lunedì 3 agosto 2009

Polemica all'Istituto italiano di cultura: Antonio Puri Purini e gli zombie nazzzisti!


LA POLEMICA Il film curato da Piero Melograni sulla visita del Führer era stato approvato dall' Istituto di cultura


Hitler e il Duce nel ' 38. Scoppia un caso Italia a Berlino
La presentazione del documentario bocciata dall' ambasciatore


Quegli otto giorni che cambiarono l' Europa, e rafforzarono definitivamente l' Asse, tornano a innescare, se non le passioni, almeno le polemiche tra Roma e Berlino. Perché una manifestazione indetta nella capitale tedesca per discutere lo storico viaggio in Italia di Adolf Hitler, nel maggio 1938, al culmine della potenza e della popolarità delle due dittature, è diventata un caso diplomatico e culturale. Ma c' è un aspetto inconsueto nella vicenda: lo scontro, benché si svolga sul suolo tedesco, è tutto italiano. L' ambasciatore Antonio Puri Purini contesta il direttore dell' Istituto italiano di cultura a Berlino, Renato Cristin, senza risparmio di argomenti polemici. «Non è la prima volta che l' attuale ambasciatore a Berlino tenta di boicottare le attività dell' Istituto», denuncia Renato Cristin. «Negli altri casi ho tollerato per senso di responsabilità istituzionale, e perché non coinvolgevano direttamente le istituzioni universitarie e la ricerca, ma questa volta devo reagire perché la manifestazione è una tavola rotonda di carattere accademico, organizzata in collaborazione con la Freie Universität di Berlino». «Siamo di fronte a un errore formale, dove LA POLEMICA Il film curato da Piero Melograni sulla visita del Führer era stato approvato dall' Istituto di cultura
Hitler e il Duce nel ' 38. Scoppia un caso Italia a Berlino
La presentazione del documentario bocciata dall' ambasciatore


Quegli otto giorni che cambiarono l' Europa, e rafforzarono definitivamente l' Asse, tornano a innescare, se non le passioni, almeno le polemiche tra Roma e Berlino. Perché una manifestazione indetta nella capitale tedesca per discutere lo storico viaggio in Italia di Adolf Hitler, nel maggio 1938, al culmine della potenza e della popolarità delle due dittature, è diventata un caso diplomatico e culturale. Ma c' è un aspetto inconsueto nella vicenda: lo scontro, benché si svolga sul suolo tedesco, è tutto italiano. L' ambasciatore Antonio Puri Purini contesta il direttore dell' Istituto italiano di cultura a Berlino, Renato Cristin, senza risparmio di argomenti polemici. «Non è la prima volta che l' attuale ambasciatore a Berlino tenta di boicottare le attività dell' Istituto», denuncia Renato Cristin. «Negli altri casi ho tollerato per senso di responsabilità istituzionale, e perché non coinvolgevano direttamente le istituzioni universitarie e la ricerca, ma questa volta devo reagire perché la manifestazione è una tavola rotonda di carattere accademico, organizzata in collaborazione con la Freie Universität di Berlino». «Siamo di fronte a un errore formale, dove però la forma diventa sostanza», replica l' ambasciatore Antonio Puri Purini, «nel senso che qui si rasenta l' apologia del fascismo e del nazismo». Pietra dello scandalo non è la manifestazione in sé, che tra l' altro prevede, oltre a quella di alcuni accademici tedeschi, anche la partecipazione dello storico Piero Melograni e dell' attuale presidente dell' Istituto Luce, il senatore diessino Stefano Passigli. Lo è invece l' invito ufficiale, che comprende la panoramica di una piazza italiana traboccante di folla e una delle tante immagini scattate in quei giorni frenetici, che ritrae Duce e Führer a fianco a fianco, sguardo deciso e passo militare. «Appaiono aitanti, simpatici e sicuri della loro forza davanti a un pubblico esultante», commenta l' ambasciatore Puri Purini, «e questa è l' immagine che viene proposta oggi per una conferenza che ha avviato l' Italia verso l' abisso. Sarebbe come se l' ambasciatore russo, oggi, autorizzasse una rievocazione trionfale del patto Molotov-Ribbentrop». «Su proposta di Piero Melograni ho proposto ai colleghi della Freie Universität questo lavoro, realizzato con l' Istituto Luce, e loro dopo aver valutato con favore il documento e la sua presentazione nell' invito ufficiale, hanno deciso di proiettarlo facendone seguire una tavola rotonda», risponde Cristin. «Tutti d' accordo, dunque, noi e loro. Adesso posso soltanto denunciare il tentativo di sabotare una libera iniziativa accademica tedesca, e chiedere che le istituzioni italiane facciano chiarezza. Si vuole limitare libertà e autonomia della ricerca». Ma la questione dell' invito? «Sfido chiunque a trovarci un' apologia della dittatura», commenta Cristin. «Se si decidesse di correggere l' invito, sostituendolo con un altro, si finirebbe col peggiorare le cose», insiste Puri Purini. Aggiunge: «Escludo che da parte dell' Istituto ci sia stata malizia, tuttavia ora chiedo un rinvio dell' evento a data da destinarsi». E invece no, non se ne parla, fa sapere Cristin: «Io non recedo, è inconcepibile che l' università tedesca si pieghi. Dunque, la manifestazione si terrà il 24 novembre, come previsto». In mezzo ai due fuochi, lo storico Piero Melograni, ideatore del filmato, non prende posizione nel merito della polemica ma rivendica le novità storiche contenute nel suo lavoro: «Tra l' altro dimostra come la polizia fascista abbia approfittato dei fondi stanziati per la visita di Hitler allo scopo di potenziare se stessa e creare i suoi famosi archivi». Come andrà a finire, adesso, è difficile prevederlo: i primi ad assistere sorpresi allo scontro frontale, per il momento, sono i tedeschi. Perché quello storico viaggio in Italia compiuto da Hitler nel maggio del ' 38, dopo l' annessione dell' Austria, ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva. Per le centinaia di tedeschi al seguito del Führer, quella fu l' occasione di una parata gigantesca, anzi di una «calata in Italia» che certificò non solo l' apogeo nazista, ma lo status privilegiato degli invitati. Per il regime fascista, fu l' occasione irripetibile di esibire la propria, apparente, forza organizzativa. Per l' Asse Roma-Berlino, una specie di sigillo finale. L' ultima, effimera estate degli spiriti prima che sul mondo calassero i venti gelidi della guerra e dello sterminio: così oggi la maggior parte dei libri di storia descrive quei giorni. Non per caso, le scene di entusiasmo collettivo della folla romana fanno da contrappunto malinconico e grottesco, in «Una giornata particolare», il celebre film di Ettore Scola, all' amore struggente e impossibile tra Marcello Mastroianni e Sofia Loren. Crepuscolare lui, splendida lei, entrambi senza speranza. * * * libro & film «Una giornata particolare», ovvero «incontrarsi e dirsi addio nella Roma del ' 38»: è il libro pubblicato dalle edizioni Lindau, e curato da Tullio Kezich, che racconta il film di Scola, affidando a scrittori come Enzo Bettiza la ricostruzione del contesto storico. Molti fotogrammi del film, pubblicati nel libro, sono tratti dai documentari sulla visita di Hitler; gli altri raccontano la storia d' amore fra Sofia Loren e Marcello Mastroianni, omosessuale e vittima del regime
Fertilio Dario
Pagina 31(6 novembre 2006) - Corriere della Sera



Notizia vecchia ma sempre emblematica del bispensiero... l'ambasciatore Puri Purini, nella sua purissima fede progressista-politicamente corretta versione GPU, avrebbe preferito gettare nel buco della memoria le foto in oggetto, e sostituirle con la foto in alto in questo post: volete mettere, invece di banali nazzzzzisti che «Appaiono aitanti, simpatici e sicuri della loro forza davanti a un pubblico esultante»! Si sa che i nazzzisti erano sempre e soltanto invece tetri, impotenti e violenti, insicuri ma arroganti, brutti e cattivi, con volti corrosi dal potere... Sennò che rappresentanti del Male Assoluto erano?

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