e di bisacce... altri gioielli, doppioni... pietre
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preziose... rubini... giganteschi esmeraldi... Anche questo rinchiuso a triplice giro di
chiave, con la stessa cerimonia, dietro Van Bagaden...
Interrotto per un attimo... il traffico dell’hangar, il trasporto dei pesanti colli...
riprende indiavolatto...
Sulla banchina... da lontano... arrivano ot- gli eehi d’una fanfara marziale...
fanfara che si avvicina... La si vede sfilare davanti alla porta... tutta ape,ta... nel
fondo... soldati... borghesi... marinai... tipi allegri... ubriachi... una folla in piena
effervescenza... Allegra... scatenata... Immense bandiere spiegate che passano... al di
sopra della folla... Bandiere con immagini... poi un « santo », minuscolo, su una
portantina... e poi immensi giganti di cartone... trascinati dalla folla... in festa... Il
vecchio Van Bagaden, inchiodato nel suo stanzino... s’arrabbia... protesta... contro
quel nuovo baccano !...
Che rabbia di divertirsi barino tutti !... Van Bagaden, lui, non s’è mai
divertito !... La gioia gli fa orrore e le grossolane farandole di quella canaglia lo
disgustano !... con grandi sforzi, si solleva un po’ sulla poltrona_ che sofferenza !...
che agonia !... Finalmente, vede un po’... Orrore ! Tutti quei fantocci in delirio...
Manda in fretta Peter... verso quella nuova folla... quella sarabanda insultante...
« Richiamali al lavoro !... subito !... all’ordine !... quelle canaglie !... Prendi la mia
canna, Peter !... Bastonali !... Ammazzali tutti, quei farabutti... Voglio essere
ubbidito ».
Ma ora la festa sale... si amplifica... sommerge tutta la banchina... tutto lo
spazio... tutti gli echi !...
Il povero Peter, l’uomo di paglia, è l’utile idiota, sperduto, col suo bastone, si
dimena tutto solo contro quella folla... contro quella gioia, quella follia... l’immensa
farandolai...
FINE
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LOUIS FERDINANDO CÉLINE nacque a Courbevoie nel 1894. Partecipò
alla prima guerra mondiale dove fu gravemente ferito. Medico condotto nei quartieri
popolari di Parigi, si rivelò nel 1932 con « Viaggio al termine della notte », cui segui
nel 1936 l’altro suo capolavoro : « Morte a credito ».
Nel ‘37 fu pubblicato « Bagattelle per un massacro », il più famoso dei suoi
pamphlets. Durante la guerra continuò a svolgere funzioni di medico e a scrivere :
Les Beaux Draps e L'École des cadavres. Nel ‘44 pubblicò « Guignol’s Band ».
Nel ‘45 attraversò la Germania per recarsi in Danimarca dove fu arrestato in
seguito alla condanna per collaborazionismo pronunciata in Francia.
Rilasciato poté rimpatriare nel ‘51 inseguito all’amnistia. Morì in 1961.
Nel frattempo erano usciti : « Casse-pipe » (1949), « Féérie pour une autre
fois » (1952), « Normance » (1954), « Entretiens avec le professeur Y » (1955),
« D’un château l’autre » (1956), « Nord » (1960); a cui si aggiunsero postumi, « Le
Pont de Londres » (1964) e « Rigodon » (1969).