martedì 27 gennaio 2015

Sottomissione, di Michel Houellebecq



Leggendo le prime pagine di Sottomissione di Houellebecq, come per Céline, non è la storia narrata che conta, ma lo stile. E in poche righe, i personaggi, la tensione stabilita, il quadro tratteggiato, i dialoghi, i tic, l'ambiente universitario, il facile "tradimento dei chierici". Bel romanzo e, venendo ai temi affrontati, formidabile fustigazione - ben al di là del suo presunto anti islamismo - del tramonto dell'Europa, consumista, catatonico-depressiva, despiritualizzata e esangue, paradossalmente "salvata" proprio dal nuovo regime islamico illuminato che H. immagina.


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